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Cosa c’è nella camera di Vinnie Marakas

Esce venerdì 25 febbraio 2022 “Giovane Cagliostro“, il primo EP di Vinnie Marakas sotto l’egida Dischi Sotterranei, per la produzione di Richard Floyd.  

Un genere poliedrico, ibrido, che potremmo chiamare ‘ITALIAN TOUCH” in cui più urgenze espressive chiedono il proprio spazio vitale, o almeno il proprio lessico per essere ascoltate. Vuoi la gravità, vuoi il tempo: ogni cosa cade e decade. E non è né un bene né un male, ma semplicemente un fatto, che può essere banale, spaventoso, emozionante, o spettacolare:, proprio come i sogni. “Giovane Cagliostro”, oltre che un omaggio al celebre alchimista imbroglione di cui porta il nome, è soprattutto un inno scapigliato e allucinato alla decadenza, in cui tra citazioni, reiterazioni e calembour viene sviluppata un’eccentrica dialettica  tra il “vero” e il “possibile verosimile”, che richiama in chiave retrofuturistica e pop-apocalittica, il “Dualismo” di Arrigo Boito e le “Penombre” di Emilio Praga.

E noi come sempre siamo stati a casa sua, ed ecco cosa ci ha mostrato.

MASCHERA

Questa maschera cerimoniale mi fu donata da una potente maga puertoricana durante un rito di Midsommar nello Jutland occidentale, ormai qualche anno fa. Non posso rivelarne il nome, ma è una delle più abili e sapienti costruttrici di maschere al mondo, e avere la fortuna di dibattere con lei in una notte abbacinata dagli umori alcolici è uno dei tanti privilegi che ritengo di avere avuto in questa esistenza. Rappresenta un cane randagio o un lupo, probabilmente un riferimento alla carta del Matto nei tarocchi marsigliesi, come suggeriscono anche i colori e i simboli con cui è decorata.

E’ interessante notare come il cane non compaia nei mazzi più antichi, come quelli viscontei o di Carlo VI. Il primo mazzo in cui figura l’animale, allegoria degli istinti, dell’incostanza e della natura, è quello del Mantegna, a cui sono fortemente legato. La carta allora non si chiamava il Matto ma “Misero”. Comunque è costruita con un materiale particolare, retinato, che, a differenza delle maschere tradizionali, permette di coprire con lo sguardo anche ai lati. Non è una maschera comoda, ma nessuna vera maschera dovrebbe esserlo. Costringe a una trasformazione facciale, fisica, costringe a diventare il Misero, il Matto, il Randagio.

STATUETTA DI SOCRATE

Tutti dovrebbero dialogare più spesso con Socrate. Ho sempre desiderato poterne disporre come consigliere, maestro, amico. Mi ricorda quanto poco so del mondo, cioè di me stesso. Alle volte sa essere anche pedante. Da quando Platone si prese tutto il merito dei suoi insegnamenti è caduto in una profonda esistenziale, e ogni tanto si sfoga con me. Beninteso, ho grande rispetto per Platone e per il modo in cui ha rubato tutto quello che poteva, ma con la Repubblica ha veramente sbroccato male.

Anche questo Socrate è rubato, viene da una biblioteca in Atene. Mi è arrivato come souvenir da un amico che ci lavorava come archivista. Non dovrei nemmeno mostrarvelo, ma ormai quella persona ha fatto strada nell’edilizia della provincia di Rovigo, ed è finita, come si suol dire, in una “botte di ferro”.

CAMPANA

E’ una delle tre Campane del Baleno, in grado di rintoccare il suono dell’Aurora Boreale. Il motivo per cui ne sono custode è protetto da un NDA per il quale sono passibile di una penale di trecento anni di reincarnazione in zanzara. Essendomi già capitato in passato, preferirei evitarlo. E’ un suono terrorizzante, maestoso, antico. Lo ascoltai una volta, e tanto mi bastò. Talvolta mi prende il capriccio di suonarla, durante gli improvvisi notturni, ma prendendomi la briga di sostituire il battaglio. Non si può scomodare l’Aurora in continuazione senza che a un certo punto lei, giustamente, si secchi.

GRIMORIO FANTASIA OBSCURE di PADRE BIO

Fantasia Obscure è un grimorio estremamente potente, interamente generato e fabbricato dal sapiente mistico Padre Bio. All’interno vi sono sigilli magici, talismani, formule alchemiche, abiti rituali: tutto ciò che un contemporaneo alchimista dovrebbe conoscere per trasformare ciò che è inferiore in ciò che è superiore, e viceversa.

Siamo legati da una da una profonda amicizia e io ho grandissima stima e ammirazione per le sue Opere. Mi raccontò che il libro gli era stato interamente dettato dai lupi sul monte Licabetto, durante un plenilunio: è un influente amuleto, oltre che una sorgente d’ispirazione.

PIPA

Ceci n’est pas une pipe.