I COLLA, band di Vicenza che rappresenta un piccolo cult della scena indipendente, annunciano la pubblicazione del loro nuovo singolo “Fottetevi”, disponibile su tutte le piattaforme digitali da giovedì 29 gennaio 2026 via Dischi Soviet Studio / The Orchard.
Duro, diretto e senza compromessi, “Fottetevi” è un inevitabile pugno sonoro che riassume l’attitudine punk che da sempre caratterizza il gruppo: una miscela di energia irriverente, melodie incisive e messaggi schietti che non chiedono permesso. Il brano anticipa il nuovo disco dei COLLA, atteso nel corso del 2026, registrato in appena 5 giorni per catturare l’urgenza e la spontaneità delle performance live. Originari della provincia di Vicenza, i COLLA si sono rapidamente imposti come punto di riferimento nella scena indipendente italiana grazie al loro vitalità hard punk visceralmente sincera, con alcune innegabili venature pop: melodie che si attaccano alle orecchie e testi che dicono le cose come stanno, senza filtri.
Con una discografia che include lavori come “Adios Cabrones” (uscito nel 2025 per Dischi Soviet) e l’EP “Undër”, registrato in un’unica giornata di studio, la band ha consolidato una reputazione live potente e un rapporto con il pubblico basato su autenticità e pura energia.
“Fottetevi è una scheggia Hard Punk un graffio. Rappresenta un grido sulla quotidianità quasi sempre imposta e mai vissuta veramente. Raccoglie il disagio e la ricerca costante di libertà.”
Registrato e prodotto da Colla con Maurizio Baggio (La Distilleria Produzioni Musicali)
BIO:
COLLA è un trio vicentino nato nel 2017 dall’incontro tra musicisti già attivi nella scena alternativa punk italiana. Il loro suono fonde l’urgenza del punk, la potenza dell’hard rock e la melodia del pop, dando vita a un mix esplosivo e immediatamente riconoscibile. I testi, diretti e sinceri, raccontano con disillusione e ironia la fragilità quotidiana, mentre dal vivo i COLLA sprigionano pura energia: nessun filtro, nessuna posa — solo suono, sudore e contatto con il pubblico. Ogni concerto è un’esperienza collettiva, intensa e viscerale, che li ha portati a calcare palchi di club, festival e rassegne in tutta Italia.
I COLLA sono Hard perché pestano più duro che possono su fusti, basso e chitarre.
I COLLA sono Punk perché ti dicono le cose come stanno.
Fuori dal 16 gennaio “Stranger in Hometown”, il nuovo EP di Danilo Cristofaro. Quattro canzoni che si muovono in melodie tra post-punk e new wave. Il suono attraversa come una scarica: linee rigide, pulsazioni scure, una voce in equilibrio instabile.
“Stranger in Hometown” si presenta come un viaggio sonoro lungo un corridoio di ombre: uno spazio sospeso in cui memoria ed emozione si intrecciano. E’ disallineamento tra individuo e luogo, alienazione e disorientamento in forma sonora. Il sound scorre come correnti sotterranee, modellando paesaggi interiori e alimentando una tensione costante tra luce e oscurità.
L’EP si apre con “Long Way Down”, un brano che parte in maniera cupa e introspettiva. Un rock/folk scuro e viscerale che racconta cosa resta dopo aver visto qualcosa capace di contaminarti dentro, lasciandoti addosso la sensazione di non appartenere più a nessun luogo.Il brano è accompagnato da un videoclip diretto da Daria Forelsket. “Soultaker” è un brano pop rock malinconico che affronta il bisogno di lasciare andare, non come resa ma come atto di consapevolezza. “Cochito” è una canzone ispirata alla storia dei popoli nativi americani, segnata da violenze, espropriazioni e resistenza. Racconta la guerra come una presenza costante e invisibile
Il disco si chiude con “Sleep Paralysis”, l’emblema del disco dove dubbi e riflessioni non trovano una risposta.
Noi per conoscerlo meglio, gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.
Premetto di non appartenere alla schiera degli amanti delle certezze granitiche: cambiare idea, per me, è un esercizio quotidiano, una sorta di ginnastica mentale. Parlerò quindi non tanto di cose che preferisco in senso assoluto, quanto di ciò che nel tempo si è imposto come una costante, tralasciando sesso e salute, che appartengono a una sfera talmente universale (mi auguro) da non richiedere troppe sottolineature.
Cercherò di mantenere un tono leggero, perché se ci addentrassimo davvero in temi “seri” — tipo: «Tra le cose che preferisco c’è il potermi ritenere ancora sano di mente nonostante viva in un Paese in cui la politica ha smesso di esserlo da decenni.» — finiremmo inevitabilmente a parlare della mia incazzatura (e non credo sia questo il focus della rubrica) o, al massimo, di musica. Incazzata.
Ma a proposito di musica…
PRINCE È uno di quegli artisti che, più li esplori, più si moltiplicano. Ha firmato alcuni degli album più audaci, raffinati e completi della storia della musica pop. È sovrabbondante, quasi barocco. Possiede un’estensione vocale vertiginosa ed è, senza esagerazione, uno dei più grandi chitarristi di sempre. Polistrumentista, produttore, ingegnere del suono, performer, ballerino: provate a immaginare un ruolo nell’universo musicale e con buona probabilità lui l’ha incarnato prima e meglio di molti. E poi le sue battaglie, artistiche e politiche. In pochi ricordano che fu il primo a pubblicare musica su internet e a opporsi allo sfruttamento e alla standardizzazione dell’industria discografica. Come spesso accade, purtroppo, queste qualità le ha dovute pagare a caro prezzo. E devo ammetterlo: l’uso attuale del suo catalogo mi lascia perplesso. Dubito che lui ne sarebbe entusiasta.
IL CINEMA
Eviterei di citare un singolo autore: la lista sarebbe interminabile, come per la musica (e infatti ho appena compiuto uno sforzo enorme: il dottore mi ha prescritto di farlo al massimo una volta al giorno). Mi ha anche consigliato di smettere di fumare, ma quello è un altro discorso…
Il cinema, in sé, è una meraviglia. È una macchina empatica che ti permette di guardare il mondo attraverso gli occhi degli altri e di porti, inevitabilmente, la domanda: «Io, al suo posto, cosa farei?». Senza quasi accorgertene, può educarti, modellarti, suggerirti un’idea di ciò che potresti — o vorresti — diventare. È pura alchimia: il luogo in cui tutte le arti decidono di convivere sotto lo stesso tetto.
BATMAN Il mio rapporto con il Cavaliere Oscuro è lungo, fedele, e affonda le radici nell’infanzia. Ne ho attraversato tutte le incarnazioni, trovandole ogni volta affascinanti a modo loro, dalla carta stampata al grande schermo. Dai deliri pop della serie con Adam West al vigilante cupo e quasi reazionario di Frank Miller; dalle atmosfere gotiche di Tim Burton alle graphic novel come Killing Joke, Arkham Asylum, The Long Halloween … fino alle riletture più recenti che, a differenza di quanto accade a molti altri personaggi, possono ancora vantare una concentrazione impressionante di autori di altissimo livello. Potrei parlarne per ore.
LA PIZZA Qui l’intellettualismo vacilla. La pizza è una costante esistenziale. La amo da sempre e ogni giorno troverei una giustificazione filosofica per mangiarne almeno una fetta. Quando mia madre la preparava in casa era una festa liturgica. Da bambino mi chiamava Michelangelo: non il genio del Rinascimento, ma la Tartaruga Ninja, il che la dice lunga sul mio immaginario formativo.
IL CAFFÈ Un vizio, certo, ma di quelli nobili. La vita è fatta anche di minuscoli piaceri quotidiani, e il caffè è tra i miei più fedeli alleati. Come si può affrontare una giornata senza? Chi sostiene di riuscirci mi ispira un sospetto istintivo: o possiede un autocontrollo sovrumano, oppure è un potenziale sociopatico in attesa di un pretesto per dare di matto. Io, per prudenza, continuo a berlo.
La band toscana Mona Grant torna con Come un Soutine, un brano che si inserisce con coerenza nel loro percorso e che chiarisce ulteriormente la direzione espressiva intrapresa dalla band lucchese. Il singolo si muove lungo coordinate rock-blues riconoscibili, ma introduce una densità emotiva e narrativa che va oltre la semplice riproposizione di stilemi consolidati, puntando su una scrittura essenziale e su un suono volutamente non addomesticato.
Il brano prende forma da un incontro reale, raccontato senza idealizzazioni né sovrastrutture simboliche. La relazione al centro del testo rifiuta definizioni, prospettive e promesse, concentrandosi su un presente che si consuma nel momento stesso in cui accade. È una scelta narrativa che privilegia l’urgenza rispetto alla costruzione, e che trova nella musica un alleato naturale: il suono procede asciutto, nervoso, lasciando spazio a dinamiche che non cercano mai la conciliazione.
Il riferimento a Chaïm Soutine non è un semplice omaggio colto, ma una chiave interpretativa precisa. Come nella pittura dell’artista, anche in Come un Soutine la forma non è mai rassicurante, né levigata. Ciò che conta è la verità del gesto, l’intensità che precede qualsiasi tentativo di abbellimento. Questa impostazione emerge tanto nel testo quanto nella resa strumentale, dove ogni elemento sembra rispondere a una necessità espressiva più che a una logica di equilibrio formale.
Dal punto di vista musicale, i Mona Grant confermano una scrittura consapevole, capace di sostenere il racconto senza sovraccaricarlo. Il rock proposto è diretto, attraversato da tensioni psichedeliche che non diventano mai protagoniste assolute, ma contribuiscono a costruire un clima emotivo sospeso. La centralità della voce e del testo rimane intatta, sostenuta da una sezione ritmica che lavora per sottrazione e da chitarre che evitano qualsiasi compiacimento.
Il risultato è un brano che non cerca di sedurre l’ascoltatore, ma di coinvolgerlo. Come un Soutine non offre risposte né soluzioni narrative, limitandosi a esporre uno stato d’animo con lucidità e misura. In questo senso, il singolo rappresenta un ulteriore passo verso una maturità artistica che si fonda sulla coerenza e sulla capacità di riconoscere i propri limiti come parte integrante dell’identità.
Disponibile da venerdì 30 gennaio 2026 il nuovo singolo del progetto Bonje In Yurt dal titolo“RESTA“, fuori su tutte le piattaforme digitali per Onda Dischi. Il brano rappresenta un vero e proprio spartiacque per il longevo progetto solista di Marco Bongini: dopo un percorso internazionale in lingua inglese, l’artista sceglie l’italiano per dare voce a una nuova, intima identità. Con “RESTA“, Bonje in Yurt conferma la sua capacità di mutare forma e testare molteplici sonorità senza mai peccare di gusto.
Il risultato è una canzone che non cede alla banalità ma si rivela immediatamente “digeribile” e capace di creare un legame istantaneo con l’ascoltatore. Il brano culmina in un finale che ha il sapore dell’inno generazionale: la frase “Non ti addormentare in autostrada… scrivimi quando sei a casa” risuona già come un mantra, destinato a diventare il momento clou dei live che vedranno l’artista impegnato in un tour su e giù per lo stivale. Dietro l’orecchiabilità del ritornello si nasconde una narrazione stratificata, basata su vissuti personali e su un realismo agrodolce. Il brano tocca anche le difficoltà logistiche ed emotive delle relazioni, con un tocco di ironia su dinamiche familiari che sembrano appartenere al passato ma sono ancora vivide.
“Non è semplice avere relazioni a distanza, soprattutto quando il padre della tua fidanzata non ti vuole in casa a dormire… no, non è una canzone che parla di 100 anni fa…”
“Mi piace inserire più chiavi di lettura nelle cose che faccio o comunque caricarle di un intenso valore autobiografico, in modo che le persone possano ritrovarcisi in tutto o in parte. Sicuramente l’aspetto più evidente è quello di una giovane coppia che deve salutarsi all’ora tarda della notte. C’è il tema del saluto, del rimanere soli per alcune ore di auto, dell’altissimo rischio di avere colpi di sonno durante il tragitto; io in primis soffro molto i rettilinei e le gallerie che mi danno un effetto narcotizzante.”
(Bonje In Yurt)
CREDITI E TOUR
La produzione artistica riflette la cura maniacale per il suono: “RESTA” è prodotto e arrangiato da Davide Martiello (Suite Ohm Studio) e Lorenzo Iuracà, mentre il mixaggio è stato affidato ad Andrea Benassai (Sonoria Studio).Il progetto live è già pronto a partire. Le date del tour sono consultabili direttamente sul profilo Spotify dell’artista. La tournée è curata da Mantide Concerti, realtà toscana di booking dedicata alla musica d’autore e co-fondata dallo stesso Marco Bongini.
TOUR (date in aggiornamento)
13 febbraio 2026 – GENOVA @ Trinità 14 febbraio 2026– MILANO @ C.I.Q. 21 marzo 2026 – LIVORNO @ Surfer Joe 27 marzo 2026 – FIRENZE @ Jazz Club 28 marzo 2026 – AREZZO @ W.I.P. 15 aprile 2026 – TORINO @ Blah Blah 8 maggio 2026 – COLLE VALDELSA (SI) @ Bottega Roots 16 maggio 2026 – PISTOIA (PT) @ The Dumb 05 luglio 2026 – SAN MINIATO (PI) @ Circolo G. Monti Stibbio
BIO:
Bonje in Yurt è un progetto musicale che intreccia suggestioni di culture straniere, in parte vissute direttamente dall’artista, con esperienze quotidiane legate ai rapporti sentimentali, conviviali e al confronto con il prossimo. Il sound unisce folk, world music, pop e alternative rock, sostenuto da una timbrica vocale personale e versatile, capace di fondersi con registri diversi, fino a sfiorare timbri femminili senza mai percepirlo come limite.
Dopo un primo percorso in lingua inglese, il progetto ha trovato nuova identità in italiano, sviluppando una sequenza di 5 singoli tematici, ognuno legato a esperienze e vissuti personali. Questa direzione permette di creare narrazioni coerenti e veicolabili verso un pubblico preciso.
Disponibile da venerdì 30 gennaio 2026 il nuovo singolo del progetto Bonje In Yurt dal titolo“RESTA“, fuori su tutte le piattaforme digitali per Onda Dischi. Il brano rappresenta un vero e proprio spartiacque per il longevo progetto solista di Marco Bongini: dopo un percorso internazionale in lingua inglese, l’artista sceglie l’italiano per dare voce a una nuova, intima identità. Con “RESTA“, Bonje in Yurt conferma la sua capacità di mutare forma e testare molteplici sonorità senza mai peccare di gusto.
Il risultato è una canzone che non cede alla banalità ma si rivela immediatamente “digeribile” e capace di creare un legame istantaneo con l’ascoltatore. Il brano culmina in un finale che ha il sapore dell’inno generazionale: la frase “Non ti addormentare in autostrada… scrivimi quando sei a casa” risuona già come un mantra, destinato a diventare il momento clou dei live che vedranno l’artista impegnato in un tour su e giù per lo stivale. Dietro l’orecchiabilità del ritornello si nasconde una narrazione stratificata, basata su vissuti personali e su un realismo agrodolce. Il brano tocca anche le difficoltà logistiche ed emotive delle relazioni, con un tocco di ironia su dinamiche familiari che sembrano appartenere al passato ma sono ancora vivide.
“Non è semplice avere relazioni a distanza, soprattutto quando il padre della tua fidanzata non ti vuole in casa a dormire… no, non è una canzone che parla di 100 anni fa…”
“Mi piace inserire più chiavi di lettura nelle cose che faccio o comunque caricarle di un intenso valore autobiografico, in modo che le persone possano ritrovarcisi in tutto o in parte. Sicuramente l’aspetto più evidente è quello di una giovane coppia che deve salutarsi all’ora tarda della notte. C’è il tema del saluto, del rimanere soli per alcune ore di auto, dell’altissimo rischio di avere colpi di sonno durante il tragitto; io in primis soffro molto i rettilinei e le gallerie che mi danno un effetto narcotizzante.”
(Bonje In Yurt)
CREDITI E TOUR
La produzione artistica riflette la cura maniacale per il suono: “RESTA” è prodotto e arrangiato da Davide Martiello (Suite Ohm Studio) e Lorenzo Iuracà, mentre il mixaggio è stato affidato ad Andrea Benassai (Sonoria Studio).Il progetto live è già pronto a partire. Le date del tour sono consultabili direttamente sul profilo Spotify dell’artista. La tournée è curata da Mantide Concerti, realtà toscana di booking dedicata alla musica d’autore e co-fondata dallo stesso Marco Bongini.
TOUR (date in aggiornamento)
13 febbraio 2026 – GENOVA @ Trinità 14 febbraio 2026– MILANO @ C.I.Q. 21 marzo 2026 – LIVORNO @ Surfer Joe 27 marzo 2026 – FIRENZE @ Jazz Club 28 marzo 2026 – AREZZO @ W.I.P. 15 aprile 2026 – TORINO @ Blah Blah 8 maggio 2026 – COLLE VALDELSA (SI) @ Bottega Roots 16 maggio 2026 – PISTOIA (PT) @ The Dumb 05 luglio 2026 – SAN MINIATO (PI) @ Circolo G. Monti Stibbio
BIO:
Bonje in Yurt è un progetto musicale che intreccia suggestioni di culture straniere, in parte vissute direttamente dall’artista, con esperienze quotidiane legate ai rapporti sentimentali, conviviali e al confronto con il prossimo. Il sound unisce folk, world music, pop e alternative rock, sostenuto da una timbrica vocale personale e versatile, capace di fondersi con registri diversi, fino a sfiorare timbri femminili senza mai percepirlo come limite.
Dopo un primo percorso in lingua inglese, il progetto ha trovato nuova identità in italiano, sviluppando una sequenza di 5 singoli tematici, ognuno legato a esperienze e vissuti personali. Questa direzione permette di creare narrazioni coerenti e veicolabili verso un pubblico preciso.
Dopo il precedente disco “Dream“, i Not My Value tornano con “Reality“, il nuovo EP in uscita venerdì 16 gennaio 2026 per Totally Imported. Secondo capitolo di un progetto diviso in due parti, “Reality” completa un percorso pensato come un’unica opera: due EP distinti ma inseparabili, due facce della stessa medaglia. Il Side B è il lato più oscuro dei due EP sia a livello musicale che concettuale: è un EP che parla di follia e di ex manicomi, di relazioni complicate e del senso di impotenza che si prova non potendo aiutare qualcuno che soffre. Apre e chiude con il tema della nostalgia per un passato nel quale era possibile immaginare un futuro. Il Side A si apre guardando al passato e il Side B chiude con un futuro negato (“No future, no future”).
Composorers and authors: Claudio Brambilla, Lisa Marchiani
Released with: Totally Imported Recorded at: Le Ombre Studio Artistic Production: Lele Battista Mix&Master: Francesco Ciccio Ingrassia Drums (La Mazurka di Periferia): Riccardo Fanara English Consultant: Paul Andrew Roberts Artwork: Monica Lasagni Photo: Anna-Sofie Bass Styling: Mia Ray Mua: Riccardo Marotta Jewels: Michele Sollazzo
DISCHI LIMITED EDITION
La stampa del disco è stata realizzata a mano da Officina del disco. Si tratta di un’edizione limitata infatti ne sono state prodotte solo 30 copie. Il numero della copia si trova in fondo al lago nell’ultimo strato di “Reality” perchè anche il disco, come lo show, è un’esperienza da scoprire su più livelli.
I Not My Value presenteranno il nuovo disco in anteprima il 15 gennaio 2026 al Nuovo Anfiteatro Martesana. Lo show che proporranno sarà preceduto da un video nel quale un presentatore misterioso introdurrà l’atmosfera e i temi chiave del live: la difficoltà di distinguere tra sogno e realtà, l’inaffidabilità dei ricordi e la nostalgia per un passato nel quale era possibile immaginare un futuro.
Lo spettacolo si chiama “La copia di uno show che non è mai esistito” e non è solo musica ma un’esperienza multisensoriale: visuals sincronizzati e la voce narrante di un robottino, guidano lo spettatore attraverso le varie fasi del percorso. Lo show si apre con la Mazurka di periferia, brano icona del ballo liscio romagnolo e si chiude con una rielaborazione dei Not My Value in chiave desert post-rock. Per passare dall’originale e alla rielaborazione (o copia) si compie un viaggio psichedelico diviso in 3 atti: Sogno, Limbo e Realtà. Alla fine dello show i Not My Value faranno una breve chiacchierata sul palco con Gioele Barsotti, giornalista musicale e Project Manager di Totally Imported
(calendario in aggiornamento):
15/01 – NAMA – Milano – RELEASE PARTY 17/01 – Oca morta – Parma 24/01 Teatro del Sale – Firenze 06/02 – Arci Dude – Soliera MO 07/02 – Arci Area – Carugate MI 20/02 – Freeda Mood – Roma 21/02 – Oltreverso – Succivo CE 22/02 – Disclan – Bei Fatti (mattina) – Salerno 22/02 – Kindergarten (sera) – Benevento 06/03 – Cabaret Voltaire – Bari 07/03 – Ribhaus – Macerata 08/03 – Vox Live – Jesi 11/03 – Corte dei Miracoli – Milano 13/03 – WIP – Terranuova Bracciolini AR 14/03 – Spazio Modu – Perugia
BIO:
Coppia nella vita come nell’arte, sono un duo dark trip-hop psichedelico di base a Milano.
La loro musica è un equilibrio precario tra echi inquietanti e atmosfere oniriche che si mescolano creando capovolgimenti sonori. Traggono ispirazione dal cinema, dalla filosofia, dalla letteratura, con una particolare affinità per l’universo di David Lynch. Non a caso, lo show che portano live è uno spettacolo in tre atti (Sogno, Limbo, Realtà), guidato da visuals in sync con la musica e da un robottino di legno e viti che prende la parola, accompagnando il pubblico in un viaggio onirico. Dall’autunno 2025 entrano nel roster di Totally Imported.
nothingtodowithyou è il singolo di presentazione dei Minerva, giovane band varesina al passo d’esordio in collaborazione con Dissonance e con distribuzione Believe. Il brano, in uscita venerdì 16 gennaio 2026, è il primo estratto dall’EP di debutto canUrelate?, che vedrà la luce nel corso dei prossimi mesi.
Le sonorità di nothingtodowithyou introducono perfettamente al particolare “prog pop” di cui la band si fa portatrice: un sound che unisce influenze derivate dall’alternative rock, dall’emo, dall’indie e dall’elettronica, con l’orecchio per le belle melodie che non lascia però mai in secondo piano l’attenzione alla qualità dello strumentale, evidente già dal riff introduttivo del brano e che trova massima espressione nel bridge che evoca un’improvvisazione da jam session jazzistica.
“nothingtodowithyou è un viaggio mentale claustrofobico dentro la psiche di qualcuno che si sente consumato da pensieri ossessivi, insicurezze profonde e una costante autoanalisi che sfocia in auto-sabotaggio”, raccontano i Minerva a proposito del brano. Il testo esplora il conflitto interiore tra desiderio di liberazione e la sensazione di essere intrappolato nei propri stessi schemi mentali, con il costante dubbio per cui tutto possa essere realtà o paranoia.
Minerva è un gruppo alternative/indie rock varesino che mescola emo, elettronica e pop in uno stile da loro definito “prog pop”. Le canzoni, in lingua inglese, uniscono melodie orecchiabili a strutture complesse; il sound è caratterizzato da atmosfere leggere, arrangiamenti sofisticati e un cantato che alterna parti delicate a scream di derivazione hardcore. I testi si muovono tra l’analisi delle relazioni nell’epoca digitale, alienazione, iperconnessione, amore frammentato e un’introspezione lucida su insicurezze e senso di inadeguatezza. Il risultato è una proposta che dà voce a un disagio autentico generazionale, costruendo un universo sonoro personale, stratificato e profondamente emotivo. Tra le influenze: Origami Angel, The 1975, Closure in Moscow, Nothing but Thieves; nei live, la band è ispirata dall’apertura strutturale della fusion con l’incorporazione di parti di improvvisazione.
È uscito il nuovo disco di Mike Orange, Aranciata Amara, un EP composto da cinque brani che giocano sul contrasto tra leggerezza musicale e riflessione interiore. L’album non propone una narrazione lineare, ma si sviluppa come una sequenza di stati emotivi, nei quali il cantautore alterna momenti di introspezione a tracce più aperte e melodiche.
Il primo brano, Dirò e rifarò, concentra l’attenzione sul processo creativo: l’ispirazione è descritta come un momento fugace da catturare e trascrivere, un’istantanea di pensieri ed emozioni che definisce la giornata dell’artista. Giardino sposta il focus sulla relazione con gli altri, affrontando temi di solitudine, depressione e resilienza. La metafora del giardino permette di illustrare la necessità di coltivare i rapporti significativi, anche nei momenti più difficili.
Una sera rappresenta un’interruzione ritmica rispetto ai brani precedenti, introducendo un’atmosfera più leggera con accenni di bossanova. La traccia descrive un incontro fugace e perfetto nella sua brevità, restituendo un tono scanzonato senza risultare superficiale. Parole scritte male concentra l’attenzione sulla memoria e sulla fragilità dell’espressione, con arrangiamenti che valorizzano la delicatezza della scrittura, mentre Poeta chiude l’EP con una riflessione ironica sul ruolo dell’artista e della creatività, sottolineando la distanza tra percezione esterna e realtà interiore.
Dal punto di vista sonoro, la produzione è lineare e calibrata. La band che accompagna Orange in studio – tastiere, chitarre, basso e batteria – lavora in equilibrio con la voce, creando un suono uniforme e coerente. Ogni strumento è al servizio del testo, senza sovrastarlo, mentre le scelte melodiche mantengono un registro accessibile ma preciso.
In sintesi, Aranciata Amara consolida il percorso artistico di Mike Orange, evidenziando una scrittura attenta ai dettagli e capace di misurare l’uso di strumenti e arrangiamenti. L’EP si rivela un lavoro compatto, in cui i contrasti emotivi tra leggerezza e amarezza sono sviluppati con coerenza, senza ricorrere a effetti superflui.
Dopo il singolo I Hate You All uscito verso la fine del 2025, e a due anni dal loro album d’esordio Cowpunk! (2023), i MaveriX pubblicano un secondo singolo inedito, intitolato MaveriX Radio, fuori giovedì 15 gennaio 2026. La canzone, così come la traccia precedente, fa parte di una serie di singoli in programma per il trio, che culminerà con la pubblicazione di un EP questa primavera.
MaveriX Radio è una scarica di energia cowpunk che taglia il rumore con grinta, velocità e zero compromessi. I MaveriX osservano un mondo fatto di sorrisi finti, scene statiche e pose di plastica, e rispondono con un inno ad alto voltaggio pensato per notti sudate e ribellione senza filtri. Tra riff fulminanti, cori da urlare e un“HEY HO! LET’S GO!” che spacca la porta, il brano sintonizza l’ascoltatore su una nuova frequenza: più forte, più sporca, più vera. È il suono di una band che entra a gamba tesa e riscrive le regole.
L’uscita del nuovo EP coinciderà anche con nuove date in giro per l’Italia e per l’Europa, dopo che la band si è fatta conoscere suonando l’ultimo album Cowpunk!sui palchi del continente nel corso del 2023, del 2024 e del 2025. I MaveriX saranno, fra le altre cose, di scena al Summerside Festival in Svizzera a giugno e in Germania con un tour programmato per aprile.
si autorizza utilizzo per trasmissione radiofonica
Autore: Niccolò Cagnoni Compositori: Niccolò Cagnoni, Alberto Dragoni, Matteo Bonini, Andrea Tripodi
Registrato, mixato e masterizzato da Andrea “Trix” Tripodi
I MaveriX sono: Niccolò Cagnoni: chitarra e voce Alberto Dragoni: batteria e cori Matteo Bonini: basso e cori
BIO
Un’esplosiva miscela di punk rock melodico e influenze country: questo è l’inconfondibile sound dei MaveriX, già soprannominati “i Social Distortion italiani”. Nato nel sud di Milano e formato da tre musicisti di grande esperienza -Nicc, Drago e Teo- il progetto si è imposto in soli due anni con energia e personalità. Il debutto discografico, COWPUNK!, uscito per Rocketman Records, ha raccolto recensioni entusiaste su webzine e fanzine specializzate. Nel frattempo i MaveriX hanno incendiato i palchi di Nord e Centro Italia, Sardegna, Svizzera e Belgio, condividendo il palco a luglio 2024 anche con i leggendari Punkreas. E il meglio deve ancora arrivare: dal 30 ottobre 2025 la band pubblicherà una serie di nuovi singoli che anticiperanno un EP previsto per la primavera 2026, accompagnato da una campagna social e da un tour europeo che vedrà il suo culmine nella partecipazione della band al Summerside Festival in Svizzera al fianco di nomi come Helloween, P.O.D. e Billy Talent. Un concentrato di energia pronto a travolgere pubblico e addetti ai lavori.
Onisco apre il nuovo anno con “Spell”, il nuovo singolo disponibile dal 9 gennaio su tutti i digital store. Un pezzo che come i precedenti lavori mescola pop ed elettronica.
“Spell” è un brano grintoso che travolge l’ascoltatore con beat incalzanti e una voce trascinante e potente. Onisco sa far emozionare e venir voglia di ballare allo stesso tempo.
Se in “A Shadow in the Sun” si guardava più al lato introspettivo, in questo nuovo brano sono i sentimenti sotto i riflettori. Si parla di un amore così potente che sembra quasi nato da un incantesimo.
Il testo parla di un amore che inizialmente può sembrare fuori controllo o perfino “pericoloso” come una maledizione, ma che in realtà libera e trasforma. La magia e la maledizione diventano metafore della potenza dell’amore: qualcosa che cambia profondamente chi lo prova e non può essere ignorato o negato.
“And we will never be the same again / I don’t want to be the same”
L’amore ha trasformato i protagonisti in modo irreversibile. L’accettazione di questo cambiamento è positiva: non vogliono tornare alla loro “vecchia vita”, perché l’esperienza dell’amore li ha arricchiti e completati.
Il progetto ONISCO mette al centro il suono e la melodia. Cerca di essere un progetto libero, non condizionato da algoritmi, ma solo dalla volontà di creare ciò che a noi Onisco piace suonare, sentire e ballare.
Onisco è un concetto di cui chiunque può fare parte, senza giudizi, senza limiti di nessun tipo. Solo musica.
Il progetto nasce a gennaio 2025 e si sviluppa pochi mesi dopo. La volontà di Onisco è di pubblicare un brano ogni due mesi. Il primo brano uscito è “Poison” seguito da “Jungle”, “Whispers”, “Bright colours”, “Unforgivable”, “Prayer”, “Until Dawn” e “Erase”. Il 14 novembre presenterà “A Shadow In The Sun”, seguito nell’anno nuovo da “Spell”.
Onisco ha anche una presa di posizione chiara contro l’intelligenza artificiale nell’arte. La sua musica nasce sempre da una mente e un cuore umano. Nel 2026 si prepara a presentare un singolo che tratti proprio quest’argomento. Stay tuned!
L’album di debutto omonimo di GREAMS torna in una nuova veste. Venerdì 23 gennaio 2026 esce infatti una speciale Deluxe Edition di “GREAMS“, disponibile su tutte le piattaforme digitali e distribuita per Gelo Dischi / ExpoLive Project da Believe Music Italy.
Dietro il nome GREAMS si cela Lorenzo G., polistrumentista e produttore che con questo progetto ha costruito un immaginario sonoro personale, segnato da forti influenze dark wave, suggestioni anni Ottanta e una scrittura elettronica cupa e viscerale. Un esordio che al momento dell’uscita è passato forse in sordina, ma che nel tempo ha rivelato una direzione artistica chiara e un potenziale ancora inespresso. Questa nuova Deluxe Edition nasce proprio dall’esigenza di dare nuova luce a quel primo capitolo: il disco si arricchisce per questo di brani inediti, remix e collaborazioni. Un’estensione che rilegge il passato, mettendo in dialogo la visione iniziale con nuove voci e nuove traiettorie creative. Con questa pubblicazione, GREAMStorna con maggiore consapevolezza sulla scena indipendente, grazie anche all’ingresso, avvenuto nell’ottobre 2024, nel roster di ExpoLive Project.
Con GREAMS voglio dare voce al bambino interiore, voglio dare forma ai desideri e dimostrare che c’è sempre tempo per fare, creare e seguire i propri sogni.
REALEASE PARTY 24 gennaio 2026, Roma @ Campo Magnetico
Il progetto GREAMS si arricchisce grazie alla collaborazione con artisti che hanno portato la propria sensibilità e il proprio stile in alcune tracce fondamentali: “Caro G. Pastine” con Luca Urbani e Castelli, “Ciao Luna!” con il mio brother (not in law) Ray Romijn e “Cuori & Club” con Moon in Scorpio. Un ringraziamento speciale a ciascuno di loro, per il contributo artistico e umano.
TRACKLIST:
1 – Caro G.Pastine 2 – Forever Young 3 – Cruise Tom 4 – Ologramma Emozionale 5 – Transport 6 – Ciao Luna! 7 – Big Babol 8 – Cuori & Club 9 – Nina 10 – Forse Sento
11 – Caro G. Pastine (featuring Luca Urbani, Castelli) 12 – Ciao Luna! (featuring Ray Romijn) 13 – Musa (cover Marlene Kuntz) 14 – Cuori & Club ( Moon in Scorpio dance remix)
BIO:
GREAMS è il progetto solista di Lorenzo G., musicista romano che fonde synth nostalgici, ritmi pulsanti e visioni intime ispirate alla retrowave. Polistrumentista, Lorenzo scrive, produce, mixa e cura l’estetica visiva, creando un universo sonoro e visivo che fluttua tra passato e futuro, sogni digitali e malinconia luminosa.
Dopo singoli ed EP in inglese, il 14 aprile 2024 esce “Greams”, il suo primo album interamente in italiano: un viaggio emotivo e nostalgico, dove il romanticismo elettronico si intreccia con racconti intimi di sogni e paure notturne, tributi all’infanzia e la ricerca di un’immortalità emotiva. L’album è un confronto diretto con il peso della realtà, cercando nel contempo di preservare la magia e la spinta a sognare. A ottobre 2024, Greams entra nel roster di ExpoLive Project, management dedicato alla musica indipendente. Il 2025 lo vedrà finalista per il Lazio ad Arezzo Wave Festival.
Attualmente, Greams è impegnato nell’attività live in tutta Italia, offrendo un’esperienza musicale immersiva e in continua evoluzione. Da venerdì 23 gennaio 2026 è disponibile una versione deluxe dell’album “Greams” con inediti, remix e collaborazioni, e un nuovo album è già in preparazione per il prossimo anno.