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APE NEL PARCO: Martedì 7 a Milano, gli Addict Ameba ci conquisteranno, li abbiamo intervistati

Addict Ameba è un collettivo musicale con base a Milano, nel quartiere Casoretto. La band di dieci elementi nasce allo storico studio Il Guscio, dove è stato registrato il primo disco, Panamor, uscito a luglio 2020 per Black Sweat Records. L’esordio – che mescola afro, ethio jazz, psych rock e musica latina – è stato apprezzato e salutato con curiosità dalla critica (Musical Box Rai Radio 2 e Battiti Rai Radio 3, BBC Radio 6, Internazionale, Rumore, Zero…). Attualmente stanno lavorando al secondo disco.

Martedì 7 Giugno a Parco Sempione (zona Arena Civica) a Milano gli Addict Ameba saranno ospiti di APE, con Milangeles che curerà il dj set a seguire. APE è un collettivo che si è consolidato come una delle principali realtà milanesi, creando eventi all’aperto con l’obiettivo di valorizzare l’aggregazione sociale. In questa nuova stagione ritroveremo come sempre l’accesso gratuito, street food e drinks per l’aperitivo, concerti, djset e tanto divertimento. 

  1. Quanto è importante Milano e la scena milanese per l’ispirazione del vostro progetto? 

Milano è la nostra culla e la nostra bara, citando il grande Testori. Alcuni di noi sono nati qui, altri ci sono arrivati. Ci sopravviviamo come tutti, cercando le cose belle e creandone a nostra volta, si vedano le rassegne e i concerti organizzati da molti di noi con la Chullu. 

La scena musicale milanese è vivissima, abbiamo fratelli e sorelle in numerose band come Al Doum & The Faryds, Mombao, Il Mago del Gelato, Mefisto Brass, K^B°B° Orchestra… Da ognuno di questi progetti veniamo inevitabilmente contaminati, così come da questa città che contiene il mondo, specialmente nella nostra zona, a nord est, tra Loreto, Lambrate e via Padova.

  1. Il vostro debutto risale al 2020, anno non proprio facile per il mercato musicale. Com’è andata per voi? 

Effettivamente è stato un periodaccio, alcuni di noi sono partiti e abbiamo dovuto ricompattare la banda. Avevamo il disco pronto e nonostante l’impossibilità di promuoverlo abbiamo deciso di buttarlo fuori perché “Panamor” è un messaggio d’amore universale e pensavamo ce ne fosse bisogno. Per il lancio del disco anziché un concerto abbiamo organizzato una caccia al tesoro al parco Lambro. Ci siamo nascosti tutti e dieci e di volta in volta davamo indicazioni per trovare la tappa successiva e i premi. È finita in una gran jam e dj set… Un anno fa, quando suonare era ancora difficile, abbiamo autoprodotto un concerto sempre al parco Lambro. Sembrava un piccolo Re Nudo!

  1. In che modo il Covid ha influito invece positivamente sul destino degli Addict Ameba? 

Senza queste vicissitudini non avremmo incrociato i nuovi musicisti che ci hanno trasmesso nuova energia e nuove idee (Julie Ant alla batteria, Lorenzo Faraò al sax, Thomas Umbaca al piano, Rabii Brahim alla voce). Inoltre quel lungo stop e la voglia di tornare a suonare ci ha fatto capire quanto tenevamo a questo ensemble. Il calore del nostro piccolo ma affezionato pubblico, al nostro ritorno sul palco, ci ha scaldati non poco.

  1. Come nasce invece la vostra collaborazione con il collettivo APE? 

Alcuni di noi conoscono i ragazzi di APE dall’inizio, da quando organizzavano i ritrovi al chiosco di Pippo in porta Venezia. Li abbiamo sempre seguiti con simpatia, ci piace l’idea di dare la possibilità ai giovani di vivere lo spazio pubblico gratuitamente, creando socialità. Sono occasioni di scambio e condivisione, con una particolare cura della selezione musicale.  

  1. Programmi per il futuro?

Quest’estate saremo in tour in giro per la Sicilia, dal 13 al 22 agosto. Seguiteci per scoprire dove, di sicuro sarà una bella ballotta. Partiremo in dieci ma speriamo nell’effetto valanga, cioè di finire in mille e riconquistare l’Italia dal basso. Scherzi a parte stiamo anche lavorando al secondo disco, in uscita nel 2023… stay ameba!