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Con riferimenti colti, ma mai elitari, Zanna ci racconta la sua musica!

Con Del tempo, degli elementi, il nuovo album uscito da poco, Zanna conferma il percorso iniziato anni fa come cantautore attento, curioso, mai banale. Otto brani che, senza eccessi o clamore, mettono al centro un’idea semplice ma non scontata: che la musica può essere un modo per osservare meglio ciò che ci circonda – il tempo, le persone, la natura, le emozioni – e restituirne un’immagine più sincera. Senza filtri, ma anche senza inutili pesantezze.

Zanna, toscano con una lunga storia tra palco e studio, costruisce un disco compatto ma vario, dove si alternano elettronica leggera, momenti acustici, passaggi più danzerecci e riflessioni intime. Ci sono riferimenti colti (Pirandello, Dante), ma anche ironia e leggerezza, in un equilibrio che tiene insieme tutte le sue anime musicali. Ogni traccia ha un suo colore preciso, ma tutte contribuiscono a dare forma a un disco che suona autentico e personale.

Non è un album che punta alla hit immediata, ma che cresce con gli ascolti. È fatto per chi ha voglia di prendersi un momento di attenzione in più, e magari anche per chi sente il bisogno di uscire dalla frenesia del quotidiano.Del tempo, degli elementi è un disco ricco di sfumature: lo hai pensato come un’opera da ascoltare tutta d’un fiato o come una raccolta di visioni autonome?

A priori non ho pensato, ho lasciato  che la musica mi portasse e poi ho osservato il disegno che si è venuto a creare. Alla fine ogni canzone è un pezzo del quadro, suggerirei di ascoltare tutto insieme. 

In un momento in cui la musica è spesso fruizione rapida, hai scelto la lentezza, la stratificazione. Qual è il tuo rapporto con il tempo, come artista?

Il tempo lo misuro con la possibilità di evolvere che ci concede. La mia sensibilità è attratta dall’indagine sull’essenza della vita. Credo che tutto accada quando deve accadere. 

“Mistico Scenario” unisce spiritualità e sensualità: come lavori su questi contrasti, senza cadere nella retorica?

Coltivando la mia personale sensibilità e confidando in quello che l’ispirazione mi suggerisce. 
Un tempo credevo che la musica fosse uno strumento a mia disposizione, adesso percepisco me stesso come suo strumento. 

Nella tua poetica sembra esserci un rifiuto della semplificazione: è un atto di coerenza o una sfida consapevole?

Mi piace moltissimo la semplificità ma la semplificazione spesso è l’arma del delitto poetico..E la poesia è la chiave per tentare di rendere infinita una forma leggera e sintetica come la canzone. 

I riferimenti colti sono presenti ma mai elitari: come lavori per mantenere questa accessibilità?

Credo siano cose che si affinano nel tempo, Il “labor limae” che riguarda la propria anima in primis.. Ci si affida di più alla musa e sempre meno al proprio ego per cui la citazione va al servizio della poetica, della possibilità e non della certezza e dello sfoggio erudito. 

Quale brano senti oggi come il più rappresentativo del tuo percorso, e perché?

Cerco di pubblicare ogni volta ciò che mi rappresenta meglio ed in profondità, considerando che siamo sempre in divenire. Da questo album scelgo in particolare Mistico Scenario