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“Impulsi elettrici” è il nuovo singolo di Tina Platone

Finalista di Music is The Best e vincitrice del premio Rockit Pro del contest musicale organizzato da Panico Concerti e la regione Emilia-Romagna, conclusosi lo scorso 19 Maggio, che le ha permesso di pubblicare il singolo Luna d’Arancia, Tina Platone torna con un nuovo brano, decisamente più scuro e intitolato Impulsi Elettrici

Il brano si presenta come un dramma sexy, un ballo nella psiche tra i pensieri tristi di giornate no e quelli delle profonde epifanie che si manifestano nel dolore. 

La mente è come una caverna decadente in cui vengono proiettate delle ombre, scrivere canzoni è un processo di rivelazione e guarigione. 

“In Impulsi Elettrici -rispondiamo ai ruggiti- e al senso di inadeguatezza e impotenza evocati nel brano precedente, Luna D’arancia. L’uno conseguenza dell’altro, come tappe di un percorso, puntate di un film che è stato la mia vita nel momento in cui li ho scritti, difficile ma anche prezioso e arricchente.”

Il brano uscirà il 29 Giugno su tutte le piattaforme digitali per l’etichetta Triginta. 

CREDITS: 

Produzione: Turo (Andrea Turone)

Mix e Master: JUICY (Marco Bergamini) 

Label e MGMT: Triginta 

Distribuzione: Believe Music 

Il singolo in uscita il 29 Giugno sarà accompagnato da un videoclip scritto e ideato da Tina Platone e diretto dal videomaker Riccardo Sanmartini, (aka @inartesamma) nel quale assistiamo ad una performance di danza, interamente coreografata da Laura Carnevali,  ballerina nata e cresciuta a Bologna, studiosa della disciplina da 13 anni, creatrice e Art Director della neonata piattaforma per film di danza Cocoon (@n00c0c).

La casa abbandonata che fa da sfondo al videoclip è da intendere come metafora della mente-caverna, appunto. 

Mentre la scelta di realizzare un video-danza, è stata presa in parte perchè le sonorità e il testo del brano lo richiamavano e in parte perchè la danza è stato il primo approccio che ho sperimentato con il palco durante l’infanzia; volevo portare un pezzo di quel mondo nella mia musica oggi.

Sin da subito sapevo che avrei voluto Laura come interprete di questa canzone, ciò che mi piace di lei è la forte espressività del movimento e del volto, caratteristiche di cui volevo assolutamente investire il video e di conseguenza anche il brano. Ad oggi, non credo che questo video sarebbe stato coreografato comunque, se non ci fosse stata lei. 

E’ stata l’interprete ideale, non avrei potuto chiedere di meglio.

Credits e Link: 

Tina Platone: https://www.instagram.com/platomusica/ 

Riccardo Sammartini: https://www.instagram.com/inartesamma/ 

Laura Carnevali: https://www.instagram.com/n00c0c/

TRIGINTA: https://www.instagram.com/trigintaaaa/ 

BIO: 

Tina Platone è classe ’96, napoletana di origine, emiliana di adozione. Il suo percorso musicale inizia nel 2015 sotto lo pseudonimo di Marta, progetto solista con il quale ha portato il suo indie folk primordiale in giro in tutta Italia. 

Nel 2017, grazie all’incontro con Turo (Andrea Turone), inizia una fase di sperimentazione sonora che porta a risultati di carattere più elettronico e scuro, che ben si sposa con l’immaginazione di Tina, la quale dice di se “Nella mente ho un mondo di idee, sto girando un film dentro la mia testa”. 

Continuamente in fase di elaborazione, fino all’overthinking e il burn-out, questo progetto musicale ha lo scopo di sviscerare le vulnerabilità, di raccontare storie e considerazioni personali attraverso immagini sfocate e grane di pellicola. 

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Cosa c’è nella camera di Tobjah

Esce venerdì 3 giugno 2022 “LA VIA DI UN PELLEGRINO“, il secondo album solista di Tobja, moniker di Tobia Poltronieri dei C+C=Maxigross, che segue il precedente “Casa Finalmente” del 2018. Il disco, fuori per l’etichetta indipendente TEGA e già stato anticipato dal singolo “Nuova Stagione”, è un cammino tortuoso tra luce e oscurità, dove attitudine dub, reminiscenze hip hop e atmosfere ambient incontrano la canzone contemporanea. Un nuovo inizio. 
 

Siamo stati a casa sua, ed ecco com’è andata!

Mio padre mi ha donato per questo nuovo inizio una corteccia da lui incisa, per avere con me un po’ di Prealpi Lessine. La tengo sul comodino della stanza da letto;

Per purificare gli ambienti non uso spesso la salvia bianca per la sua intensità, ma solo sapere di averla attorno mi provoca una sensazione di tranquillità;


In rappresentanza della selezione di libri che mi sono spedito da Verona scelgo questa raccolta di saggi di Daumal che ho cercato per anni (I poteri della parola, René Daumal, 1968). Le parole di René hanno su di me il potere di un bicchiere di acqua gelida in una torrida giornata di luglio;


Non ho portato con me molta strumentazione, che è rimasta quasi interamente nello Studio Tega. Qui ho giusto l’essenziale per sperimentare, ultimare lavori già cominciati tempo fa e comporne di nuovi. Il campionatore è uno degli ultimi strumenti a cui mi sono approcciato;


La mia Martin D-18 l’anno prossimo compie cinquant’anni. Il suono di quel legno, il modo in cui risuona quando tocco le sue corde mi è familiare come la voce di un parente. Mi accompagna da ormai dodici anni e per anni l’ho suonata per ore ogni giorno.

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Le cinque cose preferite dei Profusione

Fuori dal 10 giugno “A Luci Spente”, il tanto atteso disco dei Profusione. L’album era stato anticipato dall’uscita del singolo “Un buon motivo” che nel giro di pochissimo tempo ha conquistato l’attenzione di fan e addetti ai lavori. “A Luci Spente” è un album che, in dieci canzoni, racchiude tutto il mondo dei Profusione. Rock ed Energia sono le parole d’ordine di questo lavoro che con la sua carica riesce a travolgere e coinvolgere il pubblico. I fan si ritroveranno tra le mani un disco in cui non manca davvero nulla. Abbiamo dei brani tirati che puntano a un impatto immediato, come “Ho imparato a ridere” e altri che salgono in modo graduale. Si presentano come brani intimi avvolgendo l’ascoltatore con atmosfere rarefatte e psichedeliche per poi esplodere in improvvise calvacate elettriche.

In “A Luci Spente” sono presenti due piccole perle, che non vi sveleremo. Si tratta di due brani che si muovono su una base di chitarra acustica e che contribuiscono a delineare con maggiore precisione tutto lo spettro sonoro che i Profusione intendono abbracciare. Le sonorità sono quelle che rappresentano il marchio di fabbrica della band. Suoni distorti e atmosfere cupe, con arrangiamenti essenziali che spingono i brani verso chi ascolta, nella ricerca continua di una comunicazione il più immediata possibile.

“A Luci Spente” è un album da ascoltare tutto d’un fiato. I Profusione attraverso queste dieci canzoni riescono a trasmettere tutta l’energia che ritroviamo ai loro live. Un album rock che saprà conquistare un ampio pubblico. Il nuovo disco dei Profusione è disponibile anche in versione pen-drive con dei contenuti inediti. Le pen-drive saranno disponibile ai concerti della band e acquistabili tramite messaggio privati sui canali social dei Profusione.

Noi, come sempre, ne abbiamo approfittato e gli abbiamo chiesto quali sono le loro cinque cose preferite.

1-IL SILENZIO:

perché è da li che parte tutto il nostro lavoro. Una fase di stasi che viene riempita da note e parole, dal rumore di una penna che scorre su un foglio bianco. Il silenzio che lascia spazio al rumore in una crescita continua fino al riempimento totale di ogni spazio. Fino alla discesa, al processo creativo che si compie e fa ritornare tutto al silenzio iniziale.

2-IL DIVANO A CASA DI REY 

Un divano, una chitarra, un basso e un registratore: il posto dove tra una birra, un caffe e un po’ di chiacchiere tutte le idee prendono forma. Il posto che ci fa capire che strada prenderà il nostro nuovo percorso.

3- il 4 DELLE BACCHETTE DI CLAUDIO:

il momento in cui la band comincia ad impossessarsi del brano, lo veste e investe col ritmo che sarà il cuore pulsante della nuova composizione. I volumi si alzano e l’intensità cresce mano a mano che le idee diventano più chiare e nitide. Il 4 è il segnale di partenza, a cui tutti ubbidiscono.

4-IL PRIMO ASCOLTO:

La curiosità e l’emozione di ascoltare per la prima volta ciò che stai costruendo. Sai già che ci saranno cose che non ti piaceranno e che quella che stai ascoltando non sarà la versione definitiva del brano. Però da quel momento in poi saprai se la strada è quella giusta.

5-IL PRIMO LIVE DOPO L’USCITA DELL’ALBUM:

Ovvero: la resa dei conti. E’ il momento in cui tutto il lavoro fatto viene lanciato verso l’esterno. Sali sul palco con un mix di euforia e timore, in attesa di scoprire se i tuoi nuovi brani riusciranno ad arrivare diretti a chi li ascolta. Scruti gli sguardi di quelli che hai davanti, cerchi di capire se sono coinvolti o se, al contrario, sono distratti. Tutto questo dura solitamente pochi minuti, poi la tensione si scioglie e puoi goderti la sensazione liberatoria di suonare le cose su cui hai lavorato così duramente.

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Cosa c’è nella camera dei Baseball Gregg

Giovedì 16 giugno 2022 è in uscita per Z Tapes e La Barberia Records “Parrots and the park, il primo EP tratto da “Pastimes”, il nuovo album dei Baseball Gregg composto per la prima volta con la band al completo. Dall’arrivo di Sam in Italia a fine 2021 la formazione italo-californiana ha realizzato venti brani che verranno distribuiti nel corso di tre mesi in altrettante release discografiche per poi confluire in un Full Length la cui pubblicazione è prevista a settembre. 

Mood acustico, soft, brani tardo primaverili estivi con violoncello. Il violoncello, così come il contrabbasso, sono una novità timbrica nel suono dei Baseball Gregg. La data di uscita non è casuale: il 16 giugno è il Bloomsday, ovvero il giorno in cui è ambientato nel 1904 l’Ulisse di James Joyce. L’autore irlandese rappresenta il fil rouge dei tre EP e dell’album, a partire dal titolo di quest’ultimo: Pastimes è una citazione del passo “Pastimes are past times” presente nel Finnegans Wake, e la figlia di Joyce è raffigurata nei quattro artwork che accompagnano i lavori. Sam Regan ha reintepretato le foto che Berenice Abbott scattò a Lucia Joyce (all’epoca una stella della danza, poco prima della triste fine in manicomio dove verrà rinchiusa fino alla fine dei suoi giorni) nella Parigi dei ruggenti anni Venti. Parrots and the park è un verso contenuto in Cilantro Grass, brano che è già stato suonato ad aprile per Live in Tuci 

Noi siamo stati a casa loro, ed ecco cosa ci hanno mostrato!

1.  Impossibile non cominciare da qui con la lista degli oggetti della camera: questo libro è stato molto importante per la scrittura dell’album, e in qualche modo ne permea le atmosfere e l’immaginario. Stazionava fisso nel comodino da dicembre nell’edizione della biblioteca, poi una volta scaduto il prestito mi è stata regalata per il compleanno questa bellissima edizione degli anni sessanta.

2. Sono un appassionato di cassette da tanti anni, e questo è uno dei tanti posti dove le colleziono nella camera. A destra si vedono quattro delle cinque cassette che abbiamo pubblicato sinora, in attesa della pubblicazione in cassetta a settembre del nostro prossimo album.

3. Anni fa per la laurea del mio coinquilino Giacomo gli fu regalata un’Aeropress su iniziativa del mio amico Simone, che vive a Londra ed è un grande appassionato di caffè. Si tratta di un aggeggio per fare il caffè filtrato che negli anni abbiamo imparato ad apprezzare molto. Giacomo, una volta trasferito via da casa nostra, ci ha lasciato l’aeropress e da allora è diventato un rito della mattine sorseggiare il caffè filtro nella tazza di Starbucks portata da Hong Kong da Sam qualche anno fa, che è perfetta come diametro per l’aeropress.

4. Questo è il microfono con cui abbiamo registrato praticamente tutta la nostra musica dal 2014 in avanti – e in realtà l’ho usato anche negli anni precedenti con la mia band Absolut red. È un microfono che ho comprato quando avevo 18 anni, quindi era ed è tuttora piuttosto cheap, ma oramai ci sono affezionato e mi piace pensare che sia in qualche modo parte del gruppo anche lui.

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“Hermes” è il nuovo disco degli Overlogic

Mercoledì 22 giugno 2022 esce “Hermes”, il nuovo EP degli Overlogic già anticipato dai singoli “From another world” e “Andrea“. Un EP per la band di Bologna che si muove all’interno di sonorità calde, sviluppando un disco intimo ma al tempo stesso energico, di un power pop che esplora gli stati d’animo più irrazionali del genere umano legati alla passione e all’amore, non soltanto dal punto di vista delle relazioni, ma anche dal legame che si ha con i propri valori. Questo disco non vuol parlare di amore in generale, quanto più del suo significato a livello inconscio e il modo di vivere i legami che ha ogni singolo individuo.
 

Hermes, messaggero degli Dei del pantheon greco, ha sempre simboleggiato il cambiamento, il passaggio. Il nostro Hermes è un messaggero dei sentimenti più intimi e personali, una figura che ci ha sempre affascinato e che abbiamo deciso di rendere protagonista di questo lavoro utilizzandolo come filo conduttore di ogni canzone dell’EP. 

SCOPRI IL DISCO SU SPOTIFY: 
https://open.spotify.com/album/6ImaVwgPX867H3Vo9oWk1P?si=BUQRHXMkQ5m_UWI8QNUp6w


BIO: 

Overlogic è un duo di musica elettronica composto da Francesco Cavasinni (sintetizzatori, voce) ed Emanuele Orsini (batteria, drum machine).  Attivi a Bologna dal 2015 gli Overlogic vivono le prime esperienze volte alla sperimentazione tra post-punk, elettronica e industrial music. Presa consapevolezza dei propri mezzi, nel 2016 il duo esordisce con “From Where?“, un EP autoprodotto che ha permesso l’organizzazione di un piccolo tour tra Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio e Campania. Stimolati dai segnali positivi che l’EP aveva lasciato, la band torna in studio con la volontà di realizzare un lavoro più strutturato e completo. 

Così nel 2019 terminano le registrazioni di “Delife“, l’album d’esordio del duo, promosso grazie a Urtovox Records e Unomundo Press Agency. Oltre alla stampa italiana, il disco ha avuto accoglienza anche da quella francese richiamando l’attenzione della music agency La Mission. Tra il 2018 e il 2021 Overlogic ha collaborato con la Soul Film Production per la scrittura delle colonne sonore di due docufilm: ‘Alé’ (2018) e ’58bpm’ (2020), disponibili entrambi sulla piattaforma Infinity. A dicembre 2021 esce Into the sparkless night, EP dalle sonorità più cupe e intime, scritto durante i difficili mesi di quarantena. Nel 2022 è prevista l’uscita del quarto EP dal titolo “Hermes“, un concept che oscilla tra musica elettronica e power pop, distribuito da The Orchard e con le edizioni a cura di Hoodooh.  A completare il team, il duo è attualmente in collaborazione con l’agenzia booking Altini Cose che curerà il tour estivo 2022. 

La formazione live ordierna ha previsto l’inserimento di un terzo elemento, il turnista Lillo Morreale, compositore e chitarrista al servizio del tour Overlogic.

Discografia

–  From where? 2016 – Autoprodotto –
–  Delife 2020 – Etichetta Urtovox Records / Unomundo Press Agency
–  Alè – Original Motion Pictures Soundtrack 2020- Etichetta Synth Tonic Records – HOODOOH Edizioni
–  58 Bpm – Original Documentary Soundtrack – 2021 Etichetta Synth Tonic Records – HOODOOH Edizioni 
–  Into the Sparkless night – 2021 Etichetta/Editore Synth Tonic Records – HOODOOH Edizioni
 

Instagram – https://www.instagram.com/overlogic_/

Facebook – https://www.facebook.com/overlogicduo

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Cosa c’è nella camera di Simone Corvino

Dal 3 giugno 2022 sarà disponibile in rotazione radiofonica e in digitale “A Beautiful Mistake” (NyNa City 91 records), il nuovo singolo di Simone Corvino. Il brano “A Beautiful Mistake” racconta una di quelle brevi storie che finiscono ancora prima di iniziare ma che lasciano una traccia indelebile in ognuno di noi. A differenza del primo singolo con sonorità rock band, il secondo mostra Simone, chitarra e voce, in tutta la sua dolcezza di songwriter. Spiega l’artista a proposito del brano: “Ed è sempre così, gli ambienti ti scelgono nello stesso modo in cui ti scelgono alcune storie che restano eterne”.
 
Nel video di “A Beautiful Mistake” per la regia di Claudio D’Avascio, vengono mostrati ambienti che in qualche modo la vita aveva precedentemente scelto per Simone.

Noi come sempre abbiamo deciso di fare un salto a casa sua, ecco cosa ci ha mostrato.

1. Il concerto a Madison Square Garden dei Foo Fighters era energia pura e motivazione chiara. L’esperienza ha confermato che il resto della mia vita sarebbe stato alla ricerca di suoni, melodie e band. Avevo appena preso il diploma a giugno e frequentavo il primo anno di università a Manhattan che iniziava ad agosto. belle memorie.

2. Il primo gruppo che mi ha inspirato alla musica erano i KISS. Mio zio John mi regalò un cd che ho ancora, ma era questo il regalo che vedete in foto, che mi diede 3 anni dopo che amo di più. Li comprò ad un mercato dell’usato. Sono così buffe e brutte e suonano Rock and Roll All Night con la vera voce di Gene Simmons. Mi fa sempre ridere. Mio zio è un personaggio e ha una conoscenza di musica pazzesca.

3. Prima di aver preso la chitarra in mano disegnavo sempre. I miei miti erano Batman e specialmente Spider-man. Mia nonna portava i costumi di halloween che capitava la settimana prima del mio compleanno ed io giravo per il paese mascherato. Vi assicuro che nel 2007 nessuno celebrava Halloween e la gente ci guardava con un po’ di sospetto quando bussavo per chiedere “dolcetto/ scherzetto?”

4. Il pallone era la mia prima grande passione e il Napoli ancora di più! Mamma mi ha conservato tutte le magliette ma questa è la mia preferita perché mi ricorda le amicizie sui campi, sulle spiagge, dopo scuola e in trasferta.

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“Ci facciamo male” è il nuovo singolo dei The Heron Temple

Esce giovedì 23 giugno 2022 “Ci facciamo male“, il nuovo singolo dei The Heron Temple che ci anticipa l’album di debutto in uscita lunedì 27 giugno 2022 dal titolo “W.A.U“. Una festa notturna che dà inizio ufficialmente all’estate: “W.A.U è l’acronimo di Where Are U (Dove Sei). Una domanda apparentemente semplice e di uso comune, ma dalle mille sfaccettature.  W.A.U racchiude infatti diversi concetti cardine che hanno ispirato la scrittura dei The Heron Temple negli ultimi anni: la distanza, l’amore, l’attesa e la ricerca costante.  Tutti questi elementi, che a primo impatto potrebbero risultare in netta antitesi tra loro, in realtà compongono un collage esaustivo dei sentimenti che hanno influito sulla stesura degli otto brani del disco.  W.A.U è il primo LP dei The Heron Temple, scritto, arrangiato e registrato tra Palermo e Milano, W.A.U non si focalizza soltanto sul “momentum”, catturando al contrario il processo di crescita della band in un lasso di tempo ben più lungo. 

I brani e la loro consecutio ne rafforzano il concetto, a partire da Sciogliersi un po’ e culminando con la crepuscolare Portami ViaW.A.U  per i The Heron Temple, in definitiva, è una domanda ed una risposta allo stesso tempo.  “Dove sei, dove siamo stati, dove siamo adesso? WAU”.
 

BIO:

Il progetto The Heron Temple nasce ufficialmente nel 2016 dall’incontro tra Valerio Panzavecchia Vincent Hank. Nel 2017 dopo l’esperienza ad XF11 esce in anteprima su Rolling Stone Italia il primo singolo “Vulnerabile” che entra nella Viral 50 di Spotify e va on-air in alcune delle principali radio italiane tra cui Radio Italia, Rai Radio 1 e Radio Deejay. Successivamente pubblicano “Milano ti divora” insieme ad un videoclip live completamente stripped. I The Heron Temple nel 2018 portano in giro le loro canzoni in un tour acustico che attraverserà tutta Italia, per culminare al “The Boiler House” di Londra (Uk). Parallelamente la band condivide il palco con alcuni dei migliori artisti della scena italiana: La Rappresentante di Lista, Fabri Fibra, Fabrizio Moro, Willie Peyote, Edoardo Bennato. Il 17 Giugno 2021 pubblicano il singolo “Sciogliersi un po’” seguito ad ottobre dalla release di “Coltelli”; il brano entra nella playlist editoriale “Rock Italia” di Spotify ed il videoclip  esce in anteprima su Sky Tg24.

Il 2022 è un anno cruciale per i The Heron Temple. Il 6 Gennaio la band pubblica “Falliscono i locali” seguito a Giugno da “Ci facciamo male” che anticipa l’uscita del disco di debutto “W.A.U“.


https://www.facebook.com/theherontemple
https://www.instagram.com/theherontemple_official/

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“Pane, olio e sale” è il nuovo singolo di Cordio

Fuori da martedì 21 giugno per Mescal il nuovo singolo di Cordio che saluta l’arrivo ufficiale dell’estate: Pane, olio e sale. Quei ricordi, quelle immagini che tornano, quando la fretta sparisce e ci si può concedere quel momento di leggerezza lenta, fatto di suoni semplici e di parole chiare come in Pane, Olio e Sale
 

Pane, olio e sale è un viaggio nei pomeriggi della mia infanzia, quelli pigri delle estati calde, quelli delle domeniche in campagna dai nonni con il camino acceso, quelli dei compiti per casa e delle partite a calcetto. 
È un insieme di polaroid consumate dal tempo, scattate nella luce calda della Sicilia di fine anni ’90, in quel tempo in cui la vita sembra un’eterna primavera”

(Cordio)

Scopri il brano su Spotify: https://spoti.fi/3HFaqiY
Visual:
 https://www.youtube.com/watch?v=-RvrIhJtxt4

E al ritorno dopo la partita
C’era mia nonna nella cucina
Che preparava  pane olio e sale
Per una volta vorrei tornare lì

 

BIO:
Pierfrancesco Cordio, in arte Cordio, è un cantautore nato a Catania nel 1995.
Scoperto da Ermal Meta, che ne ha curato la produzione artistica nella sua parte di carriera e che lo ha portato in tour come opening act nei suoi concerti per oltre 50 date in tutta Italia, ha partecipa a Sanremo Giovani 2019 con il brano “La Nostra Vita”. Ospite della IX edizione di “Meraviglioso Modugno” viene premiato dalla Federazione Autori per “l’intensità e la fluidità di scrittura con cui dipinge nella canzone uno stato d’animo”. Tra il 2019 e il 2020 apre alcuni concerti del tour “Abbi cura di me” di Simone Cristicchi e del tour “L’altra metà” di Francesco Renga. Pubblica per Mescal/Sony tre singoli e due EP digitali, poi confluiti in un unico disco in formato fisico dal titolo “Ritratti Post Diploma”, che ha presentato dal vivo a Roma, Milano e Catania. Il 19 Novembre è stato consegnato il nuovo singolo “Mezza Mela” (Mescal/ ADA) e seguito il 24 dal video. A due mesi esatti di distanza, arriva a tutti “Cose che si dicono”; una telefonata che si trasforma in canzone e che viene affiancata un video online – come il brano – dal 19 Gennaio 2022. La primavera, stagione di rinascita per eccellenza, porta nuovi appuntamenti live e nuovi singoli: “Hey Vittoria”, pubblicato l’8 Aprile, è il terzo tassello del mosaico che creerà il nuovo album e che chiude idealmente il cerchio aperto da “Mezza Mela” e continuato da “Cose che si dicono”.
 
Si cambia stagione e mood: dal 21 Giugno Pane, Olio e Sale, ballata che riapre i cassetti della memoria, foto scattate “nei pomeriggi della mia infanzia, quelli pigri delle estati calde…” che accompagnerà presto anche i concerti di Cordio, conditi da tanto calore, sopra e sotto al palco.
 
www.instagram.com/cordiomusic
www.facebook.com/cordiomusic
https://twitter.com/cordiomusic

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Le cinque cose preferite di Beca

A volte una scelta sbagliata può trasformarsi nella canzone giusta: inizia con il passo giusto la carriera di BECA, cantautore con un po’ di rock e molta passione nelle proprie vene. Come si dimostra facilmente guardando il suo nuovo video, VOGLIA DI NIENTEVOGLIA DI NIENTE (La Rue Musi Records) è il brano di debutto di BECA, frutto della collaborazione con l’etichetta La Rue Music Records. Prossimamente uscirà il primo EP di Beca sempre per La Rue Music Records sotto la produzione dello staff del Bianconiglio Studio.

Nel brano l’artista si mette a nudo e parla di come ha affrontato una relazione tossica offuscata dai fumi dell’alcol, facendo trasparire le sue influenze indie e rock.

Per l’occasione, gli abbiamo chiesto quali sono le sue cinque cose preferite!

IL BAR SHELLEY

Il bar dove sono cresciuto, situato nella piazza omonima, dove ho passato ormai 8 anni della mia vita. Dove ho fatto amicizie, dove mi sono innamorato, dove ho litigato, dove ho vissuto…

Negli ultimi anni ha raccolto molti ragazzi come me, e grazie a questo posto magico adesso abbiamo un sacco di cose da raccontare, possibilmente non alle forze dell’ordine.

LA CHITARRA 

Lo strumento che mi ha fatto affacciare al mondo della musica. Ho iniziato a suonarla a 11 anni, quasi costretto da mia madre, probabilmente l’imposizione più bella che mi sia stata fatta, perché dopo 13 anni è ancora qui al mio fianco. 

IL MARE

Forse una delle mie fortune più grandi è quella di abitare vicino al mare. Il mio posto terapeutico per eccellenza. La capacità della marea di spazzare via i problemi e le preoccupazioni dalla tua testa ha dell’incredibile. Non c’è un momento di difficoltà che mi ricordi in cui il mare non mi ha porto la sua mano azzurra.

LA COLLANA DI PERLE

È diventata quasi il mio simbolo, mi accompagna sempre, sia se devo uscire per andare a bere qualcosa, sia se devo fare un live. L’ho indossata per la prima volta tre anni fa, dopo averla chiesta a mia madre, che di tutta risposta mi ha guardato con una faccia un po’ stranita. Ed adesso a distanza di tutto questo tempo sembra anche andare di moda.

GIN TONIC

Sembra brutto da dire ma è uno dei miei compagni più fedeli. È perfetto per ogni occasione e non mi lascia mai deluso. Mi ha accompagnato in tante delle esperienze che ho vissuto che poi si sono trasformati in canzoni. Anche se a volte mi ha costretto a prendere delle decisioni sbagliate, non potrò mai voler loro del male, perché per ogni scelta sbagliata ce n’è anche una giusta, tra cui prendere un altro gin tonic.

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“Garçon Raté” è il disco di debutto di Ali + The Stolen Boy

Alix si trasferisce a Parigi in giovane età, e studia letteratura, arti visive, recitazione e danza. Vive a Montmartre in un minuscolo appartamento, alternando mille lavori, mentre esplora lo stretto legame tra musica e performance. Parigi non è una semplice casa: diventa un luogo dove si intrecciano ricerche artistiche, personali e politiche. È da questa intersezione che nascono la sua scrittura e la sua musica. La voce di Elza Soares e Cesaria Evora, il suono di Mayra Andrade e Dino D’Santiago, e il mix musicale di Lisbona lə porteranno poi nella capitale portoghese, dove la sua scrittura si impregna degli incontri fatti con artistə, collettivi queer e attivistə. Tra Lisbona e Londra, scrive canzoni in portoghese, italiano e inglese, canta nei bar e collabora con altrə artistiə.

La musica di Arca e Anohni, la scena culturale underground londinese, attirano Alix in UK, creando un legame forte con Londra. Attraverso i suoi numerosi soggiorni e progetti, Londra continua a influenzare il lavoro di Alix oggi. Ma è a Parigi che Alix torna sempre. Dopo aver scritto e suonato per diversi progetti tra musica e performance art, è nel 2020 che Alix decide di creare il suo primo progetto solista. La pandemia lə costringe a ripensare tutto, nascono altre canzoni e suoni e nel 2021 debutta con Ali + The Stolen Boy. Con il suo primo singolo Uranus, Alix crea una fusione di francese e italiano, in omaggio alle sue origini italiane, in un brano epico e malinconico, un inno alla resistenza dei corpi e delle identità marginalizzate. In un mix di suoni electro e art rock, la firma della sua voce si impone, quasi come un’eco cosmica che cerca di assemblare i frammenti della sua storia.

Sempre nel 2021, Alix fonda con Patsy Clark Divergence Studio, studio creativo e laboratorio di produzione tra musica e moda, che diventa la sede di tutta la sua produzione visiva e di immagine. Una casa tra Parigi e Milano, aperta alla collaborazione con altrə artistə. A novembre 2021, Ali + The Stolen Boy è il secondo dei sei progetti selezionati in tutto il mondo da Mission Diversity, un programma di Music Innovation Hub, Key Change e PRS Foundation, supportato da YouTube e UN SDG Action Campaign, dedicato alla rappresentazione e valorizzazione delle minoranze di genere all’interno dell’industria musicale. Il programma sostiene il suo EP di debutto, “Garçon Raté”, in uscita a giugno 2022, accompagnato da un documentario sull’artista e il suo progetto.

Dopo aver girato il suo primo video a Milano, e il suo secondo – Errore del sistema – a Londra, è a Parigi che questo viaggio ritorna, con un nuovo video girato nella capitale. È qui che i fili della sua storia personale e artistica si incrociano e danno vita a Garçon Raté. Alix si nutre di tutti i suoni che ha incontrato nei suoi viaggi, con un EP pieno di influenze diverse. Dall’hip hop alla chanson française, dalla musica popolare pugliese all’electro, il suo primo EP è un manifesto della fluidità che attraversa la sua identità e la sua musica. Musicista autodidatta, Alix scrive, compone, canta e co-produce i suoi brani. Garçon Raté è il suo primo EP, e, oltre al francese – la sua lingua preferita per scrivere – l’EP include due tracce in italiano, e due pezzi strumentali. Il tutto arrangiato e prodotto con Livia Phoebé all’arpa, Martin Nicastro ai violini, Chiary No al flauto e Omar Gabriel Delnevo alle tastiere. Tutte le tracce sono prodotte da Giuliano Pascoe, produttore con il quale stabilisce una stretta collaborazione.

Tra le sue influenze più importanti troviamo Stromaé, St. Vincent, Arca, Pomme, così come le cantanti popolari Rosa Balistreri e Violeta Parra e la voce di Nina Simone. Bambinə ossessionatə dai video di Britney e delle Destiny’s Child, Alix scoprirà molto più tardi che i brani degli anni 2000 con i quali si prende bene sono tutti prodotti da Timbaland.