Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Normalità tossica: “Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 30 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano che nasce nel punto esatto in cui il disgusto smette di scandalizzare e diventa abitudine, dove l’abitudine si cristallizza in disincanto cronico, in una forma di assuefazione collettiva. Non c’è più shock, non c’è più reazione: solo una permanenza stanca dentro ciò che ci repelle. Sesso esibito, resti, scarti, chiacchiera continua – il nutrimento quotidiano di un Paese che non distingue più tra ciò che guarda e ciò che subisce, tra consumo e dipendenza.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Italia Sei” è un brano cupo che segue il filone più “dark” della musica trip hop e della new wave. Un lamento volgare ed indiscreto, una critica satirica alla sufficienza del mondo dell’intrattenimento italiano e all‘utilizzo dell’arte e dello spettacolo come sedativo per le masse. In sostanza, una canzone contro la tele-spazzatura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Records

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop rock

L’amore che scompiglia: “Povero diavolo (diavoletto)” è il nuovo singolo di Sergio Russo

“Povero diavolo (diavoletto)” è il nuovo singolo di Sergio Russo, uscito martedì 20 gennaio 2026. Un capovolgimento arguto delle architetture della ragione, la grazia impalpabile di un sentimento che sa incrinare e rovesciare ogni punto di vista; il nuovo singolo di Sergio Russo, “Povero diavolo (diavoletto)”, si muove come una favola ironica e luminosa sul potere sovversivo dell’amore. La trama sonora, cesellata con finezza da Goedi, prende forma da una linea melodica pop immediata e seducente, sostenuta da un ritmo danzante e pulsante; un linguaggio musicale vivace, spensierato, dai colori accesi, che dialoga in perfetta sintonia con l’estro narrativo dell’artista milanese. All’interno del brano si dispiega così una minuscola eppure audace esplorazione narrativa, capace di scavalcare la superficie e toccare l’ascoltatore con la naturalezza di un lampo.

Foto: Bianca Puleo

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il “diavoletto innamorato”: quando l’amore diventa redenzione.
In questo brano cerco di portare l’ascoltatore in un universo metaforico dove anche le creature più oscure possono ritrovare la luce. La canzone racconta infatti la storia di un diavoletto che, travolto dall’amore, perde ogni potere di nuocere agli altri. L’innamoramento diventa così una forza capace di disarmare la malizia, trasformando l’istinto di fare del male in un desiderio di gentilezza, cura e amore verso il prossimo. Con un tocco leggero e ironico, rivelo che dietro a questa narrazione fantastica si nasconde molto di più: un racconto autobiografico. Confesso infatti di aver vissuto in prima persona un’esperienza simile, che mi ha spinto a tradurre in musica un percorso di cambiamento profondo, dove il sentimento ha reso possibile la rinascita. È un gioco di specchi,  perché il diavoletto non è altro che una parte di me. Innamorarsi mi ha tolto qualsiasi voglia di combattere per ferire, lasciando spazio solo alla necessità di amare e di essere migliore. Il brano, dunque, diventa una metafora universale: un inno alla trasformazione che l’amore può generare, capace di addolcire anche i caratteri più ribelli e di cambiare il destino di chi sceglie la via della luce.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cantautore milanese, Sergio Russo porta avanti da sempre un percorso musicale guidato dal cuore e dalla sua autenticità, intrecciando esperienze personali e racconti di vita in una veste pop – dalla scorza rock – dal respiro moderno ma intriso di tradizione.
In uscita nel 2026 il suo nuovo EP, prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro: quattro brani che segnano un ritorno maturo e introspettivo.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie rock

Prima della soglia: “Parlami di te” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti

“Parlami di te” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 23 gennaio 2026. C’è un punto in cui restare fermi è già una scelta. Un margine sottile, dove l’intimità pesa e la verità brucia prima ancora di essere detta. “Parlami di te” abita questo territorio instabile, trasformando l’attesa in tensione. I Senza Coloranti Aggiunti costruiscono una traiettoria chiusa e nervosa: materia compressa, strappi improvvisi, un’esplosione che non risolve. Chitarre ruvide, ritmo inquieto, una voce che espone senza protezione. Resta un’immagine scura, incompleta. Il momento esatto in cui dire tutto significherebbe cambiare per sempre.

Foto: Lorenzo Ciuffatelli (CIUFFA)

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Una canzone che nasce dallo sguardo prima ancora che dalla voce. “Parlami di te” vive nel momento sospeso in cui due persone restano ferme, zitte, eppure si stanno dicendo tutto. È la fotografia di una notte dove il silenzio pesa più delle parole e ogni respiro sembra un tentativo di non crollare.
Il brano parte immobile, quasi trattenuto, come chi rimane sotto la pioggia senza però fare un passo indietro. La batteria entra come un cuore che riprende ritmo e poi l’apertura del pianoforte che scava dentro per trovare uno spazio più intimo in mezzo al caos. È una canzone sull’incertezza: sul filo instabile tra il dire e il tacere, tra il guardarsi negli occhi e distogliere lo sguardo perché fa troppo male. Un invito a raccontarsi, ma anche la paura che ciò che verrà detto possa cambiare tutto.
La notte qui non consola: amplifica, svela, costringe.
“Parlami di te” è il suono di una domanda che non passa, il tentativo ostinato di restare un momento in più dentro uno sguardo che potrebbe ancora salvarci o farci perdere del tutto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa rock

Black Wojtyla: il nuovo album “Cardio” è davvero un colpo al cuore

È stato da poco pubblicato “Cardio”, il nuovo album dei Black Wojtyla che per lungo tempo abbiamo provato a catalogare, senza riuscirci: non è un disco funk, non è jazz, non è noise, non è psichedelico, ma è tutto questo messo insieme. L’utilizzo ricorrente di loop di basso e di tromba, insieme a nuove sperimentazioni vocali, amplia la gamma espressiva della band e apre a territori sonori inediti. Muovendosi liberamente tra generi differenti, ci viene da dire che si tratta di un lavoro sorprendentemente coeso nella sua essenza. 

Già dal titolo viene evocata un’idea di movimento e vitalità: “Cardio” richiama il battito che accelera, la pulsazione della batteria e il ritmo sostenuto dei brani. Ma “cardio” significa anche cuore, la sede delle emozioni, dell’amore e del dolore.
Un doppio significato che racconta bene l’anima dei Black Wojtyla, da sempre liberi di muoversi tra intensità e leggerezza. Nella loro musica convivono eccessi melodici e slanci performativi, armonizzazioni classiche, aperture al pop e incursioni nel kitsch vissute con autenticità, convinzione e una sottile ironia.

“Cardio” si muove come un organismo vivo, cresciuto lentamente nel tempo. I brani prendono forma in un arco di oltre due anni tra palchi, jam in sala prove e fasi di cesello minuzioso, lasciando emergere un metodo di lavoro che parte dall’istinto e arriva alla precisione. Ogni traccia nasce da una scintilla collettiva, alimentata dal dialogo costante tra i tre musicisti, fino a trovare quell’equilibrio raro in cui la complicità diventa linguaggio sonoro. È qui che si riconosce l’identità dei Black Wojtyla: una band che non si accontenta della comfort zone e sceglie di spingersi sempre un passo più in là, seguendo un impulso interno che pulsa, cresce e si rinnova.

Questo approccio trova una sintesi potente in “Giubileo”, uno dei momenti più emblematici del disco. Il brano richiama simbolicamente l’idea di sospensione e liberazione legata all’anno giubilare, ma lo fa ribaltandone l’attesa: l’ingresso è brusco, quasi esplosivo, con una partenza rock che apre la strada a un groove magnetico di basso e batteria. Il loop si ripete e si trasforma, accumulando energia fino a sfociare in una scarica drum’n’bass ad alta tensione. Poi, come dopo uno sforzo trattenuto, arriva la distensione: un finale soul-funk che lascia spazio a una melodia ampia e luminosa, guidata dalla voce senza parole di Marina Ladduca, capace di chiudere il cerchio con un senso di apertura e respiro.

I Black Wojtyla sono un trio strumentale composto da tromba, basso elettrico e batteria, nato e cresciuto nella scena musicale milanese.
La band si distingue per la scelta di non aderire a un unico genere musicale, attingendo liberamente da un repertorio sonoro sconfinato. Ne nasce un sound originale, spiazzante ma riconoscibile, caratterizzato da ritmiche martellanti e melodie che restano in testa.
Il trio esprime un’attitudine jazz e improvvisativa, costruendo sonorità complesse grazie a loop creati dal vivo, delay, distorsioni ed effetti, alternando parti vocali estemporanee ai brani strumentali.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: RC Waves

Categorie
rock

Mona Grant: il nuovo singolo è “Come un Soutine”

La band toscana Mona Grant torna con Come un Soutine, un brano che si inserisce con coerenza nel loro percorso e che chiarisce ulteriormente la direzione espressiva intrapresa dalla band lucchese. Il singolo si muove lungo coordinate rock-blues riconoscibili, ma introduce una densità emotiva e narrativa che va oltre la semplice riproposizione di stilemi consolidati, puntando su una scrittura essenziale e su un suono volutamente non addomesticato.

Il brano prende forma da un incontro reale, raccontato senza idealizzazioni né sovrastrutture simboliche. La relazione al centro del testo rifiuta definizioni, prospettive e promesse, concentrandosi su un presente che si consuma nel momento stesso in cui accade. È una scelta narrativa che privilegia l’urgenza rispetto alla costruzione, e che trova nella musica un alleato naturale: il suono procede asciutto, nervoso, lasciando spazio a dinamiche che non cercano mai la conciliazione.

Il riferimento a Chaïm Soutine non è un semplice omaggio colto, ma una chiave interpretativa precisa. Come nella pittura dell’artista, anche in Come un Soutine la forma non è mai rassicurante, né levigata. Ciò che conta è la verità del gesto, l’intensità che precede qualsiasi tentativo di abbellimento. Questa impostazione emerge tanto nel testo quanto nella resa strumentale, dove ogni elemento sembra rispondere a una necessità espressiva più che a una logica di equilibrio formale.

Dal punto di vista musicale, i Mona Grant confermano una scrittura consapevole, capace di sostenere il racconto senza sovraccaricarlo. Il rock proposto è diretto, attraversato da tensioni psichedeliche che non diventano mai protagoniste assolute, ma contribuiscono a costruire un clima emotivo sospeso. La centralità della voce e del testo rimane intatta, sostenuta da una sezione ritmica che lavora per sottrazione e da chitarre che evitano qualsiasi compiacimento.

Il risultato è un brano che non cerca di sedurre l’ascoltatore, ma di coinvolgerlo. Come un Soutine non offre risposte né soluzioni narrative, limitandosi a esporre uno stato d’animo con lucidità e misura. In questo senso, il singolo rappresenta un ulteriore passo verso una maturità artistica che si fonda sulla coerenza e sulla capacità di riconoscere i propri limiti come parte integrante dell’identità.

Categorie
Comunicato stampa rock

Geografie interiori: “Scratches” è il nuovo EP dei Dear Company

“Scratches” è il nuovo EP dei Dear Company, uscito venerdì 16 gennaio 2026. Un’odissea sonora che attraversa solitudine, oscurità e tensioni emotive: il nuovo EP dei Dear Company è un viaggio profondo e suggestivo tra immagini e vicende tinte di nero.

Foto: Agnese Carinci

Queste le parole con le quali la band presenta il disco:
«”Scratches” si muove all’interno di una costellazione sonora che abbraccia dark ambient, post-rock atmosferico, shoegaze minimale e cinematic drone, definendo una narrazione musicale che è al tempo stesso evocativa, malinconica e profondamente immersiva. L’EP si struttura come un viaggio emotivo, in cui ogni brano diventa un capitolo di un racconto sospeso tra sogno e inquietudine.
Le chitarre riverberate e stratificate, spesso immerse in delay profondi e tremoli ipnotici, creano paesaggi sonori sospesi e dilatati. Le trame armoniche sono accompagnate da sintetizzatori eterei e texture ambientali che si mescolano ad eco di concrete music e field recording, conferendo alle tracce una dimensione quasi cinematografica. La batteria, spesso ridotta all’essenziale, alterna pulsazioni tribali a ritmi rarefatti, mentre il basso costruisce fondamenta oscure e pulsanti che guidano l’ascolto nel sottosuolo emotivo dell’opera.
Le influenze vanno dalla scuola più intimista del post-rock nordico (Sigur Rós, Efterklang) ai paesaggi sonori di Bohren & der Club of Gore, fino alle atmosfere spettrali del coldwave e del minimal synth anni ’80. Tuttavia, “Scratches” non si limita a citare: rielabora questi riferimenti per costruire un linguaggio personale, in cui l’imperfezione (i “graffi” del titolo) diventa parte integrante dell’estetica.
L’alternanza tra brani strumentali e passaggi vocali sommessi e introspettivi contribuisce a mantenere alta la tensione emotiva, senza mai cadere nella retorica. Ogni suono, ogni pausa, ogni distorsione ha un ruolo narrativo, trasformando l’intero disco in una colonna sonora immaginaria per un film interiore.»

Puoi ascoltare l’EP qui:

BIO
Dear Company è un progetto dal sound evocativo, che si muove tra malinconia oscura, paesaggi cinematici e delicate sfumature dream pop. La loro musica dipinge mondi sospesi tra il reale e l’onirico, creando un’atmosfera unica fatta di minimalismo e inquietudine.
Nato nel 2024 dall’incontro di due anime complementari, il duo combina la versatilità di Martino Cappelli, chitarrista etno-sperimentale con numerose collaborazioni all’attivo, e l’intensità evocativa di Elisa Pambianchi, già nota nel panorama darkwave/post punk per la sua voce coinvolgente.
Da questa fusione creativa è nato il loro primo EP “Scratches”, un viaggio sonoro che mescola elementi acustici ed elettronici, impreziositi dalla voce sognante di Elisa. Un progetto che vanta, tra gli ospiti, nomi quali Simona Ferrucci (Winter Severity Index) e Adriano Vincenti (Macelleria Mobile di Mezzanotte), testimoniando la qualità e la ricchezza del loro universo musicale.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Luci e ombre della provincia: “Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Per un’idea” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 13 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Tra quiete illusoria e disagio sommerso, le periferie emergono come luoghi sospesi: da qui nasce il loro post-punk intriso di emozione e al contempo attraversato da una tensione rabbiosa che rende il brano vibrante.

Foto: Valeria Pepe

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Pregare per sempre o vivere senza fede?
”Per un’idea” è il primo passo dentro il mondo raccontato dagli Asianoia nel nuovo disco.
Tra le strade lunghe della campagna fino ai viali confusi della città, dentro l’esasperante paradosso della vita vera, dove l’assurdo e il consueto si scontrano con violenza. Dove resta solo il dubbio che non ci sia più niente di reale in cui credere. Dove il sogno di un’idea a cui aggrapparsi diventa un’ossessione.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Records

Categorie
rock

I Nevecieca e ‘Vacuità’: il debutto punk-rock dalla provincia che vuole il palco

I Nevecieca pubblicano Vacuità, un album che nasce dall’urgenza di una band della provincia di esprimersi senza filtri, lontana dai grandi centri musicali e dalle logiche del mainstream. Questo contesto rende il disco autentico e immediato: ogni brano trasmette la sensazione di essere concepito per il palco, di una band che cresce suonando dal vivo, affrontando spazi piccoli, locali improvvisati e serate che richiedono energia pura.

Vacuità racconta il passaggio doloroso tra sogni giovanili e responsabilità adulte, le fratture emotive e le delusioni che segnano una generazione. I testi sono incisivi, a tratti malinconici, ma mai consolatori: i Nevecieca non cercano il consenso facile, ma comunicano un’urgenza reale. Le chitarre graffianti, i riff nervosi e la sezione ritmica compatta restituiscono un’energia che solo un approccio live può veramente rendere giustizia.

Il disco mescola atmosfere rarefatte a scatti rock esplosivi, alternando momenti di introspezione a passaggi di pura tensione elettrica. In questo equilibrio, emerge la forza del gruppo: la provincia non è un limite, ma un terreno fertile per costruire un suono sincero, immediato e senza compromessi.

Vacuità è un debutto che funziona sia come ascolto attento in cuffia, sia come promessa di live intensi, dove la band può tradurre tutta la sua energia e vulnerabilità in un’esperienza condivisa. È un album che parla a chi cresce in luoghi fuori dai circuiti principali, a chi conosce l’attesa e la voglia di liberarsi, e lo fa con autenticità, franchezza e tensione reale.

Categorie
Comunicato stampa Indie rock

Oltre la notte: “Torino” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti

“Torino” è il nuovo singolo dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 28 novembre 2025. Un’intimità che si innalza fino a diventare un grido audace, la lucida certezza che persino nel cuore insondabile della notte si possa ancora scorgere un sentiero proprio. La fusione tra la forza primordiale dei riff e la tenerezza dei cori avvolge il brano in un’anima fiera e vibrante, capace di commuovere mentre afferma la propria presenza nel buio.

Foto: Christian Fiorina

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«La nostra voce in mezzo al rumore. Una canzone su chi resta, su chi urla per farsi sentire. È l’abbraccio che rimane quando tutto il resto brucia.
Nata da un giro di chitarra acustica suonato nel 2017 tra un’esame universitario e l’altro, “Torino” si è trasformata in un brano rock, immaginando una città che urla e si abbraccia ma che rimane sempre immersa in quella rabbia che fa un po’ bene.
Le chitarre elettriche graffiano dando voce alla tensione, le linee di pianoforte scavano invece nello spazio più intimo del brano, come un respiro profondo in mezzo al caos. È la fotografia di una notte urbana, l’invito a non restare fermi tra il bisogno di urlare e quello di abbracciare le proprie paure, pensieri e desideri da bruciare. “Torino” parla di chi non si rassegna, di chi trasforma la rabbia in fiori nel cemento. E’ il nostro modo di dire che soprattutto nel rumore c’è speranza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie rock

La rivolta nel collasso: “Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Tutto è Inutile” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito martedì 25 novembre 2025 via Costello’s Records. Un brano istintivo, carnale, feroce. Una rivolta solo in apparenza vana, il gesto rassegnato di chi assiste all’universo attorno a sé sgretolarsi, collassare, implodere. Tra inclinazioni punk e pulsazioni serrate, la voce di Vertebra esplode, urla, si lacera con la lucidità di chi comprende che l’ultima arma rimasta è proclamare al mondo la propria indignazione.

Foto: Francesco Girardi

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Tutto è Inutile” è un brano veloce e diretto, un ibrido tra la drum and bass e il punk. È un pensiero nichilista sulla fugacità del successo, esprime l’impotenza di fronte al continuo susseguirsi di idoli demagogici e ghiotti di potere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Records