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Recensione

“Collected Sounds vol. II” di Diana Winter: la nostra recensione

Con Collected Sounds vol. II – Live in Studio, Diana Winter prosegue il percorso iniziato con il primo capitolo, mantenendo intatta quella ricerca di autenticità e immediatezza che aveva reso così speciale il “vol. I”. Anche qui il cuore del progetto resta il live in studio: un modo di registrare che rifiuta l’eccesso di costruzione e lascia spazio alla natura della musica nell’istante del presente.

Il punto in comune tra i due lavori è sicuramente la capacità di trasformare ogni brano in un’esperienza tattile. In entrambi gli EP si percepisce il desiderio di rallentare, di restituire valore al momento presente e al dialogo umano tra musicisti.

La differenza principale, invece, sta nell’atmosfera. “Collected Sounds vol. I” aveva un carattere più nostalgico e raccolto. Il “vol. II” si apre: pur mantenendo la stessa intimità sonora, introduce una tensione emotiva diversa. Brani come “Can’t Let Go” o “Don’t Give Up Your Mind” mostrano una scrittura che cerca equilibrio tra introspezione e slancio, mentre la collaborazione con Andrea Faustini in “8 (circle)” aggiunge un ulteriore livello di dialogo e intensità.

Questo secondo volume non replica semplicemente la formula del primo, ma la evolve. È la conferma di un progetto artistico coerente, ma in continua trasformazione, dove spontaneità e cura non si contraddicono. Diana Winter dimostra ancora una volta che la semplicità può essere profondamente contemporanea.