Dopo crESCere, il brano pubblicato in anteprima su LinkedIn che ha fatto molto parlare di sé dando il via a una partnership strategica con la piattaforma, il cantautore inaugura un nuovo capitolo del proprio percorso artistico.
Ci sono persone che, anche quando scompaiono dalla nostra vita, continuano a occupare ogni pensiero. lampONE nasce da questo spazio sospeso: racconta una relazione che non riesce più a esistere nel presente ma continua a vivere nei ricordi, nei sogni e nelle notti insonni. La distanza smette così di essere soltanto nostalgia e diventa un desiderio ostinato, quasi fisico, mentre la memoria trasforma ogni immagine in qualcosa di più bello, più luminoso e, forse, mai realmente esistito.
Anche il titolo racchiude questa tensione: dall’incontro tra lampone e lampione nasce una metafora che intreccia fragilità e luce, dolcezza e inquietudine. Due immagini lontane che finiscono per fondersi in un simbolo capace di raccontare la ricerca di una presenza che continua a riapparire nel buio, proprio quando tutto il resto sembra essersi spento.
L’uscita del singolo è accompagnata da un progetto visivo sviluppato da GIOVAMI insieme a Francesco Lillo e Filippo Bonatesta, che attraverso cortometraggi e interventi di arte digitale realizzati con TouchDesigner espande l’universo del brano. Musica e immagini dialogano per raccontare un ricordo che si allontana, si distorce e riaffiora come un segnale intermittente: un “no signal” emotivo che continua a lampeggiare dentro.
Con lampONE, GIOVAMI prosegue il proprio percorso artistico trasformando una storia intima in un’esperienza condivisa: quella di chi continua a cercare luce in qualcosa che si è già spento, restando sveglio pur di non lasciarlo andare.
Noi volevamo conoscerlo meglio, e abbiamo deciso di farci condurre a casa sua. Ecco che oggetti ci ha mostrato.
5 oggetti di casa – GIOVAMI
1) La chitarra
Da qui è partito tutto. Avevo otto anni quando ho toccato per la prima volta una chitarra e ho scoperto che si poteva comunicare anche attraverso la musica, senza necessariamente avere bisogno delle parole. È stato amore a prima vista e, da allora, la chitarra è diventata una compagna di viaggio che mi ha accompagnato praticamente in ogni avventura musicale. Anche se oggi il mio progetto esplora mondi e sonorità molto diversi, per me rimane sempre un po’ il punto da cui tutto ha avuto inizio.

2) La macchina del caffè
Le mie giornate non partono senza di lei. Non posso nascondere che sia uno degli oggetti più importanti di casa mia. Il caffè è praticamente il primo rituale della giornata e spesso anche quello che accompagna le ore passate a scrivere, lavorare o fare musica. Probabilmente molte delle mie idee sono nate con una tazzina accanto, quindi in qualche modo anche lei ha una piccola responsabilità in quello che faccio.

3) Il pianoforte
Quando sono triste, quando sono davvero triste, è qui che vado. Mi siedo al pianoforte e provo a lasciargli tutto quello che ho dentro, anche le cose che non riuscirei a spiegare a parole. Gli affido i miei problemi e lascio che per un po’ se li prenda lui, trasformandoli in qualcosa di diverso. Poi mi alzo e, quasi sempre, riesco a ricominciare un po’ più leggero.

4) La mia TV
Per molti è un oggetto che fa male, per me invece è un toccasana. Non importa quanto sia stata piena o complicata la giornata, prima di andare a dormire ho bisogno di guardare qualcosa. È il mio modo per spegnere per un po’ tutti i pensieri, distrarre la testa e lasciarla andare altrove. A volte basta un film, una serie o qualsiasi cosa riesca a portarmi fuori dalla mia giornata per un’ora. Poi posso finalmente dormire.

5) Il mio PC
Ogni pensiero creativo, prima o poi, passa da qui. Che sia un video, una canzone, una produzione, un testo o anche una strategia di comunicazione, il computer è il posto in cui le idee iniziano a prendere una forma concreta. È probabilmente lo strumento che utilizzo di più in assoluto e quello che tiene insieme tutte le diverse parti del mio progetto. Dentro ci sono musica, immagini, appunti, lavori iniziati e idee che magari vedranno la luce tra mesi. In un certo senso è un po’ l’archivio della mia testa.
