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Indie

Altrove ci raccontano “Panorama a metà strada”

“Panorama a metà strada” è il nuovo singolo della band veneta Altrove, fuori su tutte le piattaforme digitali dal 12 aprile e distribuito da Distrokid. Il titolo del brano prende ispirazione dalla serie televisiva animata “Bojack Horseman”, nello specifico dalla puntata 15 della stagione 6. Nell’episodio, infatti, il protagonista del cartone fa un sogno che lo costringe a tirare le somme della sua vita, a rendersi conto di essere stato intrappolato da una realtà splendida, ma artefatta che lo ha trasformato sempre più nella brutta copia di se stesso.

Ricalcando l’esperienza di Bojack, gli Altrove dedicano le strofe ad un flusso di coscienza indefinito ed irrazionale per poi lanciarsi andare ad un ultimo e disperato grido d’aiuto nei ritornelli. Il significato introspettivo e complesso del testo si contrappone a delle sonorità pop e leggere, con una strumentale incalzante e delle ritmiche serrate.

Ciao ragazzi! Il vostro nuovo brano prende ispirazione da “Bojack Horseman”, in particolare da un episodio in cui il protagonista si rende conto di essere intrappolato in una realtà in grado di renderlo la brutta copia di se stesso; in che modo questa sensazione ha condizionato la scrittura del singolo? Vi sentite anche voi un po’ intrappolati in un ambiente analogo?

La puntata in questione ha un significato fortissimo. Il testo ha iniziato a prendere forma di getto, così come tutta la canzone, in uno dei nostri “ritiri” in cui stacchiamo da tutto per passare qualche giorno insieme in montagna e lavorare alla nostra musica. Con le prime parole si è creata questa connessione con la storia di Bojack e con tutte le sensazioni che la puntata “Il Panorama a Metà Strada” portano.

Il senso di smarrimento e di travolgimento del protagonista è qualcosa che rivediamo molto anche nella società di oggi, anche su noi stessi. Le strofe vogliono rappresentare più che altro un flusso di coscienza indefinito, così come il sogno ricorrente di Bojack che caratterizza la puntata, culminando poi nei ritornelli in un grido di aiuto. Viviamo in una società fortemente instabile e dinamica ed è qualcosa che vediamo tutti i giorni, a volte questo crea delle opportunità, altre ci fa sentire in trappola, frastornati e in continua comparazione agli altri.

Definireste “Panorama a metà strada” una canzone generazionale?

Sicuramente è una canzone che può rappresentare uno spaccato della società odierna. Non solo la nostra generazione viene colpita dal disagio della precarietà, ma la richiesta di aiuto comprende probabilmente un disagio trans-generazionale.

A chi è rivolto il “grido d’aiuto” protagonista del ritornello?

Bojack nella puntata cerca disperatamente di mettersi in contatto con Diane, senza riuscirci. Lo stesso grido di aiuto c’è nella nostra canzone, non è rivolto ad una sola persona specifica ma è più che altro uno stato d’animo. L’ascoltatore si può rispecchiare nella solitudine del grido stesso e quindi esserne il vero destinatario.

Il sound di questo nuovo pezzo appare un po’ più articolato rispetto a quello del vostro album d’esordio “Mongolfiere”, è così? Avete sperimentato un po’ di più durante la sua scrittura?

Il nostro album “Mongolfiere” è frutto di tanta passione, ma anche dell’inesperienza che al tempo della sua scrittura ci caratterizzava ancora. Abbiamo fatto tesoro di ciò che abbiamo imparato mentre ne affrontavamo la creazione, e il nuovo singolo è il primo frutto di ciò che ne è seguito. Siamo ora forti di esperienze di gruppo e personali che ci rendono più capaci, e dell’appoggio di alcune figure che hanno deciso di accompagnarci nella nostra avventura.

Tutto questo ha contribuito fortemente a rendere più dinamiche e articolate le fasi di scrittura, arrangiamento e produzione dei pezzi.

Il vostro progetto si basa molto sull’autoproduzione; quanto è difficile mantenere una propria indipendenza nel settore musicale in Italia nel 2024?

Nonostante registrare e produrre musica oggi sia più facile e più accessibile economicamente rispetto al passato, grazie ai vantaggi della digitalizzazione, per ottenere un risultato di qualità è necessario ricorrere all’utilizzo di strumentazione avanzata, e spesso al supporto di professionisti nel settore.

Noi riusciamo a mantenere una nostra indipendenza nelle fasi creative iniziali e di preproduzione, anche grazie alla disponibilità di alcuni esperti inseriti nel progetto.

Tuttavia, ad esempio, nelle fasi di registrazione di alcuni strumenti, di mixaggio e masterizzazione, ci affidiamo agli studi.

Gran parte delle spese del vostro prossimo lavoro è stata coperta tramite crowdfunding, raccontateci un po’ di questa esperienza…

Ci piace pensare la nostra “comunità altroviana” come una famiglia, e per questo abbiamo chiesto aiuto alle persone che credono nella nostra musica e che vogliono vederla realizzata. La musica costa, e noi, da studenti universitari, non riusciamo a coprire tutte le spese.

Per questo abbiamo deciso di aprire il nostro primo crowdfunding, dopo mesi di preparazione, e di studio delle ricompense da assegnare ai donatori. Siamo stati molto sorpresi dalla portata della risposta che abbiamo ricevuto, raccogliendo in poco tempo molto più di quanto ci aspettassimo e riuscendo a coprire buona parte delle spese. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito. Anche oggi che scriviamo, abbiamo usufruito delle vostre donazioni per il mixaggio di uno dei brani che uscirà nel prossimo periodo.

Parlateci un po’ dei vostri progetti futuri, avete già delle date da proporci?

La nostra primavera di live è già piena. Suoneremo a San Donà il 21 aprile e il 10 maggio, e a Mogliano Veneto il 1 maggio. Dopo un periodo intenso di registrazione e produzione di brani, siamo contenti di poter tornare live, più pronti e carichi che mai.

Anche quest’estate vorremmo suonare spesso in pubblico, anche fuori dal Veneto. Stiamo definendo proprio in queste settimane le date e gli eventi a cui parteciperemo.

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Pop

Le 5 cose preferite di Simone Berti

Il diario dello stupido è il secondo singolo di Simone Berti, disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 12 aprile. Si tratta di una ballad ritmata e avvolgente dove il cantautore ha deciso di mettere tutti i suoi sentimenti.

Un diario in cui raccontare tutti quei momenti in cui la vita non gioca bene la sua partita e ci mangia pedine importanti lasciandoci con un senso di vuoto e impotenza. Simone Berti elabora questi sentimenti con musica e scrittura, nasce così “Il diario dello stupido“.

Noi volevamo conoscerlo meglio, e per farlo gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.

  1. CUFFIE: Sono letteralmente un’estensione del mio corpo e della mia anima: non mi separerei mai da loro. Attualmente ne ho tre paia perché ho bisogno di avere dei “back-up” nel caso le prime si scaricassero “troppo in fretta” (ovvero dopo qualche ora). Il momento preferito per utilizzarle, a mio parere, è la sera quando si è sul letto; è così che molto spesso mi sono sentito ispirato e ho iniziato a scrivere! 
  1. DISCHI: Quando parlo di “dischi” non mi riferisco ai vinili, bensì ai CD (il che vi fa capire quanto sia influenzato dagli anni 90’). Devo ammettere che è una passione che ho iniziato a coltivare abbastanza recentemente: Il mio primo disco è stato “Dangerous Woman” di Ariana Grande e l’ho ricevuto come regalo di compleanno qualche anno fa. Ricordo quanto l’abbia riprodotto non-stop quando ero alle superiori; penso che se iniziassi a canticchiare qualche canzone dell’album, i miei genitori saprebbero la melodia senza pensarci troppo.
  1. GIOCHI DI RUOLO: La mia creatività non è concentrata solo su una cosa (come ad esempio la musica), ma anche, ad esempio, sui videogiochi ed i giochi di ruolo. Quando ho sessione di D&D (Dungeons & Dragons) coi miei amici, so già che passerò una bellissima serata tra chiacchiere e risate. Una cosa di cui sono molto certo è che se la campagna dovesse dipendere, ad un certo punto, da un mio tiro di dadi… diciamo che non ho la Fortuna dalla mia parte.
  1. VIAGGIARE: Quando si parla di organizzare viaggi, la mia testa elabora alla velocità della luce qualsiasi meta e percorso immaginabile. Nonostante tutti i miei piani di viaggi siano calcolati in modo meticoloso, devo ammettere che ho sempre un po’ l’ansia di essermi dimenticato qualcosa di importante. 
  1. IL MARE: Sono una di quelle persone che avrà visitato zone di montagna così poche volte da contarle sulle dita della mano. Ogni volta che sono in vacanza, ho sempre l’intenzione di svegliarmi molto presto e vedere il sorgere dell’alba in spiaggia, ma come dice il proverbio, “tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare”.

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Pop

Cosa c’è nella sala prove dei The Pax Side Of The Moon

Esce su tutte le piattaforme digitali per Believe Music Italy (e in formato birra) il primo disco dei The Pax Side Of The Moon, fuori da venerdì 12 aprile 2024 per Hukapan (etichetta discografica indipendente e agenzia creativa di proprietà del gruppo musicale Elio e le Storie Tese): un primo e definitivo capitolo che segue oltre dieci anni di attività live.

Prodotti da Elio e Le Storie Tese e definiti come “eredi illegittimi” del medesimo Complessino, i The Pax Side Of The Moon passano dal country fino al “soft metal” con assoluta nonchalance. Testi solidi, arrangiamenti non banali e ironia da cecchini sono il risultato degli anni passati a suonare davanti a un pubblico molto eterogeneo e poco incline alla benevolenza.

Noi volevamo conoscerli meglio, e per farlo non potevamo che infilarci in uno spazio a loro comune, per poi scoprire che la loro salute è piuttosto cagionevole. Ecco come si difendono.


Siamo in sette, sparsi su 5 province. Da sempre vorremmo una sala prove nostra ma stiamo ancora calcolando col righello un luogo equidistante da tutti. Il posto in cui abbiamo provato di più è la sala prove degli Elii, sotto gli studi Hukapan. Come è facilmente comprensibile è pieno di oggetti meravigliosi che però con noi non c’entrano nulla. Stessa frammentazione per quanto riguarda i locali: siamo grandi frequentatori e amici di  diverse birrerie e citarne una sola sarebbe uno sgarro troppo grande (i birrai sono dei tipi insospettabilmente sensibili).

Ci abbiamo pensato un po’ ed essendo una band emergente di quarantenni in effetti ci sono degli oggetti a cui siamo particolarmente legati. I farmaci…

Fabio “Raul” Longo, bassista. “Loperamide”

Il mio farmaco del cuore (non esattamente…) è la loperamide, anzi tutte le declinazioni della loperamide. Sono ingordo, goloso e intollerante a qualsiasi cibo. Il risultato è che piú volte ho dovuto abbandonare il palco per necessità non rimandabili. La loperamide, quindi, sotto forma di Dissenten o Imodium, è un indispensabile alleato del poter fare musica assieme.

Beppe Chisari, tastierista. “Brufen 600”

Prevenire è meglio che curare. Certo. Ma per chi è un procrastinatore seriale come me anche lenire è meglio che curare. Anzi è proprio curare. Inoltre essendo un maniaco dei dettagli mi piace fare le cose bene. Anche farmi male.

Pur essendo seduto alla tastiera e lavorando in smartworking sono riuscito, negli ultimi anni, a procurarmi dei danni notevolissimi. Ecco perché nella custodia della mia tastiera non può mai mancare il mio simpatico amico antidolorifico!

Pier Panzeri, chitarrista: Moment

Chi soffre di mal di testa come il sottoscritto sa che non c’è niente di più bello di un sollievo farmacologico. Per questo da anni il Moment è un caro compagno di avventure e sempre presente nelle mie tasche . Tra l’altro è anche un fantastico argomento di conversazione ed espediente per socializzare : quante volte mi hanno chiesto “hai per caso un Moment ?”.

Filippo Pax, voce: Rivotril

“It’s a long way to the top if you wanna rock’n’roll” e come sa bene il collega Brian Johnson la strada è ancora più dura se ad accompagnarti ci sono gli acufeni. Per fortuna c’è il Rivotril (in dosi mooolto basse eh!) che può davvero fare la differenza. 

Un altro farmaco con cui ho avuto, tanti anni fa, un rapporto speciale è lo Stilnox. Ma sull’uso ricreativo delle benzodiazepine ha detto tutto il M° Rocco Tanica in un famoso podcast, cercatelo!

Ste Barbanti, chitarra acustica: Ventolin 

“Che fretta c’era MALEDETTISSIMA primavera?” Quando arriva il bel tempo tutta la band non vede l’ora di fiondarsi all’aperto a fare i concerti. Per me è ogni volta è un’esperienza da togliere il fiato. Letteralmente.  Per riuscire a suonare ma anche a sopravvivere mi sparo una botta di Ventolin e a fine serata vado sempre a pisciare sulle graminacee. 

Perché è un amore corrisposto e loro devono saperlo.

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Pop

Abbiamo ascoltato “Amore vincit Omnia” dei Miqrà

In una qualsiasi giornata primaverile arriva il nuovo disco dei Miqrà come a ricordarci che anche l’inverno più freddo e problematico viene spazzato via da una sferzata di bellezza.

“Amor vincit Omnia” ci ricorda proprio questo, che alla fine, l’amore vince su tutto, che la bellezza viene a galla e che bisogna mostrarla a tutti i costi.

L’album anticipato dal singolo “La Catastrofe in me” ci mostra una band rinnovata, matura, caparbia, con archi ed orchestra a supporto, come a dire che ciò che si è ascoltato prima in “Ultimo piano senza ascensore” altro non era che una serie di reminiscenze “adolescenziali”. Bellissima la cover di Battiato “Stranizza d’amuri” che ci conduce in una dimensione del cantautore catanese moderna, fresca e piena di forza.

Tra i brani che più ci hanno colpito troviamo “Ossa” e “Calicanto”, quest’ultimo poetica e visionaria come tra l’altro sono anche i Miqrà. In conclusione i Miqrà hanno sfornato un disco che attesta lo stato di grazia e maturità della band, che davanti a sè non avrà altro che un futuro splendente, dove con molta probabilità avremo qualche tentativo di sperimentazione. Un ottimo disco che custodiremo con avidità.

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Pop

Cosa c’è nella camera di Dropout

Dropout è un compositore e designer grafico in continuo movimento tra Italia, Inghilterra e Giappone. Chitarrista per elezione, synthesista per evoluzione, dal 1996 ha all’attivo diversi lavori su commissione per multimedia, ambienti (negozi, installazioni architettoniche), installazioni artistiche e danza contemporanea. Oltre che 7 LP di Indie elettronica sperimentale. Collabora con la compagnia inglese Londonacoustics.com nella progettazione e realizzazione di plugin pro-audio, oltre che con altre aziende internazionali del settore musicale come, per esempio, sE Electronics, Sonic Distribution e Aston Microfoni. Il lavoro di Dropout è un caleidoscopio di suoni elettronici che evocano sfumature rarefatte di kraut-rock, strutture progressive ’70, con sporadiche sonorità new wave e decise influenze elettro-folk, per un risultato mai troppo nostalgico, sempre proteso verso la sperimentazione contemporanea, e certamente con un percorso personale in direzione ostinata & contraria alla volatilità e imposizione delle mode. 

Di recente è uscito su tutte le piattaforme il suo nuovo album “Sulla fine delle cose”, una raccolta introspettiva e carica di nostalgia per quegli eventi lontani nel passato che hanno contribuito alla costruzione di sé.

Abbiamo provato a conoscere meglio l’artista facendo un giro a casa sua, ecco cosa ci ha mostrato:

Lettore audio digitale portatile

In realtà non è propriamente legato alla stanza di per sé, infatti è un oggetto che mi segue ovunque ma che trovo di fondamentale importanza. Per questo ritengo vada mostrato.

È importante perché nonostante paia ormai, ad oggi, un apparecchio obsoleto lo trovo in realtà forse l’unico modo per contrastare la volatilità e di conseguenza la vacuità della musica liquida degli ultimi due decenni. Mi aiuta a conservare ciò che mi appartiene, ciò che mi piace. Mi ricorda l’identità che mi sono costruito in miriadi di ascolti e di passioni musicali.

Mi aiuta a valutare, ponderare, filtrare ciò che è veramente bello da ciò che è solamente cool.

Due Terabyte di colonne sonore dell’esistenza (tra l’altro in alta qualità) che nessun Spotify di turno riuscirà mai a restituirmi.

Chitarra acustica del 1978

Nell’ultimo disco “Sulla fine delle cose” non l’ho usata molto, a vantaggio di una classica Ryoji Matsuoka M50 “Gran Concerto” del ‘79, però questa è una compagna speciale che sta sempre lì pronta per sessioni di improvvisazione/meditazione.
Si tratta di una Yamaki modello Heritage ’78, l’ho cercata per molto tempo e l’ho preferita per corposità di suono a una già ottima Martin D28 del ‘73.

Il “Catafalco”

Il “Catafalco” è una mia creazione in continua evoluzione, da quando nel 2013 lavoravo alla sE Electronics in UK, fabbrica di microfoni da studio: praticamente si tratta di una struttura di registrazione che può stare in un trolley (faccio molti viaggi intercontinentali) e che consiste di un’asta, una serie di assorbitori sonori, vari supporti, un’interfaccia di registrazione, un preamp 4 canali, e 4 microfoni intercambiabili, per registrare al volo chitarra e voce insieme. Anche questo, come la chitarra di cui sopra, sta sempre lì alla mia sinistra pronto per catturare il momento.

Se viene.

Le apparecchiature

Il mio studio di Osaka è pieno zeppo di strumenti, libri e apparecchiature audio più o meno note. Senz’altro un buon 90% sono cose vintage, comprate rotte e poi riparate.

E qui in foto voglio mostrare solamente l’ultimo arrivato: un delay a nastro dal suono davvero stupendo. L’ho recuperato, smontato, pulito, riparato e modificato… e adesso sembra non vedere l’ora di partecipare al prossimo disco.

La finestra

Non è nemmeno questo pertinente agli oggetti ma fa comunque parte della stanza.

Non mi sono mai piaciuti gli studi senza finestre. Quando suono necessito di una visione del mondo e in questo caso si tratta dell’affaccio di un balcone verso l’ultimo scampolo di Osaka, a nord-ovest.

I tramonti struggenti e saturi tipici del Giappone hanno ispirato molte delle mie recenti composizioni, come per esempio “Un’altra fine del giorno”, nel nuovo disco appena uscito.

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Pop

Le 5 cose preferite di Fabiana Martone

Il 22 Marzo è uscito in tutti i digital store “Magic’”, il nuovo singolo di Fabiana Martone. Un brano composto dalla stessa Fabiana Martone e Luigi Esposito e realizzato in co-produzione artistica con Mauro Spenillo per la Uànema Record.

Che cosa è Magic’? MAGIC’ è chi riesce a vivere con il sorriso, trasmettendo al prossimo un senso di calma, gioia e semplicità, cose che ad un certo punto della vita di molti diventano di primaria importanza.  MAGIC’ è avere ironia, è cercare la condivisione, offrire accoglienza, romanticismo, sorprendere se stessi e gli altri, con fantasia ed immaginazione; ed è anche staccare da tutto e tutti e viversi la propria solitudine, e pure saper esprimere sempre quel leggero tratto di “pazzaria”.

Fabiana Martone rispolvera il pop degli anni ’80 mescolandolo a suoni freschi e moderni. Il risultato è un brano accattivante che si ascolta con piacere dall’inizio alla fine e su cui viene voglia di lasciarsi andare ballando.

Per conoscerla meglio, gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.

1. AGGIUSTARE LE COSE CHE SI ROMPONO

È il mio passatempo preferito… Prima forse volevo farlo anche con le persone, ora mi limito felicemente a farlo con le cose che penso possano continuare ad essere utili, anche in un modo creativo ed alternativo alla funzione per cui sono nate. Sistemare gli spazi, i giardini, gli armadi… 

2. CUCINARE

Mi piace cucinare per gli altri, non tutti ma cmq farlo per qualcuno specialmente se provo in sentimento di affetto. e quello che preparo lo faccio in tempo record e con cio che trovo in frigo o in dispensa. Creo insomma, e il risultato piace. 

3. SCRIVERE

Scrivere, scrivere idee, prima per punti separati e poi unirle. Mi soddisfa molto l’idea di partire da spunti, vincoli, indicazioni e poi trovare un fil rouge attraverso cui far scorrere queste cose insieme ad altre. Anche quando scrivo canzoni, posso partire da una parola e poi piano piano unire i puntini con altri elementi che via via si fanno spazio nella mente

4. CUCIRE

Mi piace cucire, farmi i vestiti strani, trasformare vestiti vecchi. Poi mi piace farlo con poche cuciture, con qualche trovata, con lo scotch ahah… 

5. BALLARE

Mi piace ballare, da sola, ai margini della pista da ballo o su un palco, non in mezzo alla gente… Sicuramente per un senso di protagonismo, ma anche e soprattutto perché devo avere spazio per fare le mie coreografie

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Pop

Cosa c’è nella camera di ELLEN

Esce proprio oggi venerdì 12 aprile 2024 su tutte le piattaforme digitali (in distribuzione Believe Music Italy) il nuovo singolo di Ellen. Un nuovo capitolo dal titolo “Respira”, un nuovo inizio dopo un periodo di assenza per la cantautrice di Milano.

Respira” nasce dall’esigenza di stare meglio.
 È un dialogo con la propria ansia, con quell’inquietudine che ti tiene sveglia di notte e ti fa mancare il fiato. È voglia di riscatto, di urlare forte al mondo che sbagliare è giusto ma che perdonarsi è più importante. È chiedere aiuto per provare a riconoscersi davanti allo specchio, un passo alla volta, un giorno dopo l’altro. 


Noi ci siamo fatti invitare a casa sua, per vedere e toccare con mano il suo mondo, quello più concreto e quotidiano, ed ecco le cinque cose che ha deciso di farci notare.

Piastrelle: sono la mia ossessione degli ultimi anni, resto incantata dalle geometrie, dai materiali. Potrei restare ore in una piastrelleria. Queste sono delle Mutina, collezione Margherita modello Point and Petals, sono di design e le ha ideate l’artista francese Nathalie Du Pasquier. Le amo alla follia e i miei amici non mi sopportano più perchè da quando le ho in casa sono sempre oggetto di conversazione da parte mia, e purtroppo ho capito che a nessuno interessa parlare di piastrelle.


Tazze e teiere: queste sono solo una piccola parte del bottino accumulato nel tempo. Sono una di quelle persone che consuma tisane, tè – rigorosamente all’inglese – e caffè di ogni tipo, in grandi quantità. In base alla stagione e al modo in cui mi sveglio scelgo una delle mie tazze e decido se sarà il turno di un espresso caldo, uno shakerato, un americano, un Earl Grey, un tè nero aromatizzato, un infuso cocco e cioccolato. Insomma, avete capito, è uno dei miei micro rituali che mi centra e mi fa iniziare meglio la giornata.


Giochi di società/carte da gioco: non possono mai mancare in casa mia, c’è sempre un momento in cui tirare fuori un mazzo di carte e passare il tempo giocando e chiacchierando. È una passione che ho fin da piccola, ho affinato la selezione negli anni e ho capito quali sono i miei preferiti, tra le new entry dell’ultimo periodo vi consiglio Hulo e Secret Hitler (si può consigliare un gioco con questo nome? ad ogni modo, è divertentissimo)


Stereo: oggetto molto importante, gioiellino di casa. Rappresenta il mio grande amore, la passione più grande, il mio lavoro, la condivisione di momenti di qualità. Non c’è molto da aggiungere, quando metti su un vinile in questo stereo tutto cambia colore e il corpo si fa leggero, bellissimo.

Capi vintage: la mia croce e la mia delizia, sono anni che colleziono capi vintage/second hand, soprattutto giacche maschili di sartoria che arriva da tutto il mondo. In questa foto vedete solo una parte dell’armadio, mancano scarpe gonne e vestiti, mi piace pensare di dare una nuova vita a qualcosa che è stato abbandonato chissà dove decenni fa e che ora torna ad avere la sua unicità.


 

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Pop

Le 5 cose preferite di Matti Ratti

Fuori dal 5 aprile “Tutto calcolato”, il terzo album di Matti Ratti. Il disco è stato anticipato dal singolo “Fili Tesi” accompagnato anche da un video clip. Tredici canzoni che raccontano fasi diverse della vita del rapper e che permettono all’ascoltatore di conoscerlo un po’ meglio.

Il disco si apre con “Mentality” che suona un po’ come un elogio alla musica hip hop e al suo modo di vivere e creare canzoni. Si alternano brani che criticano la società e l’industria musicale con sound rap old school ad altri invece più moderni e sperimentali. Abbiamo ad esempio “King per una sera” e la title track che mescolano sound rock a un cantato hip hop.

Noi per conoscerlo meglio, abbiamo deciso di chiedergli quali fossero le sue cinque cose preferite.

1 – La Palestra

Sicuramente allenarmi e tenermi in forma è una delle cose che preferisco, fa bene al corpo ma anche alla testa, ti da uno scopo e ti motiva.

2 – La tranquillità

La tranquillità è una cosa che non sempre è facile da trovare. Ma sono una persona per cui è molto importante la tranquillità, sono uno che preferisce la propria tranquillità e il proprio spazio con accanto a me le persone o la persona a cui tengo.

3 – La mia auto

Citando quindi un bene materiale ti dico la mia auto perché appunto mi piacciono molto in generale e adoro tenerla bene e curarla, come molti altri uomini del resto. 😜

4 – Il mare 

Banalmente parlando invece sono un amante del mare e del caldo sebbene venga da un paese di montagna in il freddo prevale.

5 – Il mio cane

Inutile dare altre spiegazioni, è senza dubbio migliori di molte persone che vedo quotidianamente e mi dona molta felicità ed allegria.

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Indie rock

Il singolo d’esordio dei SEQUOIA è un inno alla transitorietà

“Autunno ’91” è il malinconico singolo d’esordio dei SEQUOIA, il nuovo quintetto alt-rock prodotto da Matteo Cantaluppi. Un inizio davvero promettente.

Ph: Leonardo Vecci Innocenti
Styling: Leonardo Vecci Innocenti & Marquis
Editing & Ad: Camilla Matteuzzi

Queste le parole con le quali la band milanese presenta la canzone:
«La storia di un autunno di trent’anni fa. I fuochi, le castagne, la disintegrazione dell’Unione Sovietica ed un mondo che inizia a non saper più distinguere i Wojtila dai Gorbaciov.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

SEQUOIA si radica nel profondo terreno della tradizione della musica d’autore italiana, robusta nera corteccia dell’alternative rock e forti rami dal persistente fogliame punk.

Il progetto SEQUOIA nasce dalla volontà di riscoprire le radici della canzone d’autore italiana attraverso un affascinante crocevia tra il suono alternative rock anni ’90 e il cantautorato classico.
Il risultato, guidato dalla sapiente produzione di Matteo Cantaluppi, è un disco che sublima una poetica che sa essere al tempo stesso cruenta e raffinata, dolce e amara, vita e morte.

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Fonte: Costello’s Records

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Pop

Le 5 cose preferite di Marco Rinaldi

Il 19 marzo 2024 Marco Rinaldi pubblica il suo nuovo singolo “Penso a te”. Un brano molto delicato che parla della perdita di una persona cara, ma piuttosto che concentrarsi sul dolore qui si vuole ricordare l’altro come una guida sempre presente.

“Penso a te” si apre con un pianoforte e una voce che portano l’ascoltatore dentro una storia carica di emozioni. Un argomento molto toccante che viene affrontato con la giusta delicatezza e il giusto pathos. Un inizio soft che si sviluppa con melodie elettroniche moderne che sanno tenere alta l’attenzione.

Noi per conoscerlo meglio gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.

Le mie 5 cose preferite sono perlopiù immateriali e in un modo o nell’altro hanno sempre fatto parte della mia vita facendomi diventare ciò che sono oggi. Non hanno un ordine di importanza perché sono tutte indispensabili e insostituibili, ma se dovessi sceglierne una da mettere al primo posto sceglierei (ovviamente) la musica. 

1. La Musica
La musica è un elemento imprescindibile della mia vita, non solamente perché sono un musicista e un cantautore, ma perché ha sempre fatto da colonna sonora nei momenti importanti, amplificandoli. Amo ascoltare le canzoni in macchina, mentre sono a casa, quando sono impegnato a fare qualcosa, quando voglio rilassarmi o creare l’atmosfera giusta per un momento di intimità… La musica ha anche il potere di riportarmi indietro nel tempo, facendomi ricordare particolari episodi o eventi passati nei quali era presente e, attraverso essa, li rivivo.

2. Lo Sport
Sono da sempre una persona dinamica, che ama muoversi e fare attività sportiva, di ogni tipo. Fin da ragazzo ho praticato diversi sport e sono convinto che l’attività fisica debba essere presente nella vita di ognuno di noi. Siamo stati creati per muoverci, non per stare 8-10 ore seduti davanti uno schermo. A parte gli ovvi benefici a livello fisico, quella che ne trae maggior giovamento è proprio la testa, e nei momenti di maggiore stress o difficoltà la prima cosa che faccio è andare in palestra o a correre. Tra i miei sogni c’è quello di fare un viaggio in bicicletta in qualche parte del mondo come ha fatto Jovanotti in Argentina.

3. I Viaggi e le Esperienze
A proposito di viaggi in bicicletta, al terzo posto (non per importanza) metto i viaggi e le esperienze. Ci tengo a sottolineare che non sono un amante delle vacanze toccata e fuga, quelle di 1-2 giorni nelle classiche mete turistiche. Per me i viaggi devono essere delle vere e proprie esperienze di vita. Spostarsi zaino in spalla, utilizzare i mezzi di trasporto locali, dormire negli ostelli o in tenda, vivere i luoghi e le culture del posto… Come lo sport, i viaggi ti aiutano a stare bene e a capire realmente chi sei. Spesso siamo più autentici quando siamo in un paese lontano, in mezzo a sconosciuti, che tra le mura di casa insieme a parenti e amici. Fosse per me vivrei sempre con lo zaino in spalla in giro per il mondo. 

4. I Libri
Quando non si può viaggiare fisicamente sono i libri a portarti da qualche parte. Ho sempre letto molto, dai romanzi ai libri fantasy passando per i manuali di crescita personale e spiritualità. Purtroppo, il tempo per la lettura è sempre meno, ma quando posso mi piace rilassarmi con un buon libro.

5. Mangiare e Bere (possibilmente in compagnia)
Mangiare e bere potrebbe sembrare una scelta scontata, ma ci tengo a menzionarla perché la vivo come parte integrante dei punti precedenti: adoro mangiare e bere con la musica in sottofondo; come sportivo seguo un’alimentazione abbastanza equilibrata, pur concedendomi spesso degli sgarri; il cibo e il bere arricchiscono i viaggi e le esperienze (provo sempre i prodotti locali ovunque vada e non perdo occasione per sperimentare nuove cucine); spesso accompagno la lettura con qualcosa da mangiare come stessi al cinema. Tra gli alimenti che preferisco c’è la cioccolata (fondente), la birra (IPA), il caffè (senza zucchero) e la pizza (piccante).