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Indie Intervista Pop

Le 5 cose preferite di Wasabe

Wasabe, all’anagrafe Sabina Canton è una giovane cantautrice vicentina, tra le voci più promettenti del panorama indipendente. Spegnimi la testa è il suo nuovo singolo inserito da Spotify nelle playlist editoriali New Music Friday Italia, Graffiti Pop, Scuola Indie e  da Apple Music in New Music Daily.

Il brano parla delle piccole cose positive e belle in una relazione e della necessita di trovare nell’altra persona un appoggio ed una sicurezza. Un storia autobiografica che cerca di esorcizzare i problemi legati ai disturbi del comportamento alimentare che l’autrice ha dovuto affrontare. Un sound indie pop fresco ed orecchiabile, un invito a credere in noi stessi nonostante tutte le insicurezze che si possono avere.

Abbiamo chiesto a Wasabe di raccontarci quali sono le sue 5 cose preferite, ecco che cosa ci ha detto!

Chitarra

Non credo ci sia tanto da aggiungere. Se la mia passione per questo strumento non fosse mai iniziata non sarei quella che sono ora e wasabe non esisterebbe.Mi ci sono avvicinata fin da piccola grazie ai miei cugini e non smetterò mai di ringraziarli perchè con il tempo è diventato un mezzo per esprimere tutte quelle sensazioni che non riesco ad esternare nella vita di tutti i giorni.

Cuffie

Vivo, studio e viaggio con la musica. Mi fa compagnia quando sono sola, mi aiuta a concentrarmi e a rilassarmi, magari prima di un esame.Senza le mie cuffie un viaggio in treno sarebbe solo una trafila di paesaggi che scorrono davanti ai miei occhi, ma con la musica tutto si trasforma e assume un significato più profondo. Anche una giornata può trasmettermi felicità con il giusto sottofondo.

I dolori del giovane Werther (Goethe)

Questo è un libro che in verità ho letto molto recentemente, mi ero appena messa con Viola, la mia ragazza.Quando provo dei sentimenti, di qualsiasi natura siano, faccio davvero fatica ad analizzarli e riconoscerli, finendo per dubitare di me stessa. Grazie a Goethe sono riuscita ad autoanalizzarmi, mettendo in ordine tutto quello che provo. Mi rispecchio in tante delle sensazioni espresse da Werther nelle sue lettere e ne sono felice perchè ho capito che l’amore che si prova per qualcuno si fonda in realtà sulle piccole cose.

Anello della mia ragazza

Da alcuni mesi sono felice dopo davvero tanto tempo e questo anello mi ricorda il perchè. Che in un dato momento io sia o non sia con la mia ragazza questo anello mi ricorda che in qualsiasi modo vadano le cose lei rimarrà sempre una delle mie poche certezze.

Take off your pants and jacket (Blink-182)

Ultimo ma non meno importante, uno dei primi album che ho ascoltato quando ero ancora alla scoperta delle mie preferenze musicali. Questa band in particolare ha segnato un periodo relativamente lungo della mia vita e ci sono particolarmente affezionata. Probabilmente avrei un sound completamente diverso se non li avessi ascoltati cosi tanto.

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Indie Pop

LAMETTE: “TU MI FAI” E’ IL NUOVO SINGOLO.

“tu mi fai” è il titolo del nuovo singolo dei LAMETTE. Il brano prodotto con Simone Sproccati parla di una storia d’amore nata d’estate, delle notti passate in macchina ad appannare i vetri, uno di quei amori stagionali che ti lasciano alla fine l’amaro in bocca e la sensazione che tutto ciò non sia stato abbastanza.

Il duo fotografa un amore ruvido, passionale, che paragona ad una rosa bella ed elegante ma allo stesso tempo tagliente con le sue spine. Una fitta al cuore, come un colpo di pistola sparato dritto in mezzo al petto. Forse tutto è successo troppo in fretta, quasi da non accorgersene. Lei troppo bella per resisterle, ma forse non era ancora il momento giusto. 

Cristian Pinieri e Vasco Cassinelli in questa canzone mescolano sonorità Indie Pop, Alt-Pop, Lo-fi e Urban Pop, mantenendo il mood elegiaco dei precedenti brani in un percorso che ha visto il progetto maturare sia musicalmente che artisticamente raccogliendo consensi tra gli addetti ai lavori e ritagliandosi uno spazio sempre maggiore tra gli artisti emergenti del panorama indipendente.

“Quando il nostro amico e producer Alessandro Landini ci ha mandato la prima bozza del beat il ritornello è nato da sè, quasi come se fosse nella nostra testa da sempre e aspettasse solo il momento giusto per prendere vita”.

LAMETTE è il nome del duo formato da Vasco Cassinelli e Cristian Pinieri. Entrambi classe ‘98 e di Piacenza si conoscono alle superiori, da lì iniziano ad approcciarsi al mondo della produzione e scrivono i primi testi insieme. Le influenze musicali di entrambi sono svariate tra cui Alt-Pop, R&B, Lo-fi, HipHop, Chillwave e Indie Pop. In totale il duo ha pubblicato finora 4 singoli e 1 featuring, collezionando numerosi traguardi come l’inserimento nelle playlist editoriali di Spotify “New Music Friday Italia” e “Scuola Indie”, tra i loro brani più ascoltati il singolo “quando ti spogli” con oltre 100.000 streams e 6 mesi di permanenza in editoriale.

I LAMETTE hanno risposto alle nostre domande in questa intervista

“Ognuno ha preso la propria strada e ciò che rimane è il rimpianto di non poter tornare indietro a quell’estate”. 

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Indie Pop

CALZINI: IRONIA E MALINCONIA NEL NUOVO SINGOLO DI DARTE

Calzini è il nuovo singolo di Darte, cantautore di origine Calabrese impiantato a Milano. Un brano che racconta come ci si può sentire soli per l’assenza di qualcuno.

Il brano, che è stato prodotto da Antonio Condello, strizza l’occhio al sound indie-pop con riferimenti al vaporwave. L’ironia e la malinconia, caratteristiche ricorrenti nei testi di Darte, sono mescolate ai momenti di vita quotidiana di una relazione tanto complicata quanto intensa “come il cammino di Santiago” che rendono il brano una buona canzone indie pop.

“E’ una canzone d’amore e quindi potrebbe sembrare scontata, ma è un sentimento che nasconde così tante sfaccettature che si potrebbero scrivere pagine e pagine di discografia. Per creare qualcosa di unico si deve raccontare la verità. Agli ascoltatori non sfugge niente”.

La canzone è stata scritta lo scorso anno quando era da poco finito il primo lockdown generale. Periodo in cui – ammette Carmelo ( Darte ) – era abbastanza scosso, e non aveva stimoli per scrivere nuove canzoni. Poi un giorno per caso, così come mi accade spesso, ha iniziato a buttare giù i primi versi ed è nata Calzini cosi come la conosciamo oggi.

 Darte ha risposto alle nostre domande in questa intervista.

“Ho iniziato a ripensare ai momenti passati durante il periodo di quarantena e a quanto fossero importanti alcune persone”. Per me l’amore è un po’ come il cammino di Santiago: un’avventura ardua, difficile, profonda, che solo con un pizzico di coraggio e di sana follia ti sa regalare tanto”.

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Indie Pop

BOVA : Vanessa Paradiso è il debut single da solista

Simone Bova, cantautore romano, in arte solo BOVA. Dopo anni come leader del progetto Bue e l’album uscito per Maciste Dischi, torna con un nuovo lavoro prodotto da Riccardo Schiavello ( già al fianco di artisti come Cannella ) e Matteo Portelli.

Il brano, scritto a quattro mani da Simone Bova e suo fratello Daniele, parla delle buone idee rimaste su qualche foglio in un vecchio cassetto, e di tutti quelli per cui c’è sempre qualche cosa tra il dire e il fare, tra il progettare e l’eseguire, tra l’amore pensato e quello manifestato. Una scatola di bei progetti che spesso rimangono tali o che si perdono nel tempo tra le promesse non mantenute. La fuga da qualcuno che non è “tuo”, il pensiero costante di quell’incontro fugace e clandestino, che lascia in un limbo di malinconia ed incertezza.

“Vanessa l’ho incontrata la mattina che ballava mentre portava fuori il cane, nella metro con un libro aperto in una mano e un panino nell’altra”.

Il sound del brano, spiccatamente indie pop, si rende da subito piacevole anche grazie ad una melodia accattivante ed orecchiabile spinta da una linea di basso quasi in stile Dempsey . Un brano, che in un clima generale fatto di campionatori e sintetizzatori, ci ricorda il sapore degli strumenti suonati dalle band nei garage e nelle rimesse sotto casa.

Un singolo, Vanessa Paradiso, che fa riferimento a una bella e incompiuta musa del pop francese di qualche anno fa. Bova ci racconta qualcosa di più in questa intervista.

“Vanessa Paradiso è una ragazza con i capelli chiari, gli occhi verdi e una fessura tra i denti che ci entra una monetina da un euro. Una di quelle che incontri in qualche concerto, col maglione di lana pesante e la birra in bilico”.

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Indie Pop

“SOLI”: l’esigenza di contatto degli Otto x Otto

SOLI” è titolo del nuovo singolo degli OTTO x OTTO uscito il 21 gennaio per Aurora Dischi prodotto da Nicolò Arduino degli Inico .

Anna e Andrea , in coppia nella musica come nella vita, hanno scritto il brano quando risultava difficile esserci per l’uno per l’altro, avendo vissuto il periodo del lookdown separati da due comuni diversi.”SOLI”, di fatto è stata scritta anche e per lo più in videochiamata

“Siamo scoppiati a ridere – racconta Anna – perché entrambi pensavamo la stessa cosa, ma è come se non volessimo ammettere che stavamo creando una canzone d’amore per la prima volta. Questo perché non siamo mai stati particolarmente attratti dalle canzoni d’amore ma, in questo caso, abbiamo lasciato che tutto procedesse con la più naturale spontaneità lasciandoci trasportare da quel momento di pura condivisione“.

l brano mette subito in risalto la voce precisa e cristallina di Anna e introduce una componente elettronica più accentuata rispetto al passato del duo. Il finale del brano nasconde una sorta di “Ester egg” dance che sposta inaspettatamente il mood di un brano di buon impatto che ci fa ben sperare sul futuro del duo Veronese.

Abbiamo scambiato due chiacchiere con Anna ed Andrea  che ci hanno raccontato del loro incontro in Conservatorio e della passione per i Daft Punk.

“SOLI” è stato un momento in cui siamo riusciti ad allineare i nostri pensieri e trascrivere a parole ciò che ci affliggeva: una perenne “solitudine condivisa in solitudine”.

 
 
 
 
 
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Indie Pop

Tutto nasce dalle emozioni : Intervista a Graman

È uscito il 27 Novembre su tutte le piattaforme digitali “Anedonia” il primo album del cantautore campano Graman. Sette canzoni prodotte da Stefano Bruno (già al fianco della band Riva) , frammenti d’anima messi insieme per raccontare una storia sincera, un racconto senza censure e senza paura. Il filo conduttore di questo lavoro è l’anedonia, cioè l’incapacità di provare piacere o soddisfazione. Una sorta di “anestesia locale” che spesso è un passo indispensabile per sanare le ferite prodotte dalla fine di una relazione. Una sorta di disintossicazione sentimentale che ci permetta di elaborare nuove routine, ricostruire la nostra identità e sanare il nostro autoconcetto. 

“Tutto nasce dalle emozioni: ogni volta scrivo spinto da una forte emotività. Ad ispirare il titolo una chiacchierata con mio fratello che è stato capace sintetizzare in un’unica parola il micidiale mix di sensazioni che mi tormentava.” 

L’EP anticipato dal singolo “Telecinesi” si muove tra sonorità urban e indie pop, con testi immediati e diretti, che riservano però un lato romantico e nostalgico. Un songwriting in grado di stilizzare una proposta semplice ma che mette l’attenzione sulla sensibilità e sull’esigenza espressiva dell’artista. 

In occasione dell’uscita del suo primo abum per Aurora Dischi, noi di Perindiepoi abbiamo fatto qualche domanda a Graman.

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Indie Pop

TATAMI CI RACCONTA LA SUA “WAO”

Abbiamo fatto qualche domanda a TATAMI in occasione dell’uscita del suo nuovo singolo “WAO”, un’ironica love story ai tempi della “generazione z”

Mattia Loiacono, in arte Tatami, è un artista emergente nato a Taranto nel 1999. Si appassiona alla musica all’età di 14 anni, iniziando a scrivere i suoi pensieri sotto forma di “diario a rime”. A 16 anni decide di imparare a produrre, prima per gli altri, poi per sé. Inizia producendo beats rap e trap, poi sceglie di spostarsi sulla vaporwave, sugli anni ’80 e infine sull’alternative pop e sull’indie.

https://www.instagram.com/tatami.lo/

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Pop

Lamette, il duo più nudo del momento

Dateci una lametta. Anzi, due. Lamette apre ferite profonde solo per il tormento di vedere sotto pelle che c’è, e lo fa con la precisione del chirurgo ma con il sadismo del carnefice. Insomma, nei tre singoli fin quei rilasciati (per ultimo, “spoglio di te”) per Aurora Dischi c’è tanto malessere, profondo disagio generazionale e spinta verso l’altro, come Icaro lanciato contro il Sole immemore delle sue alucce di cera. Ma che male c’é? Se proprio si deve cadere, tanto vale godersi il volo.

Ciao Lamette, domanda d’esordio nel mondo, come direbbe il buon vecchio Brunori: come state?

Vasco+Cristian: Tutto bene grazie!

Ma il vostro nome, Lamette, da dove deriva? 

V.: “Lamette” è un nome che non ha un vero e proprio significato dietro… a noi richiama un po’ il mood che puoi avere quando non hai voglia di fare niente e stai tutto il giorno sul divano, un po’ come viviamo noi.

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Tu non mi sopporti 🦄

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Vuoi anche per il nome, ma c’è qualcosa di doloroso e di addolorato, nella vostra musica. Quanto sentite “generazionale” la vostra condizione? Nel senso che questa sensazione, questo modo di fondo che si respira nei vostri brani sembra appartenere a tutti, pur nell’intimismo della vostra scrittura.

C.: Nel testo di un nostro brano non ancora uscito diciamo “generazione di ragazzi depressi”, perciò penso che la nostra condizione sia estremamente generazionale, come per molti ragazzi della nostra età, e ovviamente ciò influenza il nostro processo creativo.

Nel giro di pochi mesi – dal vostro esordio quest’anno – tre singoli fuori, tre conferme di un percorso in crescita. Ma quanto sono cambiati Lamette da “rotto di te” e cambierebbero qualcosa di quello che è stato?

V.: Lamette è un progetto che abbiamo iniziato con l’intento di differenziarci dalla massa, cercando di mischiare generi e sonorità diverse. La nostra musica è in continua evoluzione e “rotto di te” rappresenta per noi l’inizio di questo percorso, perciò non cambieremmo nulla di quello che è stato… ogni tassello è importante per la nostra crescita artistica.

E invece, “quando ti spogli”?

C.: “quando ti spogli” è nata nel periodo di lockdown, siamo partiti dal giro di chitarra e dal vocalizzo che segue tutta la canzone, poi il ritornello e il resto è venuto naturale. L’intenzione era quella di fare un pezzo chill ma allo stesso tempo incisivo, e anche grazie alla collaborazione con Zioda direi che siamo riusciti nel nostro intento.

Quanto è importante, oggi, recuperare il senso nudo delle cose? La nudità è ormai mercificata e sdoganata ovunque, ma di “anime nude” – e più che mai nella musica – se ne sentono davvero poche. 

V.: Per recuperare il senso nudo delle cose bisogna essere se stessi al 100% (soprattutto nel settore musicale) e non è facile per tutti. Ormai si vedono e si sentono troppi prodotti finti e ciò penalizza la creatività che ha sempre caratterizzato il mondo della musica.

E a voi, la nudità fa paura? Non quella che si ottiene levandosi i vestiti (o almeno, non solo quella) ma la totale vulnerabilità che deriva dall’abbandonare ogni resistenza, ogni armatura e maschera.

C.: Nella musica non mi spaventa essere me stesso, ma non essere capito… mentre in amore la totale vulnerabilità a volte può essere un pericolo. Come dice Capo Plaza in una sua canzone: “Bravo sì, ma mica fesso”.

Il 2020 è l’anno del vostro esordio, coinciso con lo scoppio della pandemia. Ci raccontate un po’ com’è andata, e come pensate che potrà andare, da ora in poi, per la musica italiana e sopratutto per il suo pubblico? Proviamo a fare previsioni impossibili, al massimo vi acclameremo come novelli Nostradamus!

V.: La musica in Italia è molto stagionale… la nostra visione invece è più internazionale, nel senso che se un pezzo è forte lo è sia d’estate che d’inverno. Secondo me il pubblico italiano si avvicinerà molto di più a quest’ottica.

Se vi dicessi di scegliere tre dischi da far sentire alle nuove generazioni per “educarle” al bello, quali scegliereste? C’è bisogno, ora più che mai, di inseguire la bellezza…

V.: “Dr. Feelgood” dei Mötley Crüe, “Whack World” di Tierra Whack e “IGOR” di Tyler, The Creator.


C.: “Electric Ladyland” di Jimi Hendrix, “AM” degli Arctic Monkeys e “I like it when you sleep, for you are so beautiful yet so unaware of it” dei The 1975.

Tre singoli sono il numero giusto per lanciare un album, oppure ci farete penare ancora un po’ prima di ascoltarvi in maniera più completa?

V.: Se l’album fosse una casa i tre singoli sono le fondamenta, ora manca tutto il resto…

Salutateci a modo vostro, e fateci una promessa che domani non vi potremmo rinfacciare di aver disatteso!

C.: Ciao raga, vi prometto che l’album uscirà presto!