Fuori dal 26 settembre “Prigione”, il nuovo singolo di Veka in collaborazione con il producer Giuseppe Scrima. Un brano elettro pop che fa vibrare e riflettere allo stesso tempo.
Veka vuole parlare di amore e lo fa con una metafora particolare, ovvero quella della prigione. La storia d’amore diventa una sorta di gabbia e allo stesso tempo una liberazione. E’ una scelta consapevole quella di volerci dedicare all’altro e di mettere da parte, a volte, la nostra libertà perché alla fine ci sentiamo più liberi con la persona che amiamo.
Ciò che colpisce di questo brano è la melodia che sa entrarti in testa, ma soprattutto è il testo e la capacità di scrittura di Veka. Un testo di per se semplice, ma che riesce a dire moltissimo, come ad esempio “ergastolo mentale”. Poche parole eppure molto efficaci.
Noi per conoscerla meglio, le abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.
Scrivere
Ho iniziato a scrivere quando a 10 anni ho scoperto che i testi delle poesie già esistenti, non potevano essere usati per farci delle canzoni mie. Quindi ho deciso che i miei amori infantili, dovessero servire a qualcosa. Adesso scrivere è una parte fondamentale della mia vita, un modo per concentrarmi su quello che mi accade, riflettere o semplicemente prendermi un po’ in giro.

Natale
La mia festa preferita in assoluto. Una tavola imbandita, un albero di Natale, i preparativi, il Presepe ma soprattutto la Famiglia. Il momento dell’anno in cui riusciamo a prenderci una pausa dal lavoro, dagli impegni e dai mille problemi della vita, per ricordarci che ci siamo l’uno per l’altro e per festeggiare insieme.

Il pubblico ai concerti
Amo stare nei posti più indietro ai concerti per vedere tutte quelle persone nell’ombra che trovano il loro posto nel modo, in quel piccolo attimo di felicità che sembra durare una vita intera.

Pizza e mortazza
Il cibo è il mio primo amore ma per rendermi felice basta davvero poco. Pizza e mortazza a tutti i pasti e vai sul sicuro.

I tramonti al mare
Ci trovo una nota nostalgica nei tramonti al mare, è per questo che li amo. Sia quelli estivi che sanno di labbra salate, sia quelli invernali che ci fanno rannicchiare tra le nostre stesse braccia. Forse è perché ci vedo fine ed inizio nello stesso istante o forse semplicemente perchè sono sicura ci sia della magia nell’aria.
