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Piombo è l’ultimo singolo di Disarmo

Fuori il 15 ottobre Piombo, il nuovo singolo del cantautore Disarmo, che, durante la sua partecipazione ad X Factor 2020, decide così di mettersi a nudo con un brano che descrive ciò che si prova nell’attimo esatto in cui i desideri e le aspettative costruite insieme ad un’altra persona cadono con lei in un abisso irraggiungibile.

La desolazione del distacco e il senso di vuoto che si prova pensando al futuro che appare all’improvviso così diverso divengono temi portanti. Il brano, particolarmente emotivo, dalle venature neo soul, ci trasporta letteralmente in una stanza vuota da riempire, una pagina bianca che ha bisogno di essere scritta, un contenitore vuoto in attesa del suo contenuto: un’esperienza di mancanza e sensazioni estremamente forti e malinconiche.

 Claudio Luisi, in arte Disarmo, eredita la passione per la musica dalla sua famiglia, divisa tra ascolti di musica classica e gospel. Si diploma all’età di 13 anni al conservatorio di Genova e in adolescenza si appassiona alla musica rock iniziando a scrivere i primi inediti e militando in diverse band. 

Termina l’accademia canto musica e spettacolo di Torino nel 2011, anno in cui, con la formazione Infranti Muri, è tra i 9 artisti selezionati per Sanremo Giovani con il suo brano “Contro i giganti” grazie al quale si esibisce per 3 puntate a Domenica In ed entra nella compilation Sanremo 2011. 

Nel 2012 scrive “Non ti lascio”, brano che viene inserito nella programmazione di MTV Music, e nello stesso anno pubblica da indipendente il suo primo album solista. Continua a collaborare come interprete, autore e compositore in alcune band, vincendo diversi concorsi tra i quali lo Standing Ovation Contest aggiudicandosi l’esibizione al concerto di Vasco Rossi dell’1 Luglio al Modena Park, e Fiat Music, iter che vede il progetto artistico aggiudicarsi la finale sul palco Ariston e il premio della critica Fonoprint.

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Ecco a voi “Come una rosa”, il nuovo singolo di Alessandro Bruni

“Come una rosa” è un brano che nasce nel 2017 e, come tutti i brani di Alessandro Bruni, è partito da un semplice pianoforte in cameretta, posto dove solitamente i pensieri prendono vita sotto forma di note ancor prima di diventare parole.

Questo brano parla di una rinascita, di un’amicizia ferita, di una giovane donna e di cosa esiste dopo una grossa mancanza accidentale: il brano descrive un grido sordo d’aiuto scritto nell’iride, anche in silenzio. 

“E’ proprio da qui che nasce la canzone, nasce da tutte le parole che non gli ho detto, da tutti gli sguardi che non ho compreso, o forse l’ho fatto… ma tardi” ammette l’artista, che decide così di dedicare interamente il brano alla sua amica, alla bellezza celata al di là delle spine, al tempo che passa e agli insegnamenti che lascia, al merito di dedicare il proprio meglio agli altri.

Alessandro Bruni è un giovane cantautore di Civitavecchia, classe ’98, appassionato sin da piccolo di musica e arte. 

Il primo incontro con uno strumento musicale avvenne con un Djembe africano all’età di quattro anni: questo amore a prima vista condusse l’artista verso lo studio della batteria per diversi anni. All’età di 15 anni arrivò la necessità di esprimere a parole quello che provava e da lì a poco iniziarono i primi testi e le prime lezioni di canto che continuano tutt’ora ininterrottamente da sei anni.

Il progetto nasce quattro anni fa, con l’intento di creare una famiglia unita sotto lo stesso nome, che trovi forza nei testi di Alessandro e che si identifichi in quello che prova, per capire che nessuno è solo.   

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Cento Mostri è il nuovo singolo di Pgreco

“Mostri nasce in un rientro notturno a casa e parla (attraverso un escamotage sentimentale) delle paure e delle paranoie che ti vengono quando devi affrontare qualcosa di difficile, qualcosa di importante nel bene o nel male.”

CosìPgreco descrive il suo secondo singolo, Cento Mostri, fuori il 25 settembre su tutti i Digital Store, distribuito da Artist First, edito GRM Management e prodotto da Zafa.

 Il brano è un tassello particolarmente importante per l’artista dedito a scandagliare al meglio la natura di Pgreco stesso. 

Scritto in un momento di transizione, il testo sprigiona il desiderio e la volontà di lavorare su se stessi per conoscersi affondo. La paura e le ossessioni che ci accompagnano all’interno della vita quotidiana divengono nel brano temi portanti: 

 in Cento Mostri vi è l’andamento altalenante dell’io dell’autore che si snoda tra una paura e una certezza, tra un torbido pensiero e il dolce cullarsi. 

Cento Mostri descrive un ritorno a casa in macchina, di notte dopo una lite o dopo esser stati tutto il giorno a tentare di studiare l’esame per il giorno seguente. 

La fatica spesa a distruggere certi mostri è il focus centrale del brano e all’ascoltatore si richiede l’impegno di tentare la stessa impresa, con la leggerezza che contraddistingue un artista giovane e fresco come Pgreco. 

 Pgreco -nome d’arte di Lorenzo Lisi, classe ’97- comincia ad avvicinarsi allo studio della musica prendendo lezioni di batteria (6 anni) e poi di basso (3 anni). Figlio d’arte, ha sempre vissuto a contatto con la musica in casa, grazie all’insegnamento di mamma Angela Caporale dei Baraonna (Premio della Critica Sanremo ’94).

Il suo stile è influenzato dall’ascolto di artisti moderni come Franco126, Frah Quintale e Giorgio Poi ma anche dall’ascolto di quasi tutto il rock 60-90. 

I testi di Pgreco si ispirano interamente al quotidiano, alle sensazioni umane fondamentali per la crescita personale e artistica, ai turbamenti e alle piccole cose che rendono il mondo un posto da esplorare e vivere anche attraverso la musica.

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Graman: Telecinesi è il nuovo singolo .

Telecinesi è il nuovo singolo del cantautore Graman, da venerdì 2 ottobre disponibile su tutte le piattaforme digitali per Aurora Dischi e distribuito da Artist First.

Il brano racconta di un post sbronza nel bar più “famoso” del paese, è una canzone d’amore mai sbocciato completamente. Telecinesi è l’incapacità della “ragazza che non c’è”  di provare empatia,  lei con che il “cuore blu” è capace di muovere i ragazzi a proprio piacimento, come se sa avesse il dono della “telecinesi”. 

L’ancoraggio ad un amore, seppur non ricambiato, come antidoto al vuoto di una vita in periferia, di un ragazzo che non riesce ad accontentarsi di una routine priva di sensi. Le emozioni come alternativa non sempre efficace allo sballo. Un testo triste e autentico che rispecchia l’atmosfera di un mondo in crisi,  dove tutto diventa sempre più “sintetico”.

“Telecinesi è una canzone autobiografica, triste e malinconica come lo è spesso il mio stato d’animo”. 

Biografia

Graman è il progetto di Roberto Graziano nato a Capua, classe 1996. All’età di 10 anni comincia a suonare la chitarra e a 13 a comporre testi e melodie. Nel 2011 fonda la Rock Band 0823 con la quale partecipa a diversi concerti e concorsi musicali, realizza un album in studio “È tempo di cambiare”.

Nel 2014 si iscrive alla SIAE nella sezione autori e nel 2016 stipula un contratto con la storica casa discografica napoletana “La canzonetta SNC” con la quale resta fino al 2017.  Si aggiudica a Roma la vittoria del 1° TSC Contest – The sound choice, competizione organizzata dalla TSC Records. Con il  videoclip “Via” (Regia di Luciana Trulio) vince  il 2° Premio del Pubblico del  LATINA FILM COMMISSION – FESTA DEL VIDEO CLIP – XIII Edizione ROMA VIDEOCLIP .

Finalista all’ Emergenza Festival Napoli (2014); Finalista al Motorock di Latina (2015); Semifinalista al Tour music fest (2016). Ospite del Fire music festival quale supporter a Vittorio De Scalzi (New Trolls) (2017). Ospite al Disco days al Palapartenope (2017). 3° classificato rock targato Italia (2017).

Dopo sette anni di concerti, contest e canzoni gli 0823 si sciolgono e Roberto da vita al nuovo progetto Graman. Nel 2017 supera la selezione per accedere allo “Start Up Music Lab” iniziativa promossa dal dipartimento di Scienza Sociali dell’Università Federico II, dal MIBACT e dalla SIAE. Tra le sue esperienze si segnala l’apertura di un live al chitarrista storico di Luciano Ligabue, Federico Poggipollini.

Il  25 marzo 2018 Graman lancia su Spotify il suo primo singolo “Chiara”. Nell’ottobre 2018 grazie al brano “Chiara” raggiunge le semifinali ad Area Sanremo. A Febbraio 2019 rilascia il secondo singolo “Dipinto di giallo”;

Il primo maggio 2019, partecipa al concertone del primo maggio a Napoli, selezionato dal direttore artistico della manifestazione: Massimo Jovine.  A maggio 2019, apre il concerto dello Stato Sociale a Roma nella manifestazione “notte scomoda”. A Febbraio 2020 partecipa al contest “involontario” di Officine Buone. Dal 2018 Graman si esibisce live in locali della zona di Caserta, Napoli e Roma.

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Ecco a voi Casa, il terzo singolo di Dinosauro

Dinosauro è un estinto animale che risorge ogni notte. Il terzo singolo si intitola Casa, fuori su tutti i Digital Store il 29 settembre per Management Russo, distribuito da Artist First. Casa è il brano più intimo del racconto che l’artista sta tracciando.

Da dove arriva Dinosauro? Ecco svelato l’arcano, il brano snoda casa, raccontandola nell’accezione più completa possibile: la malinconia e il conforto che ne deriva, il posto in cui sentirsi al sicuro, il racconto delle origini nelle intenzioni, nella vita scelta, nella città d’appartenenza, nei modi, nei sogni in cui si è incastrati, nell’educazione ricevuta.  È il primo brano  scritto da Dinosauro, ma ci voleva un po’ di coraggio per tirarlo fuori dal cassetto. 

La produzione, decisamente più aggressiva, il ritmo serrato di ogni parola e le immagini scaturite da questo eccellente connubio, riportano alla mente i frame che il brano vuol suggerire a gran voce: persino 

la copertina racconta la canzone con una foto, ovvero una scultura in  acciaio di Agapito Minucchi del 1980 che rappresentava la grandezza industriale e tecnologica di una città fondata sull’acciaio come Terni. Si leggeva, fino a qualche tempo fa, sulla parte frontale della scultura, un graffito con la scritta “Benvenuti in California”. Questa sfumatura è ironica, pungente, significativa di ciò che rende la provincia un posto prezioso in cui voler tornare. 

Le grafiche sono di Lorenzo Lanni a partire da una foto in cui Dinosauro aveva bisogno di esserci. Produzione artistica, arrangiamento, mix e master di Marco Testa (Sinusoide Studio). Il progetto Dinosauro nasce dall’esigenza di raccontare una storia fatta di tanti pezzi, tutti fondamentali, per reagire ad un’estinzione intellettuale ed emotiva. Dinosauro è un progetto che prima di tutto ha bisogno di una voce più che di un volto.

La produzione musicale dei brani è affidata di volta in volta a musicisti e produttori diversi nessuno a caso per dare i giusti colori alle parole scelte per raccontare un pezzo di una storia più complessa. Il nome del progetto è Dinosauro perché i dinosauri sono un retaggio del passato di tutti, ci affascinano sempre ma, ancora c’è chi ha il dubbio che siano esistiti. La verità è che si sono estinti. Un bel segnale nei confronti di un mondo che ci piace sempre meno.

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Ecco a voi “Le cose che non mi dici” di Biba

Biba è una giovane cantautrice romana: studia visual design e odia il mare ad agosto. Inizia a suonare la chitarra con il sogno di diventare una rockstar tipo quelle degli anni ’90, ma crescendo si accorge che scrivere è una necessità che va ben oltre il bisogno di farcela, diviene piuttosto la maniera più immediata di dire la sua ad ogni costo. 

Le canzoni per lei servono a prendere a calci qualcosa di grande. Anche quando sono delicate. 

Sonorità elettroniche e dure si contrappongono alla trasparenza di testi prettamente cantautoriali, con l’intenzione netta di rompere qualsiasi tipo di schema.

Il primo ottobre Biba ritorna a mettersi in gioco con il brano “Le cose che non mi dici”, edito Romolo Dischi, distribuito da Pirames International, prodotto da Aurelio Rizzuti per Il Cubo Rosso Recording, scritto e composto da lei stessa. 

Il brano è tutto ciò che rimane incastrato tra gli angoli della bocca e della pelle. È il bisogno di urlarsi in faccia tutto quello che spesso non si ha il coraggio di dire per paura di essere lasciati soli con se stessi; nato da una riflessione personale sulle difficoltà di comunicazioni odierne all’interno di una relazione, Biba, nel suo singolo, traspone le ultime battute di un storia esprimendo il bisogno viscerale di ricevere delle risposte dritte in pancia, chiare e taglienti. 

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01.10 ph. @ciccio_savi

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latleta – Miraggi

Miraggi” è l’album d’esordio de LATLETA in uscita il 31 gennaio 2020 in vinile per Labellascheggia.Un lavoro artigianale, che non guarda alle mode del momento: cassa dritta della drum machine e arpeggiatore danno un ritmo semplice e scandito ad un album nato in solitudine, a casa, col pianoforte e la chitarra e poi sviluppato tra computer e vecchi synth anni ’70 dal suono ruvido e ancestrale.

Miraggi” è il disco d’esordio de LATLETA, Claudio Cosimato, già noto come Vittorio Cane, “il poeta delle cose semplici”. Registrato e mixato da LATLETA e masterizzato da Gianluca Patrito al G-effectstudio di Torino, uscirà il 12 dicembre per Labellascheggia, etichetta che ha pubblicato il primo disco in vinile di Cosmo e prodotto artisti come Effe Punto, Camillas e Bonetti. La copertina è stata curata da Labellascheggia in collaborazione con Emiliano Ponzi, uno dei più importanti disegnatori mondiali contemporanei – lavora con The New York Times, The New Yorker, L’Internazionale, PenguinBooks, la Feltrinelli, Newsweeke molti altri – che ha apprezzato moltissimo il disco e ha scelto di dare il suo contributo alla parte grafica. 

“Miraggi” ha dentro una drum machine, un arpeggiatore, diversi sintetizzatori, qualche chitarra elettrica e tante cose da dire, cose che camminano sulle nostre vite in punta di piedi e le guardano dall’alto col sorriso. Poi attenzione, esistono tanti tipi di sorrisi: ci sono quelli ironici, quelli finti, quelli sarcastici, quelli innamorati, quelli divertiti. Quello de LATLETA è un sorriso diverso, benevolo, che viene da lontano, che ci dice che non c’è “nessuna colpa nelle nostre anime”. Un sorriso di chi forse ha colto qualcosa in più di noi e ci tranquillizza con “viva la vita”. Perché intanto la vita scivola, non si può stringerla troppo nelle mani: noi crediamo di fotografarla, immortalarla, però spesso ciò che fissiamo non sono gli oggetti nella loro concretezza, ma dei “miraggi”. Si fanno errori e le cose prendono una via tutta loro, e alla fine va bene così.

E allora anche LATLETA prende una via tutta sua, si allontana dal passato e ci regala questo bel lavoro artigianale e una voce sussurrata, perché ciò che dice non va gridato o intonato, quello lo fanno i cantanti, non gli osservatori. LATLETA guarda il mondo intorno, il suo presente e il suo passato, le sue cose, insomma – che poi sono le nostre – e le spoglia dalle insegne luminose, per farle brillare di luce naturale. Forse oggi si inizia ad aver bisogno di dischi così: sussurrati, sinceri, scritti vivendo il momento e non pensando al dopo, alle strategie per venderli meglio. Come dice in uno dei brani dell’album “ci vuole amore per uscire dal terrore”. 

Tutto questo vento che hai messo nelle tasche/che ti dà la forza/questa è la mia rivolta. Con ‘Miraggi’ vi ritroverete un sacco di vento in tasca e il presente vi parlerà da un po’ più vicino ‘Miraggi’ perché? Per veder oltre, è un illusione che fa bene, è rilassare la vista guardando in lontananza, scoprendo l’avvicendarsi di nuovi mondi. E poi suona bene, mi ricorda gli anni ‘80 e gli ultimi ‘70 di cui sono innamorato: erano gli anni in cui iniziava l’hi-fi e morivano gli organi e i synth italiani con la loro ruvidezza e imprevedibilità. Per vivere e per passione vado alla ricerca di strumenti vintage nei mercati cittadini, imbattendomi a volte in tastieroni che non riseco a non portami a casa, pulire e far belli e pronti a darmi soddisfazioni ed emozioni. Purtroppo molti di questi strumenti migrano verso l’estero via ebay, così si è amplificata la passione per i rudimentali synth nostrani degli anni ‘70, con i loro suoni ruvidi, primordiali, a volte quasi scomodi, e sono quelli che ho ampiamente utilizzato in questo disco, come il Crumar Trylogi, il Farfisa Synthorchestra 4 o il Siel Cruise. 

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Valentina Gullace “Respirare”

Da venerdì 10 luglio è disponibile in rotazione radiofonica “Respirare”, quinto ed ultimo brano estratto da “La mia stanza segreta” (Filibusta Records), ultimo album di Valentina Gullace.

Caratterizzato da sonorità latine a metà strada fra bossa nova e pop, ed impreziosito dal contributo di Daniele Cordisco alla chitarra e di Fabrizio Bosso alla tromba, “Respirare” è un vero e proprio inno alla leggerezza, ideale da cantare e ascoltare d’estate, stagione del caldo e della spensieratezza per eccellenza. “Respirare” è, inoltre, il quinto ed ultimo singolo estratto dall’album “La mia stanza segreta”, ultimo progetto discografico di Valentina Gullace.

Racconta l’autrice a proposito del nuovo singolo«È un brano che ha rappresentato una sorta di catarsi per me. L’ho scritto perché desideravo sdrammatizzare la mia tendenza a complicarmi la vita con pensieri inutili, volevo alleggerire un po’ ed evadere da me stessa. A volte rischiamo di prenderci troppo sul serio e così ci perdiamo il lato semplice della vita e la bellezza del “qui ed ora”. Una delle frasi che più spesso mi sono sentita dire nella mia vita è: “Lasciati andare, respira!”, proprio perché sono una maniaca del controllo. Così, in una mattina del febbraio 2017 ho pensato di scrivere un brano per esorcizzare questo lato del mio carattere, attraverso il potente mezzo dell’autoironia».

Il videoclip di “Respirare”, diretto da Giacomo Citro, include una sequenza di immagini colorate, di scene divertenti, e vuole omaggiare i videogiochi degli anni ’80. La protagonista del video è una ragazza un po’ “nerd”, tormentata e decisamente impacciata. Durante l’ennesima noiosa serata sul divano davanti alla tv, si imbatte nel suo alter ego che incarna tutto ciò che lei vorrebbe essere: allegra, spensierata, e persino l’eroina di un videogioco.

Biografia

Cantautrice, attrice, performer di musical, Valentina Gullace inizia la sua carriera nel 2006 debuttando in teatro col ruolo di Maria Maddalena nel Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia. In pochi anni diventa una delle interpreti italiane di musical più apprezzate ed è fra i protagonisti di spettacoli come: High School Musical, La febbre del sabato sera, Operazione San Gennaro, Aladin, Cabaret, A Bronx tale. Nel 2015 vince l’Oscar italiano del Musical per la sua interpretazione del ruolo di Inga in Frankenstein Junior. Nell’ultima stagione teatrale è nel cast di The Full Monty, in tour in tutta Italia e al Teatro Sistina di Roma. Conduce una trasmissione su Rai Scuola, Easy Genius, ed è uno dei 100 giudici nella prima edizione del programma di Canale 5 All Togheter Now, condotto da Michelle Hunziker. Parallelamente alla carriera teatrale svolge un’intensa attività live nel jazz club di tutta Italia, esibendosi nel repertorio swing e jazz. Il 27 settembre 2019 pubblica il suo primo disco da cantautrice: “La mia stanza segreta” (Filibusta Records), album impreziosito dalla presenza di Fabrizio Bosso alla tromba. Il disco viene presentato dal vivo al Festival Lucca Jazz Donna e alla Casa del Jazz a Roma. L’ultimo singolo “Respirare” sarà in rotazione radiofonica dal 10 luglio.