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Comunicato stampa Indie rock

La misura dell’addio: “Autunno” è il nuovo singolo dei BAUSAN

“Autunno” è il nuovo singolo dei BAUSAN, uscito martedì 5 maggio 2026. Come foglie che esitano prima di staccarsi, “Autunno” abita quell’attimo in bilico tra trattenere e lasciare. Non racconta: sfiora. Il sound crea un tepore che avvolge senza chiudere. Le immagini affiorano e tornano, come onde corte. Dentro, una resa gentile: a volte l’amore è distanza che trova il suo ritmo. E nel vuoto che resta, qualcosa respira meglio.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Autunno” descrive la fine di un amore per una lei tossica, sbagliata e ideale. L’evasione da una situazione di nostalgia, porta a respirare nuovamente e al sentimento di ritrovamento personale. Ciò che manca spesso sbiadisce i pensieri e offusca la vista, lasciando dietro di sé strascichi e una gracile malinconia.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Cronaca di una quiete che cede: “Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Pomeriggio Banale” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 28 aprile 2026 via Costello’s Records. “Pomeriggio Banale” vibra sotto la pelle: un’apparente quiete che nasconde una tensione pronta a incrinarsi. Gli Asianoia costruiscono un paesaggio urbano dove tutto sembra reggere, finché qualcosa cede senza mai davvero esplodere. Suoni nervosi si accumulano come pressione in un sistema chiuso; le parole incidono, più che raccontare. L’ascolto diventa esperienza fisica, quasi tattile. Rimane una sospensione inquieta, un equilibrio che non consola ma trattiene, mentre l’identità si sfalda e si riscrive nel suo stesso farsi.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«“Sarò il maiale nel banchetto di Natale. Per non ascoltare discorsi sulla morale Mangiatemi e ingrassate la vostra coscienza fine. Esalterò me stesso con la morte più sublime.”
I valori, la fede, le ideologie, sono ormai solo un ricordo. A questo punto non resta che scegliere da che parte stare. Dalla parte del raziocinio, dell’ordine perfetto, della logica che ti permette di vivere insieme agli altri e a volte, tra gli spiragli di falsità, anche di riuscire a provare amore, compassione, pietà. O da quella che si eccita e si soddisfa, che gode come un maniaco davanti alla violenza, che vuole tutto e subito, senza compromessi, senza paure. La vita è un pendolo che oscilla tra la capacità di fingere e il suicidio. Cosa preferisci? Godere di nascosto o masturbarti in pubblico?»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Anteprima Comunicato stampa Indie rock

Quando tutto finisce, a Mammaliturchi resta solo la tenerezza

Ci sono dischi che raccontano la fine, e poi ci sono dischi che si fermano un passo dopo. “Solo la tenerezza” sta esattamente lì: nel momento in cui tutto si è già consumato, ma qualcosa continua a restare, anche se non sai bene perché. Le relazioni si svuotano, i ricordi si sfilacciano, prima quelli più dolorosi, poi anche quelli felici. E quando il rumore si spegne, quello che rimane non è una risposta, ma una traccia.

Mammaliturchi costruisce un lavoro che evita qualsiasi tentazione narrativa troppo netta. Non c’è catarsi, non c’è chiusura: c’è piuttosto una distanza consapevole, uno sguardo che osserva senza intervenire. I brani di “Solo la tenerezza” sembrano nascere ai margini dell’esperienza, come se raccontare fosse l’unico modo possibile per tenere insieme i pezzi senza doverli per forza spiegare.

È un album che lavora per sottrazione. Toglie, lima, asciuga. E proprio in questo processo trova la sua forza: nel non voler riempire il vuoto, ma nel provarne a descrivere i contorni.

La title track è il punto di equilibrio – ma anche il manifesto dell’album. Ridotta all’essenziale, attraversa il passato senza risolverlo, lasciando emergere immagini intime e pensieri sospesi. Non cerca di ricostruire ciò che è stato, né di dargli un senso definitivo. Si limita a restare, come fa quella tenerezza sottile che dà il nome al disco: fragile, quasi fuori posto, ma ancora lì.

Mammaliturchi è Alfredo De Luca, cantautore classe ’92, forse romano, forse siciliano o magari nessuna delle due.
Dopo un’infanzia apolide tra Italia e Turchia, si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse formazioni. Nel 2018 si stabilisce a Santiago del Cile e inizia ad esibirsi con live set di musica elettronica e comincia a scrivere e registrare le sue prime canzoni, mentre approfondisce la conoscenza dei maestri della musica italiana e si appassiona al rock argentino/cileno.
Nel 2020 fa ritorno in Italia dove, parallelamente alla sua professione di scenografo, registra e produce il suo primo album “Marsa”. Quattro anni dopo, i singoli “Alfredo / Una lingua a tua scelta” e “Melina / Tutto questo ti ucciderà” anticipano l’album “Solo la tenerezza”.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Indie Pop

Una casa fatta di respiri: dentro “Loved Ones”, l’EP d’esordio di June

“Loved Ones” è il nuovo EP di June, uscito venerdì 24 aprile 2026. Un debutto che si muove piano, come luce che filtra tra le stanze. June lascia entrare gli altri nel proprio spazio fragile, trasformando l’intimità in qualcosa che respira insieme. Tra trame leggere e silenzi abitati, le canzoni non cercano risposte: restano, si intrecciano, fanno posto. Il suono è vicino, essenziale, quasi sussurrato. Qui crescere non è difendersi, ma restare aperti, anche quando tremiamo.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Loved Ones” è un progetto che raccoglie già nel titolo la sua stessa essenza: storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti più cari.
Con questa pubblicazione June riprende le ispirazioni intimiste e quasi oniriche dei suoi lavori precedenti, infondendole però questa volta di una nuova e inedita leggerezza. Il filo conduttore del progetto è la gratitudine, il racconto del bene, la scoperta della quiete. L’ultima parola del disco è proprio “you”, tu, voi, l’altro – un finale quasi aperto che lascia persistente anche dopo l’ascolto il tema principale della pubblicazione: l’apertura verso ciò che è fuori da noi e l’elogio alle emozioni che questo contatto con l’esterno ci può regalare. “Loved Ones” è un disco intimo e sincero, una carezza sonora.

“Loved Ones” è un progetto di cui vado estremamente fiera. Dal punto di vista tecnico, rappresenta un punto altissimo del mio lavoro come produttrice e musicista: tutti i brani sono stati scritti, registrati, prodotti, mixati e masterizzati nella cantina di casa dei miei genitori. Soltanto io, qualche chitarra e una piccola tastiera midi. Un lavoro di auto-produzione veramente intenso, qualche volta quasi buffo e assurdo, sempre accompagnata dal mio amico e, se vogliamo, maestro Fra (Francesco Francia – FRNQ). Per quanto riguarda l’aspetto retorico, anche emotivo, “Loved Ones” è una raccolta preziosissima di ricordi di un periodo molto bello e libero. Ho scritto tante di queste canzoni di getto, improvvisamente, e in un modo totalmente spontaneo e sincero. Sono molto orgogliosa di aver trovato la modalità e lo spazio per esprimere quel sentimento bellissimo che è la gratitudine, in un modo che onora chi e ciò che lo ha fatto esistere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando nulla esplode: l’immobilità di “Caldo”, il nuovo singolo dei Lunatropica

“Caldo” è il nuovo singolo dei Lunatropica, uscito martedì 21 aprile 2026. Un canto brasileiro. Una canzone che galleggia, immobile, come aria che vibra sopra l’asfalto. I Lunatropica costruiscono un paesaggio sfocato, dove tutto si dilata e perde presa. Il ritmo è lento, quasi ipnotico, la voce resta a mezz’aria: niente esplode, tutto persiste. È una sensazione che si incolla addosso: desideri sospesi, passi mai compiuti, un altrove che non arriva. Si resta lì, in quella luce ferma, mentre tutto scivola senza cambiare davvero.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«Bossa nova onirica, sospesa fra sogno e realtà, che i Lunatropica ambientano nel loro Cilento, luogo epico e bruciato dal sole. Il tempo è fermo e un istante diventa il ricordo di una vita intera, di una storia d’amore, di una complicità che nasce sulla pelle salata e poi si spegne in un battito di ali di gabbiano lasciando il dubbio che sia stato tutto solo un sogno. Un legame artistico forte quello dei Lunatropica con la musica brasiliana che viene sublimato nel ritornello del brano scritto in portoghese da Max De Tomassi amico della band e storico speaker della trasmissione radiofonica di Radio Uno Rai Stereonotte Brasil, autore e collaboratore di numerosi artisti e grandissimo esperto di musica e cultura brasiliana. “Caldo” è l’ultimo capitolo di una serie di quattro singoli che lanciano l’uscita del secondo album dei Lunatropica a giugno».

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film. Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale. Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono un nuovo capitolo. “Caldo” è l’ultimo di una serie di quattro singoli usciti nel 2026 che anticipano l’uscita del nuovo album a giugno (Costello’s – Artist First).

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Fonte: Costello’s Agency

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Indie Pop

Le 5 cose preferite de iBuca

“api” è il nuovo brano del duo it-pop iBuca in uscita il 20 marzo 2026 con la produzione di Wrongonyou e che anticipa l’album “1955” per l’etichetta NatyLoveYou.

“api” ruota intorno alla potente metafora di due api che si pungono a vicenda pur sapendo che questo segnerà la loro fine. La canzone esplora quindi il paradosso dell’attaccamento emotivo: più fa male, più diventa impossibile lasciar andare l’altra persona. 

Noi gli abbiamo chiesto di raccontarsi attraverso le loro 5 cose preferite.

La voce di Jeff Buckley in Grace

La voce di Jeff Buckley in Grace, ma non tutta: proprio quei punti in cui sembra che stia per rompersi e invece resta lì, appesa. Ci piacciono le cose che non sembrano perfette ma poi ti restano dentro più di tutto il resto.

I laghi

Soprattutto quando sono quasi vuoti e fanno quel silenzio enorme che non mette ansia, anzi. Ci piacciono perché non devono dimostrare niente a nessuno, un po’ come certe canzoni che non alzano la voce eppure ti cambiano la giornata.

Le chitarre con i segni addosso

Quelle un po’ rovinate, un po’ consumate, con il legno che racconta più di tante biografie. Ci fidiamo più di uno strumento vissuto che di uno perfetto. Vale anche per le persone, purtroppo o per fortuna.

Le strade all’alba

Quando i lampioni sono ancora accesi e in giro ci sono solo i panettieri, qualcuno che torna tardi e noi che facciamo finta di avere tutto sotto controllo. È l’ora che ci somiglia di più: un po’ sospesa, un po’ romantica, un po’ fuori fase.

Le spie rosse degli amplificatori accesi al buio

Non servono a niente di poetico, eppure ci ipnotizzano sempre. Hanno quella faccia da “sta per succedere qualcosa” anche quando magari stai solo perdendo venti minuti a capire perché non passa segnale.

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Comunicato stampa Elettronica Indie

Una vibrazione inquieta: viaggio dentro “ITCH”, il nuovo LP di Trust the Mask

“ITCH” è il nuovo LP di Trust the Mask, uscito venerdì 17 aprile 2026 via Costello’s Records. Immagini che scorrono come lampi: infanzie che bruciano in fretta, identità che si aggiornano senza sosta, un mondo che continua a girare anche quando perde senso. Tutto sembra funzionare, ma qualcosa sotto traccia si incrina. Il suono amplifica questa frattura: elettronica densa, archi che fendono l’aria, una voce che si espone fino a tremare. Non offre risposte, lascia addosso una vibrazione inquieta, come un prurito che non smette.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta l’album:
«”ITCH” è come un incendio: nato lentamente, da un malessere cronicizzato e dalla necessità di espiarlo, si è poi propagato grazie alla foga della rabbia e della volontà di ribellione. Crediamo e ci illudiamo di essere fuori dallo schema prestabilito, poi un giorno ci svegliamo e capiamo non solo di esserne parte ma anche di contribuire ad alimentarlo. Tutto sembra programmato per generare irritazione, un prurito che prontamente nascondiamo e mascheriamo per non lasciare tracce né dubbi.Ogni brano racconta in modo ironico e distopico i grandi temi quotidiani della nostra società, a cui ormai siamo assuefatti e di cui non riusciamo più a percepire la totale follia. È un ragionamento sul denaro visto come un dio da venerare, sul lavoro e sulla conseguente alienazione, su chi cerca di vivere alle spalle dell’altro e anche sulla guerra, frutto del gioco perverso di pochissimi ricchi. Il brano “Vultures”, scritto in collaborazione con MAi MAi MAi (Toni Cutrone), ha dato vita ad un rituale, carico di spiritualità, simile ad una messa dedicata a questi dei. Sopra a suoni costantemente carichi e oscuri che non danno tregua né riposo, la voce si distorce, urla rotta e imperfetta, stanca, per poi tornare dolce e risolta solo quando l’emozione è stata completamente espressa. “ITCH” parla della forza incredibile dell’individuo e delle masse, di quanto ci siamo dimenticati la potenza della coesione. È un prurito, incessante, inesorabile, di insoddisfazione ma anche sintomo di speranza e motore di ribellione.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie rock

Città interiori e derive elettriche: “CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti 

“CERCARE NELLE CREPE” è il nuovo LP dei Senza Coloranti Aggiunti, uscito venerdì 17 aprile 2026. Il disco alterna slanci ruvidi e aperture più sospese, mescolando chitarre abrasive, derive elettroniche e momenti di respiro che sembrano trattenere il tempo. Le immagini scorrono tra città interiori, corse senza tregua e relazioni che si sfaldano prima di trovare una forma. Ogni passaggio lascia addosso una traccia, come polvere dopo il crollo. Qui non si cerca una via d’uscita ordinata: si resta dentro lo spazio fragile della trasformazione, dove tutto è ancora in movimento. È un attraversamento continuo, un equilibrio precario che non promette salvezza, ma apre spiragli inattesi.

Foto: Ste Colomba

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«Una crepa è un difetto, il segno che qualcosa si è rotto e che vogliamo coprire al più presto. Eppure è proprio da quella apertura sottile che può entrare la luce o spuntare un fiore.
“Cercare nelle crepe” significa scegliere di guardare proprio lì: nelle fragilità, nei fallimenti, nei rimpianti e nelle ferite che ci incrinano ma ci trasformano. Non per negare il danno, ma per trovare la rinascita dentro la frattura. Noi siamo il nostro vissuto, le nostre scelte, il futuro. Questo disco nasce da quello sguardo.
Dove sembra esserci solo rottura, c’è anche spazio per diventare altro.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Senza Coloranti Aggiunti: quattro semplici amici che fanno alternative rock / urban, tra Torino e le montagne della Val di Susa. Suoni distorti, voci graffianti, synth e batteria si alternano a momenti in cui i pensieri corrono tra passato, presente e futuro.
“Radici” è il loro primo EP autoprodotto nel 2022, a cui seguono i singoli “Respira” nel 2023 e “Corri su Marte” nel 2024. Dopo diversi eventi dal vivo in nord e centro Italia, è in uscita il 7 ottobre 2025 “Casa mia”, il primo singolo che anticipa il nuovo LP in studio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Tra crepe e synth: dentro i turbamenti di “US.A”, il nuovo singolo di Luca Rizzo

“US.A” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito martedì 14 aprile 2026. Un impianto electro-pop nervoso, fatto di pulsazioni continue e tessiture sintetiche che si sovrappongono, trascinando l’ascolto in una corsa senza pausa. Una traccia che non offre risposte né conclusioni: resta, come una crepa che continua a parlare.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”US.A” nasce da una forte delusione sentimentale e racconta le conseguenze emotive di un legame destabilizzante, capace di alterare a lungo il modo di guardare gli altri e se stessi. Tra accuse, ferite e perdita di riferimenti, il brano attraversa il tentativo di ritrovare se stessi dopo una relazione che ha lasciato segni profondi. Il ritornello “Non siamo mica l’America” diventa il rifiuto di vivere i rapporti come uno scontro, come un duello in cui qualcuno deve vincere e qualcun altro perdere. Il titolo “US.A” gioca su un doppio significato: richiama l’immaginario dell’America ma contiene anche il pronome inglese US, “noi”, trasformando il conflitto in qualcosa di intimo e personale.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Indie

Nei margini della confessione: Biguan e il suo nuovo disco “Ne varrà la pena”

Con “Ne varrà la pena”, Biguan chiude un cerchio e ne apre subito un altro. Dopo una serie di singoli che hanno definito sempre più chiaramente la sua identità — tra cui “Mai da me” — l’artista fiorentino firma un progetto che si muove come un flusso continuo di pensieri, relazioni spezzate e tentativi di ricostruzione emotiva.

Il disco si inserisce in quella nuova ondata di cantautorato urban italiano che parte dal rap ma lo supera per attitudine e scrittura, contaminandosi con indie pop e venature più ruvide e istintive. Nel caso di Biguan, però, non si tratta solo di una somma di generi: è un linguaggio personale che usa la forma rap come base narrativa, per poi aprirsi a melodie fragili, spesso spoglie, dove la voce resta sempre al centro come elemento emotivo primario.

“Ne varrà la pena” è un lavoro profondamente autobiografico, ma la sua forza sta nel modo in cui trasforma il privato in qualcosa di più ampio, quasi collettivo. Il filo conduttore è la frattura: quella di una relazione, ma anche quella più generale tra identità, rabbia e disillusione. In questo senso, il disco richiama per intensità e sguardo crudo la stessa energia disillusa e urbana de L’Odio di L’Odio: non tanto per estetica, quanto per attitudine nel raccontare un disagio che non cerca mai di essere addolcito.

Le tracce non seguono una struttura lineare, ma si comportano come episodi emotivi, ognuno fissato in uno stato mentale preciso. È un disco che non vuole chiudere i conti, ma restare dentro la tensione, dentro ciò che brucia senza ancora avere una forma definita.

Dal punto di vista sonoro, la produzione di Qwite costruisce un ambiente coerente e spigoloso, fatto di beat essenziali, linee melodiche malinconiche e una costante sensazione di urgenza trattenuta. Non c’è mai ridondanza: tutto è ridotto all’osso per lasciare spazio alla scrittura, che si muove tra confessione diretta e frammenti più universali.

Rispetto ai lavori precedenti, Biguan appare qui più consapevole, ma non per questo più distante. Anzi, la sua scrittura sembra ancora più esposta, come se la maturità arrivasse non attraverso il controllo, ma attraverso l’accettazione del caos emotivo.

“Ne varrà la pena” non offre risposte e non cerca consolazione. È un disco che osserva la ferita da vicino, senza estetizzarla. E proprio in questa crudezza — tra rabbia, stanchezza e lucidità — trova la sua verità più forte.

SCOPRI IL DISCO: https://distrokid.com/hyperfollow/biguan1/ne-varr-la-pena





Il titolo stesso del progetto racchiude questa tensione: una domanda sospesa che diventa anche un punto di partenza, un modo per dare senso anche ai momenti più difficili. Dal punto di vista sonoro, “Ne varrà la pena” si sviluppa su produzioni curate e coerenti, firmate interamente da Qwite (Lorenzo Bianchi), con la co-produzione di Oz Town (Alberto Mantelli) nella prima traccia. L’immaginario visivo è affidato alla fotografia di Leo Baggio e alle grafiche di Maxim Kotov e Alessandro Pelosi. Con questo EP, Biguan conferma la sua capacità di raccontare senza filtri la propria interiorità, trasformando esperienze personali in un percorso condivisibile, in cui è facile riconoscersi. Un lavoro che non cerca risposte definitive, ma invita ad attraversare le domande fino in fondo.



BIO:

Pseudonimo di Giuseppe Fammoni, è un cantautore proveniente dalla provincia di Firenze. Il suo stile fonde il rap, l’indie pop e il pop punk e si basa su testi molto intimi e introspettivi, caratterizzati da atmosfere nostalgiche. Ansie, relazioni e quotidianità vengono affrontate secondo diverse chiavi di lettura ma sono sempre al centro del racconto.

https://www.instagram.com/biguanbiguan/