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Comunicato stampa

“Polisportiva Stradazza”: fuori ora il video de Il Dallas

A distanza di tre anni dall’uscita del video “Polvere”, il progetto di musica e teatro trevigiano torna con un nuovo video: “Polisportiva Stradazza”. Il brano, realizzato sotto la direzione artistica di Gianmaria Accusani (Sick Tamburo – Prozac+), è stato registrato da Tommaso Mantelli presso il Lesder studio, mentre il video è stato diretto da Davide Vettori.

La Banda del Dallas si raduna per salvare il protagonista dal suo più grande nemico: sé stesso. In questa lotta è bene essere allenati, si entra in Polisportiva Stradazza e si sale sul ring per ritrovarsi. Nel percorso, il ricordo dei tempi passati; e allora nuove facce e vecchie maschere a tentare il pugile verso la resa, per farlo tornare nel sogno, in quel presente costante, all’apparenza mutevole, in realtà imperturbabile come la lancetta di un orologio. Ma questo viaggio è reale, o è tutto un sogno ad occhi aperti? Quanto c’è di vero in quello che pensiamo di noi stessi? Provate a scoprirlo, ma prima fareste meglio a chiedervi: conviene saperlo?

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IL DALLAS sono:

Davide Faraon: voce, performance
Antonio Rebuf: basso
Raffaele Bianco: batteria
Andrea Bolinelli: chitarra
Zeno Marchetti: cornetta, synth, basi elettroniche

CREDITS VIDEO:

Direzione artistica brano: Gianmaria Accusani (Sick Tamburo – Prozac+)
Registrato da Tommaso Mantelli presso il Lesder studio, mixato e masterizzato da Gianmaria Accusani.

Il video è stato girato al CSO Django di Treviso sotto la direzione artistica di Davide Vettori e grazie alla preziosa presenza di: La Ciccina, Paso, Michele Romanello (Superportua)

IL DALLAS: Il Dallas | Il Dallas (bandcamp.com)
Il Dallas | Facebook

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Fuori ora il nuovo video dei Giudah!

GIUDAH!  “DOGGEREL” 

Primo singolo estratto da “Failures” (2022), “Doggerel”, è una filastrocca, una canzone rapida ed immediata,  composta, suonata e registrata in otto ore complessive, divise in due giorni. 

Una canzone che parla di ricordi, del desiderio di uscire e del bisogno di contatto. 

Scritta a maggio del 2020 durante il lockdown la canzone esce diretta, spontanea, senza filtri, arrangiamenti  o altro. La nuda chitarra che suona in un pomeriggio primaverile in cui tutto il mondo è spento, o meglio, fuori  dalla nostra portata. Quel momento in cui molti di noi si sono trovati ad affrontare il mostro più grande di tutti:  noi stessi.

Parla di quei momenti in cui, dopo molti anni, abbiamo avuto il tempo di tirare delle somme o  semplicemente guardare indietro, visto che il futuro era congelato tra bollettini medici e code ai  supermercati. E lì troviamo alcune cose che avevamo lasciato indietro, pezzi di noi che improvvisamente  recuperiamo. Questa è la loro canzone, una ode a ciò che è rimasto indietro, a ciò che ci ha plasmato oggi, il  sospiro prima del prossimo passo. 

Guarda subito il nuovo video dei Giudah!