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Le 5 cose preferite di Hyndaco

“Dandelion Dreams” è il nuovo singolo della rock band Hyndaco, già disponibile in digitale e in streaming. 

Il brano, dalle sonorità grunge della Seattle più piovosa mischiate al più schietto punk e al disorientante noise, è iperattività mentale e noia, vite che scorrono nella paura di cadere e nell’impossibilità di agire. Suggestioni radicali, dalla letteratura cannibale di Aldo Nove alle contraddizioni di Bret Easton Ellis, rendono possibile riconoscere in Mia Wallace, di Pulp Fiction, un esempio lampante del significato del brano: una fatale frantumazione dell’io schiacciata dall’impulsività irreversibile che la ricerca di emozioni forti inevitabilmente porta

Abbiamo chiesto ai ragazzi quali sono le loro 5 cose preferite, per conoscerli meglio.

Wellness Valley

Non è solo un luogo ma una filosofia di vita e noi la odiamo. Con essa il tempo scorre felice e leggiadro nel mostrare agli altri quanto fanno schifo a non essere degli eletti. Proveniamo da Cesena che oltre ad essere il baricentro di tutto ciò è anche una bella città, soprattutto nell’essere caratterizzata dal silenzio. Il comitato “anti-rumore” infatti padroneggia sulla proposta culturale impedendo eventi che vadano sopra la soglia acustica del parlato. Perciò la gente ripiega su small talk e serate a base di drink “arzigogolati” che appesantiscono il cuore mentre scippano il portafoglio. Vogliamo emozioni forti e discussioni accese. Vogliamo il Braulio – il nostro Dandelion Dreams.

Diavola con la bufala

Pizza 24/7, un altro Dandelion Dreams che nella Wellness Valley non possiamo permetterci – in tutti i sensi. Però talvolta ce ne freghiamo, suoniamo come matti e poi mangiamo come dei robbosi sul cofano delle nostre auto alle due di notte. Poi ci ricordiamo che viviamo nella città del silenzio e dopo mezzanotte scatta il coprifuoco, quindi o non lo facciamo o andiamo al Mc.

Pulp Fiction

Ci fa sentire infinitamente piccoli perché è devastante e nessuno ci toglierà mai dalla testa la libera associazione di parole Pulp Fiction/GTA San Andreas, non ci interessa se è scontato dirlo: “Grove street, home”. Un tripudio di input visivi e uditivi, una scarica di adrenalina come quella che Mia Wallace riceve nello sterno e che diventa per noi un leitmotiv da inseguire per esprimere il Dandelion Dreams, ovverola nostra ricerca di emozioni forti in opposizione alla Wellness Valley.

Tappi per le orecchie

Quelli forati, con il filtro in ceramica, che se no non si capisce nulla con quelli chiusi. La percezione non sarà la stessa, ma ci permette di non compromettere ulteriormente le orecchie già danneggiate dalla movida della Wellness Valley in un goffissimo tentativo adolescenziale di omologazione. Le emozioni forti spesso saturano e clippano tutto lo spettro audio e Danedelion Dreams ha quella specifica intenzione.

Songs for the Deaf

Ogni volta che saliamo in macchina mettiamo su il nostro album preferito dei Queens of the Stone Age e aspettiamo la rullata di Song for the dead per poi sgommare e scalare dalla prima alla quinta in otto secondi. Poi torniamo a guidare ai trenta all’ora perché nel bagagliaio ci sono sei chitarre e una cassa di valvole. Non è l’unico album al quale ci ispiriamo, ma forse può rappresentare al meglio il nostro Dandelion Dreams: distorsione e groove che talvolta sfociano in ondate di riverberi col decay che oscilla dai cinque ai tredici secondi e, se il caos vuole, in maledetti feedback.