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“Take Me Where The Light Runs Free”, l’ipnotico singolo di Khrys Kloudz

Fuori dal 7 agosto su tutti i digital store”Take Me Where The Light Runs Free”, il nuovo singolo del DJ produttore Khrys Kloudz. Il brano cantato in inglese si muove su sonorità elettroniche, tra melodic house e un pizzico di trance. Il risultato è un sound accattivante, ipnotico e che ti fa venir voglia di ballare.

“Take Me Where The Light Runs Free” è un’esperienza emotiva. Non solo una canzone, non solo una storia ma qualcosa che ti pervade. Ti cattura alla prima nota e non ti lascia andare fino alla fine. Incalzante e romantico, delicato e intimo. Khrys Kloudz ha creato un pezzo che lascia il segno.

“Il brano sospeso tra le atmosfere avvolgenti della Melodic House e la tensione emotiva della Trance, racconta un viaggio emotivo in cui ogni gesto, sguardo e sorriso si trasforma in ritmo, energia e movimento.

La musica e il sentimento finiscono per fondersi in un’unica esperienza sensoriale, celebrando la bellezza dell’istante presente e il desiderio di lasciarsi trasportare senza resistenze.

Ne emerge un racconto intimo ma universale in cui la relazione con l’altro diventa una forza rigeneratrice, capace di trasformare il momento in qualcosa di eterno”, così il DJ descrive il proprio brano.

ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/3PkOPrZnQDrG6IpGV90x0s 

https://www.instagram.com/khriskloudz/

Biografia

Khrys Kloudz è uno dei talenti più interessanti della scena dance italiana, con origini che affondano nelle affascinanti terre del Madagascar. Forse è proprio questo a spiegare perché la musica e il ritmo scorrano così naturalmente nelle sue vene.

Il suo amore per la musica nasce in tenera età: a soli sette anni inizia a studiare pianoforte e batteria, trovando il perfetto equilibrio tra melodia e percussione. Durante l’infanzia cresce immerso nelle sonorità del jazz e del blues, ma la vera svolta arriva quando scopre il meraviglioso universo della musica dance.

Qualche anno più tardi si tuffa completamente nella scena musicale, esibendosi come DJ in numerosi club ed eventi in tutta Italia, in particolare nelle province di Milano, Bergamo e Brescia. Grazie a un costante perfezionamento tecnico e a una dedizione totale alla propria arte, intraprende un percorso che lo porta ad aprire i set di alcuni dei più importanti DJ italiani, tra cui Mauro Picotto, Mario Più e Fabio XB.

La sua visione musicale spazia tra diversi generi della dance music, dalla techno alla progressive fino alla trance. Le sue abilità come DJ gli consentono inoltre di esibirsi in diretta su diverse radio online internazionali, tra cui Radio Emotions (Italia), VENDJ (Venezuela) e Genzel (Canada).

La carriera da produttore prende ufficialmente il via nel 2012. La collaborazione con Yves DeLacroix nel brano With Me, pubblicato da FFREC, rappresenta il primo importante trampolino di lancio. L’anno successivo arrivano altre due significative collaborazioni con Marell: Brainstorm, pubblicata da MUZIEM Colour, e Crabbed, uscita su ROYAL SUPREME.

Da quel momento la sua crescita artistica accelera rapidamente. Il singolo Epic Win, realizzato insieme a Lele Troniq, viene pubblicato da Lange Recordings, l’etichetta fondata dalla leggenda della trance Lange. Il crescente riconoscimento ottenuto nel settore attira l’attenzione del compianto Fabio XB, con il quale realizza Stay With Me, pubblicata sull’etichetta Go On Air del celebre produttore italiano Giuseppe Ottaviani.

Negli anni successivi continua a dare vita a nuove produzioni, guidato da una passione inesauribile. Tra queste spiccano The Game su Melodika Records e Run The Sky, realizzata insieme a Fabio XB e Linnea Schossow per Digital Society Records. Più recentemente ha pubblicato Rise su It’s Not A Label e I’m Unstoppable su 2Rock Recordings, confermando ulteriormente il proprio percorso artistico e la sua costante evoluzione.

Khrys Kloudz è un nome da tenere d’occhio: numerosi nuovi progetti sono già in cantiere. Ad agosto del 2026 pubblica il singolo “Take Me Where The Light Runs Free”.

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SAVE THE DATE: 29 agosto 2026 Eliachesuona e Hermess suonano al Ritmi Club di Rimini per i 15 anni di Brainstorming!

Il 29 agosto 2026 Brainstorming Music festeggia 15 anni al Ritmi Club di Rimini con il concerto di Eliachesuona e Hermess. Due cantautori che ti porteranno in una serata dove si può tornare indietro e rallentare. Una serata per fermarsi e apprezzare le piccole cose che nella frenesia di questo mondo moderno spesso ci sfuggono. 

Eliachesuona porterà sul palco la sua energia con canzoni che suonano come storie pronte a parlare ad ognuno di noi. Seguirà Hermess che, come il messaggero da cui prende il nome, ti guiderà in un viaggio introspettivo alla scoperta di lati nascosti di te stesso.

Il Ritmi Club diventerà per qualche ora un rifugio per tutte quelle persone che nella musica trovano un porto sicuro, un luogo dove potersi rifugiare. 

Non finisce qui!
Al merch troverai un angolino dove poter scambiare un libro o un cd. Un modo per scoprire cose nuove senza consumare. Se non hai niente da portare, puoi comunque prendere quel libro o cd che sembra parlare di te!

Info:

Apertura porte ore 21:00
Inizio Live ore 22:00
Locale climatizzato

Modalità di Ingresso:
Tesseramento 5€ + 5€ di contributo associativo
Accesso riservato ai soci • Pre-Tesseramento disponibile online!

https://www.ritmiclub.it/tesseramento/

RiTMi Club • Via Teodorico 1, Rimini
Info – Whatsapp: 379 3174474

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“California” è il nuovo singolo di Naesh, su tutte le piattaforme digitali da giovedì 20 agosto

Dopo vent’anni di rap, pause, ripartenze e una scrittura rimasta sempre legata all’osservazione della realtà, Naesh si prepara a chiudere una fase del proprio percorso con California, il nuovo singolo disponibile da  giovedì 20 agosto su tutte le piattaforme digitali per Believe Music Italy.

Originario di Ventimiglia, Naesh porta avanti il suo percorso musicale dalla metà degli anni Duemila. Dai primi lavori fino a “Neorealismo”, pubblicato nel 2020, la sua scrittura ha attraversato rap, ironia e racconto del quotidiano, con uno sguardo spesso rivolto a ciò che accade fuori e dentro di sé. Dopo una pausa, il ritorno alla musica è arrivato attraverso nuove collaborazioni e una rinnovata intesa con il produttore RameBiz, con cui ha ripreso a costruire il proprio percorso.

Nel 2026 questo ritorno ha preso forma attraverso Vita Lenta e Re Carlo, fino ad arrivare a “California”, che assume un significato particolare all’interno di questa nuova fase: è l’ultimo tassello prima dell’uscita del nuovo album, prevista per settembre. Il singolo si inserisce quindi in un percorso di ripartenza che non cerca di cancellare ciò che è stato, ma di rimetterlo in dialogo con il presente. Dopo anni trascorsi tra musica, pause e cambiamenti, Naesh torna con un progetto che guarda avanti mantenendo intatta la centralità della scrittura e del rap.
 

SCOPRI IL BRANO: https://bfan.link/california-18




Scritta da Naesh
Prodotta da RameBiz
Mix, Master e arrangiamenti di Riccardo Moio per RMB Studio
Grafiche di MALEdicola
 

BIO:

Naesh, all’anagrafe Giacomo Viale, nato a Ventimiglia nel 1987, è un rapper ligure che ha costruito il proprio percorso artistico tra radici locali e attitudine underground, mantenendo sempre un forte legame con il territorio e con la scena hip hop della Riviera. L’esordio ufficiale arriva nel 2006 con l’album Là fuori, qua fuori”, realizzato in collaborazione con Royal Frenz, cantante e beatmaker di Lugano. Il progetto segna l’ingresso di Naesh nella scena locale, mettendo in luce uno stile diretto, crudo e profondamente legato al vissuto di provincia, tra introspezione e osservazione sociale. Negli stessi anni entra a far parte della crew ventimigliese Porro Inc, collettivo composto da Dj SmoothRedix Wise XL. Con loro consolida la propria identità artistica e partecipa attivamente al Grizzly Mixtape di Smooth e Redix, rafforzando la sua presenza nella scena hip hop ligure.

Nel 2009 pubblica SMAESH, progetto interamente prodotto da Dj Smooth. L’album rappresenta un passo avanti in termini di maturità artistica: le produzioni compatte e coerenti valorizzano una scrittura più consapevole, che alterna punchline, riflessioni personali e storytelling urbano. Negli anni successivi Naesh collabora con numerosi rapper della zona, diventando una figura di riferimento nella scena di provincia. Nel 2014 pubblica Maschere Mixtape, un progetto che coinvolge rapper provenienti da tutta la Liguria e che si sviluppa interamente su strumentali di J Dilla. Il mixtape è un omaggio dichiarato alla tradizione hip hop più autentica e mette in evidenza la sua capacità di muoversi su sonorità classiche senza perdere identità.

Nel 2020 esce Neorealismo, un album che segna una nuova fase del suo percorso. Per la prima volta Naesh lavora con più produttori, tra cui RameBizRoggy Luciano e Dalo, ampliando il proprio spettro sonoro e sperimentando nuove atmosfere. Tuttavia, la pubblicazione coincide con il periodo della pandemia da Covid-19, che compromette la promozione e soprattutto la dimensione live del progetto. La mancanza di concerti e di riscontro diretto con il pubblico rappresenta una forte delusione, tanto da spingerlo a decidere di interrompere il proprio percorso musicale.

Nel 2024, però, arriva una svolta inattesa: Amado, cantante indie locale, lo contatta per un featuring. La collaborazione riaccende in Naesh l’entusiasmo e la voglia di scrivere, riportandolo gradualmente alla musica. Da questa rinnovata energia nasce la reunion con l’amico e produttore Rame Biz, che costruisce l’intero tappeto musicale di N, il suo ultimo lavoro. Il progetto rappresenta una sintesi del suo percorso: maturità, consapevolezza e un ritorno alle radici, ma con uno sguardo più adulto e riflessivo. 

https://www.instagram.com/goodboynaesh/
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Pop

Cosa c’è nella camera di Giovami

Dopo crESCere, il brano pubblicato in anteprima su LinkedIn che ha fatto molto parlare di sé dando il via a una partnership strategica con la piattaforma, il cantautore inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico.

Ci sono persone che, anche quando scompaiono dalla nostra vita, continuano a occupare ogni pensiero. lampONE nasce da questo spazio sospeso: racconta una relazione che non riesce più a esistere nel presente ma continua a vivere nei ricordi, nei sogni e nelle notti insonni. La distanza smette così di essere soltanto nostalgia e diventa un desiderio ostinato, quasi fisico, mentre la memoria trasforma ogni immagine in qualcosa di più bello, più luminoso e, forse, mai realmente esistito.
Anche il titolo racchiude questa tensione: dall’incontro tra lampone e lampione nasce una metafora che intreccia fragilità e luce, dolcezza e inquietudine. Due immagini lontane che finiscono per fondersi in un simbolo capace di raccontare la ricerca di una presenza che continua a riapparire nel buio, proprio quando tutto il resto sembra essersi spento.

L’uscita del singolo è accompagnata da un progetto visivo sviluppato da GIOVAMI insieme a Francesco Lillo e Filippo Bonatesta, che attraverso cortometraggi e interventi di arte digitale realizzati con TouchDesigner espande l’universo del brano. Musica e immagini dialogano per raccontare un ricordo che si allontana, si distorce e riaffiora come un segnale intermittente: un “no signal” emotivo che continua a lampeggiare dentro.

Con lampONEGIOVAMI prosegue il proprio percorso artistico trasformando una storia intima in un’esperienza condivisa: quella di chi continua a cercare luce in qualcosa che si è già spento, restando sveglio pur di non lasciarlo andare.

Noi volevamo conoscerlo meglio, e abbiamo deciso di farci condurre a casa sua. Ecco che oggetti ci ha mostrato.

5 oggetti di casa – GIOVAMI

1) La chitarra

Da qui è partito tutto. Avevo otto anni quando ho toccato per la prima volta una chitarra e ho scoperto che si poteva comunicare anche attraverso la musica, senza necessariamente avere bisogno delle parole. È stato amore a prima vista e, da allora, la chitarra è diventata una compagna di viaggio che mi ha accompagnato praticamente in ogni avventura musicale. Anche se oggi il mio progetto esplora mondi e sonorità molto diversi, per me rimane sempre un po’ il punto da cui tutto ha avuto inizio.

2) La macchina del caffè

Le mie giornate non partono senza di lei. Non posso nascondere che sia uno degli oggetti più importanti di casa mia. Il caffè è praticamente il primo rituale della giornata e spesso anche quello che accompagna le ore passate a scrivere, lavorare o fare musica. Probabilmente molte delle mie idee sono nate con una tazzina accanto, quindi in qualche modo anche lei ha una piccola responsabilità in quello che faccio.

3) Il pianoforte

Quando sono triste, quando sono davvero triste, è qui che vado. Mi siedo al pianoforte e provo a lasciargli tutto quello che ho dentro, anche le cose che non riuscirei a spiegare a parole. Gli affido i miei problemi e lascio che per un po’ se li prenda lui, trasformandoli in qualcosa di diverso. Poi mi alzo e, quasi sempre, riesco a ricominciare un po’ più leggero.

4) La mia TV

Per molti è un oggetto che fa male, per me invece è un toccasana. Non importa quanto sia stata piena o complicata la giornata, prima di andare a dormire ho bisogno di guardare qualcosa. È il mio modo per spegnere per un po’ tutti i pensieri, distrarre la testa e lasciarla andare altrove. A volte basta un film, una serie o qualsiasi cosa riesca a portarmi fuori dalla mia giornata per un’ora. Poi posso finalmente dormire.

5) Il mio PC

Ogni pensiero creativo, prima o poi, passa da qui. Che sia un video, una canzone, una produzione, un testo o anche una strategia di comunicazione, il computer è il posto in cui le idee iniziano a prendere una forma concreta. È probabilmente lo strumento che utilizzo di più in assoluto e quello che tiene insieme tutte le diverse parti del mio progetto. Dentro ci sono musica, immagini, appunti, lavori iniziati e idee che magari vedranno la luce tra mesi. In un certo senso è un po’ l’archivio della mia testa.

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“BEVI. OBBEDISCI. DIMENTICA.” è il nuovo album degli ALMA Acoustic, fuori da venerdì 14 agosto

Disponibile da venerdì 14 agosto 2026 (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo album degli ALMA Acoustic dal titolo “BEVI. OBBEDISCI. DIMENTICA., rigorosamente tutto maiuscolo. Questo nuovo album segna anche l’inizio della collaborazione con Orangle Records e si compone di dieci brani che raccontano il presente attraverso uno sguardo attento alle sue contraddizioni, alle relazioni, all’identità e alla distanza sempre più sottile tra ciò che mostriamo e ciò che siamo.

Il titolo del disco sintetizza una condizione quotidiana fatta di abitudini, distrazioni e automatismi che finiscono per diventare una sorta di rumore di fondo. Gli ALMA Acoustic non cercano però un colpevole esterno: il loro racconto parte dalla consapevolezza che anche le nostre scelte e i nostri comportamenti contribuiscono a costruire il mondo in cui viviamo. Musicalmente poi, il disco prosegue il percorso della band della Svizzera italiana, muovendosi tra pop-rock e sensibilità cantautorale, con una scrittura che alterna osservazione, ironia e momenti più intimi. Dopo il primo album “Tutti umani tutti uguali”, pubblicato nel 2024, gli ALMA Acoustic tornano con un lavoro che guarda alla contemporaneità senza rinunciare alla centralità delle canzoni.

Il nuovo album è stato anticipato nel 2026 dai singoli “Parlami d’amore“, “Vita”, “Il fiume dell’oblio” e il più recente “Arturo”, quattro brani che ne hanno mostrato alcune delle diverse sfumature. Con il loro nuovo album, gli ALMA Acoustic invitano soprattutto a restare vigili e continuare a guardare: anche quando intorno tutto sembra scorrere troppo velocemente, anche quando le cose più importanti sono quelle che nessuno si prende la briga di fotografare.

BEVI. OBBEDISCI. DIMENTICA.  Non è un ordine. È il rumore di fondo. Nessuno te lo impone: te lo offrono, e tu lo accetti volentieri, perché è comodo, perché è dolce, perché domani è un altro giorno e tanto nessuno ricorda niente. Questo disco nasce da lì: dal divario tra la vita che mostriamo e quella che facciamo, tra il profilo e la persona, tra quello che diciamo quando amiamo e quello che non riusciamo a dirci mai. Non c’è un nemico da smascherare, siamo bravi abbastanza da essere noi stessi il nostro peggior nemico.

Eppure c’è un gatto che vaga per i cortili e guarda tutto senza dire niente. C’è chi si ricorda le cose, ed è quasi un atto di ribellione. E poi ci sono le donne che stendono i panni al sole, i bambini che giocano in cortile, due vecchi che si tengono la mano. Nessuno li fotografa. Esistono lo stesso. La resistenza, forse, è tutta qui: continuare a vedere. E trovare bellezza sapendo che non dura. Questi dieci brani sono il nostro modo di restare svegli. Se anche uno solo ti fa rallentare un attimo, ha già fatto il suo lavoro.
 

SCOPRI IL DISCO: https://bfan.link/bevi-dimentica-obbedisci





 

BIO:

ALMA Acoustic nasce nel 2021 a Lugano da un’idea di Maurizio Podda e Orio Oliveri, con l’intento di portare il cantautorato pop italiano in una scena musicale ticinese dominata dal rock, dai cover e dalla lingua inglese. Un progetto consapevolmente controcorrente, con un manifesto culturale esplicito contro il rockismo, ovvero la tendenza diffusa anche in Ticino a considerare il rock intrinsecamente più autentico del pop, a difesa della musica pop originale in italiano come forma culturale viva e necessaria nel Canton Ticino.

Il sound sposa l’immediatezza del pop-rock con radici acustiche e folk, attingendo alla tradizione dei cantautori italiani d’autore come Daniele Silvestri, Max Gazzè, Brunori Sas e Dimartino, con uno sguardo contemporaneo e una sottile vena ironica. I testi raccontano il presente: la frenesia digitale, le relazioni umane, il conformismo, l’ipocrisia sociale.

Nel 2024 esce il primo album “Tutti umani tutti uguali” (10 brani, prodotto da Maurizio Podda e Orio Oliveri, registrato allo Studio L89 di Porlezza, mix e master di Luca Sven Macher). I singoli “Coriandoli“, “Non basterà la pioggia” e “Superpoteri” ottengono passaggi su RSI Rete Tre e RSI Rete Uno. “Coriandoli” viene scelta come colonna sonora del film indipendente svizzero “Herzog & Beck“.

Nel 2025 la band vince il 1° Premio Miglior Brano Inedito al Ticino Bands Live Contest con “Parlami d’amore“, suona all’Hard Rock Cafe di Milano, viene intervistata da Red Ronnie per “We Have a Dream” e da RSI Rete Tre per Local Heroes. La partecipazione a Tiny Kitchen Sessions, format acustico che ha ospitato artisti come Francamente e Irene Grandi, porta ulteriore visibilità alla band.

Il 2026 è l’anno del secondo album: anticipato dai singoli “Vita” (gennaio), “Parlami d’amore” e “Il Fiume dell’Oblio” (1° maggio 2026), esplora il rapporto tra l’individuo e la frenesia digitale, la riscoperta della lentezza.  La band inoltre è arrivata alle fasi finali del Cantagiro, la nota kermesse storica italiana, e si esibiranno a novembre a Roma presso la Stazione Birra.

https://www.alma.band

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Elettronica

Galapaghost – Neon Dream: imparare di nuovo a sorprendersi

Con Neon Dream, Galapaghost sceglie di non restare fermo nel territorio che lo ha accompagnato per anni e trasforma il cambiamento in una vera e propria dichiarazione d’intenti. Dopo un percorso costruito intorno al folk, all’indie e al cantautorato, questo nuovo lavoro nasce dalla necessità di interrompere una formula che aveva smesso di offrire stimoli e di ricominciare da una posizione quasi completamente nuova.

La svolta è soprattutto elettronica, ma definirla semplicemente un cambio di genere sarebbe riduttivo. In Neon Dreaml’elettronica diventa uno strumento per recuperare quella sensazione di scoperta che arriva quando non si conoscono ancora tutte le regole del gioco. È significativo che Galapaghost racconti di essersi sentito nuovamente come un bambino durante la realizzazione del disco: l’inesperienza, anziché rappresentare un limite, diventa una possibilità creativa.

Il risultato è un lavoro attraversato da atmosfere differenti, in cui i brani non sembrano necessariamente interessati a seguire una direzione unica. C’è piuttosto una sensibilità comune che li tiene insieme, una sorta di filo emotivo che permette alla sperimentazione di non trasformarsi mai in semplice esercizio di stile. I suoni elettronici ampliano lo spazio della scrittura, sostituendo alla dimensione più intima della chitarra un universo fatto di ritmi, texture e stratificazioni.

A rendere particolarmente interessante questo passaggio è proprio l’assenza di una volontà di dimostrare qualcosa. Neon Dream non sembra voler comunicare che Galapaghost sia diventato improvvisamente un artista elettronico, quanto piuttosto che non abbia intenzione di lasciarsi definire da ciò che ha già fatto. È una distinzione importante: il disco non cerca una nuova etichetta, cerca un nuovo modo di stare dentro la musica.

Anche la collaborazione con Jasper assume un ruolo centrale nella genesi del progetto. Lavorare insieme a un brano elettronico e sperimentale, lontano da tutto ciò che Galapaghost aveva realizzato fino a quel momento, ha rappresentato una sorta di detonatore creativo. Da quell’esperienza è nata la consapevolezza che fosse possibile seguire l’istinto senza aspettare di sentirsi completamente preparati.

Ed è forse proprio questo il punto di forza di Neon Dream: la sua capacità di trasformare l’incertezza in metodo. In un momento in cui la carriera di un artista può facilmente diventare una sequenza di ripetizioni, Galapaghost sceglie invece di mettersi nuovamente in discussione. Non sempre per cercare qualcosa di “migliore”, ma per trovare qualcosa di diverso.

Il titolo, volutamente lasciato aperto alle interpretazioni, si adatta bene a un lavoro che sembra vivere proprio nella sospensione tra ciò che è familiare e ciò che ancora non lo è. Neon Dream è un disco di transizione, ma non nel senso di un passaggio incompleto: è il racconto di un artista che ha capito che, per continuare a creare, aveva bisogno prima di tutto di tornare a divertirsi.

Più che una rottura con il passato, quindi, questo nuovo lavoro è un atto di libertà. Galapaghost non rinnega il folk, semplicemente smette di chiedergli qualcosa che non può più dargli. E trova nell’elettronica uno spazio abbastanza ampio per tornare a giocare, sperimentare e, soprattutto, lasciarsi sorprendere.

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“lampONE” è il nuovo singolo di GIOVAMI, fuori dal 7 agosto 2026

Dal 7 agosto sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali lampONE, il nuovo singolo di GIOVAMI, per GHANDI DISCHI.

Dopo crESCere, il brano pubblicato in anteprima su LinkedIn che ha fatto molto parlare di sé dando il via a una partnership strategica con la piattaforma, il cantautore inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico.

Ci sono persone che, anche quando scompaiono dalla nostra vita, continuano a occupare ogni pensiero. lampONE nasce da questo spazio sospeso: racconta una relazione che non riesce più a esistere nel presente ma continua a vivere nei ricordi, nei sogni e nelle notti insonni. La distanza smette così di essere soltanto nostalgia e diventa un desiderio ostinato, quasi fisico, mentre la memoria trasforma ogni immagine in qualcosa di più bello, più luminoso e, forse, mai realmente esistito.
Anche il titolo racchiude questa tensione: dall’incontro tra lampone e lampione nasce una metafora che intreccia fragilità e luce, dolcezza e inquietudine. Due immagini lontane che finiscono per fondersi in un simbolo capace di raccontare la ricerca di una presenza che continua a riapparire nel buio, proprio quando tutto il resto sembra essersi spento.

L’uscita del singolo è accompagnata da un progetto visivo sviluppato da GIOVAMI insieme a Francesco Lillo e Filippo Bonatesta, che attraverso cortometraggi e interventi di arte digitale realizzati con TouchDesigner espande l’universo del brano. Musica e immagini dialogano per raccontare un ricordo che si allontana, si distorce e riaffiora come un segnale intermittente: un “no signal” emotivo che continua a lampeggiare dentro.

Con lampONEGIOVAMI prosegue il proprio percorso artistico trasformando una storia intima in un’esperienza condivisa: quella di chi continua a cercare luce in qualcosa che si è già spento, restando sveglio pur di non lasciarlo andare.


BIOGRAFIA 
Giovami, nome d’arte di Giovanni Giove (2002), è un cantautore che unisce scrittura d’autore, elettronica e vocoder in quello che definisce cantautorato elettronico post-romantico. Il suo progetto nasce anche dalla collaborazione con Gianni Pollex, autore e produttore Warner Chappell, con cui sta sviluppando produzione e ricerca sonora. Un universo musicale accompagnato da visual futuristici e da arte digitale, dove suono ed estetica costruiscono un immaginario coerente e contemporaneo. Ad aprile 2026 pubblica il brano “crESCere”, il brano che rappresenta per Giovami un primato: è infatti il primo cantautore in assoluto a pubblicare l’anteprima di una canzone su LinkedIn, dando il via a una partnership strategica con la piattaforma e aprendo LinkedIn al mercato discografico. Subito dopo l’uscita di “crESCere” segue la pubblicazione del secondo brano del progetto, intitolato “KOcco”, che prosegue il percorso artistico delineato da Giovami.

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“Servitù Volontaria”, il primo singolo della rock band La Fine del Discorso

Fuori dal 24 luglio “Servitù Volontaria”, il primo singolo de La Fine del Discorso. Si tratta di un brano rock che racconta le dinamiche per cui spesso ci lasciamo manipolare da chi è in una posizione dominante rispetto a noi.

“Servitù Volontaria” è un brano incalzante che attraverso metafore e ironia ci fa aprire gli occhi su situazioni scomode ma che sul momento ci sembrano ottimali.

Brano ispirato al libello “Discours de la Servitude Volontaire, di Etienne de la Bohetie, pubblicato in Francia nel 1576. La tendenza di farsi volontariamente schiavi al cospetto di chi ne approfitta per dominare è qui riferito ad un contesto familiare degradato, e a un rapporto di coppia i cui componenti hanno smesso di condividere la gioia di un obiettivo comune”, raccontano i compositori.

La band non è presente su nessun social, si racconta solo attraverso la propria musica. Questo è il primo tassello del progetto. Un piccolo manifesto di stile e di pensiero.

ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/1ouRsQMPzSSH2EgTVtcgHI 

Biografia

La Fine del Discorso è una band rock indipendente nata da un’idea di Paolo Bianchi, giornalista professionista e scrittore con un’estrema passione per la musica. Influenzato prevalentemente dal rock degli anni sessanta e settanta, rivolge il proprio interesse alla scena punk e indie con particolare riferimento ai suoni ruvidi del rock alternativo delle garage band fino allo sperimentalismo noise.

La passione lo spinge ad approcciarsi allo studio della batteria ed alla creazione di brani originali. Coinvolge nel progetto Claudio Benvenuto, chitarrista con una lunga esperienza alle spalle ed attualmente impegnato in una serie di progetti e attività, affidandogli la scrittura delle parti musicali. In seconda battuta subentra anche Roberto Quassolo, artista noto per la sua carriera cantautorale e per la sua carriera in band heavy rock tra le quali Dark Horizon e Shady Lane, che qui ritroviamo anche nelle vesti di bassista.

Il progetto si caratterizza per la sua etica indipendente e per un approccio mirato alla ricerca di sperimentazione sonora, in cui chitarre ruvide fanno da sfondo a testi spesso introspettivi, posizionandosi come alternativa al pop mainstream più patinato.

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Esce il 14 luglio “Solo un anno”, il singolo d’esordio di Ultime Sigarette, il progetto artistico di Alessandro Rinaldi per Baobab Music con il contributo di Nuovo Imaie.

Esce il 14 luglio “Solo un anno“, il singolo d’esordio di Ultime Sigarette, il progetto artistico di Alessandro Rinaldi per Baobab Music con il contributo di Nuovo Imaie.

Ci sono dodici mesi che sembrano scivolare via senza lasciare traccia e altri che riescono a cambiare completamente il modo in cui guardiamo il mondo. È da questa riflessione che nasce “Solo un anno“, una canzone che osserva il tempo da una prospettiva tanto intima quanto universale. Un anno è appena il tempo necessario perché la Terra completi la sua orbita intorno al Sole, eppure può contenere cambiamenti radicali: mutano i paesaggi, cambiano le stagioni, si trasformano le relazioni e, quasi senza accorgersene, si cambia anche noi stessi.

Attraverso immagini sospese tra quotidianità e surrealismo, “cadono le foglie sopra i nostri pupazzi di neve”, “i peschi in fiore sono solo pozzanghere”, il brano racconta la fragilità delle certezze, l’inevitabilità del cambiamento e quella sottile distanza che, con il passare del tempo, si crea tra ciò che eravamo e ciò che siamo diventati. Il ritornello, con il suo apparente ridimensionare tutto “È SOLO UN ANNO“, diventa invece un invito a riflettere sul valore del tempo e sulla sua capacità di trasformare profondamente le persone.

Sul piano musicale, l’arrangiamento e la produzione di Lorenzo Corti, che firma anche basso, synth e chitarre, costruiscono un percorso dinamico che attraversa diverse atmosfere senza perdere coesione. Il brano è stato mixato e masterizzato da Valerio Mina presso il Blackstare Recording Studio di Milano, valorizzando la profondità e l’equilibrio sonoro dell’arrangiamento. La batteria di Leziero Rescignosostiene il brano con naturalezza, mentre la voce di Sarah Stride dialoga con quella di Alessandro Rinaldi, emergendo come protagonista nel bridge e accompagnando l’intero pezzo con un tessuto di cori che amplifica la dimensione emotiva del racconto. A chiudere il viaggio è l’assolo di chitarra di Alberto Turra, che completa un arrangiamento capace di mantenersi in equilibrio tra una dimensione onirica e una forte concretezza.

Con “Solo un anno“, Ultime Sigarette firma un debutto che unisce scrittura d’autore e ricerca sonora, ponendo al centro una domanda tanto semplice quanto inevitabile:
quante volte possiamo cambiare nell’arco di un solo anno?


BIO
Ultime Sigarette sono le canzoni di Alessandro Rinaldi che incontrano gli arrangiamenti di Lorenzo Corti, chitarrista e produttore artistico di lungo corso, con collaborazioni attive fin dai primi anni ‘90. 
Alessandro Rinaldi è un cantautore milanese
Dai 20 ai 30 anni, nell’epoca d’oro delle compagnie low cost, ha perso più aerei di ritorno possibili, quasi tutti gli hanno cambiato la vita. 
Dai 30 ai 40 ha fondato, assieme a 3 amici al bar,  un’associazione culturale che ha trasformato la sua passione di sempre, la musica, in un lavoro che ha amato.
A 40 (troppo tardi direbbe qualcuno…i suoi non ci speravano più) è diventato papà di due bambini che quotidianamente  gli insegnano che tutto può essere più grande, divertente e complicato di quanto avrebbe mai immaginato. 
E’ sopravvissuto a Chernobyl, all’11 Settembre, ad una pandemia mondiale e a trent’anni di seconda Repubblica, ma incomincia a soffrire il caldo. 
Ama il colore blu, Bob Dylan e l’insalata di riso.

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“Neon Dream” è il nuovo EP di Galapaghost

Dopo un percorso che lo ha sempre visto muoversi tra folk, indie e cantautorato, Galapaghostapre un nuovo capitolo con Neon Dream, un EP che rappresenta una decisa svolta sonora e artistica – in uscita venerdì 7 agosto 2026 su tutte le piattaforme digitali. Il progetto nasce dalla voglia di esplorare territori inesplorati, lasciando da parte ogni aspettativa per seguire esclusivamente l’istinto creativo. Le nuove tracce si allontanano dalle coordinate più tradizionali del suo repertorio per immergersi in un universo fatto di elettronica, texture stratificate e sperimentazione vocale. La voce smette di essere soltanto un mezzo espressivo e diventa materia sonora, intrecciandosi ai sintetizzatori e alle atmosfere sospese che caratterizzano l’intero lavoro.

“Neon Dream” è un EP che invita all’ascolto immersivo: sei brani brani che costruiscono paesaggi sospesi tra realtà e immaginazione, dove melodie eteree e produzioni avvolgenti accompagnano l’ascoltatore in una dimensione intima, quasi cinematografica. Un lavoro pensato per chi ama lasciarsi trasportare dalle sensazioni più che dalle definizioni di genere, in un equilibrio tra elettronica, dream pop e sperimentazione. Galapaghost dimostra ancora una volta la volontà di non rimanere fermo, scegliendo di mettersi in gioco attraverso una ricerca sonora libera, autentica e guidata dalla curiosità.

Ho iniziato questo progetto con un solo obiettivo: divertirmi.
Tutto è partito dopo aver collaborato con uno dei miei migliori amici, Jasper, a un pezzo elettronico che mi ha preso tantissimo. Per la prima volta ho iniziato a manipolare la voce, deformandola, invertendola e trattandola come uno strumento vero e proprio, fino a trasformare la canzone in qualcosa di totalmente inaspettato, con un’anima quasi pop. Quell’esperienza mi ha acceso una scintilla. Ho capito che volevo continuare a seguire quella strada, sperimentando senza troppe regole e lasciandomi guidare dall’istinto. Così è nato questo progetto: una musica da ascoltare di notte, in cuffia, anche se, ironicamente, l’ho scritta e registrata quasi tutta durante il giorno. Un mondo onirico, ipnotico e profondamente personale, un luogo in cui perdersi e staccare da tutto il resto. Per questo mi è sembrato naturale scegliere un’opera di Jasper anche per la copertina di Neon Dream.


(Galapaghost)





BIO:

Galapaghost” è il progetto di Casey Chandler, nato e cresciuto a Woodstock (USA) e stabilitosi adesso nelle valli sopra Torino (ITA).  

Dopo aver accompagnato come musicista turnista John Grant (promuovendo quello che è stato l’album dell’anno per la rivista Mojo “Queen Of Denmark”), e aver suonato negli Stati Uniti, in Canada e in Europa, oltre che in varie importanti trasmissioni televisive, tra cui “Later…with Jools Holland”, Chandler inizia la sua carriera solista con l’album “Runnin’ ”, supportandolo con un tour Italiano in cui viene accompagnato da Federico Puttilli (Nadàr Solo, Levante, Kiol) e Ru Catania (Africa Unite, Tre Allegri Ragazzi Morti, Wah Companion).  

Galapaghost produce successivamente altri sette album, molti EP, e collabora inoltre a varie riprese con il cinema e la televisione, scrivendo musica per “Il Ragazzo Invisibile” di Gabriele Salvatores, “Una Relazione” di Stefano Sardo, per la promozione della serie Netflix “Tredici” e per una pellicola promozionale prodotta dal brand sportivo “Quiksilver” con il leggendario snowboarder Travis Rice, tra le altre cose.