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Cosa c’è nella camera di Ultime Sigarette

Per conoscere un artista non è sempre necessario partire dalla sua musica: a volte basta entrare nel luogo in cui vive, osservare ciò che ha scelto di conservare e ascoltare le storie legate agli oggetti che fanno parte della sua quotidianità. È da questa idea che nasce il nostro incontro con Ultime Sigarette, che ci ha aperto le porte di casa accompagnandoci alla scoperta di alcuni oggetti per lui significativi. Un percorso tra dettagli apparentemente ordinari, ricordi e tracce di vita vissuta, che diventa anche un modo per avvicinarsi al suo immaginario e scoprire qualcosa in più della persona che si nasconde dietro il progetto musicale.

Al centro di questo momento c’è Alessandro Rinaldi, che con Ultime Sigarette ha trovato uno spazio per raccontare contraddizioni, situazioni paradossali e aspetti della realtà che spesso si preferisce osservare con ironia. Una sensibilità che emerge anche in “Io Organizzo Eventi”, il suo ultimo singolo, nel quale una giornata lavorativa si trasforma in una sequenza di telefonate, notifiche e imprevisti, restituendo il ritratto tragicomico di chi cerca di tenere insieme tutto senza perdere la testa. Tra sonorità psych-surf, chitarre dal gusto desert-western e un’attitudine punk, il brano racconta anche il lato meno visibile dell’organizzazione culturale e della musica indipendente, quello di chi lavora dietro le quinte affinché gli eventi possano esistere.

Gli oggetti che Alessandro ha scelto di mostrarci diventano così un punto di partenza per entrare nel suo universo da una prospettiva diversa, senza cercare necessariamente una corrispondenza diretta tra ogni cosa e una canzone. Perché la creatività si alimenta anche di esperienze quotidiane, incontri, abitudini e piccoli particolari che finiscono per sedimentarsi, a volte senza che ce ne accorgiamo. E mentre “Io Organizzo Eventi” anticipa Volume Uno, il disco che esplorerà temi come il tempo, le relazioni e l’alienazione, ci prendiamo una pausa dalla frenesia per scoprire quali storie si nascondono tra le mura di casa di Ultime Sigarette.

⁠L’orchidea più ostinata che abbia mai visto. Data per spacciata e risorta diverse volte. Mi piace pensarla come metafora di chi ci la fa sempre, nonostante tutto.

Arrivata via aereo molti anni fa e pagata in contrassegno, rigorosamente solo dopo avere controllato che fosse tutto ok con somma gioia del corriere. A volte mi chiedo quante ne ha viste in questi 60 anni, ma mi bastano quelle che abbiamo fatto (e che faremo) assieme.


⁠La “foresteria per fate” fortissimamente voluta da mia figlia.


⁠Il fasciatoio di mio figlio: l”ho costruito dalla disperazione di non trovarne che si incastrassero alla nostra vasca da bagno, ne vado molto fiero.


⁠Troneggia sul balcone dove passo molto tempo, tra telefonate, mail e i miei pensieri. Mi piace quando arriva il vento a mischiarne i colori.