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Le cinque cose preferite dei Sistemi Computazionali

Fuori dal 8 novembre “Una vita al buio”, il nuovo singolo dei Sistemi Computazionali. Un brano in cui la musica accompagna delicatamente il testo dritto al cuore dell’ascoltatore. Percussioni, una chitarra acustica e una voce che racconta un dialogo. Un dialogo con qualcuno che vuole fuggire dal mondo, nascondersi dalle responsabilità o dai brutti momenti. Una fuga, spesso, da noi stessi. Sistemi Computazionali ha messo in musica quest’esigenza e l’ha fatto con estrema delicatezza.

Noi volevamo conoscere meglio il misterioso personaggio che ha dato vita a questo progetto, e siamo partiti come sempre dalle sue cinque cose preferite.

Il mare

È lo specchio dell’anima: in ogni momento di crisi o gioia è sempre con lui che mi confronto. Il rumore della risacca, il vento e l’odore della salsedine costituiscono la condizione ideale per guardarmi dentro.

Il blues

La base di tutta la musica moderna e, per eccellenza, il canto e la consolazione di chi sta soffrendo. Credo che se vuoi scrivere qualcosa di sensato devi partire da lì.

I cantautori

Hanno trasformato la canzone in forma d’arte maggiore, riempiendola di significato. Non hanno fatto poesia in musica, hanno elevato la canzone a livello della poesia, dimostrando che poteva essere altrettanto profonda e importante. Possiamo solo essergliene grati.

Le corde

Chitarre, violini, mandolini, bouzouki… Li adoro, loro e tutti gli altri strumenti a corda, anche se molti non li uso o non li so suonare. Amo tutti gli strumenti musicali, ma quelli a corda sono una parte di me.

I libri

Sono l’alter ego del mare: ho lista infinita di libri da leggere che si allunga quotidianamente. Sono un rifugio, una finestra sul mondo e sulle persone, una costante fonte di riflessione e ispirazione.