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Le 5 cose preferite degli Hertzen

Fuori dal 14 aprile “Emotionally Numb”, il nuovo disco degli Hertzen. L’album è stato anticipato dai singoli “Hope” e “Secret Sins” che fin da subito si sono fatte amare dal pubblico. Trendici canzoni che si muovono tra elettronica e rock. Un rock sperimentale cupo che abbraccia suoni elettronici che richiamano i synth degli anni ’80, ma rielaborati in una maniera completamente innovativa.

Gli Hertzen non seguono le regole del mercato. Si prendono il loro tempo per creare un disco senza sbavature, introspettivo e capace di suscitare emozioni nell’ascoltatore.

Come sempre, per conoscerli meglio, abbiamo chiesto a Mariangela Diella le sue 5 cose preferite.


1.    IL MIO STUDIO. Nella mia vita privata ho sempre cercato un posto, una stanza dove potermi rifugiare – “una stanza tutta per sé”, come scriveva Virginia Woolf. Ricordo che da bambina il mio posto era lungo il corridoio del motel che gestivano i miei. Cantavo lì. Ora, quel posto è il mio studio. Qui non c´è confine, non c´è frontiera, non c´è limite alla mia immaginazione. È il posto dove tutto prende vita. Dove i miei pensieri viaggiano e prendono forma. Sulla mia scrivania alcuni strumenti elettronici che rappresentano la mia indipendenza. 

2.    IL BOSCO. Sono nata al mare, ma ho provato sempre un certo fascino per i boschi, magari con foschia, in autunno. C´è tanta magia! Proprio come nei personaggi itineranti delle favole che mi raccontava mia nonna. Da bambina, quando andavo a trovarla, puntualmente, poggiavo la testa sul suo grembo, e lei cominciava a raccontarmi storie. Storie del focolare, ormai dimenticate. Le raccontava con una tale precisione che mi faceva pensare a quante volte le abbiano ripetute in passato nella sua famiglia. A scuola mi affascinavano le poesie sull´autunno, sulla neve, sul muschio. Sarà stato forse questo a condurmi verso i paesi del nord. Mi piace perdermi nei boschi, proprio come nei meandri della mia mente.

3.    RIO DE JANEIRO. Vivo all´estero, in Germania, perché sono esterofila, e lo sarà stato anche mio nonno. Mi raccontano che sia andato in nave in Sud America per lavoro. Ho capito tardi perché ci andò e tornò dopo diversi mesi. Il Brasile è magia e ti rapisce il cuore. Ho visitato diversi posti nel mondo, ma Rio de Janeiro resta per me il più bello in assoluto. Sono stata in Sudamerica nel 2018 con la mia famiglia. Una delle tappe è stata proprio Rio, dove ho potuto incontrare Marcelo, con cui poi ho creato la band. Le nostre conversazioni sulla musica popolare brasileira mi ricordano tanto la musica italiana degli anni sessanta. L´Italia e il Brasile avevano tanto in comune in quegli anni. Sento che ci tornerò molto presto. 

4.    IL BALLO. È per me estensione della musica. È forse il motivo per cui amo le percussioni, il ritmo, il groove in una canzone. Magari cerchi di nasconderlo, ma poi viene fuori nelle mie produzioni. Alla fine ci fai i conti e accetti il fatto che é tutto un pretesto e che l´unica cosa che in realtà vuoi fare è creare musica che alla fine non vedi l´ora di ballare. Come dico in una mia canzone, “but no one knows that I just wanna dance”. Avevo 5 anni e ballavo e cantavo sul balcone di casa. Da allora, in fondo, non è cambiato molto. È il modo con cui cerco di ritrovare me stessa. 

5.    LA PUGLIA.  Sono nata in Puglia, in una città del nord barese che si affaccia sull´adriatico. Ho lasciato la mia città nel 2007. Quando mi chiedono della Puglia, mi riesce difficile spiegare la sua unicità. Il cibo, i profumi, i paesaggi. Incredibile come un luogo possa entrarti dentro e forgiarti per sempre. Ma io avevo troppi sogni per non andare ad inseguirli altrove; troppo curiosa per rimanere nello stesso posto. Alla fine però, dopo diversi anni all´estero, la guardi con occhi diversi. La Puglia è casa. Forse un giorno tornerò e avrò un mio studio. Magari vicino al mare.