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Pop

Le 5 cose preferite di Kinozoe

Lanciato in orbita dall’omonimo singolo, ASTRO è il nuovo album di KINOZOE. Un brano elettronico con timbro di batteria che riporta alla mente gli anni ’90, mentre il testo fa riferimento allo stile di una vita grunge, che deriva dalla parola “grungy”, espressione gergale in voga dagli anni Settanta a indicare qualcosa di dirty o filthy, ovvero sporco e sudicio.

Insomma ruvido, sporco, grezzo è questo quello che fa intendere il testo della canzone che, anche se malinconica, esprime il concetto di sopravvivenza e dell’ostinazione dell’uomo nel non cedere alle difficoltà e riuscire nel rialzarsi.

NARUTO

Questa passione è nata per caso, in un periodo post adolescenziale , facevo zapping sulla tv e per caso mi sono imbattuto in questo cartone animato. L’autore Masashi kishimoto ha creato ha qualcosa di magnetico ! il personaggio di Naruto ha un carattere vivace con un passato burrascoso ed in qualche modo mi rispecchia. 

SASSARI              

Sono molto legato alla mia Città , al suo dialetto , alle sue tradizioni. Penso che sia una Città sottovalutata e meriterebbe una gestione del patrimonio culturale e monumentale più approfondita. Ogni tanto percorro le vie del centro storico (che ha un potenziale incredibile ma ultimamente sta andando in rovina ! ) e mi immagino di ritornare indietro nel tempo quando le strade erano illuminate dal solo lume delle candele , quando nel corso vi erano le botteghe , quando le merci venivano portate sul dorso degli animali e il solo rumore erano le voci dei bambini che giocavano per la strada.

I FILM DI FANTASCIENZA   

Mi piace pensare cosa ci potrà essere in un altro pianeta o cosa ci potrà essere un  futuro prossimo. Interstellar, Blade Runner 2049 , John Carter , Il sopravvissuto non mi stancherei mai di vederli anche se il mio preferito rimane Humandroid. Humandroid  non è il solito film “futuristico ! Chappie ( robot protagonista) a volte fa ridere , a volte si incazza , a volte sta male proprio come un umano. Vi consiglio di darle un occhiata!

L’UNIVERSO 

Ogni tanto di notte capita che quando scendo dalla macchina per chiudere il cancello di casa  alzo gli occhi al cielo ed osservo quei piccoli puntini che sono stelle. Penso a quelle stelle come il nostro sole !  che nascono , crescono e muoiono e quando muoiono danno vita ad una nuova generazione di stelle. Penso all’universo ed ai suoi Astri qualcosa di talmente bello che non si può spiegare.

I BOSCHI 

In Sardegna ci sono dei Boschi che evocano scenari fiabeschi , dove gli uomini ancora non hanno messo piede o perlomeno non hanno recato danni. Non sono molto lontani dalla mia Città ed ogni volta che ci metto piede mi sento in pace!

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Pop

Le 5 cose preferite di Leo Tenneriello

Fuori dal 4 giugno “L’amore è in corto”, il nuovo singolo di Leo Tenneriello. Un brano tra il pop e il cantautorale che racconta con leggerezza un amore un po’ fuori dagli schemi, un po’ instabile. Il titolo del brano di Leo Tenneriello è un ottimo riassunto di cosa deve aspettarsi l’ascoltatore. Ironia, leggerezza e una visione dell’amore un po’ diversa. Qui si parla di un amore liquido tra incertezze e tradimenti. Un amore instabile in cui si guarda solo la superficie dicendo di amarla.

Leo Tenneriello parla di tradimenti e inganni, ma lo fa con leggerezza. Una melodia pop abbraccia lo stile cantautorale della voce esaltandone le qualità. Il tutto condito da un testo che sa come smorzare situazioni poco simpatiche.

LA MIA CHITARRA

La mia chitarra non è un oggetto ma una cosa. L’italiano cosa è la contrazione del latino causa. La mia chitarra è essenziale nella mia vita, è la mia causa. Ho bisogno di abbracciarla, di aggrapparmi a lei. Insieme facciamo belle cose. Siamo coinvolti. Siamo complici. La vita monotona, alienata ci fa confondere oggetti e cose. Quando imbraccio la mia chitarra non è mai alienazione, ma relazione. Io e la mia chitarra sappiamo che abbiamo qualcosa da dirci, non sappiamo bene cosa perché il dialogo è in continuo divenire, non mettiamo mai il punto al nostro discorso, al massimo solo punti e virgola perché sappiamo che la nostra conversazione è sempre da riprendere. Un po’ come fanno gli amanti, parlano e parlano ma non concludono mai il discorso, perché sanno che concludere il discorso equivarrebbe alla fine dell’amore.

L’ODORE DEI LIBRI

Chi l’ha detto che i libri si leggono. I libri si odorano. È un modo per cercare di penetrare l’anima dell’autrice, dell’autore. Inebriarsi della loro essenza. Il primo passo per orientarsi nel viaggio che ci apprestiamo a intraprendere tra le loro pagine. È l’odore del tempo, l’odore della vita. I personaggi iniziano a vivere nella nostra vita e noi nella loro. La realtà aumenta attraverso i sensi e i sensi restituiscono senso alla realtà.

IL MIO GIARDINO

Ogni casa ha il suo giardino, il luogo della serenità, della pace, dell’armonia, della vita. Luogo della nostalgia e del ritorno. Io ho il mio giardino. Ogni anno ci ritroviamo per festeggiare Chiara e Margherita, le mie eterne bimbe. Il giardino mi permette di riflettere su ciò che ho perso, sulla bellezza che ho smarrito e su quella che devo ancora ritrovare. Il giardino è stare con le mani in mano, in un tempo lento non ossessionato dalla competizione della vita quotidiana. Ogni giardino è infedele al presente, guarda al passato e ci traghetta verso il futuro.

IL FOGLIO BIANCO

Il foglio bianco mi dà una piacevole sensazione egocentrica di onnipotenza. La creazione è lì che aspetta di essere realizzata. Una parola e poi un’altra. Una frase che apre brecce su mondi sconosciuti. Un concetto che fiorisce in mille direzioni. Una rima che mi spinge ad aprire una porta mai aperta e che bisbiglia confidenze mai rivelate. Ho creato una storia, delle persone mascherate da personaggi. Un foglio bianco aspetta che la fantasia aiuti a capire la realtà.

L’INTER

È il mio spazio di gioco, il mio rifugio, la mia dimensione trascendentale, l’eco di un’infanzia perenne che mi lega a un popolo. È il cordone ombelicale con mio fratello Enzo che mi ha trasferito l’amore per le canzoni e per l’interismo. Non c’è sconfitta che possa scalfire questo amore. Con l’Inter vale “finché morte non vi separi”. Quando sarà, avvolgete le mie ceneri in un drappo nero azzurro.

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Pop

Le 5 cose preferite di Gipo Gurrado

Da martedì 18 giugno sarà disponibile in streaming e su tutti gli store digitali “FAMILY – A Modern Musical Comedy” (Indiehub Studio – Artist First), il disco tratto dall’omonimo spettacolo teatrale di Gipo Gurrado prodotto Elsinor centro di produzione teatrale e campione d’incassi del Teatro Fontana di Milano della stagione 2022/2023.

Per conoscerlo meglio gli abbiamo chiesto di raccontarsi attraverso le sue 5 cose preferite!

SUONARE IL BASSO
Sul divano, in cuffia, a fine giornata. Magari con una birra di fianco e una base di batteria funky nelle orecchie. Lo faccio da una vita. E per registrare “Family” ho arricchito la mia scarsa, ma agguerrita, collezione di bassi con un Fender Precision. Mancava solo lui.

SDRAIARSI SUL PALCO
Prima di andare in scena è bellissimo trovare un momento per sdraiarsi sul palco e guardare i fari, i cavi, le americane, i graticci… tutto quello che il pubblico non può vedere ma di cui non si può fare a meno per far partire lo show.

PORTARE IL CANE AL PARCO
Quel momento meraviglioso in cui, arrivati sul prato, togli il guinzaglio. E dici “vai!”. E assapori la libertà che per un po’ ti concede. È lui il saggio dei due. È lui che libera te. Per quello gli ho dedicato “Family”.

AFFACCIARSI SUL CORTILE
Verso le otto di sera. Mentre l’acqua bolle è meraviglioso affacciarsi e osservare da fuori le altre cucine dove famiglie, single, amici fanno la stessa cosa. Forse “Family” ho iniziato a scriverlo affacciato sul cortile del mio palazzo chiedendomi che felicità o che problemi stessero scolando gli altri.

RIMANDARE
La procrastinazione va rivalutata. Il “prima o poi” come forma d’arte per ambire a non iniziare mai una cosa che da sempre si vuole fare. Perché mai rovinare questa attesa meravigliosa?

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Comunicato stampa Indie Pop

“TRAGICA MAGICA NOTTE” è il live di CIMINI

Il 13 luglio 2024 torna in concerto al Botanique con “TRAGICA MAGICA NOTTE” ovvero
un concerto d’anteprima con orchestra nel giardino di Bologna

Un evento unico, pieno di sorprese e anticipazioni, che segna il ritorno di CIMINI. Il cantautore, bolognese d’adozione, per l’occasione sarà accompagnato dalla sua band e dall’orchestra Leggera. 

Nella splendida cornice dei Giardini di Filippo Re e in esclusiva per il BOtanique Festival, verranno presentati, oltre che il classico repertorio del cantautore, alcuni inediti che faranno parte del nuovo lavoro prossimamente in uscita, il tutto riarrangiato e riproposto in chiave orchestrale.


Illustrazioni a cura di Enea Luisi

CIMINI

Cantautore calabrese trapiantato a Bologna, conosce il successo nel 2017 con “La legge di Murphy”, brano cult della scena indie-pop italiana. Nel 2018 pubblica l’album “Ancora Meglio”, a cui segue un tour di oltre 100 date nelle principali città italiane. Nel 2021 esce “Pubblicità”, accompagnato dal fortunato “Karaoke Tour”, uno spettacolo a metà tra il teatro canzone e un concerto vero e proprio sotto la regia di Lodo Guenzi, che riesce a portare con grande successo CIMINI in tutti club italiani più importanti nonostante la difficile situazione di pandemia, poi riproposto in full band nell’estate 2022

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Pop

Le 5 cose preferite di Giada

Giada scrive le sue canzoni R&B pop al pianoforte, come l’ultimo singolo “Gola” e ha più di quaranta pezzi inediti già finiti nel cassetto che non vede l’ora di pubblicare. Ha pubblicato il suo primo inedito PRINCIPE’ scritto e composto da lei e prodotto da ZENIT, producer milanese con l’aiuto manageriale di MICHELE TORPEDINE nel 2023. 

Ma è anche una straordinaria campionessa sportiva: in una carriera di assoluto rilievo come pattinatrice durata sedici anni è stata per sette anni atleta azzurra (Nazionale FISR federazione italiana sport rotellistici), sei volte campionessa italiana (attualmente in carica), due volte vicecampionessa italiana, due volte vicecampionessa europea, tre volte campionessa europea, campionessa del mondo 2021, vicecampionessa del mondo 2022, ha vinto oro e argento nella World Cup del 2022 e il bronzo mondiale 2023.

Le abbiamo chiesto quali siano le sue cinque cose preferite. 

BOLOGNA

La mia Bolo, innamorata per sempre della mia città della sua intimità, delle sue mura e della sua magia… è un ispirazione per me e mi sento fortunata per essere nata qui… Ogni volta che posso mi perdo nel centro ammirandola e sognando con le cuffiette nelle orecchie. È la mia casa, il mio posto per sempre e il mio cuore.

ROMEO 

Detto anche roberto, ciccio o gnagno il mio gatto di 10 anni è un cantante eccezionale, non sta zitto un secondo, ha un carattere meraviglioso anche se a volte è un po’ “una borsa”, è amorevole, imbranato e un assorbi-ansia perfetto. È davvero un animale curativo e più che un gatto a volte mi sembra una persona, ne ha passate tante ma è rimasto sempre un cuore dolce e un cucciolo oversize da strapazzare…

IL PIANOFORTE

Lo strumento con cui compongo e anche il mio strumento preferito, ci litigo spesso ma allo stesso tempo è carta bianca per i miei pensieri, la maggior parte delle mie canzoni partono proprio seduta al piano (a volte mi sento Alicia Keys dei poveri).

L’RnB

Descrivere cos’è per me l’RnB è davvero difficile… è un genere che mi ha svoltato la vita, che mi abbraccia, è in quello che vivo e che scrivo, vorrei davvero fosse più conosciuto… le canzoni rnb mi fanno innamorare mi bucano la pelle e scorrono nel sangue, è “una roba assurda”!

IL CORNO NAPOLETANO DI MIKY

Questo corno ha una storia speciale mi è stato regalato da Michele mio amico, allenatore, idolo e campione del mondo di pattinaggio dopo la sua laurea, è il ricordo più vivo e più caro che ho di lui prima che volasse in cielo a soli 26 anni, è il mio portafortuna a vita e lo custodisco gelosamente perché è parte di lui e anche parte di me…

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Intervista Pop

Alla scoperta del nuovo mondo di Millepiani

E’ nato “Un mondo nuovo” per Millepiani, cantuatore toscano che negli ultimi anni abbiamo avuto modo di apprezzare. Penna da esteta, riflessioni filosofiche che si avvolgono su atmosfere che spaziano dallo space-rock alla canzone d’autore: questo è (solo in parte) Millepiani. Potevamo quindi non intervistarlo?

Cantautore che non smette di stupire, Millepiani ha da poco pubblicato “Un mondo nuovo”, il suo secondo disco: ecco, ma perché hai scelto proprio questo, come titolo del tuo lavoro?

Il richiamo al distopico “Il mondo di nuovo” di Aldous Huxley è sicuramente il primo che salta all’occhio, ma il titolo “Un mondo nuovo” può essere considerato un vero topos letterario. Nel mio caso però l’intenzione dell’opera non è distopica ma auspica una rinascita, una speranza per il futuro, una nuova consapevolezza e libertà, una nuova etica.

Raccontaci un po’ la genesi di queste canzoni: è stata una lunga gestazione quella di “Un mondo nuovo”? 

Ebbene sì, è stata molto lunga. Quando scrivo, ogni canzone è lavorata moltissimo prima di andare in produzione e rimane in cantiere anche degli anni a decantare. Ogni brano è stato scelto per il disco da una rosa molto ampia di canzoni che avevo nel mio archivio e ho cercato di trovare un equilibrio concettuale ed estetico che combaciasse perfettamente con quello che volevo comunicare. D’altro canto invece, il nucleo, le linee melodiche e i giri armonici delle canzoni sono stati creati in modo più immediato e spontaneo, prima di essere sottoposti al processo alchemico di raffinazione che richiede la stesura dei testi e degli arrangiamenti. E’ stato un viaggio molto bello e importante.   

Otto intensi brani, per un percorso che ha vissuto già diverse svolte importanti ed emozionanti, con la partecipazione a rassegne, concerti e palchi di spessore. Quali sono state, secondo te, le tappe fondamentali del tuo percorso fin qui?

Cerco sempre situazioni dove il lato culturale, etico ed estetico siano considerate importanti, sia che si tratti di un piccolo circolo, che di una piazza, sia che si tratti di un evento più grande. I live che mi hanno dato più soddisfazione sono stati comunque il Borgosound Festival di Parma e suonare per Openstage davanti al Politecnico di Milano. Il prossimo live inoltre sarà davvero speciale: in un luogo iconico di Milano che ha molto a che fare con l’arte contemporanea e una famosa scultura di Maurizio Cattelan… è una sorpresa! Seguite i miei profili social e prossimamente ne saprete di più!

Parliamo dei brani, che lasciano emergere l’intimità di una scrittura autoriflessiva e allo stesso tempo collettiva: quanto ti senti cambiato, da quando hai cominciato a scrivere le canzoni di “Un mondo nuovo”? Quanto invece continuano ad essere per te attuali?

La scrittura delle canzoni di “Un mondo nuovo” è stata un viaggio tanto personale quanto collettivo, capace di riflettere una profonda introspezione e una connessione con l’universo che ci circonda. Mi sento profondamente cambiato rispetto a quando ho iniziato questo progetto. D’altronde “panta rei” come diceva il buon Eraclito. La mia evoluzione come artista e come individuo è il risultato di un flusso costante di esperienze, pensieri ed emozioni. Ogni brano è un frammento di questo flusso, catturato in un momento preciso, ma sempre in movimento.

Tuttavia, nonostante questo continuo mutamento, c’è un nucleo di costanza nelle mie canzoni, un’essenza immutabile che volendo richiama la filosofia di Parmenide. Egli sosteneva che l’essere è statico e immutabile. In questo senso, le mie canzoni continuano ad essere attuali perché riflettono un’essenza profonda e inalterabile della mia visione del mondo. Sono ancorate a valori e sentimenti che rimangono costanti, anche se il contesto e le mie esperienze si trasformano.

In definitiva, scrivere questi brani è stato un modo per navigare tra il cambiamento e la permanenza, tra il flusso incessante delle esperienze e la stabilità dell’essere. Così, mi sento cambiato, ma al contempo ritrovo in queste canzoni una parte di me che rimane sempre la stessa, rendendole attuali e significative nel presente quanto lo erano all’inizio del loro concepimento.

“Un bagno di stelle”, prima traccia dell’LP, fa subito intuire che il tuo è un disco capace di dare centralità alla sensibilità, rappresentando in qualche modo un nuovo modo di “vivere” l’emozione. Come ci si scherma dai dolori del nostro tempo? 

Il dolore, con le sue ferite profonde, è una componente intrinseca della nostra esistenza. Tuttavia, è proprio attraverso il dolore che possiamo crescere e migliorare, trovando noi stessi e rinascendo con un nuovo ego. Come affermava Emanuele Severino, non è la meraviglia a scaturire il pensiero filosofico e a indurci a porci domande sull’essere, ma piuttosto il “trauma” del dolore dell’esistenza. Questo trauma, lungi dall’essere una condanna, è la scintilla che accende la nostra coscienza e ci spinge a esplorare le profondità del nostro essere.

Nel mio percorso artistico e personale, ho imparato che il dolore non è un nemico da evitare, ma un maestro da ascoltare. È nel confronto con le sofferenze che possiamo scoprire la nostra forza interiore e la nostra capacità di resilienza. Scrivere canzoni è stato per me un modo di dare voce a queste esperienze, di trasformare il trauma in arte e di trovare una sorta di catarsi.

“Un bagno di stelle” è una metafora di questa trasformazione. Le stelle, simboli di luce e speranza, emergono dall’oscurità del cielo notturno, proprio come la nostra sensibilità e la nostra capacità di vivere le emozioni emergono dal buio del dolore. Questa traccia, e l’intero album, rappresentano un viaggio attraverso le ombre e le luci dell’esistenza, un percorso di introspezione che ci conduce verso una maggiore consapevolezza e una rinascita interiore.

Schermarsi dai dolori del nostro tempo non significa ignorarli, ma piuttosto accoglierli, comprenderli e trasformarli. È attraverso questa trasformazione che possiamo trovare un nuovo modo di vivere l’emozione, più profondo e autentico. In questo senso, il dolore diventa una porta d’accesso alla nostra essenza più vera, un mezzo per connetterci con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

In definitiva, “Un bagno di stelle” ci invita a immergerci nella nostra sensibilità, a confrontarci con i nostri dolori e a rinascere come individui più consapevoli e completi. È un viaggio attraverso il trauma dell’esistenza, che ci guida verso una nuova comprensione dell’essere e delle emozioni che ci definiscono.

Detto questo, “Un mondo nuovo” si presenta proprio come un antidoto, un balsamo, una via da percorrere per scegliere di essere felici. Alla fine, la felicità è una scelta, anche se questo concetto è difficile da accettare.

Felicità e dolore sono due facce della stessa medaglia. Attraverso il confronto con il dolore, possiamo trovare la forza per scegliere la felicità. “Un mondo nuovo” non offre una felicità superficiale e momentanea, ma una felicità profonda e duratura, frutto della consapevolezza e dell’accettazione delle sfide della vita.

La felicità non è un dono che ci viene concesso passivamente, ma una decisione attiva, una scelta di abbracciare la vita in tutte le sue sfumature. Come una tela bianca su cui dipingere, ogni giorno ci offre la possibilità di scegliere i colori e le forme che vogliamo dare alla nostra esistenza. Questo album è un invito a prendere in mano il pennello e a creare il nostro capolavoro, a scegliere la felicità anche di fronte alle difficoltà.

Alla fine, la vera felicità nasce dalla nostra capacità di trovare bellezza e significato in ogni esperienza, di trasformare il dolore in crescita e il trauma in saggezza. È una scelta che richiede coraggio e determinazione, ma che ci porta a vivere una vita più autentica e appagante.

“Un mondo nuovo” è un viaggio attraverso questa scelta, un cammino che ci guida verso una nuova comprensione di noi stessi e del mondo, un percorso che ci permette di trovare la nostra strada verso la felicità.

Quali sono le cose che vorresti cambiare nella discografia italiana? Immagina di avere la bacchetta magica…

Mi piacerebbe che il mondo della discografia fosse più legato alla cultura, al mondo dell’arte e della letteratura, che fosse meno vincolato ai profitti che rendono la musica a mio parere meno interessante e la appiattiscono. C’è una divergenza importante fra il panorama musicale italiano che offre tantissimo a livello qualitativo e la circuitazione mainstream che invece spesso trovo superficiale e basata sul mero intrattenimento spicciolo.

Mi piacerebbe che la musica fosse più concepita come forma d’arte piuttosto che come intrattenimento. Ma so che questa è un’utopia. Aspetta un attimo, ma a noi piacciono le utopie! 

Bene, grazie per il tuo tempo Millepiani! E ora, cosa dobbiamo aspettarci dal tuo futuro?

Grazie a te e a tutta la redazione di Perindiepoi! E’ sempre un piacere parlare con voi! 

Il mio viaggio nella musica continua e nel mio futuro ci sarà sempre, come c’è sempre stata, la voglia di scrivere canzoni e di cantarle a qualcuno, questa è una mia certezza. 

Nell’immediato sono in un periodo creativo molto fertile, sto accumulando nuove canzoni, alcune sono già praticamente pronte con musica, testi e arrangiamenti, altre sono bozze da sviluppare. Inoltre è appena uscito il video di “Fantasmi a metà” con una ballerina d’eccezione: Teresa Firmani, che danza tra i murales del centro storico di Carrara, la mia città natale. Spero che verrà apprezzato anche dagli appassionati di danza contemporanea e d’arte urbana. Anche la visione generale per il prossimo disco si sta delineando pian piano nella mia mente, come un’aurora che precede l’alba.

Quest’estate inoltre, porterò in giro le canzoni di “Un mondo nuovo” in diverse situazioni, dai piccoli locali, dove sarò solo con la mia acustica, oppure in duo con l’elettrica di Diego Colletta, a piazze più grandi, dove mi sosterrà la band nella classica formazione batteria-basso-chitarra elettrica-voce.  quindi che altro aggiungere? Grazie a tutta la vostra redazione e a presto!

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Indie Pop

Le 5 cose preferite di Vinnie Marakas

“Preferirei di No” è il primo album ufficiale di Vinnie Marakas, in uscita il 24 maggio 2024 per Dischi Sotterranei

Il disco, anticipato dal singolo “Supermarket”, un’ironica e surreale rappresentazione del supermercato come metafora della contemporaneità e dell’ industria discografica in cui tutto è merce – è prodotto da Richard Floyd, come l’EP d’esordio “Giovane Cagliostro” (2022).

Noi gli abbiamo chiesto di raccontarsi e di raccontarci il suo ultimo lavoro attraverso le sue 5 cose preferite!

L’ACQUA FRIZZANTE

Tutte le scoperte della medicina si possono ricondurre alla breve formula: l’acqua bevuta moderatamente, non è nociva.

SCIVOLARE NELL’ABISSO

Ali bisogna avere quando si ama l’abisso.

FARSI ALBERO

Percepiva chiaramente di trovarsi a casa sua, presso la sorgente della vita. E di nuovo vide un albero, che era nel contempo sole e luna.

MEDITARE AL SUPERMARKET

Le grandi porte si aprono scorrendo e si chiudono spontaneamente. Onde di energia, radiazione incidente. E poi ci sono lettere e numeri, tutti i colori dello spettro, tutte le voci e i rumori, tutte le parole in codice e le frasi convenzionali. È soltanto questione di decifrare, ricombinare, eliminare gli strati di impronunciabilità.

PESSIMISMO NEL CAFFE’

Mescola bene per sentir l’aroma, dà dipendenza più che con la droga.

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Pop

Cosa c’è nella camera di Jigamma

Esce venerdì 7 giugno 2024 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo di Jigamma,  un nuovo capitolo per l’alter ego musicale di Ginevra Gammanossi che racconta cosa succede quando ci si trasferisce lontano da casa: si perde il concetto di “casa”, o almeno lo si modifica,  adattandolo alle proprie nuove esigenze. Succede poi che non ci si trovi più quando si torna nel posto in cui si è cresciuti e che non si riconosca più i luoghi che hai attraversato per tutta la vita.

dov’è casa” parla di questo, ed è un piccolo manifesto per tutti i fuorisede, racconta del prendersi un momento per accettare il fatto che non sempre un luogo può bastarci e va bene così. Imparare a capire che la nostra vita possa anche essere slegata dal posto in cui siamo cresciuti, che possiamo sognare anche (e soprattutto) altrove, ma allo stesso tempo rimanere visceralmente legati ai luoghi che ci hanno formati. L’amore per il viaggio, che è la vita, è la chiave per leggere questo brano, che segna un punto di svolta nella mia carriera, verso nuovi orizzonti, diversi da quelli Jigamma si era abituata.

E proprio per parlare di questo singolo, abbiamo deciso di farci portare nella sua cameretta, ed ecco i cinque oggetti che ci ha mostrato.

Di oggetti in camera mia ce ne sono molti, soprattutto sono posizionati in maniera molto disordinata, questo mi da una certa sicurezza: trovarmi nel mio disordine mi fa sentire capita. Se proprio devo scegliere 5 oggetti che mi rappresentano non posso che nominare i seguenti:

Palline per la giocoleria:

A volte ho bisogno di ritrovare il mio equilibrio ascoltando la musica e giocando con questi tre aggeggini, mi piace da morire la progressione con cui ho imparato a gestire tutti i movimenti, sempre e rigorosamente a tempo di musica.
C’è un brano che mi collega a questo hobby che è: “A vita è ‘na taranta” della Nuova Compagnia Di Canto Popolare.

Macchina fotografia:

La macchina fotografica mi sta accompagnando in tutte le mie avventure, spesso esco solamente per scattare, cerco momenti di vita anche durante una passeggiata, geometricamente deve stare tutto all’interno dell’obiettivo. Attraverso la lente mi succede di chiarire molti dubbi sulla mia vita e su tutto ciò che la circonda. Mi piace scattare in bianco e nero, perché credo che lasci la porta aperta all’immaginazione, e che abbia una carica poetica davvero importante, ma soprattutto mi piace scattare in analogico: il fatto di non poter rivedere la foto l’istante dopo costringe la mia mente ad adattarsi, cercando di ricordarsi lo scatto.

La canzone che mi ricorda la fotografia è “Chi Tene ‘O Mare” di Pino Daniele, quando scatto mi piace ascoltarla per immedesimarmi ancora di più nelle foto che faccio.

Libro:

Mi piace molto leggere. Questo libro di Murakami fa da porta bandiera per tutta la passione. È un libro molto particolare che mi è stato regalato da una persona che ora non fa più parte della mia vita e che ha cambiato il mio modo di vedere le cose, avvicinandomi anche alla passione per la corsa, ma più in generale per la vita. Spesso leggo quando viaggio, in treno o in aereo, se non sono troppo distratta dal paesaggio, mi immedesimo meglio nelle righe quando sono in movimento. La canzone che ascolto quando leggo è “Mary’s Theme” di Stelvio Cipriani.

Beanie:

Sono molto appassionata di moda, ma non nel senso comune, sono appassionata nel senso che quando mi trovo a mio agio, con qualche pezzo anche più particolare, mi sento davvero bene. Il Beanie è un tipo di cappello che utilizzo spesso, è anche il cappello che ho nel mio logo, che mi copre la testolina e la tiene al caldo, così da poter covare nuove idee.

La canzone che solitamente ascolto quando sono allo specchio è “Ma come fanno i marinai” di Lucio Dalla e Francesco De Gregori.

Quadernetto:

Mi porto sempre dietro uno “svuota idee”, mi salva in molte situazioni. Spesso le note del telefono non mi bastano, per questo motivo carta e penna sono sempre in tasca. Il quadernetto mi serve per qualsiasi idea, dalla lista delle migliori gelaterie di Bologna, alla spesa da fare per un festino alle idee per un ipotetico cortometraggio in stile neorealista francese. Molti dei miei testi sono stati scritti di sfuggita proprio su questo quadernetto. Il brano che collego a questo giallone è “Dolcenera” di Fabrizio De André.

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Elettronica Indie Pop

Cosa c’è nella camera di Alfonso Cheng

FINFERLAND è il nuovo album di ALFONSO CHENG, “bedroom music maker” campano classe 1990. Il disco pubblicato lo scorso venerdì 17 maggio per .Belva e Manita Dischi.

Un crogiolo postmoderno di citazioni musicali e culturali che arrivano dagli anni 90, ma non sono mai uguali alla sorgente.

Non potevamo quindi farci invitare nella sua cameretta, quella in cui prendono forma le sue canzoni, per vedere quali sono gli elementi che la contraddistinguono.

L’angolo dei ricordi

L’angolo del ricordo, i due vinili dei miei nonni materni, poi ci sono tutti i pass dei festival dove ho suonato, i dischi delle mie vecchie band le prime cassette numerate 01 del mio primo disco, e tanti altri ricordi.

Le action figure

Ogni tanto mi devo fermare e prendere l’action figure di Sanji, devo sconnettere la mente dal mondo, e devo immaginare di stare nel mondo di One Piece.

Korg Monotribe

Questa foto rappresenta l’inizio, dove è nato tutto. Infatti il mio primo disco è tutto fatto con questi tre strumenti. Il microfono era di mio nonno, lo presi da piccolo da casa sua. Il Korg monotribe, una delle mie macchine preferite, che uso ancora durante i live, e la mitica Casio ( immancabile in ogni casa ). Ricordo che nel 2020 avevo solo questi tre strumenti oltre la chitarra acustica e il basso, e registravo con questo microfono vicino le casse di questa Casio ( non avendo nessuna uscita jack).

Il mio synth preferito

Questo è il mio synth preferito in assoluto, è una riproduzione boutique del Juno 60 e 106, super compatto e piccolo e comodo da portare ovunque. Con questa ci ho registrato Sabatosera e poi tutto il secondo disco. Non me lo toglierò mai.

L’immancabile Microkorg

Lui è l’immancabile Microkorg. ultimamente lo sto usando pochissimo, però con lui ho registrato un pezzo nuovo nuovo nuovo di zecca!

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Pop

Le cinque cose preferite de Il Metz

Esce giovedì 6 giugno 2024 su tutte le piattaforme digitali (per Platinum Label) il nuovo singolo de Il Metz, una canzone che parla di fare la pace tra due persone ma ad oggi, dato cosa sta accadendo nel mondo, assume un significato ancora più importante. L’alter ego musicale e cantautorale del produttore Matteo Maltecca ci accompagna così verso un nuovo piccolo inizio in vista della pubblicazione di un disco.

Il Metz è un cantautore di stanza a Milano, e il suo percorso artistico ha toccato numerosi palcoscenici, da club locali come Blue Note Milano, Mare Culturale Urbano, Arci Bellezza a festival prestigiosi come l’Eolie Music Festival. 

Noi siamo già stati a casa sua, e questa volta ci siamo fatti raccontare invece le sue cinque cose preferite, ed ecco com’è andata.

IL MIO STUDIETTO IN CASA: Qui è dove arrangio e produco la maggior parte della musica sia per il mio progetto “Il Metz” ma, anche per altri artisti. E’ il mio bunker; dove ho tutti i miei strumenti e dove mi sento libero di fare ciò che amo. Mi piace il fatto che sia una casa perché mi da sempre l’idea di vivere a stretto contatto con la musica. 

IL MOLO DI QUINTO AL MARE: E’ uno dei miei posti preferiti in Liguria. I miei vivono a Genova e anche io per quasi 6 anni ho abitato lì, quindi mi capita di andarci spesso. Questo è uno dei posti dove ho scritto la maggior parte dei testi; il mare a perdita d’occhio mi ispira molto e quando sono lì perdo di vista tutto e mi lascio cullare dal suo suono. Avete mai provato a cantare da soli davanti al mare? Fatelo… esperienza incredibile ☺

     

LISBONA: E’ una citta affascinante e anche se non ci vado da un po’ la metto nella lista perché il brano che uscirà a Luglio ha come tema proprio Lisbona. Ho passato 3 mesi a vivere lì ed è stata un’esperienza incredibile sia dal punto di vista umano che musicale. Spero di riuscirci a tornare per suonare prima o poi. 

Foto di Francesco Lo Campo 

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IL TEATRO ARCIMBOLDI (Milano): Quest’anno mi è capitato di lavorarci molte volte ed è un posto incredibile. Il palco, il proscenio, i camerini…incredibile!!! Ti da proprio l’idea di quanta gente sia passata di lì per portare la propria arte su quel palco. Oltretutto ho avuto l’onore di essere fotografato da Francesco Lo CAmpo nei camerini del teatro quando è uscita la cover di “Non importa” di L. Dalla. Ringrazio ancora Stefano del teatro per averlo reso possibile. Cmq i camerini sono tutti diversi e unici; ognuno è stato progettato da un designer diverso. Chissà che prima o poi su quel palco ci finisca anche io…sarebbe fantastico!!! 

IL BAR SOTTO CASA (Sesto S. G): Qui è dove parte ogni mia giornata. Prima che arrivasse Davide, il proprietario di Lucaffetteria, facevo sempre colazione in casa. Ora invece mi sono proprio abituato a scendere ogni mattina; è una cosa piacevole scambiare quattro chiacchere con qualcuno di simpatico prima di iniziare la giornata. Forse direi #vitalenta ma a due passi da Milano ☺