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Una stanza vuota, un respiro globale: il debutto degli Eyes Be Quiet

Con Una stanza vuota, gli Eyes Be Quiet confermano il loro talento emergente con un album che non si limita a esplorare paesaggi emotivi intimi, ma costruisce un linguaggio sonoro capace di dialogare con le tendenze più attuali dell’indie e dell’alternative mondiale. Il duo formato da Silvia e Gabriele, cresciuto tra le colline di Brescia, spinge le proprie atmosfere oltre il semplice confine nazionale, avvicinandosi a quel tipo di estetica che ha reso celebri all’estero artisti come RadioheadBon Iver o progetti più recenti come The xx e Phoebe Bridgers che fondono fragilità vocale e paesaggi sonori sospesi. 

Il disco, pubblicato il 13 marzo 2026 per Bradipo Dischi con distribuzione The Orchard, è un lavoro che gioca sapientemente tra ambient, alternative e intime esplorazioni vocali, riuscendo a creare un continuum emotivo che va dalla malinconia alla speranza. Il concept parte da un’immagine semplice e potente — quella di “una stanza vuota” — e la trasforma in una mappa di sensazioni che toccano il senso di perdita, la memoria di ciò che è stato e la ricerca di luce all’interno del buio. 

Ciò che distingue Una stanza vuota è la capacità degli Eyes Be Quiet di mischiare voci sofferte e momenti di esplosione sonora senza mai perdere un equilibrio interno. Questa dinamica ricorda il modo in cui artisti come Bon Iver trattano la tensione tra delicatezza e intensità, oppure come The National costruiscono paesaggi emotivi profondi grazie all’uso di quiete e rumore come elementi complementari. 

La produzione del disco non è mai eccessiva: ogni sovrapposizione di suoni, ogni silenzio e ogni climax sono calibrati per servire la narrazione del disco. In questo senso, Una stanza vuota ha quella qualità di introspezione che senti nei lavori di artisti come Sharon Van Etten o Big Thief, dove la vulnerabilità non limita, ma fortifica l’identità del progetto. 

Brani come Semi o Per farti dormire mostrano una struttura che potrebbe facilmente attraversare confini linguistici e culturali, permettendo all’album di essere apprezzato tanto da ascoltatori della scena indie europea quanto da chi segue l’alternative americana più sensibile. 

In un panorama italiano sempre più ricco di progetti originali, gli Eyes Be Quiet si distinguono per la loro capacità di fondere introspezione e tensione sonora con un respiro internazionale, posizionandosi accanto alle produzioni di artisti italiani che negli ultimi anni hanno trovato apprezzamento all’estero e contribuendo a ridefinire la scena indie contemporanea.

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BIO:

Eyes Be Quiet è un invito, un progetto che nasce tra le colline di Brescia.

Composto da Silvia e Gabriele, unisce suoni ambient-alternative a dei racconti sussurrati e urlati. Con influenze che vanno dai Radiohead a Bon Iver, il gruppo si addentra in una realtà intimista urgente, nella costante ricerca dell’abbellimento della fatica. Dopo un primo EP distribuito da Dischi Sotterranei, pubblicano nel 2026 per Bradipo Dischi il loro primo album “Una stanza vuota”.