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Cosa c’è nella camera di GREAMS

L’album di debutto omonimo di GREAMS torna in una nuova veste. Venerdì 23 gennaio 2026 esce infatti una speciale Deluxe Edition di “GREAMS, disponibile su tutte le piattaforme digitali e distribuita per Gelo Dischi / ExpoLive Project da Believe Music Italy.

Dietro il nome GREAMS si cela Lorenzo G., polistrumentista e produttore che con questo progetto ha costruito un immaginario sonoro personale, segnato da forti influenze dark wave, suggestioni anni Ottanta e una scrittura elettronica cupa e viscerale. Un esordio che al momento dell’uscita è passato forse in sordina, ma che nel tempo ha rivelato una direzione artistica chiara e un potenziale ancora inespresso.  Questa nuova Deluxe Edition nasce proprio dall’esigenza di dare nuova luce a quel primo capitolo: il disco si arricchisce per questo di brani inediti, remix e collaborazioni. Un’estensione che rilegge il passato, mettendo in dialogo la visione iniziale con nuove voci e nuove traiettorie creative. Con questa pubblicazione, GREAMS torna con maggiore consapevolezza sulla scena indipendente, grazie anche all’ingresso, avvenuto nell’ottobre 2024, nel roster di ExpoLive Project.

Noi per conoscerlo meglio, ci siamo fatti portare a casa sua, ed ecco che cosa ci ha mostrato.

1. Akai LPK25

Questa Akai LPK25 è comparsa nella mia vita quasi per caso mentre vivevo a Brighton. In quel periodo non avevo nulla, se non una vecchia chitarra acustica mezza rotta. È stata lei, con la sua essenzialità, a segnare il mio primo vero approccio al mondo digitale ed elettronico. E poi la usava anche Stromae.

2. Slimer

Personaggio di uno dei miei film preferiti. Un mostro buono, un ammasso di bisogni che fluttua nel corridoio. Non ha obiettivi morali, ne complessi esistenziali, la sua intera esistenza è finalizzata alla gratificazione immediata dei sensi, edonismo puro.

3. Còmetaverde

Il mio primo gruppo, la mia band, la mia seconda famiglia per un lungo periodo della mia vita. Suonavo la chitarra elettrica, cantavo e scrivevo i pezzi. In quel periodo il desiderio di distruggere era anche un desiderio creativo. Rompere gli strumenti non era un atto di vandalismo, ma un’affermazione di libertà assoluta, un certificato di esistenza. Soffro e sudo, dunque sono.

4. Thom Yorke, protettore della mia stanza

Dalla furia distruttiva e collettiva del grunge (esplosione) all’introspezione analitica e solitaria (implosione). Thom Yorke per me ha rappresentato l’approccio di chi, dopo la tempesta, si siede tra le macerie a esaminare i frammenti. Ho capito che non c’è bisogno di rompere la chitarra per distruggere le convenzioni, a volte basta un sintetizzatore.

5. Feticismo industriale

Questa fibbia apparteneva ai pantaloni in pelle di Robert Alfons, cantante canadese del progetto darkwave/synthpop TR/ST. L’ho strappata durante un suo concerto quando vivevo in Olanda. Per me rappresenta il corpo, la pulsione sintetica, la carne che si muove nel buio della metropoli. TR/ST è una delle mie principali ispirazioni. Rubando questa fibbia, ho tentato di catturare la sua cifra stilistica.