Categorie
Pop

Stefanelli E’ Controcorrente

Controcorrente, e già il titolo dice tutto.

No, non è uno specchietto per le allodole, anzi. Per tutti i miscredenti e i malfidati di turno (tipo me), inciampare in un titolo simile aziona subito condanne da bar a priori contro tutti questi rivoluzionari da cortile, che controcorrente sanno andare ma solo a parole, un po’ come me, un po’ come noi.

E allora, ascoltare il singolo d’esordio di Stefanelli (che esordiente non è, affatto, e lo si evince non solo dalla sua biografia ma anche dalla maturità della sua poetica) fa bene alla fede, e male all’invidia di che da sempre si professa essere in direzione ostinata e contraria, annegando negli spritz del sabato sera: Stefanelli ha coraggio, e lo mette tutto – o almeno, quanto basta a farci strabuzzare gli occhi ed allargare cuore e orecchie – nel brano che da inizio al suo nuovo giro di danze; l’andamento imprevedibile della produzione rende “Controcorrente” inadatta ai deboli di cuore nel suo saliscendi emotivo archittato per evadere – ma con coscienza – ogni forma di prevedibilità: svuotamenti improvvisi si fanno contraltari di esplosioni incontrollate e libere di deflagrare nella bolla di un singolo che è tutto tranne che mainstream.

Stefanelli è indipendente, sì, ma a livello più alto, concettuale, laddove indipendenza e libertà finiscono con il coincidere e farsi manifesto: non c’è emulazione, e per quanto i riferimenti possano essere più o meno evidenti (da DeMarco a De Leo, da Colombre a Tame Impala) tutta la produzione va nella direzione di una precisa autonomia rispetto ad ogni mercato.

Ed ecco che, nell’ascoltatore famelico, la domanda si crea di fronte alla bontà di un’offerta irrifiutabile; insomma, a noi l’acquolina in bocca è venuta. Speriamo solo che il buon Stefanelli non ci costringa a digiuni troppo lunghi, ora che ci siamo ricordati cosa voglia dire godersi un pasto, senza doverlo per forza consumare.