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Intervista

Mattia Fortebuono racconta il nuovo singolo “Roma Milano”

Fuori Roma Milano è il nuovo brano di Mattia Fortebuono, un singolo malinconico che racconta cosa ha lasciato quel treno e quella pazza storia d’amore. 

“Ogni giorno circolano più di 380 treni in Italia ma quel regionale Roma Milano era speciale, non era un semplice viaggio da una città all’altra. In quella tratta è nato l’amore, si è evoluto, è scoppiato, ha fatto scintille e poi si è sgretolato lasciando soltanto rumore, lo stesso rumore di un treno che corre, ti passa accanto e se ne va in un attimo”.

Il brano scritto da Mattia Fortebuono e prodotto da Antonio Condello si immerge nel contesto musicale indie pop proponendo un sound fresco e diretto.

Mattia ci ha raccontato quale curiosità in questa intervista:

Mattia Fortebuono, classe 1999, è un cantautore di Reggio Calabria. Il primo incontro con la musica è stato a 8 anni iniziando lo studio del pianoforte e successivamente della chitarra. Da qualche anno, spinto dal bisogno di raccontarsi, intraprende lo studio del canto presso l’AMCM del Maestro Franco Dattola e parallelamente si avvicina alla scrittura affiancato dal Maestro Antonio Condello.

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Comunicato stampa

Torna a Rio Saliceto la seconda edizione di “RiOpen”

Venerdì 24, sabato 25 e domenica 26 settembre presso il parco G. Ulivi di Rio Saliceto.

L’associazione di promozione sociale Godot, in collaborazione con il Comune di Rio Saliceto e con il contributo della Regione Emilia-Romagna, organizza la seconda edizione di:

“RiOpen Festival”

Tre giorni di concerti, spettacoli, racconti e artigianato, nella cornice green del parco G.Ulivi di Rio Saliceto (RE), da venerdì 24 a domenica 26 settembre.

Lo scopo di RiOpen è quello di coinvolgere e stimolare il pubblico con proposte di intrattenimento e performance multidisciplinari. La proposta vuole favorire l’aggregazione e la socialità proponendo contenuti di rilevanza sociale e culturale e, allo stesso tempo, restituire alla comunità gli spazi di aggregazione anche in tempi incerti come quelli attuali.

Anche quest’anno RiOpen Festival ospita il “Premio Biagini”, progetto promosso dal Comune di Rio Saliceto volto a supportare giovani artisti del territorio.

PROGRAMMA

Di seguito il programma del festival articolato nelle tre serate, su due palchi posti agli estremi opposti del parco:

  • dalle ore 19. 00 avrà inizio la rassegna di concerti:
  • venerdì 24 settembre

Gregorio Sanchez: liriche cariche di fascino e ironia, sonorità di respiro internazionale che conducono in un viaggio “dall’altra parte del mondo”, dal titolo del suo ultimo album, verso destinazioni ancora tutte da scoprire.

Crema: le loro canzoni sono ritmate e veloci, lente e strappacuore, con semplicità non stanno nei limiti prestabiliti. Sono stati “i Camillas”, tornano con nuovi pezzi, melodie gommose e adesive e piedi che battono a tempo senza accorgersene.

  • sabato 25 settembre

Giorgieness: al secolo Giorgia d’Eraclea, cantautrice e chitarrista di rilevanza nazionale, porterà sul palco il suo percorso musicale di scenari cantautorali dalle sonorità pop.

  • domenica 26 settembre

Lorenzo Kruger: già frontman dei Nobraino, presenterà il suo primo disco da solista, “Singolarità”, in una coinvolgente performance piano e voce.

Ziliani: polistrumentista, autore e compositore con un primo singolo, “Bar Franca”, da oltre 150.000 ascolti su Spotify, chiuderà in grande stile il festival con uno show travolgente ed un sound esplosivo

  • In apertura alle tre serate si esibiranno Giargo in Arte, Prim e Miglio: artisti aderenti al progetto Sonda del Centro Musica di Modena che promuove la diffusione e la circuitazione di giovani progetti musicali
  • dalle ore 20.00 circa ospiteremo alcune presentazioni di libri:
  • Topazio Perlini presenta il libro di Vittorio Ondedei: “I Camillas, che storia”, inerente le rocambolesche vicende del fu progetto musicale “I Camillas”.
  • Sarvish Waheed presenta il libro “La libertà sa di fragole” che affronta il tema dell’integrazione e del conflitto generazionale e sociale degli immigrati di seconda
  • Melissa Magnani, giovane autrice correggese, presenta il libro: “Teodoro”
  • Fabio Moretti, giovane imprenditore reggiolese, presenta il suo libro: “Come Braccio di Ferro perse i suoi muscoli e la sua Olivia”.
  • venerdì e sabato, a partire dalle 22.00, verranno inoltre proposti spettacoli teatrali:
  • venerdì 24 settembre

Massimiliano Loizzi: rinomato attore e comico, già membro del collettivo “Il Terzo Segreto di Satira”, porta in scena “Il Matto 2”, spettacolo che con una feroce satira ripercorre gli avvenimenti del G8 di Genova 2001.

  • sabato 25 settembre

Compagnia delle Lucciole: giovane compagnia di teatro sperimentale modenese porta sul palco di RiOpen lo spettacolo “Da Grande Voglio Fare Il Mafioso” una pungente commedia ispirata ai fatti del processo Teseo.

Per tutta la durata della manifestazione sarà allestita un’area espositiva riservata a giovani artigiani  e  artisti  per  le  loro  creazioni  handmade.  L’area  espositiva  sarà̀  curata  da  Alice Vacondio, artista ed espositrice che da anni opera in collaborazione con numerose realtà locali come Arci Tunnel di Reggio Emilia e ReUsed.

All’interno dell’evento saranno accolte anche numerose associazioni del territorio, come Africa Libera ODV che si occupa di volontariato in territori come Burkina Faso o Mali; Libera contro le mafie, presidio di Carpi, che si impegna a diffondere la cultura della legalità; La Clessidra di Bastiglia che promuove attività di formazione presso gli istituti scolastici dell’infanzia; Idee di Gomma e i Ciappinari di Vignola, vivaci associazioni giovanili tese alla promozione culturale e musicale.

Durante tutta la manifestazione saranno attivi punti bar e cibo, in collaborazione con Nonno Pep Beer and Food (Carpi), Mattatoio Culture Club e l’associazione Rio Gnocco.

Media partner dell’evento è il blog/webzine RRM che da anni si occupa di promuovere artisti musicali emergenti a livello locale e nazionale.

Il festival è inoltre promosso da The Festival’s Backpack – Festivals Lovers, blog dedicato ad eventi musicali e performativi.

Il festival si svolgerà nel pieno rispetto delle normative covid vigenti per garantire la salute, la sicurezza e il divertimento di tutti.

L’ingresso è libero e gratuito con l’obbligo di green pass.

Per ulteriori informazioni si rimanda al profilo Instagram di Riopen Festival 2021 e all’evento facebook dedicato.

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Internazionale

Imperfect Trio : l’intervista

“L’utopia sarebbe tornare per strada, chiudere i pc e ascoltarsi dal vivo”, due chiacchiere con Imperfect Trio.

Ciao ragazzi, benvenuti su Perindiepoi! Innanzitutto, domanda d’esordio classicama mai scontata: come state?

Grazie e stiamo bene, appena tornati da una data al Sile Jazz Festival, vicino Treviso!

Non è cosa da tutti i giorni trovarsi di fronte a qualcosa come Imperfect Trio. Ma ci raccontate chi siete, da dove venite e sopratutto dove siete diretti? 

Il trio nasce circa 4 anni fa, grazie al gruppo Perfect Trio, dove il pianista, Alfonso Santimone, mio caro amico e grande musicista, non potendo suonare quel giorno a Roma propose me come sostituto, nonostante io suoni il sax tenore. Uno dei  motivi per cui fui chiamato è anche per l’uso insolito che faccio dell’elettronica, ovvero processare il mio suono attraverso l’uso di pedali che normalmente usano i chitarristi. Siccome nel Perfect Trio c’era anche Pierpaolo al basso elettrico, decidemmo di portare avanti il progetto, visto che quella sera ci divertimmo molto e chiaramente continuiamo a divertirci, cercando di andare sempre più in profondità nella ricerca sia timbrica che dell’interplay.

È di quest’anno la pubblicazione del vostro disco d’esordio “To Be ImperfecTrio”. Ma cosa ci vuole per essere davvero “da Imperfect Trio”? Quali trovate che siano i pilastri del vostro credo musicale, le basi inalienabili del vostro fare musica?

I nostri pilastri credo siano la ricerca costante di sonorità per noi interessanti, sia che vengano eseguite composizioni originali sia che vengano  reinterpretati standard di grandi compositori come Duke Ellington o Thelonoius Monk. E sopratutto sonorità a noi congeniali, brani a cui possiamo dare una nostra identità, seppur provenienti da mondi diversi come “How Deep is Your Love” dei Bee Gees o “Monks Mood”.

In “To Be ImperfecTrio”, otto pezzi che lasciano tra loro dialogare jazz, musica elettronica, classica progressive rock, fusion… Insomma, quanto  sono inutili le etichette, nella musica? Quando ti trovi di fronte a lavori come  questo, è spontaneo pensare che tutte queste categorie servano solo chi parla di musica, e non a chi la fa…

Già! Non penso però solo a questo disco ma a tutta la musica, che ritengo sia – come tutte le forme d’arte – libera e  fuori  da ogni catalogazione…

Poi, ora, nel grande inverno delle idee e dello svuotamento dei contenuti è scelta coraggiosa affacciarsi sul mercato con un progetto impegnato ed impegnativo, capace di sfidare l’ascoltatore all’ascolto. Ecco, cosa ne pensate in generale del pubblico italiano? Perché secondo me il mercato non fa altro che sottovalutarlo e svalutarlo, abituandolo alle vie semplici e a trincerarsi dietro al “è troppo difficile,non può essere capito”. In questo modo, tante cose bellissime sfuggono alla vista, e all’ascolto…

Non penso sia un problema solo italiano, ma purtroppo stiamo assistendo ad una omologazione a livello mondiale, anzi il pubblico italiano è tra i più preparati…

Oggi non sembra più necessario saper davvero suonare uno strumento per scrivere musica (nell’era del MIDI, degli home studio, della simulazione musicale), e continuare a far musica d’arte diventa una forma di resistenza allo svilimento del tempo. Ecco, io temo molto le derive diseducative di un processo simile, perché faccio parte di coloro che dalla musica sono stati salvati nel corso di adolescenze complicate addolcite e stemperate dal suono di un pianoforte, di un sax, di una batteria. Si arriverà davvero alla scomparsa dello strumento fisico, ora che tutto – o quasi – può essere riprodotto e simulato da un PC?

No! La passione che nasce da un cuore umano non è replicabile, per fortuna! Si possono campionare i suoni, ma durante questo lungo lockdown ci siamo resi conto che ascoltare concerti dal vivo sono esperienze irriproducibili o sostituibili dal web…

Vi va di salutarci lanciando un accorato appello a tutti i giovani che vi stanno leggendo? Vedete voi, potete sceglierne messaggio e contenuto!

Un appello  che mandiamo ai giovani è quello di perseguire sempre  i propri sogni e renderli parte integrante della propria vita, avere coraggio.Vivere la vita vuol dire condividere con gli altri le passioni e i sentimenti, e l’utopia sarebbe tornare per strada, chiudere i pc e ascoltarsi dal vivo….

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Elettronica

Milano 84 – Awesome

Il progetto Milano 84 è un mondo al quale sono ormai affezionato da diversi mesi. “Awesome” è il terzo singolo pubblicato in poco meno di un anno dal duo composto da Fabio Di Ranno e Fabio Fraschini. Entrambi musicisti e producer, stanno velocemente trasportando i suoni dell’Italopop nel presente, con sapiente maestria. Dopo “Play” e “Suspiria on Tv” in collaborazione con le cantanti Laura Serra ed Eleonora Cardellini si è scelto di utilizzare la lingua inglese per il terzo singolo grazie al bellissimo featuring con Killme Alice.

L’inevitabile ritorno delle sonorità anni 80 era più che pronosticabile data l’ampia versatilità di un genere che riesce ad abbinarsi spesso ad altri. Nel caso di “Awesome” i Milano84 ci regalano un viaggio temporale attraverso il pop, un pizzico synthwave e perchè no, qualche sprazzo delle colonne sonore di film cult, soprattutto americani e italiani.

Il video Lyrics di Awesome

La bellissima notizia è che questi tre singoli finora pubblicati, anticipano un disco che sarà in uscita a Novembre 2020, il primo per i Milano 84 . Ancor più piacevole è la notizia che l’album sarà disponibile in vinile grazie a Lost Generation Records, distribuito da Bordello a Parigi.

C’è qualcosa che mi fa sentire bene quando metto play e ascolto i brani di Milano 84 e mi regala un pò di spensieratezza, quella sana malinconia di un periodo storico che avrei voluto vivere da protagonista. Di contro, il periodo storico attuale, non lo tollero molto, perciò se con le loro idee musicali riescono a farmi dimenticare in quale anno siamo, significa che l’esperimento funziona!

Mantenere un livello alto sia in lingua italiana che inglese era una scommessa molto rischiosa. Ebbene, i Fabio dell’Italopop, sono andati secondo me ancora meglio con la sperimentazione al fianco di Killme Alice. Bisognerà pure iniziare ad ampliare la visione nel panorama musicale attuale. Non limitiamoci ai copia/incolla del famoso Indie super saturo di produzioni da manuale che non restituiscono nessuna nuova emozione.

Non fermiamoci ai confini del nostro ingresso di casa o della nostra ripetitiva playlist su Spotify. Spaziamo l’orizzonte verso un approccio internazionale che, sfortunatamente, solo pochissimi artisti italiani hanno avuto il piacere di sperimentare.

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Pop

Quattro chiacchiere con Alessio Ciccolo

La nostra redazione ha incontrato il cantautore calabrese classe ’91 che vive a Bologna ed è arrivato al terzo singolo pubblicato dallo scorso anno. I suoi testi sono sicuramente la caratteristica più interessante di questo progetto. La crociata del cantautorato deve necessariamente portata a termine nel periodo più superficiale che stiamo vivendo ( sotto l’aspetto musicale perlomeno ).

Immagini scattate con una reflex per fermare il tempo, diapositive sbiadite di un’estate malinconica, questa è La Marina, il tuo nuovo singolo. In quale scenario ci troviamo?

La canzone descrive un’ordinaria giornata al mare in Riviera, vissuta attraverso gli occhi di tre generazioni diverse. Anche se a distanza di anni e chilometri, mi è parso di rivivere momenti felice di qualche estate fa, come se le due dimensioni geografiche e sinestetiche si sovrapponessero.

“Un cappello all’indietro per non avere più trent’anni”, che rapporto hai con lo scorrere del tempo? Ti fa paura?

Quello che più mi fa paura è il rischio di essere inconcludente e il vivere con tanti rimpianti, ecco perché cerco di sfidare il tempo senza permettergli di lasciarmi in svantaggio. Non credo però di averne l’ossessione e mi piace rispettare tempi e caratteristiche di ogni fase della vita.

Questo brano è anche molto legato al rapporto con tuo fratello, così come emerge dalle foto che hai postato sul tuo profilo instagram. Che ruolo ha per te la famiglia?

Cruciale, senza scadere però nella banalità de “la famiglia è tutto”. Ho semplicemente molto rispetto delle mie origini e stima per chi con sacrifici mi ha permesso di avere una possibilità. 

Nei tuoi singoli precedenti “Mi tengo” e “Lavanda e avorio” avevamo già avuto la percezione del tuo mondo sonoro, delicato e con una scrittura immediata. Come nascono le canzoni di Alessio Ciccolo?

Cerco di fare parecchia attenzione alle parole, perché è dalla poesia e dalla scrittura che è nata la necessità di esprimermi anche attraverso le canzoni; a volte può capitare che sia la melodia vocale e la forma musicale a delineare il brano.

Tra i tuoi riferimenti italiani e stranieri, quali artisti troviamo?

 Ascolto molta musica britannica, dagli artisti cult fino alle nuove uscite, e la nuova scena alternative e folk americana. In Italia Niccolò Fabi è il riferimento principale, ma apprezzo moltissimo lo stile di Colapesce e Dimartino.

Il fulcro dei tuoi prossimi brani sarà il mondo dei fuorisede, tu stesso sei andato via dalla Calabria per studiare e poi lavorare a Bologna. Raccontaci la tua esperienza personale…

È impossibile per me scindere le esperienze di vita con la produzione musicale, e per questo i brani scritti dal 2015 in avanti hanno come file rouge la dimensione fuorisede e gli scompigli legati al passaggio verso un’età di definitiva maturazione. Di sicuro l’aurea artistica e accomodante di Bologna ha aiutato nel trovare una strada che mi assomigliasse. 

a cura di
La redazione

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Pop

Quattro chiacchiere con Immune

Immune mi piace da quando ha fatto capolino sul mercato discografico con il suo primo singolo per Revubs Dischi, dal titolo “Scura“: mi colpì la sua verve elettronica, capace di non sminuire la portata pop del brano. Oggi è al terzo singolo, e di cose ne sono cambiate, ma di certo non è mutata la mia fascinazione nei suoi confronti, che continua a perdurare fino a spingermi alla deriva della molestia. Qui sotto, il resoconto dello stalking operato ai danni di Immune, con la sola scusa dell’uscita di “Prima di te“, il suo ultimo singolo per Revubs Dischi.

Benvenuto Immune, partiamo subito dalle cose serie e rompiamo il ghiaccio con la domanda che non si fa: “Prima di te” è il nostro pezzo preferito, è così anche per te?

Grazie a voi per l’ospitalità. Diciamo che “Prima di te” e’ il brano con cui vado più d’accordo fin ora tra quelli pubblicati. Anche con gli altri ho una certa affinità e affezione ma con quest’ultimo singolo siamo sempre più vicini al cuore musicale (e non) di Immune.

Ma parliamo per prima cosa di tutto quello che è prima di “Prima di te”. “Scura” è una hit di livello, un bel biglietto da visita al mondo della musica. Ma non sa di esordio, dietro c’è l’esperienza del veterano: mi sbaglio? Ci racconti un po’ della tua gavetta, dei tuoi percorsi di formazione (se così possiamo chiamarli)?

In realtà non è tantissimo che scrivo canzoni, diciamo che mi viene naturale. Sicuramente ho sempre ascoltato tanta musica fin da piccolo e ho un attitudine musicale molto forte e questo è stato di grande aiuto. Poi certo, ho militato in qualche band, partecipato a qualche concorso e fatto diversi live. Niente di diverso da molti altri. Ma son del parere che la gavetta non si smette mai di farla. Ogni esperienza è formativa in ogni momento del tuo percorso. Ma la cosa che piu’ incide a parere mio, sono le persone che incontri durante il percorso, oltre al talento ovviamente, quello serve eccome.

Poi, qualche mese dopo “Scura”, “Profondo blu” ha messo in luce la tua vena più pop. Quanto si sente pop immune, da 1 a Umberto Tozzi?

Immune è pop, ma ha un’anima che sa di “alternative” per rimanere in tema musicale. Ispirazioni da mainstream ma con una vena introspettiva mai banale. Un pò come mettere i glitter ai Radiohead.

Ora sbarchi su Spotify con “Prima di te”. Nostalgia canaglia, amore impossibile o sogno di una notte di inizio estate?

Ma in realtà nessuna delle tre. O forse tutte e tre… decidete voi.

Come avviene la scrittura dei tuoi brani? Da cosa parti, di solito, per affrontare la “crisi da foglio bianco”?

Bella domanda. “La crisi da foglio bianco” mi si presenta ultimamente con i testi più che con la musica. Soluzione? Banalmente per esempio mi metto a guardare Netflix, spesso trovo ispirazione da storie raccontate da altri attraverso immagini ed emozioni. Provo seguendo una serie tv coinvolgente o comunque qualsiasi mezzo mi porti ad emozionarmi al punto da farmi scattare una scintilla. Tante mie canzoni parlano di qualcun altro o non sono essenzialmente legate a esperienze della mia vita.

Nell’era delle distanze, il mondo dello spettacolo sta cercando – nel preoccupante silenzio istituzionale – modi per riabbracciare i palchi. Quanto ti manca il live, e cosa credi ci abbia lasciato questa quarantena, a livello di consapevolezze?

I live in generale si mi mancano, anche perche’ non sono ancora riuscito a portare “Immune” dal vivo. Doveva succedere quest’estate ma come sapete tutto tace, tutti sono fermi. Credo che questa quarantena abbia lasciato un senso di allerta, non solo per la pandemia ma su diversi piani emotivi e morali. La consapevolezza di massa è un’utopia, altrimenti vivremo in un “Eden”.

Tre artisti che hanno cambiato la tua vita e la tua musica, e altri tre che in futuro la cambieranno ad altri (solo emergenti, spazio alla novità!).

Che hanno cambiato la mia vita: Muse (post-adolescenza, quindi i primi dischi), Coldplay (ho iniziato a cantare con le loro canzoni), Radiohead e in particolare Thom Yorke (in assoluto caposaldo delle mie influenze e ispirazioni musicali); ad honorem dico Subsonica (son cresciuto con le loro canzoni, e Torino è sempre nel mio cuore). Che la cambieranno ad altri non saprei, è una domanda troppo intima e soggettiva. Posso dirvi su chi punterei: Apice (vena poetica e sentimenti veri, poca patina da superficie, tanta profondità emotiva), Qoio (sperimentazione generazionale che oggi serve, pop da intenditori) e Cmqmartina (per l’elettronica da club c’è speranza in Italia, pop da queen of the dancefloor).

Chiusura classica, evergreen di tutte le interviste: progetti per il futuro?

Far uscire il disco e suonare dal vivo. Nel frattempo raccolgo feedback e reazioni e vediamo cosa succede. Grazie mille ragazzi per l’occasione.

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Pop

A Tuma piacerebbe evitare

Tuma rispolvera un suo vecchio pezzo vestendolo di un nuovo sound, si tratta di una versione 2.0 del singolo Mi piacere evitare. Il brano ha sancito l’inizio del suo percorso artistico quando ancora non sapeva di voler fare il cantautore. E allora proviamo a fare un gioco. Proviamo a tornare indietro a due anni fa, ad un Tuma ventenne, politicamente scorretto, a un Tuma che iniziava a cantare ironicamente il suo modo di vedere il mondo. In radio una musica giocosa e frizzante, addosso un balletto stupido e in testa tanti ricci.

Mi piacerebbe evitare è una canzone politicamente scorretta il cui obiettivo è quello di urlare a gran voce tutto ciò che avremmo sempre voluto dire, ma non ne abbiamo mai avuto il coraggio. E voi quante cose avreste voluto evitare?

Tuma, nasce a Nardò il 9 giugno 1997 e fin da piccolo dimostra di essere un abile intrattenitore delle masse. Dopo il diploma si iscrive al conservatorio Tito Schipa di Lecce dove inizia a studiare chitarra Jazz, tramutando in studio la sua passione per la musica, accompagnata da quella della scrittura.

Le sue canzoni raccontano storie di vita quotidiana, storie semplici, vissute e non, guardate dalla prospettiva di uno studente squattrinato qualsiasi che vive alla giornata insieme ai suoi coinquilini, con la convinzione che spesso, come direbbe un suo caro amico, basta una chitarra e una bottiglia di rum per star bene.

Dopo lʼesperienza nel gruppo “I Segreti di Oscar”, ha iniziato la sua esperienza da solista pubblicando due singoli (Semplice, pubblicata il 10 ottobre 2018, e Annapaola, pubblicata il 26 marzo 2019) con la produzione Artistica di Raf Qu.

Nel 2019 inizia il percorso dei suoi traguardi, venendo notato dalle realtà più attive del territorio: è stato infatti finalista della seconda edizione del Wau Contest (Radio Wau), del contest Ci Vuole una Band (CiVuoleUnPaese) e vincitore del contest della Notte della rivolta (La Rivolta Records).

l 27 luglio 2019 si è esibito al Sud Est Indipendente Festival (CoolClub).  Il 25 marzo 2020 pubblica il suo nuovo singolo Una canzone sconcia sotto l’etichetta Discographia Clandestina, a seguire Ti piacerebbe evitare #2, al momento l’artista sta lavorando al suo primo album.

Ironico, sfacciato, cantautore per passione. Questa è la tua carta di identità, ma chi è Tuma quando non scrive canzoni?

Un musicista. Sono laureato in Chitarra Jazz al conservatorio, e insegno per un’associazione a bambini e ragazzi dai 6 ai 13 anni. Ci tengo a precisare che con “cantautore per passione” non escludo il fatto che sia anche il mio lavoro (messaggio rivolto a tutti quelli che mi hanno chiesto se oltre alla musica avessi un lavoro vero). Come penso abbiate capito dalle numerose citazioni nei miei pezzi, amo lo sport, e oltre ad essere un appassionato di calcio, Mi dedico  anche alla pallavolo. Sono dirigente e membro dello staff tecnico di una società di un paese vicino al mio.

Dopo i primi esordi in un gruppo, hai deciso di intraprendere la strada da solista. Quando hai capito che avevi bisogno di un percorso solo tuo?

Non è facile riuscire a coordinare quattro cervelli. Ad un certo punto ci siamo resi conto che si andava troppo a rilento. È brutto dirlo, ma quando in una band c’è troppa democrazia si finisce sempre per arenarsi. Così abbiamo deciso insieme di scioglierci, con grande dispiacere di tutti. Siamo rimasti in ottimi rapporti, tanto che collaboriamo ancora (alcuni dei componenti suonano tutt’ora nella mia band). Diciamo che le motivazioni sono state unicamente logistiche.

“Annapaola” e “Semplice” sono i primi brani che ti hanno fatto conoscere al pubblico, diversi rispetto agli ultimi due singoli. Possiamo dire che hai avuto un’evoluzione nella scrittura e nel modo di esprimerti?

Indubbiamente sono cambiato molto negli ultimi due anni. Sono maturato artisticamente, sono diventato più sicuro dei miei mezzi e consapevole dei miei limiti. Di questo sicuramente ne ha risentito la mia “penna”. Lo spirito, invece, è sempre quello… Il solito ragazzo squattrinato che cerca di sopravvivere in questo mondo bislacco.

I tuoi testi sono ironici ma anche politicamente s(corretti). Che rapporto hai con il giudizio degli altri?

Ho imparato col tempo un po’ a fregarmene e a seguire i miei gusti, senza sentirmi obbligato a piacere alla gente. Ho 23 anni e sono totalmente svincolato da alcun compromesso che non sia il mio gusto o la mia dimensione musicale. Finchè posso, voglio godermi queste libertà artistiche. Ovviamente mi fa molto piacere ricevere recensioni o essere fermato dalla gente che vuole dirmi la sua su un pezzo, sia che siano commenti positivi, sia che siano commenti negativi, ma cerco sempre di essere analitico sulle critiche e di prendere il giusto da esse, senza mai andare contro il mio gusto.

A tal proposito ti chiedo anche, che rapporto hai con i social e qual è il tuo modo di comunicare con le persone che ti seguono?

Ho un rapporto di amore e odio con i social, ci sono periodi che mi piace dedicarci più tempo, ed altri in cui la mia misantropia prevale su tutto. In questo periodo sto abbastanza preso bene. Sui social mi piace scherzare con i miei followers, alle volte anche facendo un po’ la parodia ai vari tipi di utenti che si trovano in questo grottesco mondo. Una cosa che odio dei social, però, è l’ostentazione e spesso si incontrano dei veri e propri ostentatori seriali. 

“Mi piacerebbe evitare #2” è il tuo nuovo singolo ed  è un brano che hai scritto a vent’anni. Se dovessi dire qualcosa al Tuma di qualche anno fa, cosa diresti?

Se incontrassi me a vent’anni probabilmente non direi nulla, non mi pento di nessuna delle scelte che ho fatto in questi 3 anni… al massimo mi darei una pacca sulla spalla e direi: “alla grande, campione!”, in un pacchiano stile statunitense.

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Pop

Gli Acquari

Dal 26 Giugno, su tutte le piattaforme digitali, per Maionese Project di Matilde Dischi, è fuori “Tu non ci sei” , il nuovo singolo degli Acquari. Un brano fresco che si presta bene all’arrivo dell’estate con un ostinato beat dance-pop.

Un brano che parla di quella sensazione che ti assale quando ti svegli la mattina catapultato in una vita che non riconosci più. Non riconosci più nemmeno chi ti sta accanto.  La quotidianità, la vanità, le ambizioni, le illusioni in cui ti eri crogiolato, ti hanno fatto perdere totalmente di vista l’obiettivo principale e sei ormai un altro anche tu. 

Inutile rifugiarsi in facili evasioni, torni sempre a guardarti allo specchio… ma chi sei davvero adesso

Acquari

“Tu non ci sei come vorrei, tu non ci sei come vorrei”

Acquari non è un artista musicale come tutti gli altri. In realtà non è neanche un artista solo. In realtà nessuno sa chi è, cos’è o cosa sono Acquari. Quel che è certo è che si tratta di un progetto straordinario, vero e sincero. Un progetto fresco e nuovo che vede la luce grazie all’unione di un produttore e di un artista entrambi nati sotto il segno dell’acquario e soprattutto nati per fare musica.

L’obiettivo di Acquari è dare alla musica un linguaggio estremamente facile, che possa essere capito da chiunque, che possa emozionare il mond! Loro ci mettono la voce, voi dategli un volto seguendo le emozioni della loro musica. Dopo il primo singolo Plastica, ritorna con Tu non ci sei, un nuovo brano dalla freschezza pop.

La nostra redazione ha intervistato uno dei componenti di questo progetto che per ora rimane segreto…

Nati sotto il segno dell’Acquario, chi c’è dietro questo progetto?

L’idea è nata da me che sono un cantautore con un pò di trascorsi e tanta ”gavetta” alle spalle, poi l’ho proposta ad un mio caro amico e produttore anche lui con molta esperienza. Ci siamo entusiasmati subito al progetto e siamo partiti con grande passione e divertimento. Entrambi siamo del segno dell’Acquario, nati il 6 Febbraio come Bob Marley, Axl Rose, Vasco Rossi , Ugo Foscolo … 🙂

Tu non ci sei è una dichiarazione d’amore verso se stessi, la consapevolezza che per imparare a guardarsi allo specchio, bisogna prima amare se stessi e distaccarsi dall’immagine di qualcuno che non ci rappresenta. Raccontaci come è nato questo brano.

È un brano nato di getto. L’ho immaginato , l’ho scritto e ho pensato mentalmente alla musica mentre appuntavo il testo sul cellulare. Non ho mai composto una canzone in questo modo. Poi l’ho fatta sentire al mio “collega” ( neanche sapevo che note dovessi suonare…)  e così , improvvisamente era già come sarebbe stata. Un piccolo miracolo, a volte succede. 

Avete in previsione di svelare la vostra identità o rimarrete nascosti ancora per un po’?

Inizialmente abbiamo pensato fosse la scelta migliore. In realtà un volto (o più di uno), lo scoprite guardando il video di animazione che inizia a svelare l’iconografia di Acquari. Il concetto è proprio quello della “factory” , dove sperimentare collaborazioni con altri artisti che di volta in volta, potrebbero unirsi all’entità Acquari e fondersi con essa per creare nuove suggestioni. Per citare alcuni esempi mi vengono in mente Nouvelle Vogue e i Gorillaz. 

Plastica, il singolo d’esordio, è una storia di pigrizia, rimanere intrappolati in un mondo fittizio pur di non affrontare la vita fuori. Ti sei mai sentito così?

Si moltissime volte,  direi che il brano è molto autobiografico. Il paradosso è che a volte ci sentiamo bloccati, ma siamo solo noi stessi a metterci le catene ai piedi. Altra cosa assurda è che Plastica (non volendo)  è uscita appena prima del lockdown che ci ha forse incatenati tutti ulteriormente alle nostre paure. 

Cosa fa Acquari quando non scrive canzoni?

Sono un papà a tempo pieno! 

Corro , corro tutto il tempo avanti e indietro per la mia città, faccio cose, vedo gente… insomma faccio l’artista e ne sono felicissimo. Più di questo non posso dirti per ora, forse qualche orecchio più attento potrebbe aver riconosciuto la mia voce…

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Pop

Come fanno le onde?

Così un giorno, il tempo ci spiegherà che non esiste addio per due persone che amano come noi

Scrollarsi di dosso certi rapporti, in alcuni casi, sembra davvero impossibile. “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano” diceva un saggio tempo fa. Non necessariamente ritornano ma quello che non è chiaro, è il percorso che la scia dei sentimenti effettua, quando da un determinato cuore ne raggiunge un altro, anche se lontanissimo.

E’ così che le giornate sono parzialmente influenzate da spezzoni, più o meno vividi, di momenti che, comunque sia andata, non ti scorderai mai. Quei frangenti che hanno caratterizzato e caratterizzano il tuo essere per forza di cose. Perché è di materia cruda, pulsante e viva che siamo fatti. Durevoli, il più delle volte, ma tanto cagionevoli.

Dal 3 Luglio 2020 è disponibile su tutti i Digital Stores “Come fanno le onde” di Svegliaginevra distribuito da Artist First per La Clinica Dischi . Onestamente un fulmine a ciel sereno il suo ingresso nell’etichetta ligure poichè, in pochi mesi, si è conquistata la stima di tantissimi ascoltatori e anche degli addetti ai lavori. Io ci credo ancora quando dico che la semplicità nella musica funziona. Non è necessario costruirsi chissà quale costume, scendendo a compromessi con la propria anima.

Per carità, non posso mettere in discussione il fatto che, crearsi un personaggio, storicamente, abbia fatto guadagnare molti, ma che dire : degustibus. Mi piace la sua immagine reale, una brava ragazza, la coinquilina sempre gentile ed educata che non ti chiude mai la porta in faccia se hai bisogno di sfogarti, dandoti udienza anche in piena notte per quattro chiacchiere.

Con il passare del tempo emerge il contrasto nascosto, sempre meno, tra una Ginevra dai lineamenti cosi delicati e una grazia notevole nel parlare e nelle movenze e che, allo stesso tempo, dimostra di avere dentro una sorta di piccolo omino dispettoso, con un bel caratterino senza peli sulla lingua

Con il suo progetto artistico @svegliaginevra è alla terza pubblicazione. Il ritmo del brano è aumentato, forse per colpire i nostri cuori con una freccia fatta di caramelle 🍬 ( non sempre dolci ), e farci passare un estate meno in pensiero per virus insistenti. 

È molto importante riuscire a mantenere un livello alto quando si è appena iniziato un percorso musicale. Sembrerò ripetitivo ma Ginevra è in grado anche di farmi muovere il bacino, tutto il resto diventa superfluo.