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Comunicato stampa Indie Pop

La vita fuori fuoco: “rumore di fondo” è il nuovo LP di Alberto Moscone

“rumore di fondo” è il nuovo album di Alberto Moscone, uscito venerdì 4 settembre 2026. Nel disco d’esordio Alberto Moscone attraversa tutto ciò che cambia mentre proviamo a diventare noi stessi. Le canzoni si muovono tra paure che crescono insieme a noi, illusioni perdute e consapevolezze conquistate lentamente, componendo il ritratto di un’identità che non smette mai di trasformarsi. Come fotografie scattate in momenti diversi della stessa vita, i brani custodiscono fragilità, contraddizioni e imperfezioni senza cercare di ricomporle in una figura definitiva. Ne nasce un disco intimo e inquieto, che trova proprio nell’assenza di un centro la possibilità di continuare a cambiare, lasciando filtrare la luce dalle forme irregolari che assumiamo nel tempo.

Foto: Renata La Serra

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«Ogni vita ha dentro di sé un grande frastuono che nei bellissimi momenti di ritrovata armonia con sé stessi e con l’altro possono ritrovare una forma propria dimenticandosi che spesso ci si perde nel rumore di fondo.

Ho provato a strutturare il disco riordinando i brani in un ordine di crescente serenità. Cominciando dai brani in cui mi sono lasciato andare ad una capricciosa e goffa non accettazione di qualcosa, ogni brano è sempre un pelo più consapevole dell’altro fino a trovare “la tua forma” (il brano che conclude il disco ha per me un significato quasi spirituale).

Non c’è un concept unico, non è un disco razionalmente costruito per essere una cosa unica e coesa. Ma sono 9 brani che ho scritto nell’arco di 2 anni e che mi sembrava potessero raccontare ognuna una piccola parentesi di quotidiana rielaborazione. I temi principali del disco sono: L’infanzia e quello che resta dell’infanzia nella vita adulta, la tenerezza e la fragilità dei rapporti e le difficoltà nel riconoscersi, cambiarsi, accettarsi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP “Io perdo sempre” di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto.

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando si riaccendono le luci: “Ultimo Ricordo” è il nuovo singolo di Luca Fol

“Ultimo Ricordo” è il nuovo singolo di Luca Fol, uscito venerdì 4 settembre 2026. Nel brano il musicista riminese racconta quel momento sospeso in cui qualcosa non è ancora finito, ma ha già iniziato ad appartenerci come memoria. La canzone abita gli ultimi istanti di una storia senza trasformarli in un addio, lasciando che siano i dettagli e i silenzi a suggerire ciò che sta per cambiare. Come le luci che si accendono lentamente in una sala dopo l’ultima scena, la realtà torna a farsi spazio mentre ciò che è appena accaduto comincia già ad allontanarsi. Con una scrittura essenziale e intima, Luca Fol cattura così la fragilità di un presente che sembra durare ancora un momento, proprio quando sappiamo che non potremo più trattenerlo.

Foto: Natalia Nieves
Art director, styling, costume designer: Sonia Formica

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Ultimo Ricordo” è il nuovo struggente singolo di Luca Fol, un raffinato brano pop che racconta l’ultimo istante condiviso da due persone, quando tutto ciò che è stato vissuto lascia spazio alla memoria.Nel testo, il cinema non è solo un’ambientazione, ma diventa il simbolo di un’esperienza destinata a svanire. Le persone, i suoni e i profumi si dissolvono lentamente, lasciando soltanto una traccia luminosa: quella che il tempo imprime ai ricordi più profondi. La riflessione principale si concentra non sull’identità delle persone, ma sull’intensità del legame che hanno condiviso: perché il tempo dissolve i volti, mentre le emozioni continuano a esistere.
L’arrangiamento arricchisce questo percorso emotivo con naturalezza: un intimo piano e voce apre il brano, per poi espandersi in un crescendo ricco di pathos, dove string machine, chitarre, basso, batteria e un raffinato sound design costruiscono un’atmosfera sospesa tra malinconia e consapevolezza.
Prodotto da Antonio Patanè e Luca Fol, “Ultimo Ricordo” è un invito a custodire ciò che rimane quando tutto il resto svanisce: le emozioni, più ancora dei volti, sono l’eredità più autentica degli incontri che attraversano la nostra vita.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Fol è un cantautore e polistrumentista che unisce synth-pop, cantautorato e rock d’autore. La sua musica esplora temi come umanità, equilibrio sociale, spiritualità e introspezione, raccontati con una scrittura ironica, elegante e profondamente contemporanea.

Dopo due album in inglese pubblicati tra il 2016 e il 2018, dal 2020 scrive in italiano. Il suo primo album in italiano “Io sono meno inglese di thè” (2022), lo porta a X-Factor e ad Area Sanremo, segnando l’inizio di un percorso che lo vede coinvolto nel progetto di Giovanni Caccamo da cui è nato il volume “Il Manifesto del Cambiamento” edito da Treccani. Nel 2024 pubblica il secondo album “LUCA FOL”, seguito da un tour nei club, festival e teatri. Tra il 2024 e il 2025 riceve numerosi riconoscimenti è finalista al Premio De Andrè, Premio Lauzi, Premio Bertoli, Premio Pigro, Club Tenco. È vincitore del Meeting Music Contest (2024), del Premio InediTO (2025), dei Primigenia Music Awards (2025).
Il 16 giugno 2026 esce il singolo “Nichilista”, anticipazione del nuovo album in uscita nel 2027.

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Fonte: Costello’s Agency

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Indie Internazionale

Zen Circus, Emma Nolde e Jagwari al Balena Festival di Genova: rock e molte altre sorprese

Al Balena Festival di Genova mercoledì 22 luglio è andata in scena una serata all’insegna del rock: aprono i Jagwari, prima dell’esibizione di Emma Nolde che incanta la platea con le canzoni che hanno dato il via a una carriera che promette di essere sempre più sorprendente. 

Gli headliner di serata sono The Zen Circus: Appino, Ufo, Karim, con il supporto di Maestro Pellegrini, propongono le loro canzoni più celebri, inframezzate da brani più recenti, a testimonianza di una carriera sempre più brillante e di capacità di performance live che hanno pochissimi eguali in Italia. 

Come sempre la band è accolta dal tripudio dei fan che si godono uno spettacolo coinvolgente e che fa bene al cuore. Tutto raccontato dalle foto di Daniele Modaffari.

JAGWARI

EMMA NOLDE

THE ZEN CIRCUS

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le strade che aspettano ancora: “Brillare” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Brillare” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 21 luglio 2026. In “Brillare”, i Cromosauri osservano quei desideri che il tempo non spegne del tutto, ma lascia sospesi, in attesa di trovare ancora uno spazio in cui esistere. Il brano si muove tra slanci, rinunce e possibilità rimaste in ombra, restituendo il ritratto di un’immaginazione che resiste anche quando la realtà sembra restringere ogni orizzonte. Tra energia e introspezione, la band costruisce una canzone che guarda al futuro senza inseguire certezze, ricordando come siano spesso i sogni rimasti incompiuti a continuare a indicarci la direzione.

Foto: Lorenzo Salvadori

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Brillare” è il secondo singolo estratto dall’album “Nuvole, Bolle e Pesci”. La musica, dall’andamento ossessivo, che si sviluppa come un lento crescendo, e le immagini evocate nel testo, descrivono il senso di claustrofobia che si ha quando ci si rende conto di essere in una situazione alienante. È una canzone sulla fatica di non essere se stessi.
Essere all’altezza delle proprie e delle altrui aspettative può essere logorante, ammettere di aver sbagliato percorso (o semplicemente rendersi conto che non è il percorso adatto a noi e ammetterlo) può essere difficile.
I bisogni che proviamo sono sinceri o sono indotti da un mercato? Le nostre vite corrono ad alta velocità e dobbiamo capire e intraprendere il prima possibile la strada che ci porterà verso il successo ed il riconoscimento professionale e sociale. La vita si trasforma in una bulimia di esperienze che non metabolizziamo mai, finendo come pesci nella rete o a vagare senza meta in uno spazio infinito, svuotati ed esausti. “Brillare” attraversa queste riflessioni e finisce con una domanda: dove si trova la fantasia per creare un futuro? Perché una volta che si è abituati ad un paesaggio è difficile immaginarne uno mai visto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

La pazienza dei giardini: “Come i fiori” è il nuovo singolo di Stefano Resta

“Come i fiori” è il nuovo singolo di Stefano Resta, uscito martedì 21 luglio 2026. Nel brano Stefano Resta osserva il mondo attraverso immagini semplici, lasciando che siano la natura e i suoi simboli a raccontare ciò che spesso le parole non riescono a spiegare. Oceani, germogli, formiche e fiori diventano così frammenti di un paesaggio interiore, dove la bellezza convive con la fragilità e ogni gesto può trasformarsi in cura oppure in ferita. Tra una scrittura essenziale e sonorità misurate, la canzone procede con la delicatezza di chi preferisce suggerire piuttosto che affermare. Un racconto che invita a soffermarsi sulle cose più piccole, perché è spesso lì che si nasconde ciò che parla di noi.

Foto: Flavio Diaferia
Art direction: Facciocosepunto
Set direction: Mariapia Nocella

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«Nata durante una mattinata assolata, tra il rumore dei muratori al lavoro e il profumo del caffè proveniente dalla cucina, “Come i fiori” prende forma da una chitarra finger picking luminosa e immediata, trasformando una scena quotidiana in una riflessione sul presente. Il brano intreccia infatti la dimensione intima della vita domestica con le inquietudini del nostro tempo. I conflitti che attraversano il mondo sembrano farsi sempre più vicini, fino a modificare il nostro modo di guardare ciò che ci circonda. Anche il cielo, simbolo di libertà, appare improvvisamente meno aperto e accogliente.
Attraverso immagini semplici e potenti, Stefano Resta osserva il lavoro, la fragilità e la perseveranza delle persone comuni, restituendo valore a quei gesti quotidiani che continuano a costruire mentre tutto intorno sembra spingere verso la distruzione.
“Come i fiori” è una canzone sospesa tra poesia civile e contemplazione, un invito a cercare speranza e umanità nelle piccole cose.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Stefano Resta sviluppa un pop d’autore diretto e stratificato, un flusso di coscienza capace di unire sensibilità malinconica, precisione e una “palette di umori” sempre in bilico tra intimità ed energia, in dialogo con la tradizione italiana e internazionale, con una voce intima e cangiante che si muove tra calore e increspature graffiate.

Stefano Resta è un artista pugliese, nato a Corato. Il suo percorso artistico nasce come batterista durante gli studi di medicina; ha studiato pianoforte e batteria nella provincia di Bari e ha iniziato a produrre piccole tracce di musica techno. A Roma nel 2017 inizia a pubblicare come Raesta. Nel 2019 inizia la collaborazione con Vincenzo Vescera con cui dopo il buon posizionamento al Premio Lunezia fonda i RaestaVinvè e pubblica un album “Biancalancia” e un EP “Resto a Sud”. Le collaborazioni in questi due lavori vedono tra gli altri la cantante francese Clio (“Rien ne va plus”) e il partenopeo Francesco di Bella (“Resto a Sud”). Nel 2023 esce il suo primo EP solista “Fuoco di Paglia”, registrato a Ferrara per Alka Record Label. In questi anni calca palchi internazionali (FIMU festival di Belfort come Raesta o Porto Rubino con i RaestaVinvè). A ottobre è prevista l’uscita del suo primo LP che esce indipendente ma con la collaborazione della milanese Costello’s Agency.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Le distanze che ci abitano​: “America” è il nuovo singolo di Alberto Moscone

“America” è il nuovo singolo di Alberto Moscone, uscito martedì 14 luglio 2026. In “America”, Alberto Moscone trasforma un luogo simbolico nell’immagine di tutto ciò che inseguiamo pensando possa cambiare la nostra vita. Il brano si muove lungo il confine tra desiderio e disillusione, ricordando come nessuna distanza sia sufficiente a lasciarsi davvero alle spalle ciò che ci abita. Tra una scrittura diretta e un’intensa tensione emotiva, prende forma un racconto che osserva con lucidità il divario tra ciò che immaginiamo e ciò che siamo. Più che una destinazione, “America” diventa così uno spazio interiore, dove ogni ricerca finisce inevitabilmente per trasformarsi in un incontro con sé stessi.

Foto: Renata La Serra

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«Il lento tramutarsi dei sogni in delusioni scoprendo che anche noi stessi possiamo deludere.
Quando ero bambino, con la mia famiglia abbiamo cambiato molte case e molte città. Avevo circa quattro anni quando mio papà è rientrato a casa con quattro biglietti per gli Stati Uniti, me lo ricordo molto nitidamente. C’era un clima di grande entusiasmo riguardo a questa nuova vita oltreoceano, anche se ero minuscolo ricordo che ne percepivo l’importanza. Ora che sono più o meno adulto rivaluto molto quel periodo. Questo brano nasce da una riflessione su quante volte ci troviamo ad inseguire le nostre Americhe per poi rimanerne delusi, e di come, crescendo, noi stessi possiamo diventare l’America per qualcuno.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP “Io perdo sempre” di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto.

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Comunicato stampa Indie rock

​I giorni senza indirizzo: “Paper Love” è il nuovo singolo dei MoMa

“Paper Love” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito venerdì 17 luglio 2026. In “Paper Love”, MoMa raccontano il momento in cui ogni punto di riferimento sembra dissolversi e diventa difficile riconoscere il proprio posto nel mondo. Il brano attraversa la fragilità di chi resta sospeso tra aspettative disattese, isolamento e il desiderio di ricominciare, restituendo il ritratto di un’identità che fatica a ritrovare equilibrio. Tra tensione emotiva e slancio melodico, la band costruisce una canzone intensa, in cui anche ciò che appare più fragile conserva la possibilità di trasformarsi. Un racconto che osserva la vulnerabilità senza indulgere nel pessimismo, lasciando spazio alla ricerca di una nuova direzione.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Dormire in un parco, vivere di elemosina, sentirsi uno che non ce l’ha fatta, un emarginato del mondo. “Paper Love” è una canzone che ha un incedere scanzonato, ma un cuore di desolazione. Un abbraccio fatto di cartone è la piccola consolazione per il protagonista del brano. Un piccolo inno all’empatia verso chi è uscito dai ritmo della società, quasi a voler compensare per le ingiustizie che accadono. Nel finale il ritmo rallenta e si percepisce la speranza per una possibile armonia ritrovata nel viaggio dell’umanita’.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Rap

Dove finiscono le parole: “I Colli di Ubeda” è il nuovo EP di Golconda

“I colli di Ubeda” è il nuovo EP di Golconda, uscito venerdì 10 luglio 2026. Un disco nel quale Golconda costruisce un percorso che preferisce le domande alle risposte. Le quattro tracce attraversano immagini sfuggenti, parole che si deformano e significati che cambiano continuamente direzione, lasciando spazio a una narrazione in cui realtà e percezione finiscono per confondersi. Tra cantautorato e rap, la scrittura alterna tensione e sospensione, trasformando il linguaggio in una materia viva, capace di ferire, disorientare e, allo stesso tempo, aprire nuove possibilità di lettura. Ne emerge un EP inquieto e stratificato, che accompagna l’ascoltatore dentro un caos solo apparentemente privo di senso, dove anche lo smarrimento trova una sua inattesa armonia.

Foto: Agnese Zingaretti

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«“Andarsene per i colli di Ubeda” in spagnolo significa divagare, perdersi nel discorso [“I colli di Ubeda”]. Questo EP è quello che succede quando chi scrive perde il controllo delle proprie storie. Le parole si ribellano e nascono storie impreviste: storie d’amore [“Parole d’amorte”], storie di esclusione di chi rappresenta ciò che non vogliamo vedere e che per la prima volta fa sentire la sua voce [“C’era una volta un uomo”]. Questo EP è una scommessa: rendere creativo il non senso, renderlo… ballabile [“L’ultimo (De André e Tecno)”].»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.

Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, “Il mondo di Ambra”, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale “Dante Rock” di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo “Caronte”, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, “Eldorado”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Riconoscersi senza spettatori: “L’Inchino” è il nuovo singolo di Gabriele Serpe

“L’Inchino” è il nuovo singolo di Gabriele Serpe, uscito martedì 7 luglio 2026. In questo brano il cantautore genovese riflette sul divario tra ciò che desideriamo diventare e ciò che siamo quando si spengono le luci. Il brano attraversa il tema delle aspettative con una scrittura fatta di immagini essenziali, capaci di trasformare gesti quotidiani in simboli di un’inquietudine più profonda. Ne emerge il ritratto di un’identità in continua negoziazione, sospesa tra il bisogno di essere riconosciuti e quello, più silenzioso, di riconoscersi. Una canzone intima, che invita a spostare lo sguardo dall’applauso alla verità che resta quando il palco si svuota.

Artwork e foto: Gabriele Serpe

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Intuire di non essere chi crediamo di essere, di non stare dove vogliamo stare e sentire il bisogno di metterci in cammino per scoprire chi siamo prima che sia troppo tardi. Prendere coscienza di non assomigliare all’immagine che abbiamo di noi stessi e che abbiamo sempre cercato di vendere agli altri, desiderosi di ricevere consenso e giudizi positivi, vogliosi di piacere. Agli altri non frega nulla della nostra recita, sono tutti impegnati a recitare la propria, esattamente come noi.
Il tentativo costante di essere all’altezza delle nostre e delle altrui aspettative perde forza quando iniziamo a distanziarci dal ruolo che ci siamo imposti e che la società sembra chiederci. Ci sono deserti e vette da attraversare dentro e fuori di noi e non esistono scorciatoie.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Gabriele Serpe è un cantautore e giornalista genovese. L’esordio discografico risale al 2007 con il singolo “I sogni ti danno il pane”. Il primo album “Chi Cerca Trova!” esce nel 2010 ed è accompagnato da un lungo tour promozionale unico nel suo genere: un’azione di cd crossing che ha toccato quindici città italiane e raggiunto migliaia di persone, in collaborazione con radio, clubs, biblioteche e associazioni culturali.
Fra il 2011 e il 2015 scrive e porta in scena due spettacoli di teatro-canzone e pubblica il secondo album “Uno”; le sonorità, inizialmente itpop, si spostano verso l’indie rock.
Presa la decisione di allontanarsi dalla società per vivere di autosostentamento agricolo, nel 2019 torna in studio con il progetto Zoostat (duo di musica elettronica e canzone d’autore) con cui pubblica l’EP “Cancellature” nel 2021 e l’album “Crash Test” nel 2023.
Il nuovo album solista uscirà nel 2026.
Fra i tanti progetti extra musica, ha pubblicato due raccolte di poesie e ha fondato e diretto dal 2008 al 2015 “Era Superba” rivista mensile e sito web di informazione su Genova.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

La distanza tra chi siamo e chi sembriamo: “Watchmen” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“Watchmen” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito venerdì 3 luglio 2026. In “Watchmen”, Adriano Saponaro racconta quel sottile equilibrio tra l’immagine che mostriamo agli altri e ciò che custodiamo dentro di noi. Il brano attraversa le crepe dell’identità con uno sguardo delicato, lasciando spazio alle esitazioni, alle paure e a tutto ciò che raramente trova voce. Tra cantautorato e introspezione, prende forma un racconto essenziale, capace di trasformare la vulnerabilità in un punto d’incontro anziché in una debolezza.

Foto: Giulia Saponaro

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Vagare nel cuore della notte per ritrovare i pezzi che il tuo passato ha scomposto. Passeggi davanti a uno squallido fast food, vicino ad una coppia impegnata in una difficile prova di bacio, accanto ad un vecchio che ti chiede un po’ di spicci e senti il profumo di una vecchia agenda su cui una volta hai coperto una ricetta con frasi di rabbia. Vorresti scomparire e cancellare dal mondo la parola “nostalgia”, abbandonandoti all’odio per la fragilità umana. Ti volti, qualcuno ti segue: è il Tempo ed è ancora tuo. Rorschach farà in modo che nessuno ti faccia del male e il Dr. Manhattan sta seguendo i tuoi passi guardandoti da Marte. Ti copri, la notte è gelida, ma questi anni sono ancora i tuoi, perché non è tardi. Non lo è mai.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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Fonte: Costello’s Agency