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Il nuovo ep di Leonus è un viaggio tutto da scoprire: Encelado

Encelado è un satellite di Saturno. È un piccolo mondo, con una piccola storia ma una grande caratteristica: riflette praticamente il 100% della luce solare. Encelado è un viaggio, un’aspirazione, un’idea. Encelado è anche il titolo del nuovo EP di Leonus in uscita venerdì 23 ottobre, su tutte le piattaforme digitali, distribuito da Artist First per Upper Rec. Encelado è uno sguardo al nostro mondo e alla nostra epoca dallo spazio. 

Da questa posizione privilegiata guardare dentro di noi sarà più semplice. Sono canzoni per cosmonauti, per donare emozioni, sorrisi, lacrime a chi è lontano o a chi, guardando in alto, vorrebbe andare lontano. 

 Ogni canzone è un possibile viaggio, accompagnato da sonorità del panorama musicale attuale, che spaziano dal pop alla trap, dall’indie al cantautorato, con rimandi al jazz.

5 canzoni, che sono il riassunto di un grande trip mentale, porteranno l’ascoltatore da una rampa di lancio terrestre fino allo spazio.

Un nuovo step in questa seconda prima volta degli Zero Assoluto.

E da oggi, questi 5 frammenti di un universo interiore di Leonus, potranno essere letti ed interiorizzati da chiunque li ascolti.

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Pop

LAMETTE: Zucchero filato.

“Zucchero Filato” è il nuovo singolo di LAMETTE, uscito il 9 ottobre sotto Aurora Dischi / Artist First

L’amore ormai è un classico dell’indie, visto da tutti i possibili punti; ricorderò per sempre una frase pronunciata da un mio un mio amico: “L’amore toglie ma l’indie dà”.

La situazione descritta da questo singolo non è così negativa –nessun cuore spezzato e pulsante di Franco126, per intenderci– il mondo è colorato, fatto di toni forti e contrasti accesi, giovanile come i sentimenti descritti: amori confusi e distratti, che esplodono tra sguardi vicendevoli.

“E non ne ho mai abbastanza, del tuo profumo sigarette e frappé.”

Un amore giocoso, tenero, che sembra quasi in parte toccato all’avanzare dell’adolescenza, vista come sigarette e birre.

Un amore adolescenziale, che brucia forte e che viene dimenticato subito, nel cercare di godersi tutti gli attimi fino all’ultimo.

“Nel testo la ragazza è vista come lo zucchero filato (perfetta e irraggiungibile) mentre noi rappresentiamo le birre della Lidl (banali e sostituibili). Innamorarsi di lei perciò è estremamente facile ma allo stesso tempo sbagliato, a tal punto che hai bisogno di scusarti, come se avessi commesso un errore.”
 

Il duo LAMETTE, formato da Nevada (Vasco Cassinelli) e Stian (Cristian Pinieri), è un progetto che singolo dopo singolo si sta affermando all’interno del panorama Indie Italiano, un pubblico in crescita e l’interesse di addetti al settore che li hanno già accolti tra le fila dei nomi caldi delle playlist editoriali, raccogliendo buoni consensi.

I ragazzi (entrambi classe ‘98 e di Piacenza) si conoscono alle superiori e da lì iniziano ad approcciarsi al mondo della produzione e scrivono i loro primi testi. 

Luca Pensa, Melpot Cosmos.

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Cialde è il nuovo singolo degli Zero Assoluto

Una storia d’amore si costruisce mettendo insieme svariati frammenti di giornate che piano piano si uniscono stando al fianco della persona che amiamo. “Cialde”, il nuovo singolo degli Zero Assoluto uscito il 16 Ottobre, fotografa la bellezza del quotidiano, rilasciando preziose perle di semplicità avvolgente. Prendere il caffè al mattino con la cucina in disordine, progettare un viaggio in tutte le capitali d’Europa, fare proprie le abitudini dell’altro, condividere la notte, che sia per aspettare l’alba, o semplicemente per gustarla insieme. Immagini forti e dirette, per un brano che segue perfettamente il fil rouge che gli Zero Assoluto hanno ripreso a stilare da luglio. 

Dopo il successo di “Fuori Noi” con Gazzelle, infatti, il duo romano ha deciso di affidarsi ad un’altra penna che potesse accompagnare la loro: “Cialde” vede l’importante collaborazione di Colapesce, uno dei principali artisti della nuova wave del cantautorato italiano. Ritrovarsi insieme davanti ad un foglio bianco fino a riempirlo grazie una sintonia tra gli artisti che arriva immediatamente alle orecchie di chi ascolta il brano.

Gli artisti hanno descritto così questo nuovo singolo: “Cialde” è un racconto della più semplice delle quotidianità, elemento che accomuna tutte le fasi di un sentimento: dalle sue prime luci fino alle ombre più cupe. 

Il brano nasce da un bellissimo equilibrio di condivisione artistica, flusso di coscienza e creatività che noi e Colapesce, artista con cui abbiamo scritto questo singolo, abbiamo trovato e vissuto in un paio di pomeriggi in studio. Avevamo l’esigenza di raccontare un mondo intimo, costruito appunto di tutti quei piccoli dettagli che altro non sono se non i tasselli di una storia d’amore.

Un nuovo step in questa seconda prima volta degli Zero Assoluto.

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Piombo è l’ultimo singolo di Disarmo

Fuori il 15 ottobre Piombo, il nuovo singolo del cantautore Disarmo, che, durante la sua partecipazione ad X Factor 2020, decide così di mettersi a nudo con un brano che descrive ciò che si prova nell’attimo esatto in cui i desideri e le aspettative costruite insieme ad un’altra persona cadono con lei in un abisso irraggiungibile.

La desolazione del distacco e il senso di vuoto che si prova pensando al futuro che appare all’improvviso così diverso divengono temi portanti. Il brano, particolarmente emotivo, dalle venature neo soul, ci trasporta letteralmente in una stanza vuota da riempire, una pagina bianca che ha bisogno di essere scritta, un contenitore vuoto in attesa del suo contenuto: un’esperienza di mancanza e sensazioni estremamente forti e malinconiche.

 Claudio Luisi, in arte Disarmo, eredita la passione per la musica dalla sua famiglia, divisa tra ascolti di musica classica e gospel. Si diploma all’età di 13 anni al conservatorio di Genova e in adolescenza si appassiona alla musica rock iniziando a scrivere i primi inediti e militando in diverse band. 

Termina l’accademia canto musica e spettacolo di Torino nel 2011, anno in cui, con la formazione Infranti Muri, è tra i 9 artisti selezionati per Sanremo Giovani con il suo brano “Contro i giganti” grazie al quale si esibisce per 3 puntate a Domenica In ed entra nella compilation Sanremo 2011. 

Nel 2012 scrive “Non ti lascio”, brano che viene inserito nella programmazione di MTV Music, e nello stesso anno pubblica da indipendente il suo primo album solista. Continua a collaborare come interprete, autore e compositore in alcune band, vincendo diversi concorsi tra i quali lo Standing Ovation Contest aggiudicandosi l’esibizione al concerto di Vasco Rossi dell’1 Luglio al Modena Park, e Fiat Music, iter che vede il progetto artistico aggiudicarsi la finale sul palco Ariston e il premio della critica Fonoprint.

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Ecco a voi “Come una rosa”, il nuovo singolo di Alessandro Bruni

“Come una rosa” è un brano che nasce nel 2017 e, come tutti i brani di Alessandro Bruni, è partito da un semplice pianoforte in cameretta, posto dove solitamente i pensieri prendono vita sotto forma di note ancor prima di diventare parole.

Questo brano parla di una rinascita, di un’amicizia ferita, di una giovane donna e di cosa esiste dopo una grossa mancanza accidentale: il brano descrive un grido sordo d’aiuto scritto nell’iride, anche in silenzio. 

“E’ proprio da qui che nasce la canzone, nasce da tutte le parole che non gli ho detto, da tutti gli sguardi che non ho compreso, o forse l’ho fatto… ma tardi” ammette l’artista, che decide così di dedicare interamente il brano alla sua amica, alla bellezza celata al di là delle spine, al tempo che passa e agli insegnamenti che lascia, al merito di dedicare il proprio meglio agli altri.

Alessandro Bruni è un giovane cantautore di Civitavecchia, classe ’98, appassionato sin da piccolo di musica e arte. 

Il primo incontro con uno strumento musicale avvenne con un Djembe africano all’età di quattro anni: questo amore a prima vista condusse l’artista verso lo studio della batteria per diversi anni. All’età di 15 anni arrivò la necessità di esprimere a parole quello che provava e da lì a poco iniziarono i primi testi e le prime lezioni di canto che continuano tutt’ora ininterrottamente da sei anni.

Il progetto nasce quattro anni fa, con l’intento di creare una famiglia unita sotto lo stesso nome, che trovi forza nei testi di Alessandro e che si identifichi in quello che prova, per capire che nessuno è solo.   

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Cento Mostri è il nuovo singolo di Pgreco

“Mostri nasce in un rientro notturno a casa e parla (attraverso un escamotage sentimentale) delle paure e delle paranoie che ti vengono quando devi affrontare qualcosa di difficile, qualcosa di importante nel bene o nel male.”

CosìPgreco descrive il suo secondo singolo, Cento Mostri, fuori il 25 settembre su tutti i Digital Store, distribuito da Artist First, edito GRM Management e prodotto da Zafa.

 Il brano è un tassello particolarmente importante per l’artista dedito a scandagliare al meglio la natura di Pgreco stesso. 

Scritto in un momento di transizione, il testo sprigiona il desiderio e la volontà di lavorare su se stessi per conoscersi affondo. La paura e le ossessioni che ci accompagnano all’interno della vita quotidiana divengono nel brano temi portanti: 

 in Cento Mostri vi è l’andamento altalenante dell’io dell’autore che si snoda tra una paura e una certezza, tra un torbido pensiero e il dolce cullarsi. 

Cento Mostri descrive un ritorno a casa in macchina, di notte dopo una lite o dopo esser stati tutto il giorno a tentare di studiare l’esame per il giorno seguente. 

La fatica spesa a distruggere certi mostri è il focus centrale del brano e all’ascoltatore si richiede l’impegno di tentare la stessa impresa, con la leggerezza che contraddistingue un artista giovane e fresco come Pgreco. 

 Pgreco -nome d’arte di Lorenzo Lisi, classe ’97- comincia ad avvicinarsi allo studio della musica prendendo lezioni di batteria (6 anni) e poi di basso (3 anni). Figlio d’arte, ha sempre vissuto a contatto con la musica in casa, grazie all’insegnamento di mamma Angela Caporale dei Baraonna (Premio della Critica Sanremo ’94).

Il suo stile è influenzato dall’ascolto di artisti moderni come Franco126, Frah Quintale e Giorgio Poi ma anche dall’ascolto di quasi tutto il rock 60-90. 

I testi di Pgreco si ispirano interamente al quotidiano, alle sensazioni umane fondamentali per la crescita personale e artistica, ai turbamenti e alle piccole cose che rendono il mondo un posto da esplorare e vivere anche attraverso la musica.

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Graman: Telecinesi è il nuovo singolo .

Telecinesi è il nuovo singolo del cantautore Graman, da venerdì 2 ottobre disponibile su tutte le piattaforme digitali per Aurora Dischi e distribuito da Artist First.

Il brano racconta di un post sbronza nel bar più “famoso” del paese, è una canzone d’amore mai sbocciato completamente. Telecinesi è l’incapacità della “ragazza che non c’è”  di provare empatia,  lei con che il “cuore blu” è capace di muovere i ragazzi a proprio piacimento, come se sa avesse il dono della “telecinesi”. 

L’ancoraggio ad un amore, seppur non ricambiato, come antidoto al vuoto di una vita in periferia, di un ragazzo che non riesce ad accontentarsi di una routine priva di sensi. Le emozioni come alternativa non sempre efficace allo sballo. Un testo triste e autentico che rispecchia l’atmosfera di un mondo in crisi,  dove tutto diventa sempre più “sintetico”.

“Telecinesi è una canzone autobiografica, triste e malinconica come lo è spesso il mio stato d’animo”. 

Biografia

Graman è il progetto di Roberto Graziano nato a Capua, classe 1996. All’età di 10 anni comincia a suonare la chitarra e a 13 a comporre testi e melodie. Nel 2011 fonda la Rock Band 0823 con la quale partecipa a diversi concerti e concorsi musicali, realizza un album in studio “È tempo di cambiare”.

Nel 2014 si iscrive alla SIAE nella sezione autori e nel 2016 stipula un contratto con la storica casa discografica napoletana “La canzonetta SNC” con la quale resta fino al 2017.  Si aggiudica a Roma la vittoria del 1° TSC Contest – The sound choice, competizione organizzata dalla TSC Records. Con il  videoclip “Via” (Regia di Luciana Trulio) vince  il 2° Premio del Pubblico del  LATINA FILM COMMISSION – FESTA DEL VIDEO CLIP – XIII Edizione ROMA VIDEOCLIP .

Finalista all’ Emergenza Festival Napoli (2014); Finalista al Motorock di Latina (2015); Semifinalista al Tour music fest (2016). Ospite del Fire music festival quale supporter a Vittorio De Scalzi (New Trolls) (2017). Ospite al Disco days al Palapartenope (2017). 3° classificato rock targato Italia (2017).

Dopo sette anni di concerti, contest e canzoni gli 0823 si sciolgono e Roberto da vita al nuovo progetto Graman. Nel 2017 supera la selezione per accedere allo “Start Up Music Lab” iniziativa promossa dal dipartimento di Scienza Sociali dell’Università Federico II, dal MIBACT e dalla SIAE. Tra le sue esperienze si segnala l’apertura di un live al chitarrista storico di Luciano Ligabue, Federico Poggipollini.

Il  25 marzo 2018 Graman lancia su Spotify il suo primo singolo “Chiara”. Nell’ottobre 2018 grazie al brano “Chiara” raggiunge le semifinali ad Area Sanremo. A Febbraio 2019 rilascia il secondo singolo “Dipinto di giallo”;

Il primo maggio 2019, partecipa al concertone del primo maggio a Napoli, selezionato dal direttore artistico della manifestazione: Massimo Jovine.  A maggio 2019, apre il concerto dello Stato Sociale a Roma nella manifestazione “notte scomoda”. A Febbraio 2020 partecipa al contest “involontario” di Officine Buone. Dal 2018 Graman si esibisce live in locali della zona di Caserta, Napoli e Roma.

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Ecco a voi Casa, il terzo singolo di Dinosauro

Dinosauro è un estinto animale che risorge ogni notte. Il terzo singolo si intitola Casa, fuori su tutti i Digital Store il 29 settembre per Management Russo, distribuito da Artist First. Casa è il brano più intimo del racconto che l’artista sta tracciando.

Da dove arriva Dinosauro? Ecco svelato l’arcano, il brano snoda casa, raccontandola nell’accezione più completa possibile: la malinconia e il conforto che ne deriva, il posto in cui sentirsi al sicuro, il racconto delle origini nelle intenzioni, nella vita scelta, nella città d’appartenenza, nei modi, nei sogni in cui si è incastrati, nell’educazione ricevuta.  È il primo brano  scritto da Dinosauro, ma ci voleva un po’ di coraggio per tirarlo fuori dal cassetto. 

La produzione, decisamente più aggressiva, il ritmo serrato di ogni parola e le immagini scaturite da questo eccellente connubio, riportano alla mente i frame che il brano vuol suggerire a gran voce: persino 

la copertina racconta la canzone con una foto, ovvero una scultura in  acciaio di Agapito Minucchi del 1980 che rappresentava la grandezza industriale e tecnologica di una città fondata sull’acciaio come Terni. Si leggeva, fino a qualche tempo fa, sulla parte frontale della scultura, un graffito con la scritta “Benvenuti in California”. Questa sfumatura è ironica, pungente, significativa di ciò che rende la provincia un posto prezioso in cui voler tornare. 

Le grafiche sono di Lorenzo Lanni a partire da una foto in cui Dinosauro aveva bisogno di esserci. Produzione artistica, arrangiamento, mix e master di Marco Testa (Sinusoide Studio). Il progetto Dinosauro nasce dall’esigenza di raccontare una storia fatta di tanti pezzi, tutti fondamentali, per reagire ad un’estinzione intellettuale ed emotiva. Dinosauro è un progetto che prima di tutto ha bisogno di una voce più che di un volto.

La produzione musicale dei brani è affidata di volta in volta a musicisti e produttori diversi nessuno a caso per dare i giusti colori alle parole scelte per raccontare un pezzo di una storia più complessa. Il nome del progetto è Dinosauro perché i dinosauri sono un retaggio del passato di tutti, ci affascinano sempre ma, ancora c’è chi ha il dubbio che siano esistiti. La verità è che si sono estinti. Un bel segnale nei confronti di un mondo che ci piace sempre meno.

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Ecco a voi “Le cose che non mi dici” di Biba

Biba è una giovane cantautrice romana: studia visual design e odia il mare ad agosto. Inizia a suonare la chitarra con il sogno di diventare una rockstar tipo quelle degli anni ’90, ma crescendo si accorge che scrivere è una necessità che va ben oltre il bisogno di farcela, diviene piuttosto la maniera più immediata di dire la sua ad ogni costo. 

Le canzoni per lei servono a prendere a calci qualcosa di grande. Anche quando sono delicate. 

Sonorità elettroniche e dure si contrappongono alla trasparenza di testi prettamente cantautoriali, con l’intenzione netta di rompere qualsiasi tipo di schema.

Il primo ottobre Biba ritorna a mettersi in gioco con il brano “Le cose che non mi dici”, edito Romolo Dischi, distribuito da Pirames International, prodotto da Aurelio Rizzuti per Il Cubo Rosso Recording, scritto e composto da lei stessa. 

Il brano è tutto ciò che rimane incastrato tra gli angoli della bocca e della pelle. È il bisogno di urlarsi in faccia tutto quello che spesso non si ha il coraggio di dire per paura di essere lasciati soli con se stessi; nato da una riflessione personale sulle difficoltà di comunicazioni odierne all’interno di una relazione, Biba, nel suo singolo, traspone le ultime battute di un storia esprimendo il bisogno viscerale di ricevere delle risposte dritte in pancia, chiare e taglienti. 

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Pop

A Tuma piacerebbe evitare

Tuma rispolvera un suo vecchio pezzo vestendolo di un nuovo sound, si tratta di una versione 2.0 del singolo Mi piacere evitare. Il brano ha sancito l’inizio del suo percorso artistico quando ancora non sapeva di voler fare il cantautore. E allora proviamo a fare un gioco. Proviamo a tornare indietro a due anni fa, ad un Tuma ventenne, politicamente scorretto, a un Tuma che iniziava a cantare ironicamente il suo modo di vedere il mondo. In radio una musica giocosa e frizzante, addosso un balletto stupido e in testa tanti ricci.

Mi piacerebbe evitare è una canzone politicamente scorretta il cui obiettivo è quello di urlare a gran voce tutto ciò che avremmo sempre voluto dire, ma non ne abbiamo mai avuto il coraggio. E voi quante cose avreste voluto evitare?

Tuma, nasce a Nardò il 9 giugno 1997 e fin da piccolo dimostra di essere un abile intrattenitore delle masse. Dopo il diploma si iscrive al conservatorio Tito Schipa di Lecce dove inizia a studiare chitarra Jazz, tramutando in studio la sua passione per la musica, accompagnata da quella della scrittura.

Le sue canzoni raccontano storie di vita quotidiana, storie semplici, vissute e non, guardate dalla prospettiva di uno studente squattrinato qualsiasi che vive alla giornata insieme ai suoi coinquilini, con la convinzione che spesso, come direbbe un suo caro amico, basta una chitarra e una bottiglia di rum per star bene.

Dopo lʼesperienza nel gruppo “I Segreti di Oscar”, ha iniziato la sua esperienza da solista pubblicando due singoli (Semplice, pubblicata il 10 ottobre 2018, e Annapaola, pubblicata il 26 marzo 2019) con la produzione Artistica di Raf Qu.

Nel 2019 inizia il percorso dei suoi traguardi, venendo notato dalle realtà più attive del territorio: è stato infatti finalista della seconda edizione del Wau Contest (Radio Wau), del contest Ci Vuole una Band (CiVuoleUnPaese) e vincitore del contest della Notte della rivolta (La Rivolta Records).

l 27 luglio 2019 si è esibito al Sud Est Indipendente Festival (CoolClub).  Il 25 marzo 2020 pubblica il suo nuovo singolo Una canzone sconcia sotto l’etichetta Discographia Clandestina, a seguire Ti piacerebbe evitare #2, al momento l’artista sta lavorando al suo primo album.

Ironico, sfacciato, cantautore per passione. Questa è la tua carta di identità, ma chi è Tuma quando non scrive canzoni?

Un musicista. Sono laureato in Chitarra Jazz al conservatorio, e insegno per un’associazione a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni. Ci tengo a precisare che con “cantautore per passione” non escludo il fatto che sia anche il mio lavoro (messaggio rivolto a tutti quelli che mi hanno chiesto se oltre alla musica avessi un lavoro vero). Come penso abbiate capito dalle numerose citazioni nei miei pezzi, amo lo sport, e oltre ad essere un appassionato di calcio, Mi dedico  anche alla pallavolo. Sono dirigente e membro dello staff tecnico di una società di un paese vicino al mio.

Dopo i primi esordi in un gruppo, hai deciso di intraprendere la strada da solista. Quando hai capito che avevi bisogno di un percorso solo tuo?

Non è facile riuscire a coordinare quattro cervelli. Ad un certo punto ci siamo resi conto che si andava troppo a rilento. È brutto dirlo, ma quando in una band c’è troppa democrazia si finisce sempre per arenarsi. Così abbiamo deciso insieme di scioglierci, con grande dispiacere di tutti. Siamo rimasti in ottimi rapporti, tanto che collaboriamo ancora (alcuni dei componenti suonano tutt’ora nella mia band). Diciamo che le motivazioni sono state unicamente logistiche.

“Annapaola” e “Semplice” sono i primi brani che ti hanno fatto conoscere al pubblico, diversi rispetto agli ultimi due singoli. Possiamo dire che hai avuto un’evoluzione nella scrittura e nel modo di esprimerti?

Indubbiamente sono cambiato molto negli ultimi due anni. Sono maturato artisticamente, sono diventato più sicuro dei miei mezzi e consapevole dei miei limiti. Di questo sicuramente ne ha risentito la mia “penna”. Lo spirito, invece, è sempre quello… Il solito ragazzo squattrinato che cerca di sopravvivere in questo mondo bislacco.

I tuoi testi sono ironici ma anche politicamente s(corretti). Che rapporto hai con il giudizio degli altri?

Ho imparato col tempo un po’ a fregarmene e a seguire i miei gusti, senza sentirmi obbligato a piacere alla gente. Ho 23 anni e sono totalmente svincolato da alcun compromesso che non sia il mio gusto o la mia dimensione musicale. Finchè posso, voglio godermi queste libertà artistiche. Ovviamente mi fa molto piacere ricevere recensioni o essere fermato dalla gente che vuole dirmi la sua su un pezzo, sia che siano commenti positivi, sia che siano commenti negativi, ma cerco sempre di essere analitico sulle critiche e di prendere il giusto da esse, senza mai andare contro il mio gusto.

A tal proposito ti chiedo anche, che rapporto hai con i social e qual è il tuo modo di comunicare con le persone che ti seguono?

Ho un rapporto di amore e odio con i social, ci sono periodi che mi piace dedicarci più tempo, ed altri in cui la mia misantropia prevale su tutto. In questo periodo sto abbastanza preso bene. Sui social mi piace scherzare con i miei followers, alle volte anche facendo un po’ la parodia ai vari tipi di utenti che si trovano in questo grottesco mondo. Una cosa che odio dei social, però, è l’ostentazione e spesso si incontrano dei veri e propri ostentatori seriali. 

“Mi piacerebbe evitare #2” è il tuo nuovo singolo ed  è un brano che hai scritto a vent’anni. Se dovessi dire qualcosa al Tuma di qualche anno fa, cosa diresti?

Se incontrassi me a vent’anni probabilmente non direi nulla, non mi pento di nessuna delle scelte che ho fatto in questi 3 anni… al massimo mi darei una pacca sulla spalla e direi: “alla grande, campione!”, in un pacchiano stile statunitense.