Con “Corponuovo”, G.EM prova a segnare un punto di svolta nel proprio percorso artistico. Più che un semplice EP, il progetto si presenta come una dichiarazione identitaria: un tentativo di ridefinire il suono, l’immagine e la postura emotiva dopo i singoli che ne hanno anticipato l’uscita.
Il titolo è programmatico. Corponuovo evoca trasformazione, cambio di pelle, una nuova consapevolezza. E in effetti il disco si muove su un terreno di ricerca: alterna brani dal respiro cantautorale a momenti più costruiti sul piano produttivo, dove l’elettronica e una certa estetica pop contemporanea cercano di ampliare il raggio d’azione.
La scrittura resta il centro del progetto. G.EM lavora per suggestioni, per immagini delicate, per confessioni trattenute. Canzoni come Manifesti mostrano una capacità narrativa interessante, mentre Muy Poca Tierra introduce una dimensione più internazionale, sia nel titolo sia nell’atmosfera. C’è sensibilità, c’è cura, c’è un bisogno evidente di raccontarsi.
Eppure il disco lascia una sensazione ambivalente.
Da un lato si percepisce una maturazione rispetto ai lavori precedenti: le strutture sono più definite, la produzione più consapevole, la direzione artistica più chiara. Dall’altro, tutto sembra rimanere in una zona di controllo costante. Le canzoni raramente esplodono, raramente si concedono uno strappo emotivo che le renda memorabili. È come se la scelta del sussurro fosse diventata una comfort zone.
C’è poi un aspetto che pesa sull’impatto complessivo: l’assenza di un vero tour o di una promozione forte a sostegno del progetto. Corponuovo appare come uno sfogo personale, quasi un diario musicale pubblicato per necessità interiore più che per volontà di affermazione pubblica. E questo ne limita la portata. Perché brani così avrebbero bisogno del palco per trovare una seconda vita, più fisica, meno trattenuta.
In definitiva, “Corponuovo” è un lavoro onesto, sensibile, attraversato da un desiderio autentico di rinnovamento. Non è un disco debole — al contrario, mostra qualità evidenti — ma resta la sensazione che il “corpo nuovo” annunciato dal titolo non sia ancora del tutto formato. È un passaggio, forse necessario. Il vero salto, però, potrebbe arrivare quando G.EM deciderà di portare questa musica fuori dalla stanza e dentro la realtà.

Testi di g.em
Musiche di g.em e Francesco Cinque
Prodotto da OASI (Francesco Cinque e Andrea Scardovi)
Registrato al Duna Studio
Mix e Master di Andrea Scardovi
Label Brutture Moderne
Foto e direzione artistica di Viola Macrelli
Progetto grafico su CD di Sara Pizzinelli