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Indie Pop

Mondre racconta il suo singolo “cartapesta”

Mondre 

Il singolo d’esordio di Mondre ha sonorità pop sognanti e crepuscolari; il testo è introspettivo e alquanto malinconico.

Ne abbiamo parlato con il cantautore partenopeo.

Il mio ego è di cartapesta: mi racconti cosa intendi?

Partendo dal presupposto che come persona non sembro sempre allegro e spensierato. Non abito a Napoli, bensì a Venezia. Mi sono ritrovato allora da solo, fuori casa ad affrontare le mi storie. Sto sempre a combattere con me stesso, con le mie ansie. Ego di cartapesta mi si addice come espressione.

Cartapesta è un brano dalle sonorità indie-pop: com’è andata la fase di produzione? Avevi tutto chiaro in mente quando sei entrato in studio?

Il progetto Mondre è ponderato. Ho sempre suonato la chitarra e in diverse produzioni che ho valutato, questa è quella che mi rappresenta di più, un po’ lo-fi. È stata scritta di getto, in cinque minuti, un flusso di coscienza. Uscivo da una relazione un po’ particolare. In realtà ci sono ancora (ride, ndr). La produzione è andata molto bene però.

Sei un artista emergente ma il concept del tuo singolo sembra ben definito, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Dovrei far uscire una serie di singoli, da raccogliere in un’EP. Per adesso, quasi sicuramente a ottobre esce un altro singolo. Qualcosa con più movimento. Atmosfera però sempre non molto allegra. 

Chiudiamo con un aneddoto: qual è il tuo album preferito?

Il mio album preferito va un po’ in direzione contraria rispetto a quello che sono. “Nightmare” degli Avanged sevenfold (Ride, ndr). In passato suonavo metal, hard rock poi ho avuto una sorta di cambio generazionale, rap, indie, trap. Poi ho pensato, se devo cantare, faccio quello che piace a me.

Grazie

Michela Moramarco