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Le cinque cose preferite di Daniele D’Elia

Fuori dal 26 maggio “Un po’ di te”, il nuovo album di Daniele D’Elia. Un disco di tredici canzoni anticipate dal singolo “Quando sarò grande”. Un dialogo tra ragione e sentimento, sogni e realtà. “Un po’ di te” è un disco che mostra all’ascoltatore diversi volti. Ci sono brani più frizzanti, come “Scaglie di diamanti” e “Stagioni dell’amore”, e altri più malinconici, come “Col naso all’insù”. Particolari sono anche i brani “Onde” e “Quando sarò grande” che sanno mescolare al pop cantautorale un pizzico di elettronica.

Daniele D’Elia con il suo nuovo album mette in risalto il suo talento di compositore e scrittore. Melodie perfettamente armonizzate e mai scontate accompagno una lirica profonda e capace di far sognare l’ascoltatore.

Noi volevamo a tutti costi conoscerlo meglio, e gli abbiamo fatto qualche domanda.

I FIORI

Come metafora delle nostre esistenze: “Ogni fiore sboccia quando è il suo momento, prima o dopo lentamente sfiorirà, ma l’essenza va ben oltre spazio e tempo, come un’eco vibra per l’eternità” (“Che male c’è?” – Hello World 2022).

LE MONTAGNE

Anelito verso il cielo, silenzio per ascoltarsi dentro, ossigeno per i polmoni e per l’anima, fare i conti con la paura di non farcela, gioire invece per avercela fatta, il bianco della neve che infonde pace e rende ovattato ogni suono, il verde della rinascita primaverile dopo il lungo sonno invernale.

LE NUVOLE

Dalle forme e colori cangianti, bianche, nere, grigie, rosate,  alte, basse, monolitiche, frastagliate. Mi piace infilarci la testa e perdermici dentro, staccandomi per un po’ da ciò che è terreno. Osservarle mentre vengono sospinte dal vento, velocemente o a rallentatore.

VIAGGIARE

Conoscere posti e persone nuove per scoprire qualcosa di più su me stesso. Perdersi per ritrovarsi, vagare senza metà, lasciando che la metà si riveli da sè. Aprirsi al non noto per, allargare i propri orizzonti.

CUCINARE

Adoro cucinare, per gli altri ma anche solo per me. È un modo per prendersi cura e per dare spazio alla propria creatività. Si compone un piatto come se fosse una musica o una canzone. Nutrimento per il corpo e per lo spirito.