DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma ha trovato successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture dei concerti Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici, da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records, all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità. Nel frattempo, due suoi brani, “Lividi di gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
DEIRA consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale, che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa.
“Mille e una Notte” è il suo singolo più recente, pubblicato lo scorso 18 luglio, un brano che cattura il mood di quando sei innamorato, ti senti euforico e faresti cose folli per la persona che ti fa battere il cuore. Una canzone estiva che basta ascoltare un paio di secondi per rimanerne catturati, un brano unico per DEIRA, un colore che l’artista non possedeva ancora nel suo repertorio e che, in un certo senso, rimanda anche alla terra salentina, pur senza aver nessun contatto d’origine con l’artista.
Abbiamo colto l’occasione per chiedere alla cantautrice di raccontarsi per noi attraverso le 5 cose che per lei sono le più speciali e irrinunciabili:

La colazione: la mia parte preferita della giornata.
Le colazioni hanno assoluto il primo posto nella mia classifica.
Amo la colazione proprio come momento della giornata in sé.
AMO LA COMBO CAFFÈ E BRIOCHE (anche chiamato cornetto).
Qualche volta mi piace fare colazione da sola al bar, come momento coccola dedicato a me, e anche in compagnia, con le giuste persone.
Quando sono in viaggio per svago o per lavoro tendo a fare una ricerca accurata per capire quali sono le migliori pasticcerie della zona.
Perché ebbene sì ragazzi, ho la mia lista, in ogni posto dove vado.
E anche a casa la colazione è sempre un momento importante per me.

Le golden hour: sì sono una romanticona.
E sì, sarà un cliché, da romantici e sognatori, ma amo i tramonti, rendono tutto più bello, più sognante, ti fanno pensare che tutto è possibile.
Allo stesso tempo a volte ti fanno anche venire un po’ di nostalgia.
Ma davvero, golden hour? Chi non le ama? Parliamone.

I bassotti
Sono innamorata di loro.
Ogni volta che ne incontro uno per strada mi fermo e lo contemplo con occhi a cuore.
Proprio non resisto. Me lo vorrei portare a casa.
Per anni ho stressato i miei per averne uno, ma consapevole del fatto che al momento non riesco a gestire nemmeno me stessa per il poco tempo che ho, ho rinunciato e per il momento è un sogno che realizzerò in futuro.
Prima o poi vedrete il mio bassottino sul palco accanto a me.

Scrivere e fare foto artistiche.
Da sempre mi piace cogliere scorci di quotidianità, in maniera diversa, con una prospettiva diversa.
Attimi quotidiani in una chiave di lettura autentica, con occhi nuovi.
Spesso abbino una foto a delle parole, spesso ci gioco, uso delle metafore, e questo da sempre ancora prima che iniziassi a scrivere canzoni.
Contrasti, proporzioni, forme, equilibri, vuoti, pieni. Osservo, filtro, ricerco e scrivo.
(foto che ho scattato in Toscana)

Parigi
Non tutti lo sanno ma ho una fissa per Parigi. Vorrei viverci.
Amo il francese l’ho studiato 8 anni, alle medie e poi al liceo, ed è un po’ che non lo parlo ma lo conosco molto bene.
Sono stata in Francia diverse volte, a Brest, grazie alla mia corrispondente francese conosciuta in gemellaggio e proprio grazie a lei e alla sua famiglia sono stata anche a Parigi un pomeriggio.
Ho “visitato” Parigi in un paio d’ore, mi ricordo che abbiamo fatto un tour veloce del Louvre, siamo saliti sulla Tour Eiffel e abbiamo fatto merenda in un parco lì vicino.
Non vedo l’ora di tornarci e visitare bene la ville de l’amour.