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La libertà unica di Giulio Cazzato

La mia sola libertà” è il nuovo disco di Giulio Cazzato, disponibile dal 6 maggio. Un insieme di canzoni intime attraverso le quali il cantautore svizzero di origini salentine racconta il suo mondo. Abbiamo voluto approfondire con lui.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Giulio e benvenuto su Perindiepoi. Come prima cosa ti chiediamo di presentarti ai nostri lettori.

Ciao a tutti! Sono un cantautore-chitarrista di origini salentine e residente in Svizzera da diversi anni. Il mio percorso musicale inizia nel periodo adolescenziale, prendendo lezioni di chitarra e poi proseguendo da autodidatta. Sin da subito la necessità di scrivere e comporre è forte. Con il susseguirsi degli anni maturo molta esperienza in ambito live, tra festival e concerti come chitarrista di blues e rock band, collaborando con moltissimi artisti. Parallelamente compongo e registro delle demo, cimentandomi anche sull’apprendimento di altri strumenti. La ricerca sonora ed il mondo analogico mi ha sempre affascinato. Qui l’amore per la musica del periodo anni 70’, la world music e tutte quelle note che si tramutano in emozione.

La mia sola libertà è il tuo nuovo disco. Ricollegandoci al titolo: cos’è per te la libertà?

La libertà nasce nel momento in cui si è padroni di se stessi. La libertà per me è assumere il controllo della propria esistenza. La immagino come una Highway nel bel mezzo di un deserto ed io in sella ad una Harley. La moto è la musica, il mezzo con il quale posso assaporarla in tutto il suo splendore.

In queste canzoni c’è molto della tua vita. Ascoltandole ci sembra di percepire il tuo caleidoscopio emotivo. Parli della tua adolescenza, dell’amore, c’è un pizzico di amarezza ma sul finire anche molta positività per il futuro. Come sono nati questi brani?

È vero dentro c’è il mio mondo, le mie passioni, i miei alti e bassi e tutto quello che la musica riesce a trasmettermi. Sono brani nati durante tutto questo percorso di attività musicale. La musica è sempre stata un’amica, confidente. E’ un album dedicato interamente a lei, al suo modo semplice di consolarmi.

Il sound è un mix di rock, blues ma anche pop. Il segreto di questa ricetta dove risiede? Il lavoro di produzione come è stato?

Non penso ci sia un vero e proprio segreto, è importante saper cogliere il meglio da ogni genere che si ascolta o si suona negli anni, dargli un’impronta personale e tanta freschezza. Negli arrangiamenti dei pezzi c’è anche ovviamente il lavoro e l’esperienza dei produttori Davide Lasala ed Andrea Fognini di Edac Studio di Fino Mornasco(CO) che sono riusciti ad estrapolare il meglio, senza cambiare il mio stile ed il sound che avevo in testa.

Un brano in particolare ci ha colpiti: Estate torna in fretta. Hai detto di averlo scritto durante il lockdown dell’anno scorso. Quanto ti è servita la musica in quel momento?

Come sempre è stata di grande aiuto. Un periodo non facile per tutti, a me è servito per spronarmi, a distogliere e proiettare la mia mente su altro, su quello che amo, la musica. Da qui la decisione di mettere insieme un po’ di canzoni scritte in questi anni, scegliere quelle più significative per dare vita a questo album.

A un anno da quel periodo ma con la pandemia non ancora finita che progetti hai per questa estate con la tua musica?

Di sicuro per quest’estate non riuscirò a portare in giro queste canzoni, aspetteremo l’inverno o l’anno prossimo per qualche concerto. In questo periodo mi dedicherò a provare con la mia band, ed a creare un buon spettacolo ed il live in sé.