Categorie
Comunicato stampa

“Sad Movida” è l’album di debutto di Margherita Grechi

Esce giovedì 27 gennaio 2022 Sad Movida, l’EP di debutto di Margherita Grechi: una raccolta di immagini notturne in formato mp3, sfocate in quel momento senza filtri in cui torniamo a casa dopo una serata in discoteca. Un mix tra sperimentazione musicale di vari generi, intimità e il modo di raccontarla. Sono canzoni figlie dell’immaginario del Club, sognanti e scure. Un disco dedicato inevitabilmente noi che si sentivamo tristi nei locali, ma ne sentiamo terribilmente la mancanza. Siete pronti?
 

Sad movida è la mattina ancora buia con gli occhi rossi e il cuore a mille,
con quella strana magia nell’aria che rende tutto possibile per qualche istante.



1. Lasciami fare
2. Tempesta 
3. Blu
4. DDD
5. Tornado

BIO:

Margherita Grechi nasce a Grosseto nel 1993. 

Si trasferisce a Milano per laurearsi in Architettura al Politecnico e parallelamente inizia a muovere i primi passi nel mondo della musica e a costruire la sua carriera artistica come DJ, musicista e cantautrice. Collaborando alla direzione artistica dei format ‘’Linoleum’’ e ‘’A Night At San Junipero’’ suona come DJ in molti Locali importanti di Milano (Plastic, Fabrique, Magnolia, Amnesia ecc.) e diventa DJ Resident del Rocket Club. ‘’Linoleum’’ le permetterà di comparire nelle Line Up di noti Festival musicali e di suonare il suo Set in varie Venue d’Italia in apertura alle esibizioni di artisti del calibro di Imagine Dragons, Blink-182, Linkin Park, The Vaccines, Mø e Måneskin. Da Giugno 2019 diventa DJ e musicista della cantante pop Elodie, condividendo con lei palchi come quello dell’Arena di Verona ed eventi musicali come Battiti Live, RTL 102.5 Power Hits, Deejay on Stage ecc. Approfondisce gli studi di musica e produzione musicale e inizia a collaborare come DJ e Sound Designer per vari Brand di moda e beauty come Gucci, Puma, Kenzo, Pinko, Myss Sixty, Sephora e Triumph. Approfittando dello stop dovuto al Covid della maggior parte delle sue attività musicali, Margherita si chiude in studio con due amici produttori (Alessio Buongiorno di BHMG e Davide Foti di Studio Cemento) e decide di dar vita ad un progetto solista che aveva nel cassetto da tempo. Con le sue varie esperienze nel campo esplora diversi generi e tendenze: dalla scena Pop alla scena Alternative, divorando una enorme quantità di live e dischi fino ad arrivare al mondo del Clubbing e della musica Elettronica, Techno e House, protagonista dei suoi DJ Set.

https://www.instagram.com/margheritagrc/

Categorie
Pop

Le 5 cose preferite di Francesco Curci

Fuori venerdì 14 gennaio per l’etichetta Show in Action (distr. Pirames International) il nuovo singolo di Francesco Curci dal titolo Come Frank. Il brano inaugura un nuovo percorso artistico e di vita, non a caso arriva nel giorno del suo compleanno, dopo tre anni di assenza vissuti alla ricerca di nuove forme espressive e segnati da una radicale trasformazione della sua immagine da cui prende forma una nuova consapevolezza artistica con cui oggi si racconta e che rivendica con tutta la determinazione possibile. Come Frank è infatti un vero e proprio inno alla libertà, un manifesto di emancipazione, un invito ad amarsi ed accertarsi per quello che si è e non per quello che vogliono gli altri «Cercare a tutti i costi di piacere al mondo / E diventare poi la brutta copia di sé stesso», imparando giorno dopo giorno a fare i conti con le proprie paure e insicurezze, a trasformarle in punti di forza per affrontare il mondo spietato che là fuori è sempre «con il dito già puntato a condannare un innocente». 

Il caffè

È la prima cosa che cerco al mattino quando mi sveglio perché riesce a darmi la carica giusta per affrontare una nuova giornata. Mi perdo nel suo aroma al punto che, il solo sentirlo in una casa o per strada, non riesce a trattenermi dal volerne poi uno. Direi che non vado al di sotto dei 7-8 caffè giornalieri e spesso mi piace fermarmi al bar a prenderlo perché il fascino di un luogo come quello fatto di tanti volti, di tanti sguardi mi regala un piacere doppio.

Il Natale

È il periodo più magico dell’anno che prevede tutto un rito preparatorio che comincia già l’8 dicembre: l’allestimento dell’albero, del presepe che a casa mia non devono mai mancare, il profumo dei dolci, le strade che si riempiono di luci e mercatini, i grandi classici musicali. È sempre stato per me poi un periodo di bilanci in chiusura di un anno e al contempo di nuovi propositi per l’inizio di uno nuovo. Posso dire: “Che mondo sarebbe senza il Natale?”

Gli anelli

Sono una sorta di coperta di Linus per me, mi danno sicurezza, ormai sono un tutt’uno con me, una sorta di “marchio di fabbrica”. Ne ho diversi, di ogni tipo, forma e colore. Li indosso ogni volta che esco e li tolgo solo alla sera per andare a dormire. È come se mi completassero, senza non mi sentirei a posto. È una di quelle cose che non potrei mai dimenticare di portare con me.

Lo sport

Mi alleno con una media di tre volte a settimana e quando sono in viaggio, porto sempre con me qualche attrezzo, primo fra tutti il tappeto degli addominali per non perdere l’abitudine al mattino quando mi sveglio. Le camere di hotel diventano per me delle mini palestre in cui potermi concedere almeno 30 minuti di allenamento giornaliero. Allenarmi è stata una salvezza durante il lockdown, quando le palestre erano chiuse e non c’erano altri svaghi. Direi che mi ha salvato, perché al di là dei benefici fisici, è in grado di darmi benefici psicologici che contribuiscono al mio benessere generale.

Il pianoforte

Non è solo il mio strumento, è un vero e proprio compagno di vita, fedele e sempre pronto a dare sfogo alla mia creatività o semplicemente al desiderio di perdermi nelle note quando sono sotto tensione e ho bisogno di scaricarmi. Al piano ci scrivo le mie canzoni, mi racconto o semplicemente mi accompagno per cantarci su. Se penso a certi momenti di solitudine che ho vissuto, mi viene in mente solo il pianoforte come compagnia, direi che è stato, è e sarà sempre la mia salvezza.

Categorie
Comunicato stampa

“Pulp” è l’album di debutto di Sergio Andrei

Esce venerdì 28 gennaio 2022 PULP (distr. Believe) l’album di debutto di SERGIO ANDREI, cantautore di Roma classe 1997. PULP svela un mondo tormentato e oscuro, una locanda alcolica in una Roma hollywoodiana sporca e malinconica: in questo disco si vuole raccontare un mondo agli eccessi, ma senza prendersi troppo sul serio. Amori platonici, risse, osterie, bicchieri, depressione. 

Le tematiche sembrano particolarmente pesanti ma, assumono, nel contesto, una vena ironica e scanzonata.  PULP include i “pulp magazine”, i romanzi hard boiled, il cinema di genere, la letteratura e il mondo di vignette e copertine. All’interno di questo viaggio, si potranno conoscere i diversi personaggi che passano nei ricordi del protagonista e quindi nella locanda stessa. A volte sono persone, altre, emozioni o oggetti. Ricordi e dubbi. 

“I diversi racconti che compongono “Pulp” sono tutti avvenuti in una locanda. O, al massimo, sono stati portati lì dentro dal barista. Evocati. Ricordati. Un quadro composto di personaggi e personalità. Di amori e amicizie. Di preghiere e bestemmie.” Sergio Andrei

CREDITI
– Arrangiamenti: Umberto Scaramozza e Jacopo Troiani
– Produzione e mix: Walter Babbini presso il Purple Mix Studio
– Grafico e Art Director: Giovanni Lo Castro 
– Fotografie di: Ludovico Pascoli e Mattia Cursi
– Supporto organizzativo e digital: Lorenzo Calderale

BIO: 
Nato a Milano il 28/12/97, si trasferisce a Roma otto mesi dopo. Cresciuto con la passione per la scrittura, in particolar modo per la canzone d’autore ed in seguito la sceneggiatura. Due forme di narrazione: nella prima la bellezza della sintesi e dello sfogo cantato, nella seconda la pazienza che termina in una composizione di insieme. A teatro esordisce come attore nel “Le belle notti“, dove casualmente viene notato da Cristina Caremoli iniziando così a recitare. Ha avuto ruoli in “Non c’è campo” (di cui cura anche la colonna sonora con una sua canzone), “Don Matteo”, “Scomparsa”, “Che dio ci aiuti” etc…

Lavora come sceneggiatore del Collettivo Mina, realizzando il documentario “Scuola Calcio” in collaborazione con Rai Cinema e contribuito alla stesura del soggetto di “In Viaggio con Leonardo”.  Frequenta poi per tre anni l’Accademia “Officina Pier Paolo Pasolini” nella sezione Canzone ottenendone il diploma. Ultimamente lavora per Fremantle nella redazione del programma “Tu non Sai chi Sono io”. Sta frequentando la triennale “Progeas” dell’università di Firenze.

Il 28 gennaio 2022 esce il suo primo album “Pulp”. 

Categorie
Pop

Cosa c’è nella camera degli Shkodra Elektronike

Esce venerdì 7 gennaio 2022Turtulleshë il nuovo e terzo singolo del folle progetto formato da Kole Laca Beatrice Gjergji, insieme Shkodra Elektronike. I loro brani sono un’atipica rivisitazione in chiave elettronica della musica tradizionale della loro città natale, Scutari (Albania). Loro ne parlano come di post immigrant pop. Il singolo esce per l’etichetta internazionale Alt Orient.

Turtulleshë (nome albanese della tortorella selvatica) è uno dei brani tradizionali scutarini più noti: una canzone d’amore scritta verso la fine degli anni ’30 da Ramadan Sokoli (musica) e Qemal Draçini (testo). Ramadan Sokoli (1920-2008) è stato il più importante etnomusicologo albanese, mentre Qemal Draçini (1922-1947) è stato un critico, ricercatore, pubblicista e scrittore. Nonostante la loro attività antifascista durante l’occupazione italiana dell’Albania, il regime comunista incarcerò ambedue. Ramadan Sokoli uscì di galera dopo quattro anni, Qemal Draçini morì in carcere nel 1947.

Siamo stati a casa loro, ed ecco cosa ci hanno mostrato.

Il (meraviglioso) catalogo della fototeca di quell’italiano che alla fine dell’Ottocento espatriò a Scutari: Pietro Marubi, architetto, scultore e fotografo. In questo volume, e nel museo a lui dedicato, sono racchiuse le testimonianze fotografiche della società albanese/scutarina pre-dittatura.

Un giovane esemplare di qeleshe nordico: copricapo di lana battuta (o infeltrita col sapone) che usavano indossare gli Illiri. Oggi, un souvenir inevitabile all’aeroporto di Tirana.

Questo è un sobrissimo “gilet gioiello”, pezzo unico della linea di abbigliamento Tamel – marchio dietro il quale si cela mia madre [Beatriçe], che da sempre reinterpreta per noi i costumi tradizionali albanesi, conferendoci uno stile ineguagliabile! 

Una raccolta di brani popolari scutarini comprata tanti anni fa a Scutari in una bancarella per strada. Contiene 356 canzoni  e ha una particolarità: l’indice non è in ordine alfabetico, perciò se cerchi un brano preciso…niente…devi scorrerli tutti!

Il trespolo su cui appoggio tutto quello che mi serve (portatile, tabacco, posacenere, accendino, bicchiere di vino) per lavorare senza dovermi alzare più [Kole]. Da notare che il posacenere e il bicchiere di vino stanno più in basso del computer: minimo rischio, massimo risultato!

Categorie
Comunicato stampa

“Rrose Sélavy” è il nuovo singolo di Vinnie Marakas

Esce venerdì 21 gennaio 2022 Rrose Sèlavy, il nuovo singolo di Vinnie Marakas fuori per Dischi Sotterranei. Si tratta del secondo singolo scritto e prodotto con la collaborazione di Richard Floyd, dopo la pubblicazione del precedente Disagio MediterranéeQui, Vinnie Marakas mette in silenzio la vanità dell’identità per mettersi sul cammino della Conoscenza, per sapere, e vedere quella Verità che “al buio sta”. Tra allusione ed elusione, Vinnie Marakas cita personalità storiche e personaggi letterari per confondere la sua identità forse con quella dell’umanità intera, galleggiando sulle distintive sonorità “Italian Touch” confezionate da Richard Floyd.

Rrose Sélavy era l’alter ego femminile di Marcel Duchamp, animatore del dadaismo e artista dissacrante, che con i suoi pseudonimi, faceva di se stesso un ready made, annullando il concetto di identità, per renderlo la base per una contaminazione di ruoli, riferimenti e rappresentazioni.

 

Provocazione? Evocazione? 
L’ultimo prestigio di Vinnie Marakas.


scritto e prodotto da Vinnie Marakas & Richard Floyd
Mastering: Giovanni Versari – La Maestà Studio
© Dischi Sotterranei (2021)


Vinnie Marakas è profeta, imbroglione, sciamano, mentitore, poeta e impostore. 
Alchimista e mago metropolitano, il nome della sua Opera è scritto sul manto delle tigri. Secondo alcuni esegeti non sarebbe un uomo ma un essere demoniaco che da sempre attraversa i secoli presentandosi con diversi nomi: Ermete, Merlino, Cagliostro, Faust, Gurdjeff, ed Elvis Presley. Secondo altri, sarebbe uno degli angeli dell’apocalisse, disertore ribellatosi alla volontà superiore. Per altri ancora, invece, è solo un truffatore.

Performer eclettico, baro giocatore di dadi e operatore del sottosuolo, dopo essere letteralmente evaporato (così raccontano alcuni testimoni), durante una cena tra illusionisti, viene recuperato dal produttore animista quadrimodulare Richard Floyd all’interno del reparto cucine di un noto centro commerciale, farneticando di aver scoperto una formula che lega le vibrazioni cromatiche del fucsia e quelle sonore dellʼaccordo musicale di settima diminuita a certe ondulazioni termiche, e giurando a se stesso di non scrivere mai più una sola parola.

Da questa esperienza epifanica, Vinnie cambia il suo approccio di trasformazione alchemica, lasciandosi parlare e condurre dal daimon che lo abita. Un linguaggio criptato, fatto di visioni, riferimenti, allegorie e calembour, che fa gioco di ironia  con le poliedriche influenze elettroniche e con le atmosfere nostalgicamente sognanti intessute grazie alla sensibilità sopraffine di Floyd.

https://m.facebook.com/vmarakas
https://instagram.com/vinniemarakas

Foto di Lorenzo Ubertalli

ARTWORK
Foto di Lorenzo Ubertalli
Graphic Design di Eleonora Zicchi

Categorie
Comunicato stampa

Vincenzo Parisi: dai Kafka On The Shore al Conservatorio di Milano

Vincenzo Parisi dei Kafka On The Shore, band alternative rock attiva dal 2011 al 2015, ha vinto il premio Umberto Micheli 2021 (assegnato dal Conservatorio G. Verdi di Milano) arrivando quindi a presentare dal vivo la sua composizione “Colombre” giovedì 20 gennaio 2022 alla Sala Verdi. L’esecuzione sarà affidata ai giovanissimi musicisti della Oscom, l’orchestra sinfonica formata dai migilori studenti del conservatorio di Milano, con la direzione di uno massimi esperti di contemporanea di oggi, il M° Yoichi Sugiyama.

Un background si fonde quindi con la classica, “Colombre” (che si ispira ad un racconto di Dino Buzzati) è un affresco allucinato di un’onda che si ripete sempre uguale eppure sempre diversa nella cui trama si osservano alcuni dei tratti caratteristici della scrittura di Parisi: tutta l’orchestra utilizzata per dare voce ad un flusso ipnotico da rave-party, la struttura formale che deve all’elettronica e a certe atmosfere tipiche della narrativa cyberpunk le diverse tecniche di montaggio utilizzate per costruire la trama musicale più globale.


Biografia dei Kafka On The Shore: 

Kafka on the Shore, rock band attiva tra il 2011 e il 2015, viene fondata a Milano da Vincenzo Parisi (tastiere), Elliot Schmidt (voce, chitarre), Daniel Winkler (batteria). Si aggiunge in seguito il chitarrista e seconda voce Freddie Lobster. Da subito si afferma sulla scena indie rock milanese e italiana come una delle realtà musicali più originali e dal forte impatto emotivo sul palco: dell’anno 2013 il 2o posto tra gli emergenti dal vivo in tutta Italia nella speciale classifica KeepOnLive dietro soltanto ai Fast Animals and Slow Kids.

Con l’album “Beautiful But Empty” (La Fabbrica Etichetta Indipendente), pubblicato nel gennaio 2013, i Kafka on the Shore registrano un tour di 110 date nell’arco di soli 18 mesi, suonando su palchi prestigiosi tra Italia, Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra e Belgio, con un crescente entusiasmo di pubblico e critica. In seguito a dissidi interni tra il cantante e gli altri membri, i Kafka on the Shore nel 2015 sospendono la loro attività fino a data da destinarsi. Il logo dei Kafka on the Shore fu sin da subito un “colombre”, immaginato e disegnato dallo stesso Vincenzo Parisi.
 

Esperienze dopo i Kafka on the Shore: 

In seguito all’esperienza coi Kafka on the Shore, pur senza mai interrompere del tutto la frequentazione col mondo del rock (in particolare la fondazione dei Dada Sutra insieme alla cantante Caterina Dolci), Vincenzo Parisi ritorna a lavorare sulle proprie composizioni in ambito classico. Del 2020 è la pubblicazione dell’album Zolfo, una lunga suite per pianoforte solo ispirata a canti antichi siciliani che vengono immersi in un mondo postmoderno e filtrati attraverso un uso inconsueto dello strumento. Così Angelo Foletto su Robinson di Repubblica: “Il viaggio arcano nelle tradizioni degli antichi canti popolari siciliani è una cupa e stregante suite in otto numeri rimasticati dal pianismo ecelttico d’autore. Parisi riunisce echi di varie tradizioni musicali mediterranee e li piega in una sorta di visionaria rapsodia in cui prevale l’ossessività metrica e il montaggio processionale dei cangianti blocchi sonori.” (4 stelle su 5)

Nel 2021 con Fulmine randagio (quintetto per flauto, clarinetto basso, violino, violoncello e pianoforte) Vincenzo Parisi vince il prestigioso Premio del Conservatorio di Milano in Composizione e il 1° Premio al Concorso Internazionale di Composizione “Jorge Peixinho” di Lisbona. Trasmesso in diretta nazionale radio su Antena2 in Portogallo nello scorso ottobre, Fulmine randagio è edito dalla casa editrice portoghese AVA Musical Editions. Vincenzo Parisi ha inoltre in programma una collaborazione con gli Esecutori di Metallo su Carta (fondati da Enrico Gabrielli). 

Categorie
Comunicato stampa

“Un formicolio” è il nuovo singolo dei Listrea

Esce venerdì 14 gennaio 2022 “UN FORMOCOLIO“, il nuovo singolo deiLISTREA. Durante quest’ultima estate, la band lombarda, inizia la scrittura di un nuovo nucleo di canzoni, registrate e prodotte completamente in home recording l’inverno stesso e dopo il primo singolo “Ustione” pubblicato a novembre, “Un formocolio” è il secondo singolo della band e title-track del debut album in arrivo venerdì 28 gennaio 2022. Un disturbante mondo che ci riporta nei locali sotterranei e nel cuore della scena musicale underground: un mondo nostalgico che mischia elementi di noise, psichedelia e progressive e che ora, dopo una pandemia globale, ci sembra fantascientifico e sconosciuto. Benvenuti.   

“Un formicolio è un brano nato nell’ombra di una nuvola scura che si profilava all’orizzonte. Ad agosto 2020, si trascorrevano notti da fattorino mentre intorno il mondo sembrava scongelarsi – parzialmente per via del caldo torrido – da un anno di paralisi e dolore. Ciò che c’era sotto però era già marcio, e quando l’inverno è tornato è stato chiaro a tutti. È proprio in quel momento che il brano è stato registrato e prodotto. Avevamo provato Un formicolio poche volte, rispetto agli altri brani che avevamo scritto durante l’estate. Aveva una forma che ci pareva essere definitiva, ma quando ci abbiamo messo mano dopo qualche mese ci siamo contraddetti. Ci trovavamo di nuovo distanti, con il freddo che punge il naso e tutto intorno che tornava a congelarsi. Almeno, però, avevamo da lavorare sul disco, sentivamo che era il momento adatto. Ecco allora che Un formicolio è stata scarnificata ed è diventata il nostro pezzo più minimale. Il testo si sposa ad uno scheletro di percussioni elettroniche e sintetizzatori essenziali descrivendo con immagini di costrizione il sentire di questo nuovo stato di glaciazione: un’automobile che ci punta i fari addosso nel buio, un tentacolo che ci impedisce di cambiare strada, un volto schiacciato tra due palmi. Tutto pesa sulla schiena, ma non si può fare altro se non continuare su questa via forzatamente dritta.” (LISTREA)

I Listrea sono Fabio Pietroboni, Andrea Manini, Edoardo Serena, Fabio Orticoni.
“Un formicolio” è stata scritta, registrata e prodotta da Listrea nelle loro case a Brescia.
Mixata e masterizzata da Matt Bordin all’Outside Inside Studio.
L’artwork contiene un dipinto di Dalia Mauri.
 

BIO: 

Listrea si conoscono musicalmente nell’autunno del 2018. Qualche mese più tardi pubblicano l’EP di debutto Placide Ninfe, sei pezzi autoprodotti che si muovono tra psychedelia e noise rock. Un lavoro che li porta, nel corso del 2019, a condividere il palco, tra gli altri, con The Underground Youth, Massimo Volume, TOYArt Brut.

Il 2020, invece, inizia con una manciata di pezzi nuovi pronti, tra i quali viene scelto Girasole, singolo pubblicato il 21 Marzo con un remix di Silent Panda | Deadly Panda (Luca Giovanardi, frontman dei Julie’s Haircut) sul virtuale lato B. Poco meno di due mesi più tardi pubblicano La Serra, un progetto musicale e visivo interamente composto, registrato e prodotto a distanza durante le prime settimane dell’epidemia di covid-19, che viene presentato in anteprima su i-D/Vice Italy. Durante l’estate, inizia la scrittura di un nuovo nucleo di canzoni, registrate e prodotte completamente in home recording l’inverno stesso. Faranno parte dell’album d’esordio dei Listrea.

https://www.instagram.com/listrea_/
https://www.facebook.com/Listrea.bs

Categorie
Comunicato stampa

“Orbita lunare” è il singolo di debutto di Urania

Esce venerdì 14 gennaio 2022 Orbita lunare, il nuovo singolo delle Urania dove sonorità synth indie-pop celebrano la forza, il coraggio e la bellezza dell’amore. Un ritorno carico di passione alla musica, al valore delle parole e degli incontri dopo la lunga chiusura. Il brano anticipa il debutto discografico del duo abruzzese-marchigiano composto da Stefania Ferrante e Laura Ubaldi.

Orbita Lunare è un racconto lieve e intenso sulla tenacia delle relazioni capaci di evolversi anche e nonostante i momenti difficili, una forza – quella dell’amore – che “trasforma il negativo in positivo, di reinventarsi in nuove geografie anche a costo di arrivare sull’orbita lunare.” Così Laura Ubaldi – autrice dei testi – introduce Orbita lunare, il brano di debutto del duo Urania. Orbita lunare è influenzato da diversi generi musicali – dal synth all’indie pop – che fusi hanno trovato melodie e parole. Un duo giovanissimo che ha conquistato la fiducia della label Ninety Studio capitanata dal noto producer Tom Beaver.


SCOPRI IL BRANO SU SPOTIFY: https://spoti.fi/3I1trLw

“I nostri brani nascono da basi strumentali composte e arrangiate da me – spiega Stefania – su cui poi Laura inserisce i testi e melodie lasciandosi ispirare dalle sensazioni che prova ascoltandole e dalle storie vissute che girano nella sua testa”. Il duo Urania è anche il percorso di due donne che interrogano la musica e con la quale c’è, come afferma Laura “un rapporto di amore e odio, perché spesso sembra che tolga più di quanto dia indietro, ma nel momento in cui mettiamo le mani su un pianoforte o una chitarra ed iniziamo a scrivere/arrangiare tutto prende il suo posto”. Stefania e Laura si sono conosciute durante il lockdown: “tutto è iniziato per gioco, tramite una collaborazione a distanza per una cover, in quel periodo collaborare con Laura è stato un modo per rialzarmi dopo la rottura involontaria con la band Dianime (ancora in stand-by), mi ha permesso di sentire in modo bruciante la fiamma per la musica di rinascere, trovare pace e evolvermi e non trasformarla in disillusione e rabbia. Mandai a Laura un brano su cui avevo lavorato – proprio quella che oggi è Orbita Lunare – e nel modo di comunicare di Laura c’era tanto di me, sembrava come se mi stesse suggerendo le parole che avevo perso. Questo progetto è semplicemente un viaggio verso la luna ed oltre, non so dove ci porterà ma sappiamo che ci piace scoprire posti nuovi dentro e fuori di noi. Urania è un pianeta dove ci si racconta senza paura, in cui tutto è possibile se si viaggia insieme, un luogo per conoscersi e riconoscersi ogni giorno, dove le stelle che fanno da sfondo simboleggiano le esperienze essenziali che tengono in vita la nostra arte.  Urania è un pianeta in cui non ci sentiamo né terrestri né alieni ma solo anime che corrono verso l’evoluzione.

Laura Ubaldi, cantautrice, in arte LaMinore.
Considera la musica uno strumento tanto di espressione quanto mezzo per viaggiare in un altro mondo, in cui è semplicemente se stessa. Diplomata al CET, attualmente studia composizione e arrangiamento pop al Conservatorio di Pescara “L.D’Annunzio”. Si divide tra concerti con la sua rock band A.Z.I e il suo progetto cantautoriale “LaMinore”. Fonda Urania nel 2021 insieme a Stefania Ferrante.

Stefania Ferrante, chitarrista/arrangiatrice.
La musica è una costante della sua vita, pur avendo studiato si definisce autodidatta.
Ha preso parte in diverse band e fondato i Dianime con cui ha pubblicato e prodotto alcuni brani inediti e calcato palchi in apertura a tanti artisti indipendenti (Ex-Otago, Margherita Vicario, Bugo, Sick Tamburo, Giorgio Canali, La Municipàl, Giorgieness, Management e tanti altri). Lavora attualmente ad un progetto solista strumentale. Nel 2021 fonda insieme a Laura Ubaldi il progetto URANIA.

Produzione artistica: Stefania Ferrante, Luigi Tarquini e Federico Fontana 
Testo e musica: Laura Ubaldi
Mix: Bruno Bogliolo
Mastering: Hologram Studios
Label: Ninety Studio
Distribuzione: Artist First
Cover Art: Elia Ruzzene

https://www.instagram.com/urania_musicadi
https://fb.me/uraniamusica

Categorie
Internazionale

Marchi ci consiglia 5 film del cinema queer

Gennaio di Marchi è una ballad intimista di genere Pop. Si apre come una piano-song con rimandi alla tradizione della musica d’autore italiana e si sviluppa gradualmente con steel guitar, synth e percussioni avvicinandosi alle sonorità dell’indie-rock contemporaneo. Prodotta da MarchiAlexanderWoodbury (Street Clerks) e AndreaCola (Sunday Morning) presso lo StoneBridge Studio di Cesena.

Il video che lo accompagna è ambientato negli anni ’30 tra le montagne innevate della Val di Mello e vede protagonisti di una scampagnata romantica d’altri tempi Antonio e Pietro, due amici che vivono intimamente la scoperta del loro amore. Il videoclip è diretto da Giovanni Iavarone ed è prodotto da Francesco De Giorgi per la Nostos Production. È un breve racconto cinematografico di taglio intimista che ritrae con sguardo poetico ed evocativo i frammenti di una giornata felice nelle vite dei protagonisti. Il cast  è composto da Michele Piccolo, Pietro Gambacorta e Marchi. Le riprese si sono svolte tra la Lombardia (Sondrio) e il Lazio (Roma, presso il Museo Agostinelli). 

Per l’occasione, abbiamo chiesto a Marchi di consigliarci 5 film del cinema queer che tutti dovrebbero vedere:

HAPPY TOGHETER, di Wong Kar-wai

Due innamorati pieni di tormento che si prendono a botte dall’inizio alla fine del film. Ho amato questa regia sensibile e di vera avanguardia che indaga questo amore borderline con l’occhio umano di chi soffre insieme ai protagonisti. Un film d’autore contemporaneo dal sapore antico, romanticismo senza fronzoli sentimentali. 

BEAUTIFUL THINGS, di Hettie Macdonald

Uno dei film più teneri e più semplici ch’io abbia mai visto sul tema della scoperta, dell’amore e dell’amicizia che si trasforma. Un film per la tv di metà anni ’90 che purtroppo in Italia non ha visto quasi nessuno. Uno dei finali cinematografici più belli di sempre, da groppo in gola col sorriso. 

BELLI E DANNATI, di Gus Van Sant

Avrò avuto dieci anni, lo vidi in terza serata nella piccola tv della mia cameretta, in segreto, al buio, mentre dormivano tutti. Una visione carbonara! Ricordo ancora la paura di essere scoperto. Se guardi questo film senza innamorarti di River Phoenix già dalla prima inquadratura c’è qualcosa che non va.

AMICI, COMPLICI, AMANTI, di Paul Bogart

Scoperto in pandemia, un film divertentissimo e toccante uscito nel mio anno di nascita, il 1988. Soltanto negli anni 80 si riuscivano a scrivere dei film così profondi e leggeri allo stesso tempo. Anne Bancroft è di un’incredibile sensibilità nell’incarnare le resistenze di una madre che non comprende l’omosessualità del figlio senza per questo negargli il suo amore. Attenzione perché si ride e soprattutto si piange.

A WONG FOO, GRAZIE DI TUTTO! JULIE NEWMAR, di Beeban Kidron

I machi più machi di Hollywood degli anni ‘80 e ‘90 in versione drag queen che si mettono in viaggio su una Cadillac per sfrecciare verso Hollywood e concorrere all’elezione di “Miss Drag Queen dell’anno”… può bastare?! Lezioni di vita apparentemente banali impreziosite da un umorismo quasi toccante e da un’eleganza impeccabile. Ricordo di averlo visto da bambino seduto sugli sgabelli del ristorante dei miei genitori, in attesa che finissero di lavorare. Magico.

Categorie
Comunicato stampa

“Patagonia” è il nuovo singolo di Pianista Indie

Venerdì 14 gennaio 2022 esce Patagonia, il nuovo singolo di Pianista Indie, fuori per Mescal – Fenix Music. Le canzoni di Pianista Indie, compresa questa, sembrano un presagio; le ascolti e ti guardi intorno per capire se sei ancora lì o se ti hanno trasportato nel loro mondo. Un ritmo incalzante che passa attraverso le nebbie e i turbinii invernali e ci trasporta in un posto caldo, accogliente, sdraiati sull’amaca, sono il toccasana di una nuova canzone, di un nuovo singolo, inedito anche nel mood.

Il singolo Patagonia verrà accompagnato dal suo videoclip, che sarà il terzo estratto in ordine temporale dal Film (ancora inedito) LIFE ma che in realtà rappresenta il Capitolo 2 della Trilogia iniziata con KUBRICK (Capitolo 3) e continuata con CIAO (Capitolo 1). LIFEè un progetto ampio, concettuale e visionario firmato dalla regia di Pierluigi Patella e con colonna sonora originale di Pianista Indie, girato in uno scenario esclusivo – quasi un mondo parallelo – il “Piccolo Tibet” di Campo Imperatore, ai piedi del Gran Sasso d’Italia.


 

Ogni muro è una porta in trasparenza
tra tutti gli esami ricorda quello di coscienza
e non sprecare lacrime nuove per vecchi dolori
i sogni lasciati ad ammuffire in un cassetto emanano cattivi odori

“Ho scritto PATAGONIA in una sera di qualche Dicembre fa. Avevo appena finito di vedere  su Netflix, uno spettacolo teatrale di Bruce Springsteen. Spenta la TV mi sono messo al pianoforte nel buio della sera e PATAGONIA è venuta alla luce in meno di 10 minuti. Una di quelle magie cui la musica mi ha abituato già da qualche tempo. Ricordo che sul pianoforte avevo poggiato un libro bianco che celebrava i 40 anni della Virgin Records di Richard Branson. Dopo aver composto Patagonia l’ho iniziato a leggere, era in inglese. Devo ancora finirlo”


BIO:

Pianista Indie pubblica il suo primo singolo, Urologia, nell’ottobre del 2018. La canzone ha immediatamente una grande visibilità sui digital store. Da quella prima uscita è un susseguirsi di ulteriori singoli, che accrescono la visibilità dell’artista: Zara esce nel novembre del 2018; ad inizio 2019 è la volta di Fabio, e prima dell’estate dello stesso anno Riviera. Pianista si esibisce in un tour live, che culmina a ottobre con un’esibizione alla Milano Music Week. Lo stesso giorno viene pubblicato il suo primo EP, _To bit or not to bit, anticipato dal singolo Lucio Dalla. 

L’artista mostra una naturale propensione al palco, tanto che le sue esibizioni live sono un successo e per l’inverno del 2020 viene organizzato un tour nei live club. La prima tappa è l’apertura del concerto di Gio Evan al Fuori Orario di Reggio Emilia. Dopo una ventina di date, arriva la sospensione del tour a causa della pandemia; a questo punto Pianista Indie che aveva in programma la pubblicazione di nuovi brani, si chiude in isolamento, decide di sparire e di non comunicare: legge, guarda film, scrive tantissima musica tra cui una colonna sonora che confluirà nel film Life, girato a Marzo 2021.

– Il 2021, dopo la ferma forzata, è l’anno della rinascita; la ripartenza è stata affidata al singolo e al video di Kubrick, donati al mondo il 28 Maggio da Fenix Music, come accaduto anche per Ciao (16 Luglio), in contemporanea con la ripartenza live, in apertura dei concerti di Bugo.

– La chiusura della seconda “annata anomala” è stata affidata ad una canzone d’amore che non parla d’amore, SQUID GAME, ma “solo” del pericolo costante che produce. 

– Per il 2022 l’avvio del nuovo anno è affidata a PATAGONIAnuovo singolo e nuovo video, il terzo tratto da LIFE, progetto ampio, concettuale e visionario firmato dalla regia di Pierluigi Patella.