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Gintsugi, un ep tra Italia e Francia per raccontare gli sconosciuti

Si intitola Strangers il nuovo ep di Gintsugi, uscito il 9 ottobre per le etichette NOS records e Beautiful Losers records. Dietro il nome c’è Luna Paese, cantante, polistrumentista e produttrice italiana che vive a Grenoble, e il disco porta i segni di questa doppia appartenenza: è stato concepito e registrato tra Italia e Francia, con collaboratori dei due paesi, e si muove tra l’inglese e il francese.

Il percorso di Gintsugi era cominciato con un ep omonimo prodotto da Victor Van Vugt, uno che ha lavorato con Nick Cave e Beth Orton. Nel 2023 era arrivato il primo album, The Elephant in the Room, nato in un periodo di crisi e registrato in gran parte nello studio di casa, con il pianoforte e l’elettronica al centro. Strangers prosegue su quella strada e allo stesso tempo se ne allontana. I brani sono ancora nati al pianoforte, ma la produzione ha preso più spazio, con chitarre e sintetizzatori in primo piano e una direzione dichiaratamente più pop ed elettronica. La rivista britannica Louder Than War ha parlato della sua musica come di un’«intossicante malinconia decadente, punteggiata da lampi di ironia e vitalità»: Strangers ne conserva la malinconia e ci aggiunge un passo più deciso.

A guidare questo cambio è stato Maurizio Sarnicola, che ha prodotto i primi quattro pezzi ai Goldmine Studios, nelle campagne del Cilento, suonando anche synth bass, chitarra e drum machine. In due brani, Ton Miroir e Oh my kid, c’è la batteria aggiuntiva di Vadim Bernard. Il quinto, Battlefield, è invece firmato insieme all’artista francese FAV, che lo ha prodotto e arrangiato: su una melodia sognante e un beat di batteria che si fa ricordare, si chiede se l’amore debba per forza essere un campo di battaglia per essere vero.

Il tema è quello dello straniero, in tutte le sue forme. Stranger, che apre l’ep ed era uscita come singolo ad aprile, mette in scena una visita notturna che ha qualcosa di minaccioso, su un passo di marcia che non molla mai la presa. Il pezzo era stato registrato in analogico, per scelta, e la stessa idea si ritrova nella copertina, scattata su pellicola dalla fotografa Sonia Martina, che ha tradotto in immagine il concetto di un’identità moltiplicata.

Il momento più toccante, però, arriva con The Gift. Si apre con il pianoforte e con una malinconia che si sente subito, poi il brano si trasforma, sale, diventa quasi sospeso, e quello che era tristezza si fa qualcosa di più leggero senza perdere profondità. È il pezzo in cui il vecchio e il nuovo suono di Gintsugi convivono meglio, e quello a cui si torna più volentieri.

In meno di venti minuti Strangers riesce a raccontare un’artista in movimento, che cambia pelle senza perdere la propria voce. Il disco sarà portato dal vivo in un tour europeo tra Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna e Svizzera, ed è un ottimo motivo per andare a sentirla.