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Comunicato stampa

“No Perfect Words”, il nuovo singolo di Giuseppe D’Alonzo & Eirlys B.

Fuori dal 9 ottobre “No perfect words”, il nuovo singolo di Giuseppe D’Alonzo con la collaborazione di Eirlys B. Una riflessione poetica sulla fragilità e sul cambiamento, accompagnata da un suggestivo videoclip in stop-motion ispirato ai colori di Bora Bora.

Nato dall’ispirazione visiva ed emotiva maturata durante un viaggio tra i paesaggi incontaminati della Polinesia, il brano mette in luce una ricerca di essenzialità: la presa di coscienza che, di fronte allo scorrere del tempo e al senso di smarrimento (“Se il mondo dovesse oscurarsi / lasciami essere piccola / lasciami provare tutto”), non servono grandi discorsi o parole perfette, ma solo la concretezza dei sentimenti.

Ad accompagnare il singolo c’è un videoclip ufficiale in stop-motion, realizzato con uno stile grafico essenziale e poetico che richiama i disegni dei bambini. Le illustrazioni rievocano la luce, la natura e l’atmosfera sognante di Bora Bora, creando un forte contrasto visivo e un contrappunto emotivo con la delicatezza e l’introspezione del testo.

“Bora Bora mi ha lasciato un senso di meraviglia e di essenzialità che ha guidato la scrittura del pezzo,” racconta Giuseppe D’Alonzo. “Con ‘No perfect words’ ho voluto raccontare quel momento in cui la vita sembra sfuggire dalle mani come sabbia in un pugno, e in cui capisci che non servono risposte elaborate, ma solo il coraggio di lasciarsi andare e provare ogni singola emozione.”

https://www.instagram.com/gidalonzo

https://www.facebook.com/giuseppedalonzomusic

https://www.youtube.com/c/CrabbysMusic

Biografia

Giuseppe D’Alonzo è un cantautore chitarrista di Pescara. La musica è da sempre la sua grande passione, in particolare il rock blues. Muove i suoi primi passi nel settore fondando la band Crabby’s con cui pubblica i singoli “L’uomo di ieri”, “I Was Born Yesterday” e “Free”.

Esordisce nel 2016 con il suo primo EP “Bad Past”. Seguito dai dischi “Realize” e “Mistake”. Nel 2019 pubblica il suo primo album in italiano “Tornerà”, seguito da “Strane forme di complicità”.

Giuseppe ha la capacità di mescolare un sound blues a uno stile cantautorale arrivando a un pubblico molto ampio e riuscendo ad emozionare l’ascoltatore.

Il cantautore vanta numerose collaborazioni italiane e internazionali tra cui quelle con Melanie Crew, Patrizia Torrieri. e Eleonora Toscani. 

Nel 2022 pubblica “Fantasmi di Carta” EP di 16 brani. A seguire esce anche “Gravita’” accompagnato da un video in Puppet & Paper Cut Stop Motion. Giuseppe D’Alonzo pubblica diversi brani nel corso degli anni. Tutte storie o riflessioni che sanno toccare le corde giuste. A ottobre 2026 esce con due singoli “No perfect words” e “Parole in tasca”. 

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Comunicato stampa Elettronica Internazionale

Ci sono giorni che iniziano dopo essere finiti​: “Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione

“Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione, uscito venerdì 9 ottobre 2026. Nel nuovo brano Marco Scipione attraversa la memoria di quei giorni che impariamo a riconoscere soltanto quando sono ormai lontani. Tra sassofoni trasformati dall’elettronica, distorsioni e paesaggi sonori in continua mutazione, il brano restituisce la sensazione di un passato che continua a cambiare forma dentro di noi. I ricordi diventano così frammenti di qualcosa che non possiamo più raggiungere, ma che continua silenziosamente a modificarci. Come fotografie lentamente sbiadite, in cui i contorni si perdono mentre ciò che abbiamo provato sembra farsi sempre più nitido.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta la traccia:
«”THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” nasce da una sensazione che mi capita di provare spesso. Ogni istante è unico, ma in una maniera quasi claustrofobica: si può andare solo avanti e, per la maggior parte della nostra vita, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il brano è un inno a questo stato d’animo, rappresentato nel videoclip diretto da Marco Ciceri attraverso un’immagine tanto semplice quanto definitiva: qualcosa che sembra forte, quasi immortale, prende fuoco e inevitabilmente diventa cenere. Ciò che rimane, però, continua a testimoniare che qualcosa è esistito. Quello che resta può accompagnarci a lungo, trasformare il modo in cui ricordiamo e, in qualche modo, cambiare anche noi.
Il brano nasce dal tentativo di tradurre questa sensazione in musica. È eseguito con un sax modificato, ovvero un sassofono processato attraverso pedali per chitarra e spesso fatto passare attraverso amplificatori e cabinet. Nella parte centrale ho utilizzato un sidechain a pedale, una soluzione che adoro quando sento il bisogno di dare respiro alle composizioni più “spinte”. A questo si aggiungono distorsioni custom molto pesanti, combinate con diversi pitch shifter che mi permettono di trasformare il sassofono fino a ottenere sonorità vicine a quelle di chitarre e bassi distorti, e ambienti giganteschi pensati per dare la sensazione di essere travolti da un muro di suono.
A completare il setup ci sono un Moog per i bassi e una drum machine, entrambi controllati via MIDI da una pedaliera che utilizzo con il piede destro. Tutto avviene senza sovraincisioni: ogni suono viene generato, controllato e trasformato in tempo reale, senza l’ausilio di un computer.
È un limite che scelgo volontariamente e che mi piace esplorare.
Proprio all’interno di questi confini, nel tentativo costante di trasformare in suono sensazioni difficili da descrivere a parole, è nato “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista e compositore italiano. Il suo lavoro si sviluppa nel punto di attrito tra respiro, metallo e trasformazione elettronica.
Attraverso sax, paperclip, voce e un sistema ibrido di dispositivi analogici e digitali, Scipione costruisce strutture sonore eseguite e controllate interamente in tempo reale senza computer e loop station. Droni e distorsioni diventano materia compositiva, gli strumenti vengono condotti fino al limite della loro riconoscibilità, legati solo al respiro del musicista.
Il suo passato da bassista nei territori del rock e del metal riaffiora nel suono e nell’uso della distorsione. Questa componente ha trovato spazio anche nel suo trio post-punk/hardcore DANG!, intrecciandosi con una lunga esperienza nel jazz e nell’improvvisazione.
Parallelamente alla ricerca solista, Scipione porta avanti una lunga attività internazionale: dal 2022 è sassofonista solista nei tour mondiali di Eros Ramazzotti e ha inoltre collaborato per dieci anni con Mario Biondi.
Nel 2024 pubblica per Cassis Records H(ost), il suo primo lavoro discografico in solo. Concepito come un esperimento radicale, il disco è stato registrato interamente dal vivo, in solo e senza sovraincisioni, al Bunker Studio di Brooklyn da John Davis dei Nerve.
Nel 2027 uscirà il suo nuovo album, prodotto da Matteo Cantaluppi (Cassis Records) e registrato al Mono Studio di Milano, con cui questa ricerca si amplia e il suo linguaggio raggiunge un nuovo grado di definizione e intensità.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

“Down The Road”, il primo singolo della rock band Desert Primrose

Fuori dal 25 settembre “Down The Road”, il primo singolo dei Desert Primrose disponibile su tutti i digital store. Un brano rock energico che tira fuori tutto il carattere della band.

“Down The Road” riesce ad inserirsi tra il rock classico e quello moderno. I Desert Primrose riprendono lo stile di un tempo e riescono a renderlo loro. Nessuna interferenza artificiale, solo cinque ragazzi che fanno rock dandogli un’impronta unica: quella dei Desert Primrose. Due chitarre che giocano, si scambiano i ruoli diventandole vere protagoniste del pezzo.

“C’è un momento in cui restare fa più male che andarsene. “Down the Road” nasce da lì: dai giorni che sembrano freddi, dai pensieri che bruciano, dalla scelta di mettersi in cammino da soli senza niente da rimpiangere. Un rock chitarristico e melodico, che dietro alla solitudine nasconde un grido di resistenza: never be broken”, così i Desert Primrose descrivono il loro singolo.

“Down The Road” è il primo pezzettino del puzzle che sarà il loro primo album. Un brano che sa farsi amare dai puristi del rock e avvicinare le nuove generazioni.

Registrato presso: Massive Arts Studio Milano
Mixaggio: Matteo Calvagno
Mastering: Alberto Cutolo

Ascolta Spotify: https://open.spotify.com/track/4gFkoEOYPFJNbgyvgWHaKA?si=VfHnfHc0RYSghETkGrmEfQ&utm_source=copy-link

https://www.instagram.com/desert__primrose/

BIOGRAFIA

I Desert Primrose sono un quintetto rock milanese formatosi nel 2025. Emanuele Papasidero alla voce, Matteo Papini e Riccardo Rubini alle chitarre, Stefano Arosio al basso, Matteo Zanellato alla batteria. Cinque ragazzi uniti dalla passione per la musica.

Una rock band vecchio stile che fa ancora le prove in garage, manda la demo in giro e non vede l’ora di portare la propria musica su un palco.

Il nome stesso della band non nasce a caso. Desert Primrose è la primula del deserto che cresce dove non dovrebbe e che fiorisce comunque in terreno arido. Non è un’immagine decorativa ma una dichiarazione di intenti: cinque musicisti che scelgono il rock in un momento in cui le classifiche appartengono ad altro e il genere viene dato per esaurito. È una scelta consapevole.

Tutti i componenti hanno alle spalle anni di studi musicali cominciati da ragazzini e il rock non è per loro il punto di partenza ma l’approdo di chi ha imparato a suonare e cantare, scegliendo il genere dove mettere quella competenza.

Il cuore del suono è la doppia chitarra. I Desert Primrose non hanno una ritmica e una solista: i due strumenti si scambiano i ruoli di continuo, intrecciandosi e rispondendosi invece di dividersi i compiti. È l’approccio dei Pearl Jam — riff che si sostengono a vicenda, senza inseguire il virtuosismo — con una ruvidità nelle distorsioni che arriva da Neil Young.

Sopra, una voce graffiante e spavalda, riconoscibile alla prima frase. Sotto, una sezione ritmica che è il “motore” del gruppo. Un suono rotondo e pieno, basso e batteria agganciati sullo stesso pulsare, precisi senza essere rigidi. È una ritmica che non si limita ad accompagnar. Prende il riff e lo porta avanti, gli dà peso, e soprattutto sa lasciare i vuoti dove servono.

Al centro dei testi c’è l’introspezione. Non la posa del rocker arrabbiato con il mondo, ma uno sguardo rivolto verso l’interno. La ricerca di chi si è quando si smette di recitare la parte assegnata.

Tutto questo lo si percepisce chiaramente nel loro primo singolo “Down The Road”, fuori dal 25 settembre 2026.

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Comunicato stampa

Dopo anni di silenzio, i JodedosS tornano con il disco “IL GRILLO PARLANTE”

Esce giovedì 8 ottobre 2026 (distr. Believe Music Italia) il nuovo EP della band punk-rock JodedosS dal titolo “IL GRILLO PARLANTE”. Dopo anni di silenzio, il disco nasce da un urgenza compositiva dettata da svariati eventi. Composto da 5 tracce inedite e da una cover del brano “Precipito” di Giorgio Canali & Rossofuoco, il lavoro racconta la fatica di restare vivi in un mondo che spinge a diventare automi. Le canzoni oscillano tra punk, ironia ed energia rock per parlare di alienazione, manipolazione e desiderio di cambiamento. Parlano di libertà di pensiero, della difficoltà di costruire un’identità, del tempo che scorre e del bisogno di sognare. Tra acquari, autolavaggi del cervello, chiodi e sogni da difendere, il filo conduttore è quello di sempre: rompere gli schemi, rifiutare l’omologazione e ritrovare il coraggio di pensare con la propria testa, senza lasciarsi definire dagli altri. In questo contesto, il titolo “IL GRILLO PARLANTE” rappresenta proprio la voce interiore di chi è sempre pronto a dubitare e mettere tutto in discussione.

Dietro melodie immediate e immagini surreali si nasconde quindi una critica sociale lucida, ma soprattutto un invito a non accontentarsi di una vita già scritta. La cover del brano “Precipito”, rivisitata musicalmente e nata dal desiderio di omaggiare Giorgio Canali, si inserisce nel disco come un grido di liberazione che rompe finalmente il vetro dell’acquario.

Scopri il disco: https://bfan.link/il-grillo-parlante

Registrato presso il Bleach Studios di Gittana (LC)
Tribute-track “Ansia” registrata presso il mcSimon Studio di Como
 

BIO:

I JodedosS nascono sul finire del 2014, presentando un genere che spazia principalmente nei dintorni del punk, con svariate influenze che vanno dal grunge al post punk passando per l’alternative rock, proponendo pezzi inediti cantati in italiano. Dopo due anni di sala prove e diversi live, principalmente nel nord Italia, nel giugno 2015 esce il primo EP autoprodotto dal titolo “Maledettamente SI”, contenente 5 tracce ufficiali e 3 B-Side sperimentali. Da luglio 2015 la band intraprende una buona attività live e, tra un concerto e l’altro, vengono scritti diversi nuovi brani, alcuni dei quali, dal gennaio 2018, vengono registrati al Bleach Studios di Gittana (LC), con la produzione di Andrea Maglia (frontman dei Manetti!) dando vita a un nuovo lavoro intitolato “NUMERO DUE”. Il disco riscontra da subito un certo apprezzamento, soprattutto durante la promozione live estiva, e il primo singolo estratto “Ragazza Esagerata” viene mandato in rotazione da più di 200 radio sparse sul territorio italiano e da una quarantina di Network stranieri.

Dal 2020, come tutti, il gruppo subisce uno stop forzato che, purtroppo, a causa della prematura ed improvvisa scomparsa del bassista, si protrae fino alla fine del 2023, anno che segna una ripartenza tra live e attività in studio. Con un certo ritardo, è ora finalmente pronto il nuovo EP della band intitolato “IL GRILLO PARLANTE”. Il resto è passato… il domani sarà una nuova avventura!

https://www.instagram.com/jodedoss_official

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Comunicato stampa

Il 9 ottobre esce “Teenage”, il nuovo EP di Nemesi

Il 9 ottobre esce “Teenage”, il nuovo EP di Nemesi (Garbo Dischi distribuito da Sony Music Entertainment).

Dopo aver anticipato il progetto con i singoli “Camilla”, “Agave lo sa” e “Stupida”, Nemesi presenta Teenage, il suo primo EP: un racconto intimo e personale di quegli anni, fatto di dubbi, domande, risposte, ricordi e piccoli spiragli di speranza.
Teenage è la storia di un’adolescente, ma soprattutto è la storia dell’adolescenza di Nemesi. Un periodo attraversato senza filtri, in cui ogni esperienza, anche quella più dolorosa, ha lasciato un segno e contribuito a costruire la persona e l’artista che è oggi, creando un percorso di crescita che si è trasformato in direzione di una strada.
 

“Le canzoni dell’EP sono canzoni che mi hanno permesso di conoscermi, di avventurarmi all’interno dei miei pensieri e dentro la musica, la mia musica. Dentro ogni canzone ho lasciato un pezzo di me: un ricordo, un luogo, un sentimento.”

Il titolo Teenage racchiude questo passaggio: il momento in cui i sogni hanno iniziato a trasformarsi in realtà, i testi in canzoni e la musica in una compagna di vita. È il racconto di un’età che può fare male, ma che può anche indicare una rotta.

La focus track “Punto e virgola” rappresenta il cuore di questo percorso. Una pausa, non una fine: la scelta di andare avanti senza cancellare ciò che è stato. È il momento in cui Nemesi ha iniziato a cercare se stessa e la propria serenità, trovando nella musica un luogo sicuro, una casa e una famiglia.

L’uscita di questo EP è il modo dell’artista per lasciare andare quegli anni senza rinnegarli, trasformando dubbi, ferite e domande in qualcosa di nuovo. Un addio al passato, accompagnato dalla gratitudine per ciò che le ha permesso di diventare la persona e l’artista che è oggi.


BIO
Sara Maria Forina, in arte Nemesi: vent’anni, la metà dei quali passati a decodificare un forte
disagio adolescenziale che sembrava tenerla lontana dal Mondo. Nemesi cresce a Campobasso ma il suo sangue è pugliese: ulteriore pezzo di un puzzle che sembra mostrare inadeguatezza al luogo ed al tempo. Quella apparente inadeguatezza, invece, collocherà nella musica il suo equilibrio, tanto da farla sentire finalmente “casa”.
Nemesi nasce come ribellione, verso tutti ma soprattutto verso sé stessa; presto quella ribellione si traduce in rinascita: la capacità di parlarsi, di scoprirsi e di esprimere le proprie emozioni attraverso i testi delle sue canzoni. Sonorità pop, senza dubbio, ma dense di sperimentazione, che virano con urgenza verso una dimensione alternativa alla quotidianità in cui proiettare il senso di una scrittura intima ed introspettiva.
Nemesi scrive da quando è bambina, nelle sue canzoni troviamo tutti i traumi ed i turbamenti
dell’infanzia e dell’adolescenza, oggi racchiusi nell’EP Teenage che accompagna l’ascoltatore in
un viaggio variopinto di atmosfere e melodie che vanno dalla ballad all’up tempo ma, sempre,
cariche di sofferenza e del bisogno di capirsi e farsi capire.

CONTATTI
IG https://www.instagram.com/realnemesi?igsh=dXplNXp1cWV3bm93
Tik Tok https://www.tiktok.com/@realnemesi?_r=1&_t=ZN-93mKrM3AWDG

AA Management 
Alessandro Allara crew@nemesiproject.it

Ufficio Stampa_Astarte Agency
Nina Selvini  ninaselvini@astarteagency.it 
Giorgia Vendetti giorgia@astarteagency.it
Francesco Acate Aiello  francesco@astarteagency.it

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Comunicato stampa Indie rock

La via d’uscita era un’altra stanza: “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara

“TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara, uscito venerdì 2 ottobre 2026. In “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT”, Goodbye Lara attraversa il confine incerto tra desiderare qualcuno e averne bisogno per riuscire a fuggire. L’amore diventa una promessa di salvezza che lentamente cambia forma, fino a somigliare alla stessa gabbia da cui si cercava di uscire. Tra alt rock, elettronica e atmosfere crepuscolari, il brano costruisce un paesaggio deformato, dove le identità si confondono e l’acqua continua a salire. Restano due persone che provano a salvarsi a vicenda senza sapere se stanno nuotando verso la superficie o semplicemente imparando ad affondare insieme.

Foto: Mari Giaccari

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Trapped People Need, Free People Want” è il singolo di lancio del progetto Goodbye Lara.
Il brano esplora il conflitto tra bisogno e desiderio: chi è intrappolato vive l’amore come una sterile evasione, chi è libero può sceglierlo consapevolmente; uno sbilanciamento che porta ad un’ alterazione percettiva e all’illusione di aggiustare la vita dell’altro mentre lui rimane coscientemente immobile. Il testo è la promessa di una fuga in un mondo tra realtà e sogno in cui non esistono sovrastrutture e in cui lasciarsi inghiottire dalle onde non è un naufragio, ma l’inizio di un viaggio fuori dall’ordinario.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Goodbye Lara nasce dalla scrittura di Lara Ingrosso, musicista, autrice e compositrice di colonne sonore.
Con un sound che attraversa alternative rock, elettronica e atmosfere cinematografiche e testi sospesi tra crudo realismo e visioni oniriche, prende forma un progetto che esplora le zone d’ombra dei legami umani: il confine sottile tra cura e controllo, vulnerabilità e annullamento di sé.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie

Il silenzio prima del mondo: “Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca

“Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Come albume nell’uovo cosmico”, Enrique Spacca osserva l’esistenza come una materia unica, in cui corpi, natura e infinito sembrano appartenere allo stesso movimento. Tra una voce quasi sussurrata e una scrittura fatta di immagini essenziali, il brano procede lentamente verso qualcosa che sembra precederci e, allo stesso tempo, contenerci. Il quotidiano sfiora così il sacro, il minuscolo diventa cosmico e ogni confine comincia a perdere consistenza. Come se, per un istante, fosse possibile guardare l’universo da molto lontano e accorgersi di essere ancora dentro di lui.

Foto: Charlotte Vuissoz

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il brano è un dialogo tra l’istante e l’eterno divenire delle cose, quel flusso perpetuo che la filosofia indiana racconta nell’immagine dell’Uovo Cosmico. Nasce timido, all’improvviso, da una nota che si dilata, e cresce lentamente come un’onda che va a infrangersi sul bagnasciuga dei sensi. Il suo sound si smarrisce nel riverbero di una stanza, e si fa teatro di luci quando chitarra, batteria e archi deflagrano: è il mondo che si schiude sotto i nostri occhi per poi raccogliersi nella corporalità di un basso groovy.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Enrique Spacca, cantautore e pianista italo-colombiano, dà forma a quella che chiama imaginal music, un indie folk italiano intriso di pop trascendentale: con semplici melodie vocali e le armonie inattese di un pianoforte introspettivo, apre al pubblico le porte di un mondo interiore.
Residente in Svizzera, intreccia l’italiano, sua lingua madre, con l’inglese per raccontare storie di trasformazione, invitando a volgere lo sguardo oltre il rumore del mondo, a rinnovare il legame che ci unisce al vivente e a ritrovare l’unità nel cuore della divisione.
Il suo progetto solista è una tensione verso l’autenticità, maturata dopo anni di esplorazione sonora con band e ricerche visive, sulla scia di Franco Battiato, Paolo Conte, Pino Daniele e Andrea Laszlo de Simone.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le cose che occupano meno spazio: “Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Canzone Sospirata”, i Cromosauri tornano nei luoghi in cui qualcosa ha fatto male, senza provare a cancellarne le tracce. Le paure restano, così come le debolezze e i segni lasciati dal passato, ma lentamente smettono di occupare tutto lo spazio. Tra malinconia e consapevolezza, il brano osserva ciò che accade quando non abbiamo più bisogno di sconfiggere i nostri mostri per continuare a vivere. Come tornare molti anni dopo nella stessa stanza e trovarla identica, accorgendosi però che siamo noi, finalmente, a non esserlo più.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Canzone Sospirata” chiude l’album “Nuvole, Bolle e Pesci”, aprendo un orizzonte di nuove prospettive e allo stesso tempo chiudendo un cerchio narrativo. L’album inizia e finisce con due immagini legate all’acqua, formando un arco narrativo circolare: prima si evoca una caduta in una pozzanghera, poi, in “Canzone Sospirata”, immagina una pioggia che non riesce ad eliminare i solchi tracciati. C’è un passato indelebile che permette di ricordare e quindi crescere, lasciare andare.
Nata in una situazione molto personale vissuta da Davide mentre viveva nel nord della Danimarca, la canzone vuole essere una dichiarazione di pace nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda. Le contraddizioni e i mostri interiori che si presentano alla porta del presente e chiedono un riscatto non vengono rifuggiti o rinnegati, ma riconosciuti e accolti, accettati. Il brano quindi chiude un percorso di maturazione, di accettazione delle proprie fragilità, delle proprie debolezze, un volersi bene nonostante alle volte sia difficile riconoscersi allo specchio, nonostante le nostre battaglie con il mondo, i nostri altri principi, le aspettative, tutto ciò che è già stato citato anche in “Se Avessero” e “Brillare”.
La copertina, un collage di Polaroid scattate da Davide in diversi luoghi della Danimarca, richiama i luoghi che hanno ispirato la canzone e ne creano l’atmosfera: il faro di Rubjerg Knude, un faro abbandonato che solo 100 anni fa era un edificio all’avanguardia e che invece l’erosione della costa presto farà crollare in mare; Grenen, la punta della Danimarca dove si incontrano Mar Baltico e Mar del Nord, perennemente in contrasto con le loro correnti; Aalborg, la città dove Davide ha vissuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
I Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

“Furnace Creek” è il nuovo singolo dei Suez, fuori da venerdì 2 ottobre

Esce venerdì 2 ottobre 2026 “Furnace Creek”, il nuovo singolo dei Suez, distribuito da Believe Music Italy. Un brano che prende il nome da uno dei luoghi più estremi del pianeta per trasformarlo in una dimensione interiore: un punto di passaggio in cui non è più possibile evitare ciò che si è, ciò che è accaduto e ciò che ci aspetta.
 

Al centro del brano ci sono eventi profondamente umani, ma “Furnace Creek” non cerca una morale né una via di fuga: racconta quel momento preciso in cui la vita presenta il conto e chiede di essere attraversata, con le sue contraddizioni, le paure e le possibilità ancora aperte. A cambiare prospettiva è soprattutto lo sguardo di un bambino, capace di osservare la realtà con una semplicità che gli adulti sembrano avere progressivamente perduto. È attraverso quello sguardo che emerge una domanda tanto semplice quanto difficile: quanto siamo davvero capaci di entrare nel mondo di qualcun altro, soprattutto quando quel mondo ci costringe a rivedere noi stessi?
 

“Furnace Creek” si inserisce nel percorso di una band che ha iniziato la propria storia nei primi anni Duemila e che, nel corso di oltre vent’anni, ha continuato a confrontarsi con le trasformazioni della società e con le inquietudini del proprio tempo. Dopo “Illusion Of Growth” (Seahorse Recordings, 2013) e “The Bones of the Earth” (Cagnin Records, 2021), i Suez tornano oggi a parlare da una posizione diversa: quella di chi ha attraversato abbastanza anni da poter guardare al passato senza nostalgia e al presente senza illusioni. Nel loro nuovo capitolo, il tempo diventa infatti una materia con cui fare i conti. I Suez del 2026 rivendicano l’età, l’esperienza e tutto ciò che comportano: le relazioni che cambiano, le certezze che si consumano, le paure che non scompaiono semplicemente crescendo. E soprattutto la necessità di interrompere un silenzio durato troppo a lungo.
 

“Furnace Creek“ non è solo la località più calda della terra, è un luogo immaginifico dove si intrecciano le strade della vita. Un luogo dove per la prima volta vieni messo di fronte alla tua più intima natura, dove sei nudo di fronte alla realtà, dove sei costretto a fare i conti con te stesso. Una separazione, un bambino, un padre. Gli avvenimenti si susseguono, non esistono momenti migliori, esiste semplicemente il momento esatto in cui le cose accadono e le affronti, ne vedi luci ed ombre, precipizi e speranze. “Furnace Creek” è il sogno di un bambino, attraverso la sua capacità di vedere il mondo con occhi diversi. Con quella semplicità che ti lascia disarmato: sarò mai in grado di essere parte del suo mondo?
 

“Non mi interessa se ho ragione
puoi congelarmi con i tuoi occhi
ma so che non sono lucciole ma grandi aquiloni
affinché tu possa volare”

SCOPRI IL BRANO: https://bfan.link/furnace-creek



Prodotto da Suez & Andrea Cola

Luigi battaglia
: voce e synth
Emily Capanni: voce
Ivan braghittoni: chitarra
Marcello Nori: batteria
Manuel Valeriani: basso

Andrea Cola: mix
Marcella Magalotti: foto

registrato a Cesena tra il 2025 e il 2026 presso Suez Studio e StoneBridge Studio 
Master realizzato da Andrea ‘Bernie’ De Bernardi – Eleven Mastering


BIO:


Non è mai stata una questione di opportunità, di vanità. Non è mai stata una questione di strumenti, accordi e melodie. Non è mai stata una questione di protagonismo. È sempre e solo stata la necessità di comunicare, raccontare e raccontarci.


La band dei Suez si è formata ad inizio anni 2000, in un contesto radicalmente diverso rispetto a quello attuale, così diverso che sembrano passati secoli, non soltanto 20 anni. Un mondo ferito, naufragato nella tragedia dell’11 settembre, deflagrato negli scontri del G8 di Genova, un mondo plasmato da una crescente indifferenza.  Ci ritroviamo, oggi, una società che prolifera nel paradosso, l’immediata soddisfazione del desiderio ha spazzato via qualsiasi forma di solidarietà, comunità. Tutto si piega alla volontà dell’individuo, al centro di tutto, a discapito della collettività. Non esiste un’idea di futuro, il sogno di costruire un mondo migliore, anche a costo di spezzare i vincoli con il passato, imparando dagli errori, per inseguire un ideale. La musica fa parte del gioco, oggi più di ieri, non c’è più speranza, denuncia, impegno sociale, storie da raccontare, momenti da fissare nella memoria, ma soltanto il successo, il denaro, l’arrivismo sociale.

I Suez cercano quindi di raccontare ciò che ci circonda, il contesto culturale, sociale, sempre in prima persona, senza farci influenzare da mode e opinioni; ciò che i nostri occhi hanno visto, direttamente, con il filtro della soggettività, perché non c’è nulla di più vero di ciò che hai vissuto. Una società che trita ogni ostacolo, fagocita l’individuo e lo trascina in una deriva di infinita solitudine. 

La band ha affrontato l’illusione della crescita (con l’album “Illusion Of Growth” – Seahorse Recordings, pubblicato nel 2013) personale, economica e culturale, in un contesto già profondamente in crisi. Hanno scavato nelle viscere della terra (“The Bones of the Earth” – Cagnin Records 2021), raccolto i cocci, scoperto che i ragazzi devono piangere, raccontato la sofferenza dentro le mura di casa, della quotidianità e del mondo segnato da crescenti conflitti, disuguaglianze sociali, disumanità. Nel 2026 si confrontano con i nostri demoni, i demoni del nostro tempo, che fanno colazione insieme a noi, dormono accanto a noi, fanno parte delle nostre vite, come fosse la cosa più normale del mondo. Logorano il nostro tempo, le relazioni, amplificano incertezze e timori, fanno parte del nostro viaggio e non ci abbandonano mai.

I Suez del 2026 sono:
Luigi Battaglia, Ivan Braghittoni, Emily Capanni, Marcello Nori e Manuel Valeriani. 

I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti. 

I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti. 

I Suez del 2026 non possono prolungare il silenzio e vogliono farlo sapere a tutti. 

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Comunicato stampa

Disponibile da venerdì 25 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali il nuovo capitolo musicale di John Peaterson che torna con “La Notte”

Disponibile da venerdì 25 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali il nuovo capitolo musicale di John Peaterson che torna con “La Notte”, una reinterpretazione del celebre brano di Arisa che segna un nuovo capitolo del percorso artistico dell’artista veneto. Dopo “Pistola”, il primo singolo che sancisce la collaborazione con Sangita Records, Peaterson sceglie di confrontarsi con una canzone tra le più intense della musica italiana contemporanea, portandola all’interno del proprio universo sonoro senza intaccarne la fragilità e la forza emotiva.

Prodotta da Andrea Cascini, la nuova versione di “La Notte” assume tinte più scure e viscerali, muovendosi tra elettronica, chitarre e suggestioni alternative rock. La voce attraversa il brano seguendone la componente più emotiva e costruendo un crescendo fatto di malinconia, tensione e istinto. L’obiettivo non è replicare l’originale, ma trasformarlo attraverso una sensibilità personale e un linguaggio musicale contemporaneo.

Questa scelta si inserisce nel percorso di John Peaterson che oggi continua a definire un’identità in cui electro-rock, alternative e sensibilità pop convivono con un approccio fortemente emotivo. “La Notte” diventa così un nuovo punto di passaggio: una canzone conosciuta e riconoscibile che viene attraversata da un suono più contemporaneo, mantenendo intatto il nucleo emotivo dell’originale ma restituendolo attraverso la voce e la sensibilità di John Peaterson.

 

SCOPRI IL BRANO: http://ada.lnk.to/la-notte




produzione di Andrea Cascini

BIO: 

John Peaterson, all’anagrafe Mattia Chemello, è nato nel 1997 a Bassano del Grappa.  Dopo aver ascoltato per anni Salmo, i Machete, Gemitaiz, Tyler, the Creator e altri artisti della scena rap, ha iniziato a fare musica nel 2017 partendo dal freestyle, passando dal rap alla trap fino a trovare una dimensione più autentica nell’indie rock e nell’alternative, consolidando un proprio personale stile musicale.

Nel corso degli anni ha suonato in giro per l’Italia, accumulando esperienze live e collaborazioni professionali che lo hanno aiutato a definire il proprio linguaggio musicale. Ha ascoltato soprattutto musica internazionale, elemento che ha influenzato profondamente il suo modo di scrivere e di ricercare nuove sonorità. Con i singoli “Colori” (pubblicato nel  gennaio 2024) e “Venerdì” (uscito a marzo 2025) ha aperto una nuova fase del suo percorso artistico. Di recente ha iniziato a collaborare con Sangita Records e sta lavorando al suo primo album.

https://www.instagram.com/john.peaterson