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Tra i “Circuiti” di Riccardo Romano, un’intervista

E’ appena uscito il nuovo EP di Riccardo Romano, cantautore dal profilo interessante che porta ad una forma definitiva le pubblicazioni degli ultimi mesi. Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui, eccole qui:

Ciao Riccardo! Per prima cosa, come stai? Come hai vissuto in questi mesi particolari?

Ciao a tutti! Sto bene, grazie. Questi mesi li ho passati chiuso in casa tra musica, videogiochi, cibo, un giretto col cane ogni tanto e cicli di sonno veglia sballati. Un po’ come tutti, no? Fortunatamente però questo periodo è passato senza eventi particolari e senza positivi. È stato però un periodo produttivo visto che sono riuscito, nonostante tutto, a girare il videoclip di uno dei brani presenti nell’EP, ossia “Socialvitamanager”.

Passiamo a “Circuiti”, il tuo nuovo EP. Quando sono nate queste canzoni? E soprattutto… come?

Circuiti” e i suoi brani nascono come primo lavoro da solista dopo anni passati come frontman di una band ma soprattutto nascono dopo un evento che mi è successo tra il 2018 e il 2019, che mi ha portato a riflettere su me stesso e a cominciare una ricerca introspettiva. Quell’evento è stato un intervento al cuore dovuto a frequenti attacchi di tachicardia, che consisteva nel bruciare un “circuito” andato in tilt che provocava appunto questi attacchi. Ora sto benissimo, non preoccupatevi, sono più forte di prima! Dopo l’intervento ho cominciato a scrivere “Corto Circuito”, brano presente all’interno dell’EP, che parla proprio di questo avvenimento.
Questa canzone ha dato il via alla creazione di tutte le altre, perché mentre la scrivevo nella mia testa si susseguivano domande su me stesso e sui miei atteggiamenti, che mi spingevano a trovare una risposta, poi espressa all’interno degli altri brani, ma soprattutto del titolo di questo EP dove ogni canzone è appunto un mio “circuito”.

I sei brani di “Circuiti” scavano nella tua vita. Cosa raccontano di te? 

Nei brani di “Circuiti” sono presenti varie sfaccettature di me. Ho scritto di una mia grande “dote”, ossia la pigrizia e della mia perenne lotta contro di essa per evitare di passare tutta la vita sul divano. Racconto della mia quotidianità e degli imprevisti di tutti i giorni, che puntualmente mettono i bastoni tra le ruote e tutto quello che hai organizzato viene buttato fuori dalla finestra. Come dicevo prima parlo del mio cuore, o meglio, del rapporto che ho con lui e di come io mi conosca in modo così superficiale, ma parlo anche del rapporto con mio padre e del fatto che più cresco e più mi accorgo di assomigliargli pur avendo ancora punti di vista differenti su vari argomenti. Racconto del mio essere chiuso e introverso, della difficoltà che ho nel parlare con gli altri dei miei problemi, motivo per cui tendo ad isolarmi e infine parlo di quanto sia bello stare bene riuscendo anche a perdersi in 20 metri quadrati con la propria metà.

Dove vorresti arrivare con le tue canzoni? Svelaci il tuo obiettivo più grande.

Quello che mi piacerebbe realizzare in primis con la mia musica e le mie canzoni è il trasmettere un po’ di me e riuscire a far immedesimare l’ascoltatore in quello che scrivo, far in modo che senta quelle parole come se fossero sue. Sapere che qualcuno ha vissuto qualcosa di simile a quello che ho scritto o solo il fatto che si sia ritrovato in quelle parole per me sarebbe un successo. Un mio piccolo sogno nel cassetto invece come obiettivo sarebbe quello di suonare all’Arena di Verona. Il suonare in un anfiteatro di origine romana, che viene utilizzato ormai da secoli e tutt’oggi resiste mi affascina follemente.

Come definiresti il sound di “Circuiti”? E cosa lo rende diverso da quello di altri cantautori emergenti che come te si stanno affacciando sull’industria discografica?

Il sound di “Circuiti” è un aspetto su cui ho lavorato insieme a Lorenzo Avanzi, che oltre all’arrangiamento ha curato mix e master dell’EP. Quando siamo partiti con i brani abbiamo deciso in modo unanime di non porci limiti sui suoni, Volevamo sperimentare. Ci sono brani dove l’elettronica la fa da padrone con sonorità Synth Wave oppure Low-Fi, mentre altri hanno una forte presenza di riff di chitarra elettrica e altre sono ballad al pianoforte accompagnate però da batterie elettroniche. Abbiamo sperimentato e amalgamato insieme tanti sound per fare in modo che ogni canzone fosse unica. Forse è proprio questo che lo differenzia da altri EP, il poter andar incontro a tanti ascoltatori diversi, ognuno con un suo genere preferito.

Grazie per il tuo tempo! Ti chiediamo di salutare i nostri lettori con una frase tratta da “Circuiti” che ti descriva al meglio.

Grazie a voi, è stato un piacere! Vi saluto dicendovi che “La mia quotidianità è un imprevisto dell’ultimo minuto.”