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Elettronica Internazionale Intervista

Intervista a Flemma: “Ogni singolo è stato una piccola crisi, o un modo per respirare”

Lo abbiamo conosciuto nel 2019 con una canzone che sembrava sussurrare da una cameretta in penombra. Da allora, Flemma ha pubblicato otto singoli, esplorando sonorità elettroniche, testi introspettivi e una voce sempre più riconoscibile, tra glitch e cantautorato sommerso.

Oggi ci racconta la storia dietro ogni suo brano.


“La primavera” (2019)

Cominciamo dal principio. “La primavera” è stato il tuo esordio. Che ricordo hai di quel pezzo?

«È nato senza nessuna pretesa. L’avevo registrato in casa, con attrezzatura minima. La voce è bassa, quasi nascosta, eppure è forse il brano più sincero che abbia mai scritto. Parla di una rinascita stanca, non trionfale. L’ho sempre visto come il mio punto zero.»


“Luci spente” (2019)

A distanza di pochi mesi è uscito “Luci spente”. Lì il suono cambia.

«Sì, ho iniziato a sperimentare un po’ di più. “Luci spente” è un pezzo che parla di isolamento, ma con una produzione più pensata. Il synth principale è stato creato da zero, partendo da un’onda sinusoidale. Volevo che il brano sembrasse sospeso, come se fosse immerso in una nebbia.»


“Colmo” (2020)

Nel 2020 esce “Colmo”, forse uno dei brani più crudi.

«Lo è. L’ho scritto in un momento di totale esaurimento emotivo. Il titolo viene da quella sensazione di essere arrivati al limite. È un pezzo essenziale, senza fronzoli. Volevo che sembrasse un battito cardiaco regolare che a un certo punto si inceppa.»


“Piuttosto che” (2020)

Subito dopo, però, pubblichi qualcosa di molto diverso. “Piuttosto che” è quasi sarcastico.

«L’ho scritto per gioco, ma poi mi sono affezionato. È un brano su quanto il linguaggio sia vuoto a volte. “Piuttosto che” viene usato malissimo nella lingua parlata, e quella cosa mi faceva impazzire. Ho provato a costruirci attorno una piccola critica ironica, usando una melodia pop.»


“Ossigeno” (2021)

“Ossigeno” è un brano molto più etereo. Ci sono arpeggiatori, suoni sospesi…

«Esatto. L’ho scritto dopo una giornata di panico. Avevo bisogno di respirare e ho provato a tradurre quella sensazione in musica. Ogni suono ha uno spazio, una distanza. È un brano che lascia entrare l’aria.»


“Noire” (2022)

Nel 2022 arrivi a “Noire”, dove sembra esserci un’estetica cinematografica.

«È vero. Mi ero immerso in alcuni ascolti più scuri — colonne sonore, synthwave, stuff da film noir. “Noire” è una camminata notturna nella mia testa. È cupa ma controllata, c’è tensione ma non esplosione. È una delle produzioni a cui tengo di più.»


“Ricky” (2023)

Poi torni con “Ricky”, che suona più personale. Chi è Ricky?

«È un nome, ma anche un’idea. È una figura a cui ho voluto bene, ma che è rimasta sospesa. Non è una canzone d’amore, è una canzone di affetto non espresso. È molto semplice, con una produzione che ho cercato di rendere il più umana possibile.»


“Cu ’e mmane mmane” (2024) – feat. Rival Dancers

Ultimo singolo pubblicato, e primo in dialetto napoletano: “Cu ’e mmane mmane”.

«Avevo voglia di rientrare nel mio dialetto senza stereotipi. Il titolo si può tradurre in modi diversi: “con le mani in mano”, oppure “con delicatezza”. Ho collaborato con i Rival Dancers per produrlo: ci siamo divertiti molto a mischiare elettronica e una certa emotività partenopea, senza cadere nei cliché.»


📌 Discografia di Flemma

AnnoTitoloNote
2019La primaveraDebutto lo-fi, minimalismo emotivo
2019Luci spenteElettronica ambient
2020ColmoGlitch emotivo, testi crudi
2020Piuttosto cheIndie-pop ironico
2021OssigenoRespirazione elettronica
2022NoireCinematico, synth scuri
2023RickyIntimista, voce centrale
2024Cu ’e mmane mmaneElettronica napoletana, feat. Rival Dancers

🔍 Dove trovare Flemma

Flemma è disponibile su tutte le piattaforme digitali (Spotify, Apple Music, Amazon Music) e attivo su Instagram come @flemma.fm I suoi brani, prodotti tra Napoli e varie stanze silenziose sparse nel tempo, raccontano un mondo di malinconia contemporanea, ironia latente e grande cura nei dettagli sonori.