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Comunicato stampa

Un viaggio attraverso le sfumature dell’animo: “When Birds Call in the Darkness” è il nuovo LP di Marco Giongrandi

“When Birds Call in the Darkness” è il nuovo LP Marco Giongrandi, uscito venerdì 10 ottobre 2025 via Costello’s Records. Un album che profuma di dolcezza e intimità: otto brani che prendono forma da una penna intrisa di poesia per poi distendersi in un caleidoscopio di emozioni e sensazioni, unite in un viaggio sonoro finemente cesellato.

Foto: Margo Mot

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«L’album “When Birds Call in the Darkness” è composto da otto brani. Ogni canzone dipinge allo stesso tempo una storia e un paesaggio. Gli uccelli, il mare, le montagne, le nuvole, casa, l’appartamento di un amante sconosciuto, e ancora, le foglie, i disegni, il vento, un tè versato, delle porte e un libro diventano cornici e personaggi principali dell’album. All’interno e attraverso queste cornici, si intrecciano storie ordinarie di vita e di relazioni. Ogni canzone inizia con un dialogo, con un’altra persona o con il narratore stesso, e talvolta si sviluppa sollevando domande su temi più ampi.
Come per le storie, la musica è stata concepita per essere il più semplice e acustica possibile, registrata con quattro strumenti nella stessa stanza. Ha poi trovato in modo naturale la via per adattarsi alla complessità della vita di tutti giorni e di quei luoghi che dimorano tra il giorno e la notte: “When Birds Call in the Darkness”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa

Cercare l’essenza tra ombre e rivelazioni: “Long Wait” è il nuovo singolo di Marco Giongrandi

“Long Wait” è il nuovo singolo Marco Giongrandi, uscito venerdì 5 settembre 2025 via Costello’s Records. Un’attesa senza volto né misura, sospesa come un enigma, mentre il fluire del tempo e delle cose scivola accanto trasformando silenziosamente chi osserva. Il brano cattura l’impronta evanescente di un istante indecifrabile e si spinge a esplorare i confini fragili di un legame umano incrinato, cercandone l’essenza tra ombre e rivelazioni.

Foto: Margo Mot

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Long Wait” è il primo pezzo che ho scritto per questo disco e il primo che è stato portato in sala prove col gruppo. Cosa che ovviamente ha influenzato da subito il suono della band e la direzione artistica. La musica è stata scritta molto attorno al modo di suonare di Hendrik, Casper e Soet, o almeno a quello che mi immaginavo pensando a loro. Alla fine è stato poi arricchito dal mio caro amico Sam Comerford che ha arrangiato, suonato e registrato la parte di fiati.
Essendo stato scritto durante il secondo lockdown, il tema è perlopiù casalingo, e deriva da esperienze personali: parla della condivisione di uno spazio o di un momento con un’altra persona – in questo caso la mia ragazza – e punta a snocciolare il complesso tema dell’empatia. Ciò che è all’inizio del pezzo Your Wait/Weight diventa alla fine My Wait/Weight. Come poi è successo per tutti gli altri pezzi dell’album, ho cercato, nonostante il tema rischi di essere greve, di rimanere sulla sottile linea tra possibile malinconia e spinta verso l’avanti, ombre e luci.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Internazionale

L’universo emotivo di Marco Giongrandi nel nuovo singolo “The Doors and the Book”

“The Doors and the Book” è il nuovo singolo Marco Giongrandi, uscito venerdì 27 giugno 2025 via Costello’s Records. Parole scelte come pietre preziose si fondono a un arrangiamento che, con sobria eleganza, modella il suono in forme piene e vibranti. Il risultato è un brano che abbraccia la profondità del cantautorato, la leggerezza del pop e il coraggio della sperimentazione — un piccolo universo emotivo destinato a restare.

Foto: Chiara Bacci

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”The Doors and the Book” è un bigino, un piccolo manuale d’istruzioni che ho scritto per me e per ansiosi come me. Volendo, un personale manifesto politico.
Da una parte, ci sono le pressioni esterne, le occasioni sperate raggiunte o mancate, le porte dalle quali a volte sento di dover passare per forza, dall’altra, la mia vita di casa, i libri che vorrei leggere e le luci soffuse in cui vorrei passare le mie serate.
Eppure è il pezzo più upbeat di tutto l’album, forse ricorda i pezzi più solari dei Sigur Ros. È come se l’ansia si fosse trasformata in voglia di correre lontano da quelle porte e verso quel libro che mi aspetta chiuso sul letto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Internazionale

“Maria and the Sea” è la nuova commovente ballad di Marco Giongrandi

“Maria and the Sea” è il nuovo singolo Marco Giongrandi, uscito venerdì 30 maggio 2025 via Costello’s Records. Un intreccio sonoro d’altri tempi, un ricamo folk che, con grazia discreta, accarezza l’anima. È musica che vibra di verità e semplicità, e proprio lì trova la sua forza: nell’autenticità che commuove, nel silenzioso abbraccio delle emozioni più pure.

Foto: Margo Mot

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Ho scritto “Maria and the Sea” dopo qualche giorno speso con Maria al mare, a Genova. Maria è una bambina di 2 anni, figlia di parenti stretti. Io, figlio di sardi, cresciuto a carasau, passeggiate al nuraghe e al mare, ma soprattutto trentenne alle prime armi coi bambini. Dopo 15 minuti idilliaci con Maria all’acquario, scoppia il caos. Maria ha caldo ed è arrabbiatissima. Con me, non col caldo. Disperato, spero di piacerle, di calmarla: nessun risultato, Maria è sempre più arrabbiata. La carta “impongo la mia autorità” non funziona. Mi metto a nudo: ammetto la mia incapacità a Maria, le confesso che anche io, come altri, una volta sono stato bambino. Nei giorni seguenti andiamo al mare, poi le scrivo una canzone.
“Maria and the Sea” è un pezzo folk tra luce e ombra, scrittura ed estemporaneità. Al centro c’è una chitarra acustica e una voce. Attorno un contrabbasso, una batteria, delle voci amiche, fischi e campane.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Giongrandi – isolano di origine, milanese di nascita, brussellese d’adozione – ha iniziato un progetto di canzoni. Cantati in inglese, i pezzi parlano di ciò che Marco ama e di ciò con cui litiga, di quotidianità. La musica, per lo più acustica, a volte elettrica, punta senza fronzoli all’organico. Un po’ Nick Drake, un po’ Julia Holter o Daniel Rossen, si muove tra giorno e notte, mari, soffitte, monti, cieli, libri e porte. Con Marco, troviamo Hendrik Lasure, Casper Van De Velde, Soet Kempeneer; una o due chitarre, a volte un banjo, un pianoforte, dei synth, un contrabbasso, una batteria, delle campane.
Marco Giongrandi, originalmente diplomato in jazz nei conservatori di Bruxelles e Milano, è chitarrista e banjoista in gruppi internazionali: Hendrik Lasure Warm Bad, Kettle of Kites, Martha Moore, Dear Uncle Lennie, ANK, e altri ancora.

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Fonte: Costello’s Records