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“Irragionamorevole” è il quinto album ufficiale di Luisenzaltro

“Irragionamorevole” è il quinto album ufficiale di Luisenzaltro, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 8 maggio 2026 per Gelo Dischi e composto da 8 canzoni di disorientamento pop scritte usando l’equivocabolario e il contraddizionario nel tipico stile di ricerca linguistica sperimentale che sta a cuore al suo autore. Il disco sceglie di stare tra indecidibili opposti, probabilmente tra ambita ricerca della forma apollinea della canzone d’autore e  ambigua spinta dionisiaca al malinteso stilistico dell’inafferrabile. L’irrazionale, d’altronde, non è assenza di ragionamento ma amore per l’immaginazione.

Provare a fare canzoni pop per Luisenzaltro è rappresentare una forma comprensibile da tutti che però sia tesa e slanciata all’attraversamento dell’incomprensibile. Un po’ perché la musica è il mistero stesso dell’ignoto in cui ci animiamo e induce a non esserci o ad esserci in un altrimenti, e un po’ perché le canzoni hanno le proprie ragioni che la ragione non conosce, ma anche un cuore che solo col cuore di un altro si sente.

Anche per questo la produzione e la collaborazione all’incisione di “Irragionamorevole” non poteva che essere affidata a uno degli artisti e visionari sonori più stazionari nel cuore di Luisenzaltro, ovvero Luca Urbani.

Hanno suonato nel disco Giorgio Nicli (basso), Matteo Paparazzo (batteria), Paolo De Feudis (chitarre), Emanuela Valsecchi (voce, cori), Luca Urbani (synth di ogni tipo, programmazioni, cori, voce in Satisexfashion), Andy Fumagalli (sax in Dramagnifique), Mike Orange (chitarre e voce in Popsicologia), Alessandro Vimercati (voce recitante in Un senso altro), Campaner (cori in Qualcuno da mare).
 

Scopri il disco su SPOTIFY



Tracklist
1 Innamoragionevole
2 Dramagnifique (feat. Andy Fumagalli)
3 Satisexfashion (feat. Luca Urbani)
4 Qualcuno da mare
5 Popsicologia (feat. Mike Orange)
6 Galileo Galilei Galilui
7 Piccoli esercizi di schiettezza
8 Un senso altro

Testi / Musica: Alessio Luise
Eccetto “Dramagnifique” Musica: Alessio Luise + Michele Arancio + Luca Urbani, “Popsicologia” Musica: Alessio Luise + Michele Arancio, “Satisexfashion” Musica: Alessio Luise + Luca Urbani
 
Prodotto da Luisenzaltro e Luca Urbani
Registrato tra Aprile 2025 e Aprile 2026 presso Frequenze Studio di Monza (MB)
 
Sax in “Dramagnifique”: Andy Fumagalli
Voce, chitarra acustica, pianoforte, archi sintetici, trombone sintetico, clarinetto sintetico, visione di  insieme, arrangiamenti, concetti : Alessio Luise
Synth bass, sintetizzatori, programmazioni: Luca Urbani
Batteria: Matteo Paparazzo
Basso: Giorgio Nicli
Chitarre elettriche: Paolo De Feudis
Seconda voce, cori:  Emanuela Valsecchi
Voce in “Satisexfashion”, cori in “Innamoragionevole” e “Dramagnifique”: Luca Urbani
Cori in “Qualcuno da mare”: Emiliano Campaner, Emanuela Valsecchi
Voce e chitarre elettriche in “Popsicologia”: Michele Arancio
Voce in “Un senso altro”: Alessandro Vimercati
Sommo Direttore artistico di produzione, fonico, sound engineering, programmazioni, sintetizzatori, cori:  Luca Urbani
Mix, master: Luca Urbani
Assistenza tecnica: Pedro Fiammingo
Sommo Direttore esecutivo: Alessandro Vimercati
 
RINGRAZIAMENTI: Paolo Benvegnù, Liz, StudioLiz, Alessandro Vimercati, Monzatyka, Luca Urbani, Andrea Fumagalli, Lele Battista, Bluvertigo, Soerba, Campaner, Mike Orange, Yuri Beretta, Pedro Fiammingo, Lila, Patty Brigitte Smith, Al Vox, Davide Michelazzo UnGruppo, NoiDuo, Frances and the Mute, Federico Villa, Stefano Lucchini, Radius Customer Service, Jessica Fava, Arci Area, Arci Blob, Bloom Mezzago, Aria Luise, Laura Boccacciari, Cristiano Mattia Ricci, Giuliano Brondolin, Blufango, Jean Philippe Bordoni, Neshamà, Roberto Salis, Davide Passoni, L.i.p.s., Lab Vimercate, Alex TheBank Monza, Clamore Festival, Marta Minuzzo, Paolo Belloni, Brat, OttoDix, Nadir,  Iurin Luise, Andrea Karter Biolcati, Pier Adduce e Luca Lezziero, Morgana e Cassandra dell’ufficio stampa Conza Press.
 

BIO:

Luisenzaltro è una condizione di Alessio Luise (1978, Sesto S. Giovanni). Dal 2003 sviluppa un percorso di cantautorato pop con un linguaggio fatto di calembours, neologismi e riflessioni filosofiche sul paradosso e sulla  contraddizione. Scoperto  dall’etichetta Ribess Records viene incluso nelle antologie “È un” 2007 e “Addosso” 2011.  Collabora con la band Obliquido con cui è candidato al Premio Tenco nel 2015 con l’LP “Se mi dai del Lei, morirò prima” e finalista Premio Bindi 2015. “IRRAGIONAMOREVOLE” (Gelo Dischi, 2026) è il suo  quinto album in studio con la produzione e collaborazione artistica e tecnica di Luca Urbani ed il featuring di Andy Fumagalli nel brano “Dramagnifique”, dopo 4 dischi autoprodotti: “Degradorabile” 2018, “Aspronautica” 2020, “Esistilenzialismo” 2021 e “Incredivisiblu” 2023. Come scrittore ha pubblicato i libri “Concavo. Convesso. Corsivo.” (Lietocolle, 2006), “Situazioni Grammatiche” (Zona Editrice, 2015), “Disco volant, scripta manent” (Cantarena, 2019) e “Introduzione all’asprofisica” ( Youcanprint Ed., 2024). Come umorista ha curato dal 2021 al 2024 la rubrica #ilparolaiomatto sulla rivista nazionale ORA.

https://www.instagram.com/luisenzaltro/

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“Testa Rutta” è il primo singolo di Salvo Lupo che onora il coraggio di chi ha lottato contro la mafia

“La mafia non si combatte con la pistola ma con la cultura”
(Felicia Bartolotta)
 

“Testa rutta”, in uscita su tutte le piattaforme digitali da venerdì 8 maggio 2026 (distr. Believe Music Italia) è il primo singolo del cantautore siciliano Salvo Lupo e anticipa l’uscita dell’EP “Cu avi lingua passa u mari”, una raccolta di voci e di storie creata per onorare il coraggio di alcune figure simbolo della resistenza contro la mafia.

Questo primo brano è ispirato alla figura di Felicia Bartolotta, madre di Peppino Impastato, giovane attivista ucciso tragicamente il 9 maggio 1978. A fare da sfondo al canto in siciliano, la commistione tra il tappeto di chitarre delle strofe e i riff riprodotti con il synth, che accompagnano l’ascoltatore alla quiete di un ritornello sognante e sereno.
 

“Certi voti u paradiso 
S’ammuccia darrè lu sorriso
Di la gente ca mi veni a parrari
I taliu n’ta l’occhi
Ed è bello u respiru ca mi vennu a purtari”


Il testo e l’arrangiamento fanno da specchio alla vita di Felicia, profondamente segnata dal dolore della morte del figlio, ma rischiarata dal conforto di chi, negli anni successivi a quell’atroce perdita, andava a farle visita. Fu proprio nei loro occhi e nei loro sorrisi che Felicia riuscì a trovare respiro“Testa rutta” è la lode al coraggio e alla determinazione di una donna che, attraverso il suo corpo e il suo racconto, rende giustizia alla morte del proprio figlio, rendendo la sua battaglia individuale una battaglia collettiva. 
 

Scopri il brano: https://bfan.link/testa-rutta

Voce e chitarre: Salvo Lupo
Synth e tastiere: Oscar Mapelli
Basso: Ivo Barbieri
Batteria: Andrea Cocco
Cori: Sarah Stride

Mix: Oscar Mapelli
Master: Simone Pavan

Foto: Sindhi Annamaria Santoro
Illustrazione: Tw Illustrart
Progetto grafico: Sindhi Annamaria Santoro

BIO:

Salvatore Lupo è un cantautore siciliano che da ormai qualche anno vive a Milano. Inizia la sua carriera musicale suonando nelle band milanesi Lambrate Noise Exp. e Vinci e i Lupi, con le quali pubblica alcuni singoli, facendo concerti tra Milano e provincia. Nel 2023 inizia a lavorare al progetto Salvo Lupo, in cui, lasciandosi ispirare dal cantautorato siciliano, propone inediti scritti prevalentemente in dialetto. “Testa rutta” è il primo singolo pubblicato, che anticipa l’uscita dell’EP “Cu avi lingua passa u mari”.

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“Ti scrivo e ti cerco amico mio” è il nuovo singolo di Mauro Fuggetta

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 8 maggio 2026 per MusicantieRecords (distr. Believe Music Italia) il nuovo singolo di Mauro Fuggetta. Il cantautore ligure, di origini lucane, torna con una nuova canzone che è una lettera poetica rivolta a un amico, in cui l’Io lirico esprime un bisogno profondo di connessione che va oltre l’identità personale e le certezze spirituali. L’amicizia viene descritta come un valore prezioso, capace di dare senso e ricchezza alla vita, ma anche come qualcosa di fragile, sospeso tra presenza e distanza.  Attraverso immagini simboliche e paradossali, il testo alterna momenti di speranza e di disillusione: da un lato l’amico è visto come una scoperta salvifica, dall’altro emerge il peso del silenzio e dell’incomunicabilità. L’amore e la felicità non sono idealizzati, ma mostrati nella loro ambiguità, tra luce e vulnerabilità. La chiusura riporta tutto a una dimensione semplice e concreta: l’attesa di un incontro reale, che diventa il vero punto di approdo emotivo del testo.

 

Scopri il brano: https://bfan.link/ti-scrivo-e-ti-cerco-amico-mio

Etichetta: MusicantieRecords
Produttore: Alessandro Di Dio Masa
Testo: Claudio Gabelloni e Mauro Fuggetta
Musica: Alessandro Di Dio Masa

 

BIO:

Mauro Fuggetta è nato a Sestri Levante, in provincia di Genova. Figlio degli anni ’60, è cantautore e interprete di matrice rock e suona per decenni generi musicali come new wave, hard rock, heavy metal, ma anche pop, dance e musica leggera. Ha fatto parte di numerosi gruppi nel corso della sua carriera, partecipando anche a tour e concorsi musicali. In questo panorama musicale piuttosto affollato, le sue ispirazioni si sono rivolte più recentemente a una musica più leggera, con l’inizio del suo progetto solista.

Spotify

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LILITH FESTIVAL 2026 SVELA I NOMI DI PUNTA: A GENOVA LE GRANDI VOCI DELLA SCENA INTERNAZIONALE

Beth Orton, Anna von Hausswolff, Sarafine e Mille protagoniste a Villa Durazzo Bombrini

Dal 30 luglio all’8 agosto il cuore del Festival si sposta a Cornigliano

Genova si prepara ad accogliere una nuova edizione del Lilith Festival della Musica d’Autrice, che nel 2026 celebra il suo quindicesimo anniversario confermandosi come una delle manifestazioni più interessanti e riconoscibili del panorama alternativo italiano ed europeo.

Dopo anni di crescita costante e un ruolo sempre più centrale nella valorizzazione della musica d’autrice contemporanea, il Festival torna con un programma che rafforza il suo posizionamento internazionale, portando a Villa Durazzo Bombrini alcune delle voci più significative della scena attuale.

L’inizio del Festival è previsto per il 4 giugno al Teatro del Chiostro con un cartellone ricchissimo. Intanto le organizzatrici Sabrina Napoleone e Cristina Nico svelano i grandi nomi che tra il 30 luglio e l’8 agosto, trasformeranno il parco storico di Cornigliano in uno dei palcoscenici estivi più rilevanti del Nord Italia.

Ad aprire questa sezione sarà Mille (30 luglio), artista eclettica capace di attraversare musica, teatro e scrittura, tra le figure più interessanti della nuova scena italiana.

Il 31 luglio sarà la volta di Beth Orton, nome di culto della musica internazionale e pioniera della folktronica. La sua presenza rappresenta uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026: una carriera che attraversa oltre trent’anni di evoluzione musicale, capace di influenzare generazioni di artiste e di ridefinire il rapporto tra elettronica e songwriting.

Il 1° agosto il Festival accoglie Sarafine, tra le artiste più innovative della scena italiana contemporanea. Il suo progetto live, che unisce musica elettronica, corpo e dimensione visiva, si configura come una delle esperienze performative più interessanti del momento, capace di parlare a un pubblico trasversale e internazionale.

Il 2 agosto sarà dedicato a Lilith Revolution, una giornata speciale che riunirà festival, collettivi e operatrici/operatori culturali provenienti da tutta Italia. Un momento di confronto e costruzione di reti che conferma il ruolo del Lilith Festival come piattaforma attiva di innovazione culturale.

A chiudere il Festival, l’8 agosto, sarà Anna von Hausswolff, tra le artiste più visionarie della scena internazionale. Il suo lavoro, che fonde organo a canne, elettronica e composizione contemporanea, rappresenta una delle espressioni più radicali e affascinanti della musica odierna, rendendo questa data uno degli appuntamenti di punta dell’estate musicale italiana.

Con questa line-up, il Lilith Festival rafforza il proprio ruolo di ponte tra scena nazionale e internazionale, distinguendosi per una proposta artistica capace di coniugare ricerca, qualità e accessibilità.

Accanto alle grandi serate di Villa Bombrini, il Festival proporrà un ricco programma di concerti, incontri e performance al Teatro del Chiostro di Sant’Andrea, dedicato alla sperimentazione e alla nuova scena.

A quindici anni dalla sua nascita, il Lilith Festival si conferma come un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni della musica contemporanea e come uno spazio capace di intercettare e valorizzare le traiettorie più innovative del panorama artistico attuale.

Pagina Instagram Lilith Festival

Sito lilithfestival.it

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I Minerva pubblicano l’EP d’esordio canUrelate?

Anticipato dai singoli nothingtodowithyou e Whirlwind RomancecanUrelate? è l’EP d’esordio dei Minerva, in uscita venerdì 1° maggio 2026 in collaborazione con Dissonance e con distribuzione Believe.

L’EP sviluppa quello che i Minerva hanno definito “prog pop”: un sound pop suonato e con influenze mutuate dal rock alternativo, dall’emo, dall’indie e dall’elettronica, che cerca di sfuggire alla ripetitività strutturale tipica di molte canzoni classicamente pop, esplorando invece strutture più fluide, che cambiano e si evolvono per raccontare una vera e propria storia, prima ancora che costituire semplicemente una canzone.

canUrelate? è un racconto diviso in cinque parti, cinque sezioni in cui affiorano gli stati d’animo narrati in prima persona, in un dialogo che è più un monologo data la mancanza evidente di un interlocutore. In ogni brano vengono poste delle domande, dubbi di una personalità indecisa e irrequieta che cerca una spiegazione alle sue delusioni sentimentali. 

“È un percorso che dal dubbio e dalla rabbia passa per l’autoconsapevolezza, fino alla mancanza e alla nostalgia: nostalgia dell’idea di un amore, più che dell’amore stesso”, spiegano i Minerva a proposito del concept del disco. L’EP si conclude con una domanda: “I’m fine… or not?”, riassuntiva dello stato d’animo di cui ogni brano è permeato.

La tracklist di canUrelate?:
1. nothingtodowithyou
2. aLonelyPersonLikeMe
3. Baccarat Rouge
4. self_titled
5. Whirlwind Romance

Ascolta canUrelate?
https://open.spotify.com/intl-it/album/09r8zTdnQczh80O5mo4DC3?si=Y-vC_5YvSrCSbZPc4sL7pg

https://bfan.link/canurelate

BIO

Minerva è un gruppo alternative/indie rock varesino che mescola emo, elettronica e pop in uno stile da loro definito “prog pop”. Le canzoni, in lingua inglese, uniscono melodie orecchiabili a strutture complesse; il sound è caratterizzato da atmosfere leggere, arrangiamenti sofisticati e un cantato che alterna parti delicate a scream di derivazione hardcore. I testi si muovono tra l’analisi delle relazioni nell’epoca digitale, alienazione, iperconnessione, amore frammentato e un’introspezione lucida su insicurezze e senso di inadeguatezza. Il risultato è una proposta che dà voce a un disagio autentico generazionale, costruendo un universo sonoro personale, stratificato e profondamente emotivo. Tra le influenze: Origami Angel, The 1975, Closure in Moscow, Nothing but Thieves; nei live, la band è ispirata dall’apertura strutturale della fusion con l’incorporazione di parti di improvvisazione.

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Pop

Cosa c’è nella camera di Milema

Martina Mileto, in arte Milema, è una cantautrice milanese classe 2002. Il suo nuovo singolo, “Ricominciare”, è una ballad pop melodica che rimane essenziale negli arrangiamenti per lasciare maggiore spazio al messaggio. Parla infatti di quella sensazione di solitudine che a volte arriva anche quando intorno a noi ci sono persone che ci vogliono bene. Ci si ritrova in un vortice emotivo difficile da riconoscere e ancora più difficile da spiegare agli altri.

“Ricominciare” racconta proprio questo, ricordandoci quanto sia importante non smettere mai di lottare per il proprio benessere.

Per conoscere meglio Milema anche in quella quotidianità da cui spesso prende vita la musica, le abbiamo chiesto di farci fare un piccolo tour di camera sua, e questo è ciò che ci ha mostrato.

Il primo oggetto che vi voglio mostrare è il mio “scrigno”, così lo chiamo! Non è altro che un piccolo bauletto dei desideri dove conservo ricordi dei miei traguardi e desideri futuri. Scrivere piccoli pensieri e conservarli lì dentro mi ha sempre incentivata a inseguire i miei sogni e obbiettivi; non a caso c’è scritto sul bauletto stesso, nel caso lo scordassi. E come se non bastasse appoggio sempre sopra un gufetto e una ranocchia come portafortuna, che non è mai abbastanza.

Poi ci sono i miei peluche. Secondo me non si è mai troppo grandi per tenere i peluche ancora sul letto. Sono tra quegli oggetti nella mia camera che mantengono attiva la bambina che è in me e quindi anche il mio lato più creativo.

Il mio pianoforte, compagno fedele di studio e divertimento. Penso sia l’oggetto più importante all’interno della mia camera e anche uno dei più vecchiotti se penso che ce l’ho ormai da 10 anni. Posso dire che quell’angolo è il mio posto sicuro, dove mi isolo dal mondo e posso dedicarmi solo a me e alla mia musica; ed è proprio da questo pianoforte che sono venute fuori svariate idee che poi si ritrovano nei miei pezzi.

Il penultimo oggetto che vi voglio mostrare sono i miei quadri. Io adoro viaggiare, e per ogni viaggio bello e significativo ne acquisto uno. Ho una parete dedicata a questo come vedete, lo scopo finale sarà quello di riempirla tutta!

Ultimi ma non per importanza… i miei libri. Questi, in particolare, sono libri jazz perchè attualmente studio in conservatorio canto jazz. Ho deciso di selezionare questi libri da mostrarvi nella mia camera perchè ritengo siano una parte importante del mio percorso di studi che ormai sta volgendo al termine e che mi ha permesso di esplorare la musica a 360° gradi; è anche grazie a questa mia formazione che ho potuto sviluppare al meglio i miei brani.

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“3” è il nuovo EP del progetto ERBOMB, moniker di Francesco Simula

É disponibile da lunedì 4 maggio 2026 il nuovo EP di Erbomb dal titolo “3”, un nuovo capitolo del progetto elettronico e sperimentale ideato dal musicista e chitarrista sassarese Francesco Simula. Terzo capitolo discografico del percorso firmato Erbomb, “3” è un lavoro concepito come un concept EP, costruito attorno a un immaginario sonoro compatto e riconoscibile. Elettronica, ricerca timbrica e sperimentazione convivono in un insieme di brani legati tra loro da dettagli nascosti, richiami sonori ricorrenti e atmosfere che ritornano, creando un filo conduttore che attraversa l’intero lavoro.

Il titolo richiama in modo diretto il fatto che si tratti del terzo disco pubblicato con il nome Erbomb, ma assume anche un valore simbolico più ampio: la grafica e l’immaginario visivo dell’EP si avvicinano infatti a suggestioni hard rock e metal, influenze che emergono in maniera più evidente in diversi episodi del disco, pur restando filtrate attraverso la sensibilità elettronica e sperimentale del progetto.

Con “3”, Francesco Simula prosegue un percorso artistico personale e fuori dagli schemi, in cui convivono chitarra, suoni elettronici, tensione cinematografica e attitudine alla contaminazione tra generi. Un lavoro che conferma la volontà di Erbomb di muoversi in territori poco convenzionali, mantenendo però una forte coerenza estetica e narrativa.
 


SCOPRI IL DISCO



Copertina di Domenico Montixi

BIO: 

Erbomb è un progetto musicale elettronico/sperimentale ideato e formato da Francesco Simula, musicista e chitarrista di Sassari, classe 1978. Il progetto nasce nel 2011 con la composizione “Brahman”. Nei due anni successivi escono altre 6 tracce sui canali Jamendo e SoundCloud che compongono la prima demo del progetto.

Nel 2015 esce il brano “Techno Glass”, a cui fa seguito il video su YouTube; l’uscita ha un buon riscontro. Il brano, che rappresenta un’interessante sperimentazione dove la tecnica chitarristica fingerstyle viene unita a una base techno, viene utilizzato come colonna sonora per il video stop motion di Florentine Grelier, video maker francese. Col nome Erbomb partecipa alla composizione dell’album hip-hop “Un attimo di riflessione” dell’artista Giocca. Nel maggio del 2019 escono due video dei brani inediti “Mars Roll” e “Viper”, che saranno contenuti nell’album “Mars Roll”.

Nel 2020 esce il singolo “Cowdome”, seguito nel 2021 dal singolo “Etna”; un anno dopo viene stampato il CD “Stalemate”, contenente 10 brani. Inoltre, nel canale YouTube dell’artista nasce il format ErbombTV, dove i brani del progetto vengono eseguiti in live recording.

Francesco Simula inizia a suonare nel 1993 e, da allora, si interessa a diversi stili musicali. Fa parte di diversi progetti musicali (Shelf, Scekinà, Barriosud, Giocca, Astral Farm) e compone musica propria. Il suo nome è presente, fra collaborazioni, progetti solistici e progetti come co-leader, in circa 12 album e una colonna sonora. Negli anni partecipa a festival ed eventi sia nazionali che internazionali. Dal punto di vista didattico, si diploma all’Accademia Musicale Lizard di Fiesole, diretta da Giovanni Unterberger, in chitarra fingerstyle (2006); partecipa a varie edizioni del Seminario Jazz di Nuoro e studia il linguaggio jazz con Fabio Zeppetellapresso Percento Musica di Roma (dal 2022 al 2025). Segue inoltre seminari e masterclass, particolarmente interessante il workshop “Music Circus”, durato 6 giorni all’interno delle miniere di Montevecchio, dedicato al compositore John Cage e diretto da Simone Sassu e Patrizio Fariselli.

Attualmente, oltre al progetto solista Erbomb, suona nel progetto solistico acustico omonimo. Ha scritto e suonato diversi brani che formano la colonna sonora del film “Ananda” (presentato all’edizione del 2021 del Karlovy Vary International Festival e premiato per il miglior montaggio al Torino Underground Cinefest) del regista/attore Stefano Deffenu e prodotto da Bonifacio Angius. Inoltre collabora in studio e come session man live con diversi artisti: Cabras, Gangalistics, Menhir, Relouvution Sound System, Lux, Billy Alcantara (in collaborazione con il regista e attore Domenico Montixi), Antonio Branca, Gianfranco Cossu.

Lunedì 4 maggio 2026 esce il terzo lavoro con il progetto Erbomb; inoltre ha collaborato alla composizione del cortometraggio di prossima uscita del regista Stefano Deffenu. Ha recentemente partecipato come attore al film di prossima uscita “Risorsero Dalla Tomba e Fu… L’Apocalisse”, diretto da Domenico Montixi e prodotto dalla band Fulci (il trailer sarà presentato al Fulcicom Festival 2026).

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SYNTHALIA 2026: il solstizio d’estate segna l’inizio della nuova edizione 

Il prossimo 21 giugno, in coincidenza con il solstizio d’estate, prenderà ufficialmente il via l’edizione che segna la piena maturità del festival musicale Synthalia, progetto nato nel 2024 che, in pochi anni, si è consolidato come una realtà culturale di rilievo internazionale, oggi gestita dall’omonima Associazione Culturale Synthalia costituita nel 2025. 

L’edizione di quest’anno si distingue per la separazione in due categorie: canzoni italiane e canzoni in lingua straniera e, parallelamente, si può notare una curiosa separazione tematica tra tali categorie.  

I venti brani selezionati delineano infatti due percorsi narrativi profondamente differenti tra loro ma estremamente coerenti al proprio interno. Se la categoria in lingua italiana si concentra su una cruda analisi del disagio sociale e dell’alienazione digitale, la selezione internazionale esplora territori più onirici, tra misticismo pagano e suggestioni cosmiche. 

Nel frattempo, il pubblico potrà avvicinarsi progressivamente ai brani in gara: a partire dal mese di maggio e fino all’inizio del festival, i testi delle canzoni selezionate verranno pubblicati sul sito ufficiale www.synthalia.netoffrendo così agli ascoltatori la possibilità di scoprire in anticipo i contenuti e le storie che caratterizzano l’edizione del 2026. 

In questo evento l’intelligenza artificiale non viene intesa come un semplice automatismo, ma come uno strumento creativo al servizio del talento umano, capace di aprire nuove possibilità espressive e nuovi linguaggi musicali. 

Un approccio che si coniuga, inoltre, con la sostenibilità ambientale: parallelamente alle attività di produzione di contenuti, viene gestita la Foresta Synthalia su Treedom, progetto pensato per compensare l’impatto digitale della produzione e ribadire l’impegno del festival verso una creatività responsabile e consapevole. 

I brani selezionati (in ordine casuale):

Categoria italiana 

  • L’Eleganza del Vuoto – Julian Fane 
  • DLC – Daze 
  • Fine Reperibilità – Mavi Elis 
  • Rinasco – Gabriele Nicolini 
  • A or’ e mò – tylerdurdan* 
  • Quando Esploderà il Cielo – Dick Ignobile 
  • Pepper Brain – Radice 
  • Le Braci d’Inverno – Io e le Macchine 
  • Dimmi dove ho Sbagliato – Beatrice Alba 
  • Amico Invisibile – Beatrice Brogio 

Categoria internazionale 

  • Velvet Shadows – Future Machine 
  • Kitsunebi no Waltz – Kaede Nakamura 
  • La Niut Respire – Symbiosis Music 
  • Las Palabras que Quedan – Progetto Re Cervo 
  • Dancing in the Rain – The Incredible Groove Orchestra 
  • Once upon a Bloodline (The Fugitive) – ClaT 
  • The River – Liminal Soul 
  • The Dreamer – I Canti del Drago 
  • Jupiter is my Compass – Torinolelettronic@ 
  • Great Mountains – Marisol 

Le voci Italiane: tra disagio sociale e identità digitale 

La selezione in lingua italiana di Synthalia 2026 si presenta come un’indagine sulla condizione umana contemporanea, dove il confine tra esperienza personale e collasso sociale diventa sempre più sottile. I dieci brani di questa categoria delineano un percorso narrativo sorprendentemente compatto, articolato in tre macro-aree tematiche che riflettono alcune delle fratture più evidenti dei nostri giorni. 

La ribellione al sistema e il dissenso civile 

Una parte significativa delle opere esprime un profondo senso di soffocamento nei confronti delle strutture sociali e lavorative contemporanee: la critica alla schiavitù digitale e al burnout emerge in Fine Reperibilità, che denuncia la scomparsa dei confini tra vita privata e dovere professionale in un mondo costantemente connesso.  

Questa insofferenza si trasforma in desiderio di esilio volontario in Le Braci d’Inverno, dove la società moderna appare come un meccanismo dominato dalla follia da cui è preferibile andarsene per guardarla da lontano.  

Il dissenso assume poi una dimensione globale e politica: in A or’ e mò, in lingua napoletana, viene denunciata l’indifferenza occidentale verso un dolore collettivo, evocando una fratellanza che supera i confini e in Quando Esploderà il Cielo, infine, si osserva con amaro nichilismo il fallimento dei sistemi democratici e l’orrore dei conflitti che trasformano l’essere umano in semplice carne da macello. 

Identità sintetica e crash digitale nell’era dell’intelligenza artificiale 

Nell’epoca moderna il rapporto tra l’essere umano e il mondo virtuale diventa sempre più ambiguo: in Pepper Brain, la mente è descritta come un sistema in overdrive, travolto da crash digitali e da un sovraccarico di impulsi invasivi, mentre in DLC, la realtà stessa viene messa in discussione attraverso l’estetica di mondi distopici, suggerendo che l’intelligenza artificiale sia ancora un assioma privo di basi definitive.  

In Amico Invisibile è esplorato il dubbio ontologico dell’identità: un dialogo con il proprio personaggio virtuale diventa lo specchio in cui cercare la propria esistenza, in un gioco continuo tra creatore e creatura. 

Metafisica del vuoto e resilienza nella musica contemporanea

L’ultimo filone affronta il tema del vuoto esistenziale e della capacità di ricostruzione: L’Eleganza del Vuoto eleva il nulla a una forma di aristocrazia dello spirito, trovando nel distacco assoluto dal mondo una dimensione tanto divina quanto paradossale.  

Dimmi dove ho Sbagliato analizza il dolore dell’abbandono e la ricerca di risposte tra i frammenti della quotidianità e con Rinasco, infine, si tocca il tema del perdono di sé e alla capacità di risalire dal fondo, trasformando i traumi del passato in strumenti di rinascita personale. 

Le voci Internazionali: tra spiritualità e immaginario cosmico 

Se la categoria italiana scava nelle ferite della modernità, i dieci brani della selezione internazionale volgono lo sguardo verso l’alto e verso l’antico. Questa sezione si distingue per una sorprendente coerenza tematica nel cercare rifugio in dimensioni che superano l’umano, tra ritualità antiche, viaggi astrali ed atmosfere notturne. 

Misticismo ancestrale e rituali della Terra

Questa macro-area rappresenta il cuore spirituale della categoria: Las Palabras que Quedan trasforma l’esperienza del lutto in un rito di purificazione pagana evocando la sacralità della Dea Madre e il ciclo eterno della rinascita.  

Kitsunebi no Waltz trasporta l’ascoltatore in un rituale nipponico popolato da volpi di fuoco e spiriti, affrontando il tema della trasformazione; in The Dreamer attraverso una lingua ancestrale priva di significato letterale è capace di comunicare direttamente con lo spirito e con la memoria degli antenati.  

Anche The River si inserisce in questa dimensione spirituale, raccontando la ricerca del proprio io attraverso l’immersione nell’acqua, simbolo di purificazione e di silenzio interiore. 

La fuga dal mondo: tra isolamento e spazio profondo

La fuga consapevole da una realtà percepita come opprimente o esaurita è un altro tema ricorrente: Jupiter Is My Compass incarna un desiderio di distacco, raccontando un’odissea spaziale in cui il protagonista recide ogni legame con la Terra per trovare pace nel vuoto del sistema solare, guidato soltanto dal gigante gassoso.  

In Great Mountains le montagne, intese come ostacoli, diventano un confine invalicabile tra gli individui che può tuttavia essere superato da qualcosa di puro e leggero. In Once Upon a Bloodline (The Fugitive), invece, la fuga prende i toni di un racconto frenetico di sopravvivenza in cui non esistono scorciatoie. 

Estetica del notturno e magia del quotidiano

L’ultimo filone esplora la bellezza dell’intangibile: La Nuit Respire e Velvet Shadows celebrano la notte non come minaccia ma come uno spazio intimo e sensuale, in cui le ombre imparano a parlare e il silenzio diventa un linguaggio profondo.  

Infine, Dancing in the Rain chiude simbolicamente il percorso con una riflessione sulla necessità di sfuggire alla monotonia della routine, recuperando quella magia infantile capace di trasformare anche un pomeriggio grigio in un momento di libertà assoluta. 

L’appuntamento è quindi fissato per il 21 giugno, quando Synthalia 2026 entrerà ufficialmente nel vivo, inaugurando un nuovo capitolo di questo progetto. 

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Comunicato stampa

“Urlami addosso” è il nuovo singolo di Mones

Fuori dal 10 aprile “Urlami addosso”, il nuovo singolo di Mones in collaborazione con Saint Louis Music Production. Una ballad pop accattivante e dal forte impatto emotivo con un ritornello che rimane impresso nella mente.

“URLAMI ADDOSSO” è un grido crudo e sincero che nasce dal senso di colpa e dalla paura di perdere chi si ama. Racconta la vulnerabilità di chi ha sbagliato, ma sceglie di non nascondersi: c’è il bisogno quasi disperato di una reazione, anche dura, pur di non rimanere nell’indifferenza.

La voce si fa confessione, diretta e senza filtri, accompagnata da una produzione essenziale che lascia spazio alle emozioni. La tensione cresce lentamente, trasformando il senso di colpa in un confronto aperto, quasi necessario.

È una ballad intensa e viscerale, dove il dolore non è solo una ferita, ma diventa l’unico modo per sentirsi ancora vivi, per restare aggrappati a qualcosa che, anche se si sta spezzando, non si è pronti a lasciare andare.

ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/2Go1sLKIVk2rv5Wvma4KhN 

https://lnk.to/urlamiaddosso
https://www.instagram.com/mones.music/

Biografia

Simone Lao, in arte “Mones”, è un cantautore siciliano. Inizia ad appassionarsi alla musica all’età di 10 anni, dedicandosi allo studio del canto e sviluppando fin da subito una forte sensibilità artistica.

Nel 2014 vive la sua prima importante esperienza televisiva partecipando a Ti lascio una canzone su Rai 1, occasione che gli permette di esibirsi e duettare con grandi nomi della musica italiana come Gino Paoli e Roberto Vecchioni.

A 16 anni comincia a scrivere i suoi primi brani, intraprendendo un percorso autorale sempre più personale. Successivamente si trasferisce a Roma per approfondire gli studi musicali presso il Saint Louis College of Music, dove affina tecnica, scrittura e identità artistica.

Nel 2022 prende vita il suo primo progetto discografico con la pubblicazione dei singoli “Mi manca l’aria” e “Nuvole”, che superano complessivamente 200.000 stream su Spotify. Nel 2024 pubblica il suo terzo singolo, “Scappare da me”, segnando un’ulteriore evoluzione del suo percorso musicale. Ad aprile 2026 esce il singolo “Urlami addosso”.

La musica di Mones si distingue per un pop contemporaneo caratterizzato da sonorità intime e moderne, e una scrittura diretta e autentica.

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Elettronica

“Stringimi forte” di D’Iuorno: delicatezza elettrica e verità quotidiana

“Stringimi forte” è il nuovo singolo di D’Iuorno e arriva a breve distanza da “La ragazza mia”, segnando un passaggio importante nel percorso che conduce al prossimo album. Già nelle prime battute è evidente una scelta precisa: mantenere una matrice elettrica riconoscibile, ma lavorare su una dimensione più contenuta, meno esposta, in cui la componente emotiva si sviluppa per accumulo e non per esplosione.

Dal punto di vista sonoro, il brano costruisce il proprio equilibrio su una gestione attenta degli spazi. Le chitarre elettriche non dominano, ma definiscono una struttura su cui si innesta una linea melodica lineare, quasi trattenuta. L’arrangiamento evita stratificazioni eccessive, privilegiando una costruzione progressiva che lascia emergere il racconto senza sovraccaricarlo. Questa scelta si riflette anche nella percezione complessiva del brano, che si sviluppa con coerenza e senza deviazioni improvvise.

Il nucleo tematico è chiaro: una relazione che nasce in un contesto popolare e che si confronta con la necessità di uscire da dinamiche ripetitive. Non si tratta di una fuga idealizzata, ma di un tentativo concreto di cambiamento, legato a una presa di coscienza individuale. L’amore, in questo senso, non è un elemento salvifico in senso assoluto, ma una condizione che può funzionare solo se accompagnata da una reale disponibilità a trasformarsi.

La metafora della giostra diventa un elemento chiave. Non è soltanto un’immagine evocativa, ma un principio strutturale che attraversa l’intero brano. Il movimento circolare, la ripetizione, la difficoltà di interrompere un ciclo: tutto questo si riflette anche nella costruzione musicale, che mantiene una continuità costante, senza cercare rotture nette.

La voce di D’Iuorno si inserisce in questo contesto con misura, evitando eccessi interpretativi. È una presenza che accompagna il racconto, mantenendo una coerenza con il contenuto del testo.

“Stringimi forte” si distingue così per la sua capacità di lavorare sulla continuità emotiva e sulla precisione formale. È un brano che non cerca effetti immediati, ma costruisce un ascolto solido e progressivo, confermando una direzione artistica consapevole.