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Cosa c’è in camera di Derri

Derri, classe 1997, è il volto e la voce del progetto nato tra Monza e Milano, costruendo un suono radicato nel rock DIY e un pop italiano personale e contaminato. Dopo la gavetta rock e una fase sperimentale, nel 2024 escono tre singoli: “Sottoscala”, “Armageddon” e “TNT”, preludio all’EP “L’illusione di qualcosa d’importante” (Costello’s / Artist First), un lavoro sfaccettato costruito “attorno la fugacità dell’illusorio” che tocca i temi dell’amore, della solitudine, dell’incomprensione ma, soprattutto, del cambiamento e della fiducia. Il progetto è sostenuto da un team indipendente che cura ogni dettaglio di suono, immagini e performance. Mix e master sono affidati a Yoisho (Gioia Lucia). Alterna ballad malinconiche e pop danzabile, con testi che cercano di raccontare la complessità delle emozioni con il modus di Battisti. Il risultato è una caramella aspra con sentori di cantautorato. La voce, “tra Thom Yorke e Diodato”, si muove su tappeti di cori narrando di vulnerabilità e di rapporti umani, sostenuta da un’estetica raw anni 2000 e da uno sguardo lucido e tagliente.

Una voce onesta a trasparente che ritroviamo anche in “Fatti Miei”, l’ultimo singolo pubblicato da Derri lo scorso 8 luglio (distr. Believe), una ballad che racconta del vuoto causato da una separazione e che unisce l’introspezione del cantautorato a una produzione pop essenziale e sospesa, dove voce e testo restano in primo piano. Il brano si muove su armonie semplici ma evocative, con una cura melodica che richiama artisti come Dente o Dimartino, pur mantenendo un tono più intimo e diretto, vicino alla scrittura da diario.

Per restare in un’atmosfera intima e sicura, abbiamo chiesto a Derri di portarci a fare un giretto a casa sua. Ogni singolo oggetto che ci ha mostrato ha una sua storia particolare e ci ha offerto uno sguardo del tutto inedito sulla crescita personale del cantautore, sia dal punto di vista artistico, sia dal punto di vista umano.

Macchina fotografica a rullino

“Questa Agfa Apocar Color Sensor degli anni 60 rappresenta uno di quegli episodi in cui tutto va fin troppo bene: l’ho comprata a un mercatino per 5 euro, senza sapere se fosse ancora funzionante, oltre a non avere mai usato una macchina a rullino. Ora la porto con me in ogni viaggio, breve o lungo che sia.

Non l’ho ancora utilizzata per la musica, ma mai dire mai, anche perché il tocco che sa dare è unico, anche se forse un po’ troppo retrò per il mio progetto.

Mi piace pensare che la fotografia e il cantautorato siano due facce della stessa medaglia: alla fine si tratta sempre di rendere visibile a tutti quello che vedono i nostri occhi.”

Zafu

“Ho cominciato a praticare la mindfulness appena finita la maturità. Prima di interessarmi all’argomento credevo che il mio destino di “persona che pensa troppo” fosse immodificabile e, anzi, un leggero vanto. Solo che mi sentivo sempre come se stessi vivendo a metà, pensando di continuo anche durante dei bei momenti, alle volte anche solo al fatto che stessi pensando invece di godermi il presente.

Ecco, la mindfulness mi ha portato a vedere cosa stesse succedendo e, con tutta la fatica che richiede, sono contento di portarla nella mia vita.

Ogni volta è tornare a vivere il presente e riprendere fiato e, di conseguenza, tutto è più leggero. Ho scritto un brano un anno fa (“Ercole”) che parlava proprio del lasciare andare, che è qualcosa che ho imparato con la consapevolezza.”

Occhiali di G-Boss

“Nel 2018 ho fatto il mio primo viaggio in Giamaica, prestandomi come volontario. Nel 2024, spinto dalla voglia di un’avventura, ho deciso di andarci completamente da solo.
Avevo prenotato solo dei luoghi dove dormire, senza pianificare cosa avrei fatto, né come mi sarei spostato.

È stato il viaggio più bello della mia vita e il mio destino mi ha inseguito: al secondo giorno, a Kingston, sono finito in studio di registrazione con un artista locale, G-Boss.

La mia permanenza a Kingston è stata completamente musicale e la più autentica (e a tratti decisamente pericolosa) che potessi immaginare.”

Il prodotto è stato “Italian Switch”, che considero uno spin-off molto divertente della mia vita musicale e non. Questi occhiali (assolutamente non falsi) di Armani mi ricordano quell’avventura e l’improbabile amicizia con i musicisti del posto, con cui ancora mi capita di sentirmi. Mi piacerebbe fare altri lavori insieme in futuro, al netto della distanza. Forse li stiamo anche già facendo…”

Vans Slip On – Iron Maiden

“Oggetto di rara potenza, a misura del mio piede prepubere. A 11 anni scoprivo E-Bay e ho dovuto assolutamente insistere affinché i miei genitori le comprassero, con una riluttanza molto giustificata. Con queste addosso mi sentivo di camminare col sostegno dei demoni dell’inferno, sparando in cuffia “Fear of the Dark”, ovviamente col sole perché non potevo uscire la sera da solo e un po’ paura del buio effettivamente ce l’avevo.

Mi ricorda da dove è iniziato il mio amore per la musica: dalle lezioni di chitarra col mio maestro Francesco e il desiderio di diventare lo shredder più veloce del mondo. Adesso non riesco ad ascoltare più di una canzone metal al giorno, penso di avere una repulsione simile a quando ci si ubriaca di qualcosa da adolescenti. Però queste scarpe spaccano come il primo giorno.

Ho voluto reintrodurre un po’ più di rock e le atmosfere lugubri nel mio ultimo singolo: “Fatti Miei”. Il me del tempo ringrazia.”

Guanti da Boxe
“Ho una storia di molti sport cambiati, specialmente quando ero più piccolo ma da quando ho incontrato la boxe, a 17 anni, ho trovato il mio posto. Per quanto sia paradossale, al netto di una fatica ben più alta degli altri sport e le botte prese, è quello in cui sono più a mio agio. Forse perché a non piacermi degli altri, più che la fatica, è l’atteggiamento della gente. Non ho trovato, in altri contesti, lo stesso rispetto e relax che si trova quando vado ad allenarmi alla Heracles (posto imperdibile per chi è di Milano, anche per gli eventi musicali). Devo anche ammettere di non essere molto portato per gli altri sport mentre le mie lunghe braccia mi danno un vantaggio considerevole nel pugilato.

Intorno a questo mondo ho anche basato il videoclip di “TNT”, uscito a dicembre dell’anno scorso, in cui sostanzialmente prendo un sacco di pugni da Isabella che gentilmente si era prestata per il video. Ecco, ora ho voglia di allenarmi, mi sa che quindi ne approfitto per salutarvi e per ringraziarvi di avere letto!”