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Listanera, Bebeto ed altri campioni

Tornare in campo non è mai semplice quando sei stato lontano dall’erba di gioco per mesi, costretto alla panchina forzata da un male invisibile che ha eroso le ginocchia ma non il talento; ore e ore passate a contare i secondi interminabili di novanta minuti lunghissimi, mentre davanti a te, nelle parate della domenica, sfilano tacchetti giovani che il calcio oggi chiama geni, che domani marchierà come meteore.

Listanera è lontano anni luce dallo showbiz della musica, dalle arene musicali sempre più simili a distorti colossei che a palchi pieni di vita e bellezza: l’incendiarsi del Maracanà sembra aver ceduto il passo alla steppa brulla del calcio pensato, quello che si gioca per differita e con l’unico obbiettivo di essere tra le prossime comete di un firmamento sovraffollato, fatto di tante star ma di pochissime stelle.

Da sempre refrattario alla ribalta dei red carpet, Listanera fa da una vita come Oriali, correndo su e giù lungo il filo di un discorso – quello fra lui e la musica – che non può chiudersi perché non ha mai avuto bisogno di dirsi aperto, per potersi credere reale: Daniele è nato con le scarpette addosso, e vuoi o non vuoi di palleggiare non smetterà mai, anche quando i riflettori si saranno spenti sul silenzio delle tribune e sulle bugie del mercato.

Dentro “Bebeto”, in realtà di calcio si parla poco. Il centro della narrazione rabbiosa (perché passionale, vera, autentica) di Listanera rimane il tormento di una rincorsa che pare essere la condicio sine qua non di una dignità da tutelare, di una verità da difendere: il cantautore romano non ha bisogno del clamore della stampa, dell’attenzione del pubblico o di qualche amore perduto per continuare a correre come sempre ha fatto, perché laddove l’urgenza si fa fisiologica si entra nel campo della necessità vitale ed ineluttabile, e spingere o meno la palla in rete diventa un dettaglio quasi irrilevante.

“Bebeto” è un brano che suda, e trasuda tante cose: da Dalla a Venditti, passando per la synth-wave che già sembrava potesse essere, nei precedenti brani, la scelta registica di fondo dei nuovi lanci discografici di Listanera; il resto, va ascoltato. Magari non ne sentirete il ritornello in radio, ci certo non vedrete Daniele scimmiottare i propri artisti preferiti sul palco di qualche talent; ma che importa: non è da questi particolari che si giudica un cantautore.

Un cantautore, diceva più o meno così qualcuno del settore, lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia: di tutto ciò, ve lo posso assicurare, Listanera è ben fornito.