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Le cinque cose preferite di C’esco

“Non fare la spesa quando hai fame” non è solito un consiglio, ma è anche il primo EP di C’esco. Cinque canzoni indie pop che sanno mescolare influenze elettroniche ed elementi alternative. Il risultato sono dei brani con testi profondi e un sound potente e coinvolgente.

Una conclusione, un monito, una cosa che non impariamo mai a fare”, così C’esco descrive il proprio EP. “Non fare la spesa quando hai fame” è scritto e prodotto da Fabrizio Pagni (THE GEØMETRA) e lo stesso C’esco.

Noi volevamo conoscerlo meglio, e gli abbiamo chiesto quali fossero le sue cinque cose preferite.

Scrivere:

Scrivere per me è un atto liberatorio, ne sento una forte esigenza, ma non un bisogno quotidiano. Lo faccio quando sento di dover risolvere qualcosa dentro di me, quando il mio io incomincia a sentirsi sopraffatto, come se dovessi chiudere un cerchio riguardo un argomento che mi tormenta. Per questo scrivo canzoni. Le canzoni hanno un inizio e una fine. Scrivere è la terapia che mi aiuta a non rimuginare, imparando ad accettare… 

Suonare dal vivo:

Il palco è il posto dove mi sento davvero me stesso, anche se ogni volta mi fa una paura infinita e mi costringe a lottare con me stesso per superarla. Le prime 2 canzoni non le vivo con serenità, tanta ansia e sensazione di non essere all’altezza, ma appena il malessere scompare andrei avanti all’infinito. Suonare dal vivo mi stimola e mi nutre in un modo indescrivibile. 

Cucinare:

Partiamo dal presupposto che sono una persona curiosa, amo creare e adoro mangiare. Non sono mai stato così ricco da potermi permettere di andare spesso in ristoranti dove si mangia davvero bene. Detto questo, col tempo ho dovuto imparare a cucinare e mi sono reso conto che mi piace da impazzire (menomale perché appena trasferito a Livorno ho trovato lavoro come cuoco). La cucina è chimica, é fisica, ci devi ragionare, devi capire come funzionano le cose e come reagiscono gli ingredienti a certi passaggi. Gli abbinamenti, le consistenze, i colori… è qualcosa di magico. M’impegno molto a non sprecare nulla, spesso lo scarto non è scarto, anche il baccello dei piselli é ottimo per farci un pesto. Piatto forte: risotto. 

Stare in silenzio immerso nella natura:

Per me, una delle cose più rilassanti in assoluto, da solo o con qualcuno, basta non parlare troppo… ascoltare le foglie che si muovono con la brezza, il ronzio degli insetti, il canto degli uccelli (potrei andare avanti all’infinito) é il mio modo di pregare, di riconnettermi con Dio, ma non quello della Bibbia, quello vero, madre natura di cui noi facciamo parte, l’equilibrio tra bellezza e crudeltà… 

Fare lamore:

Si! Posso dirlo? Adoro fare l’amore, quello vero, quello che connette 2 anime, non il sesso fine a se stesso, che comunque non disdegno. 

Fare l’amore è una cosa rara e non credo sia necessario conoscere una persona da tanto tempo per riuscire a farlo, come non credo sia scontato che possa accadere più di una volta con la stessa persona. 

Quando accade mi godo ogni secondo senza nessun tipo di aspettativa futura, come ho scritto in Eva “sentivo il tuo istante restare con me ancora un momento, solo un momento, un maledetto momento, senza bisogno di chiedere, senza bisogno di chiederne un altro”.