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Comunicato stampa

Il 9 ottobre esce “Teenage”, il nuovo EP di Nemesi

Il 9 ottobre esce “Teenage”, il nuovo EP di Nemesi (Garbo Dischi distribuito da Sony Music Entertainment).

Dopo aver anticipato il progetto con i singoli “Camilla”, “Agave lo sa” e “Stupida”, Nemesi presenta Teenage, il suo primo EP: un racconto intimo e personale di quegli anni, fatto di dubbi, domande, risposte, ricordi e piccoli spiragli di speranza.
Teenage è la storia di un’adolescente, ma soprattutto è la storia dell’adolescenza di Nemesi. Un periodo attraversato senza filtri, in cui ogni esperienza, anche quella più dolorosa, ha lasciato un segno e contribuito a costruire la persona e l’artista che è oggi, creando un percorso di crescita che si è trasformato in direzione di una strada.
 

“Le canzoni dell’EP sono canzoni che mi hanno permesso di conoscermi, di avventurarmi all’interno dei miei pensieri e dentro la musica, la mia musica. Dentro ogni canzone ho lasciato un pezzo di me: un ricordo, un luogo, un sentimento.”

Il titolo Teenage racchiude questo passaggio: il momento in cui i sogni hanno iniziato a trasformarsi in realtà, i testi in canzoni e la musica in una compagna di vita. È il racconto di un’età che può fare male, ma che può anche indicare una rotta.

La focus track “Punto e virgola” rappresenta il cuore di questo percorso. Una pausa, non una fine: la scelta di andare avanti senza cancellare ciò che è stato. È il momento in cui Nemesi ha iniziato a cercare se stessa e la propria serenità, trovando nella musica un luogo sicuro, una casa e una famiglia.

L’uscita di questo EP è il modo dell’artista per lasciare andare quegli anni senza rinnegarli, trasformando dubbi, ferite e domande in qualcosa di nuovo. Un addio al passato, accompagnato dalla gratitudine per ciò che le ha permesso di diventare la persona e l’artista che è oggi.


BIO
Sara Maria Forina, in arte Nemesi: vent’anni, la metà dei quali passati a decodificare un forte
disagio adolescenziale che sembrava tenerla lontana dal Mondo. Nemesi cresce a Campobasso ma il suo sangue è pugliese: ulteriore pezzo di un puzzle che sembra mostrare inadeguatezza al luogo ed al tempo. Quella apparente inadeguatezza, invece, collocherà nella musica il suo equilibrio, tanto da farla sentire finalmente “casa”.
Nemesi nasce come ribellione, verso tutti ma soprattutto verso sé stessa; presto quella ribellione si traduce in rinascita: la capacità di parlarsi, di scoprirsi e di esprimere le proprie emozioni attraverso i testi delle sue canzoni. Sonorità pop, senza dubbio, ma dense di sperimentazione, che virano con urgenza verso una dimensione alternativa alla quotidianità in cui proiettare il senso di una scrittura intima ed introspettiva.
Nemesi scrive da quando è bambina, nelle sue canzoni troviamo tutti i traumi ed i turbamenti
dell’infanzia e dell’adolescenza, oggi racchiusi nell’EP Teenage che accompagna l’ascoltatore in
un viaggio variopinto di atmosfere e melodie che vanno dalla ballad all’up tempo ma, sempre,
cariche di sofferenza e del bisogno di capirsi e farsi capire.

CONTATTI
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AA Management 
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Nina Selvini  ninaselvini@astarteagency.it 
Giorgia Vendetti giorgia@astarteagency.it
Francesco Acate Aiello  francesco@astarteagency.it

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Comunicato stampa Indie rock

La via d’uscita era un’altra stanza: “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara

“TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara, uscito venerdì 2 ottobre 2026. In “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT”, Goodbye Lara attraversa il confine incerto tra desiderare qualcuno e averne bisogno per riuscire a fuggire. L’amore diventa una promessa di salvezza che lentamente cambia forma, fino a somigliare alla stessa gabbia da cui si cercava di uscire. Tra alt rock, elettronica e atmosfere crepuscolari, il brano costruisce un paesaggio deformato, dove le identità si confondono e l’acqua continua a salire. Restano due persone che provano a salvarsi a vicenda senza sapere se stanno nuotando verso la superficie o semplicemente imparando ad affondare insieme.

Foto: Mari Giaccari

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Trapped People Need, Free People Want” è il singolo di lancio del progetto Goodbye Lara.
Il brano esplora il conflitto tra bisogno e desiderio: chi è intrappolato vive l’amore come una sterile evasione, chi è libero può sceglierlo consapevolmente; uno sbilanciamento che porta ad un’ alterazione percettiva e all’illusione di aggiustare la vita dell’altro mentre lui rimane coscientemente immobile. Il testo è la promessa di una fuga in un mondo tra realtà e sogno in cui non esistono sovrastrutture e in cui lasciarsi inghiottire dalle onde non è un naufragio, ma l’inizio di un viaggio fuori dall’ordinario.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Goodbye Lara nasce dalla scrittura di Lara Ingrosso, musicista, autrice e compositrice di colonne sonore.
Con un sound che attraversa alternative rock, elettronica e atmosfere cinematografiche e testi sospesi tra crudo realismo e visioni oniriche, prende forma un progetto che esplora le zone d’ombra dei legami umani: il confine sottile tra cura e controllo, vulnerabilità e annullamento di sé.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie

Il silenzio prima del mondo: “Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca

“Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Come albume nell’uovo cosmico”, Enrique Spacca osserva l’esistenza come una materia unica, in cui corpi, natura e infinito sembrano appartenere allo stesso movimento. Tra una voce quasi sussurrata e una scrittura fatta di immagini essenziali, il brano procede lentamente verso qualcosa che sembra precederci e, allo stesso tempo, contenerci. Il quotidiano sfiora così il sacro, il minuscolo diventa cosmico e ogni confine comincia a perdere consistenza. Come se, per un istante, fosse possibile guardare l’universo da molto lontano e accorgersi di essere ancora dentro di lui.

Foto: Charlotte Vuissoz

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il brano è un dialogo tra l’istante e l’eterno divenire delle cose, quel flusso perpetuo che la filosofia indiana racconta nell’immagine dell’Uovo Cosmico. Nasce timido, all’improvviso, da una nota che si dilata, e cresce lentamente come un’onda che va a infrangersi sul bagnasciuga dei sensi. Il suo sound si smarrisce nel riverbero di una stanza, e si fa teatro di luci quando chitarra, batteria e archi deflagrano: è il mondo che si schiude sotto i nostri occhi per poi raccogliersi nella corporalità di un basso groovy.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Enrique Spacca, cantautore e pianista italo-colombiano, dà forma a quella che chiama imaginal music, un indie folk italiano intriso di pop trascendentale: con semplici melodie vocali e le armonie inattese di un pianoforte introspettivo, apre al pubblico le porte di un mondo interiore.
Residente in Svizzera, intreccia l’italiano, sua lingua madre, con l’inglese per raccontare storie di trasformazione, invitando a volgere lo sguardo oltre il rumore del mondo, a rinnovare il legame che ci unisce al vivente e a ritrovare l’unità nel cuore della divisione.
Il suo progetto solista è una tensione verso l’autenticità, maturata dopo anni di esplorazione sonora con band e ricerche visive, sulla scia di Franco Battiato, Paolo Conte, Pino Daniele e Andrea Laszlo de Simone.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le cose che occupano meno spazio: “Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Canzone Sospirata”, i Cromosauri tornano nei luoghi in cui qualcosa ha fatto male, senza provare a cancellarne le tracce. Le paure restano, così come le debolezze e i segni lasciati dal passato, ma lentamente smettono di occupare tutto lo spazio. Tra malinconia e consapevolezza, il brano osserva ciò che accade quando non abbiamo più bisogno di sconfiggere i nostri mostri per continuare a vivere. Come tornare molti anni dopo nella stessa stanza e trovarla identica, accorgendosi però che siamo noi, finalmente, a non esserlo più.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Canzone Sospirata” chiude l’album “Nuvole, Bolle e Pesci”, aprendo un orizzonte di nuove prospettive e allo stesso tempo chiudendo un cerchio narrativo. L’album inizia e finisce con due immagini legate all’acqua, formando un arco narrativo circolare: prima si evoca una caduta in una pozzanghera, poi, in “Canzone Sospirata”, immagina una pioggia che non riesce ad eliminare i solchi tracciati. C’è un passato indelebile che permette di ricordare e quindi crescere, lasciare andare.
Nata in una situazione molto personale vissuta da Davide mentre viveva nel nord della Danimarca, la canzone vuole essere una dichiarazione di pace nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda. Le contraddizioni e i mostri interiori che si presentano alla porta del presente e chiedono un riscatto non vengono rifuggiti o rinnegati, ma riconosciuti e accolti, accettati. Il brano quindi chiude un percorso di maturazione, di accettazione delle proprie fragilità, delle proprie debolezze, un volersi bene nonostante alle volte sia difficile riconoscersi allo specchio, nonostante le nostre battaglie con il mondo, i nostri altri principi, le aspettative, tutto ciò che è già stato citato anche in “Se Avessero” e “Brillare”.
La copertina, un collage di Polaroid scattate da Davide in diversi luoghi della Danimarca, richiama i luoghi che hanno ispirato la canzone e ne creano l’atmosfera: il faro di Rubjerg Knude, un faro abbandonato che solo 100 anni fa era un edificio all’avanguardia e che invece l’erosione della costa presto farà crollare in mare; Grenen, la punta della Danimarca dove si incontrano Mar Baltico e Mar del Nord, perennemente in contrasto con le loro correnti; Aalborg, la città dove Davide ha vissuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
I Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

“Furnace Creek” è il nuovo singolo dei Suez, fuori da venerdì 2 ottobre

Esce venerdì 2 ottobre 2026 “Furnace Creek”, il nuovo singolo dei Suez, distribuito da Believe Music Italy. Un brano che prende il nome da uno dei luoghi più estremi del pianeta per trasformarlo in una dimensione interiore: un punto di passaggio in cui non è più possibile evitare ciò che si è, ciò che è accaduto e ciò che ci aspetta.
 

Al centro del brano ci sono eventi profondamente umani, ma “Furnace Creek” non cerca una morale né una via di fuga: racconta quel momento preciso in cui la vita presenta il conto e chiede di essere attraversata, con le sue contraddizioni, le paure e le possibilità ancora aperte. A cambiare prospettiva è soprattutto lo sguardo di un bambino, capace di osservare la realtà con una semplicità che gli adulti sembrano avere progressivamente perduto. È attraverso quello sguardo che emerge una domanda tanto semplice quanto difficile: quanto siamo davvero capaci di entrare nel mondo di qualcun altro, soprattutto quando quel mondo ci costringe a rivedere noi stessi?
 

“Furnace Creek” si inserisce nel percorso di una band che ha iniziato la propria storia nei primi anni Duemila e che, nel corso di oltre vent’anni, ha continuato a confrontarsi con le trasformazioni della società e con le inquietudini del proprio tempo. Dopo “Illusion Of Growth” (Seahorse Recordings, 2013) e “The Bones of the Earth” (Cagnin Records, 2021), i Suez tornano oggi a parlare da una posizione diversa: quella di chi ha attraversato abbastanza anni da poter guardare al passato senza nostalgia e al presente senza illusioni. Nel loro nuovo capitolo, il tempo diventa infatti una materia con cui fare i conti. I Suez del 2026 rivendicano l’età, l’esperienza e tutto ciò che comportano: le relazioni che cambiano, le certezze che si consumano, le paure che non scompaiono semplicemente crescendo. E soprattutto la necessità di interrompere un silenzio durato troppo a lungo.
 

“Furnace Creek“ non è solo la località più calda della terra, è un luogo immaginifico dove si intrecciano le strade della vita. Un luogo dove per la prima volta vieni messo di fronte alla tua più intima natura, dove sei nudo di fronte alla realtà, dove sei costretto a fare i conti con te stesso. Una separazione, un bambino, un padre. Gli avvenimenti si susseguono, non esistono momenti migliori, esiste semplicemente il momento esatto in cui le cose accadono e le affronti, ne vedi luci ed ombre, precipizi e speranze. “Furnace Creek” è il sogno di un bambino, attraverso la sua capacità di vedere il mondo con occhi diversi. Con quella semplicità che ti lascia disarmato: sarò mai in grado di essere parte del suo mondo?
 

“Non mi interessa se ho ragione
puoi congelarmi con i tuoi occhi
ma so che non sono lucciole ma grandi aquiloni
affinché tu possa volare”

SCOPRI IL BRANO: https://bfan.link/furnace-creek



Prodotto da Suez & Andrea Cola

Luigi battaglia
: voce e synth
Emily Capanni: voce
Ivan braghittoni: chitarra
Marcello Nori: batteria
Manuel Valeriani: basso

Andrea Cola: mix
Marcella Magalotti: foto

registrato a Cesena tra il 2025 e il 2026 presso Suez Studio e StoneBridge Studio 
Master realizzato da Andrea ‘Bernie’ De Bernardi – Eleven Mastering


BIO:


Non è mai stata una questione di opportunità, di vanità. Non è mai stata una questione di strumenti, accordi e melodie. Non è mai stata una questione di protagonismo. È sempre e solo stata la necessità di comunicare, raccontare e raccontarci.


La band dei Suez si è formata ad inizio anni 2000, in un contesto radicalmente diverso rispetto a quello attuale, così diverso che sembrano passati secoli, non soltanto 20 anni. Un mondo ferito, naufragato nella tragedia dell’11 settembre, deflagrato negli scontri del G8 di Genova, un mondo plasmato da una crescente indifferenza.  Ci ritroviamo, oggi, una società che prolifera nel paradosso, l’immediata soddisfazione del desiderio ha spazzato via qualsiasi forma di solidarietà, comunità. Tutto si piega alla volontà dell’individuo, al centro di tutto, a discapito della collettività. Non esiste un’idea di futuro, il sogno di costruire un mondo migliore, anche a costo di spezzare i vincoli con il passato, imparando dagli errori, per inseguire un ideale. La musica fa parte del gioco, oggi più di ieri, non c’è più speranza, denuncia, impegno sociale, storie da raccontare, momenti da fissare nella memoria, ma soltanto il successo, il denaro, l’arrivismo sociale.

I Suez cercano quindi di raccontare ciò che ci circonda, il contesto culturale, sociale, sempre in prima persona, senza farci influenzare da mode e opinioni; ciò che i nostri occhi hanno visto, direttamente, con il filtro della soggettività, perché non c’è nulla di più vero di ciò che hai vissuto. Una società che trita ogni ostacolo, fagocita l’individuo e lo trascina in una deriva di infinita solitudine. 

La band ha affrontato l’illusione della crescita (con l’album “Illusion Of Growth” – Seahorse Recordings, pubblicato nel 2013) personale, economica e culturale, in un contesto già profondamente in crisi. Hanno scavato nelle viscere della terra (“The Bones of the Earth” – Cagnin Records 2021), raccolto i cocci, scoperto che i ragazzi devono piangere, raccontato la sofferenza dentro le mura di casa, della quotidianità e del mondo segnato da crescenti conflitti, disuguaglianze sociali, disumanità. Nel 2026 si confrontano con i nostri demoni, i demoni del nostro tempo, che fanno colazione insieme a noi, dormono accanto a noi, fanno parte delle nostre vite, come fosse la cosa più normale del mondo. Logorano il nostro tempo, le relazioni, amplificano incertezze e timori, fanno parte del nostro viaggio e non ci abbandonano mai.

I Suez del 2026 sono:
Luigi Battaglia, Ivan Braghittoni, Emily Capanni, Marcello Nori e Manuel Valeriani. 

I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti. 

I Suez del 2026 sono invecchiati e vogliono farlo sapere a tutti. 

I Suez del 2026 non possono prolungare il silenzio e vogliono farlo sapere a tutti. 

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Disponibile da venerdì 25 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali il nuovo capitolo musicale di John Peaterson che torna con “La Notte”

Disponibile da venerdì 25 settembre 2026 su tutte le piattaforme digitali il nuovo capitolo musicale di John Peaterson che torna con “La Notte”, una reinterpretazione del celebre brano di Arisa che segna un nuovo capitolo del percorso artistico dell’artista veneto. Dopo “Pistola”, il primo singolo che sancisce la collaborazione con Sangita Records, Peaterson sceglie di confrontarsi con una canzone tra le più intense della musica italiana contemporanea, portandola all’interno del proprio universo sonoro senza intaccarne la fragilità e la forza emotiva.

Prodotta da Andrea Cascini, la nuova versione di “La Notte” assume tinte più scure e viscerali, muovendosi tra elettronica, chitarre e suggestioni alternative rock. La voce attraversa il brano seguendone la componente più emotiva e costruendo un crescendo fatto di malinconia, tensione e istinto. L’obiettivo non è replicare l’originale, ma trasformarlo attraverso una sensibilità personale e un linguaggio musicale contemporaneo.

Questa scelta si inserisce nel percorso di John Peaterson che oggi continua a definire un’identità in cui electro-rock, alternative e sensibilità pop convivono con un approccio fortemente emotivo. “La Notte” diventa così un nuovo punto di passaggio: una canzone conosciuta e riconoscibile che viene attraversata da un suono più contemporaneo, mantenendo intatto il nucleo emotivo dell’originale ma restituendolo attraverso la voce e la sensibilità di John Peaterson.

 

SCOPRI IL BRANO: http://ada.lnk.to/la-notte




produzione di Andrea Cascini

BIO: 

John Peaterson, all’anagrafe Mattia Chemello, è nato nel 1997 a Bassano del Grappa.  Dopo aver ascoltato per anni Salmo, i Machete, Gemitaiz, Tyler, the Creator e altri artisti della scena rap, ha iniziato a fare musica nel 2017 partendo dal freestyle, passando dal rap alla trap fino a trovare una dimensione più autentica nell’indie rock e nell’alternative, consolidando un proprio personale stile musicale.

Nel corso degli anni ha suonato in giro per l’Italia, accumulando esperienze live e collaborazioni professionali che lo hanno aiutato a definire il proprio linguaggio musicale. Ha ascoltato soprattutto musica internazionale, elemento che ha influenzato profondamente il suo modo di scrivere e di ricercare nuove sonorità. Con i singoli “Colori” (pubblicato nel  gennaio 2024) e “Venerdì” (uscito a marzo 2025) ha aperto una nuova fase del suo percorso artistico. Di recente ha iniziato a collaborare con Sangita Records e sta lavorando al suo primo album.

https://www.instagram.com/john.peaterson

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È disponibile da venerdì 25 settembre 2026 per Record-Y il disco d’esordio degli Hibaku Jumoku

È disponibile da venerdì 25 settembre 2026 per Record-Y il disco d’esordio degli Hibaku Jumoku, trio vicentino composto da Paolo Inserra alla batteria, Antonio Gallucci al sax tenore e Francesco Bucci al basso tuba.

Il gruppo parte da una rilettura del piano-less jazz contemporaneo, sostituendo il basso con il basso tuba e costruendo un sound che attraversa nu jazz, rock, punk ed elettronica, con influenze afro e mediterranee. Sax, batteria e basso tuba vengono arricchiti da pedali ed effetti, dando vita a una musica fisica, pulsante e profondamente legata all’interplay tra i tre musicisti. Il disco arriva dopo un anno e mezzo di lavoro e una ventina di concerti nei club del Nord Italia, dove gli Hibaku Jumoku hanno sviluppato un’identità live intensa e personale. Un debutto che nasce dalla volontà di superare i confini del jazz senza rinunciare alla ricerca, e che apre ora una nuova fase per il trio, già al lavoro su nuovi brani.

Il nome Hibaku Jumoku, che indica gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima, racchiude la stessa idea di resistenza e di libertà che attraversa il progetto: proporre musica nuova senza lasciarsi condizionare da cliché o categorie prestabilite.


 

APPUNTAMENTI LIVE:
20 ottobre @ Milano, Cascina Cuccagna
30 ottobre @ Vittorio Veneto (TV), Trattoria alla Cerva



SCOPRI IL DISCO: https://www.record-y.com/hibakujumoku



Francesco Bucci: basso tuba, fx (Ottone Pesante, Zobibor)
Paolo Inserra: batteria (Baustelle, Uppertones, Giuliano Palma)
Antonio Gallucci: sax tenore, fx (Vertical, Stellari)


BIO: 

Nato a Vicenza da un’idea del batterista Paolo Inserra, Hibaku Jumoku è un trio che reimmagina la formula del piano-less jazz contemporaneo sostituendo il basso con il basso tuba, creando un suono che unisce nu jazz londinese, energia punk, radici afro e una sensibilità mediterranea. Una miscela diretta, fisica, che vive a metà fra jazz e rock, in un vero e proprio crossover jazz-rock.

Il nome del gruppo deriva dal termine giapponese che indica gli alberi sopravvissuti alla bomba atomica di Hiroshima: simboli di resistenza e resilienza. Una metafora che il trio abbraccia per raccontare il coraggio di proporre musica nuova, libera da cliché e da etichette, in un panorama sempre più complesso per chi crea.

La formazione vede Paolo Inserra alla batteria, Antonio Gallucci al sax tenore e Francesco Bucci al basso tuba. I fiati sono potenziati da elettronica, pedali ed effetti, che ampliano la tavolozza timbrica e spingono il trio verso territori ipnotici e pulsanti. Pur provenendo da percorsi differenti, i tre musicisti condividono un’attitudine comune: una ricerca sonora coerente, personale, che mette al centro groove ostinati, interplay e un’estetica ruvida ma profondamente espressiva.

Dopo un anno e mezzo di lavoro sul repertorio, il trio ha portato la propria musica in una ventina di concerti nei club del Nord Italia, costruendo un’identità live intensa e coinvolgente. Con l’uscita del primo album per Record-Y, Hibaku Jumoku guarda ora oltre i confini nazionali, con il desiderio di portare il proprio sound ovunque, anche all’estero, pur consapevole delle sfide del settore. Parallelamente, il trio è già al lavoro su nuovi brani che daranno vita al prossimo capitolo discografico.

https://www.instagram.com/hibaku_ju

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“controluce” è il primo album dei sokind

controluce è il primo album dei sokind ed è anche il primo lavoro del progetto interamente in italiano. Dopo le prime uscite in inglese, Massimiliano incomincia a scrivere nella propria lingua perché gli permette di essere più preciso nei testi. L’elettronica rimane alla base della produzione, ma entra in rapporto con una scrittura più vicina alla canzone italiana.

«controluce è il primo disco in cui abbiamo scritto tutto in italiano – raccontano i sokind –. Molti brani partono da esperienze reali, ma durante il lavoro cambiano parecchio: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda e alla fine non ci interessa ricostruire i fatti in modo fedele. Ci interessa che la canzone funzioni e che resti qualcosa in cui possa riconoscersi anche chi non conosce la storia da cui è partita».

I brani parlano soprattutto di relazioni, intese in senso ampio. Ci sono rapporti finiti, legami rimasti sospesi, attrazione, distanza e difficoltà nel capire quando avvicinarsi o lasciare spazio. Altri pezzi si concentrano invece su solitudine, identità, lutto, memoria e sul modo in cui si prova ad andare avanti dopo un periodo difficile. Non c’è una storia unica che attraversa il disco: ogni traccia parte da una situazione diversa.

Molte canzoni nascono da esperienze reali, soprattutto di Massimiliano. Durante il lavoro con Lorenzo, però, quegli episodi vengono riscritti e modificati: testo, produzione e arrangiamento si influenzano a vicenda fino alla versione definitiva. Il punto non è documentare ciò che è successo, ma usare un’esperienza concreta come punto di partenza per una canzone.

«Abbiamo dei punti di partenza diversi, ma poi i brani passano continuamente da entrambi. Un beat può far cambiare una frase e una frase può far cambiare un arrangiamento. Per questo è difficile dire che uno si occupa solo di una parte e l’altro di un’altra: la versione finale arriva dopo parecchi passaggi tra tutti e due».

La stessa impostazione vale per la parte visiva. Artwork, fotografie e i dieci Official Visual sono stati realizzati internamente dal duo. I Visual sono girati nello stesso set, con camera fissa e azioni diverse per ogni traccia; i testi compaiono sincronizzati con un effetto macchina per scrivere.

«La parte visiva la sviluppiamo mentre lavoriamo alla musica, non alla fine. Per controluce abbiamo scelto di dare ai dieci Official Visual una struttura comune: stesso set e camera fissa, con azioni diverse per ogni brano e i testi sincronizzati nell’immagine. Ci interessava che fossero riconoscibili come parti dello stesso disco senza renderli tutti uguali»

Track by track

01 — Respirare

La distanza giusta dentro una relazione

Respirare parla della difficoltà di capire quale sia la distanza giusta dentro una relazione. Due persone possono volersi bene e, allo stesso tempo, non sapere quando avvicinarsi, quando lasciare spazio o quando parlare. Il brano parte da quel tipo di quotidianità in cui anche un gesto semplice può essere letto nel modo sbagliato. Non racconta necessariamente una relazione finita: racconta piuttosto il tentativo di stare insieme senza annullare lo spazio personale di nessuno dei due.

FRASE DAL TESTO Restiamo fermi / come fotografie / che provano a respirare.

02 — Fantasmi

Quando non si hanno ancora risposte su di sé

Fantasmi riguarda il rapporto con sé stessi più che una relazione di coppia. Parte dalla pressione di dover sapere sempre chi si è, cosa si vuole e dove si sta andando. I “fantasmi” sono aspettative, vecchie versioni di sé e pensieri che continuano a riemergere. La canzone non arriva a una definizione conclusiva: accetta l’idea che alcune cose possano restare incerte e che non avere subito una risposta non significhi necessariamente essere persi.

FRASE DAL TESTO Non ogni vuoto va riempito / alcuni spazi vanno solo sentiti.

03 — Neve

Una relazione che resta nel possibile

Neve racconta due persone tra cui c’è qualcosa di evidente, ma che non riescono mai a trasformarlo in una relazione vera. Il problema non è necessariamente l’assenza di sentimento: possono mancare il momento giusto, le circostanze o il coraggio di esporsi. Rimane quindi soprattutto ciò che avrebbe potuto succedere. Il contrasto tra il caldo dell’estate e la neve “dentro” serve a descrivere questa distanza tra quello che appare normale all’esterno e quello che continua a rimanere irrisolto.

FRASE DAL TESTO Ora siamo due canzoni diverse / che usano le stesse parole.

04 — Lontano da te

Guardare indietro senza voler tornare

Lontano da te nasce dal momento in cui una relazione finita può essere guardata con più distanza. Durante la fine e nel periodo subito successivo restano soprattutto il dolore e la mancanza; col tempo, però, il ricordo cambia. Si può arrivare a sorridere pensando a ciò che è stato e riconoscere che quella relazione ha avuto un valore, pur sapendo con chiarezza che non si vorrebbe ricominciare. Il brano sta proprio in questa distinzione tra conservare un ricordo e desiderare di tornare indietro.

FRASE DAL TESTO A volte lasci andare / per non farti mancare.

05 — Sale nell’acqua

Accettare che continuare farebbe peggio

Sale nell’acqua parla del momento in cui ci si rende conto che una relazione è arrivata alla fine e che insistere non migliorerebbe le cose. Non c’è necessariamente un episodio preciso che chiude tutto: il rapporto può consumarsi lentamente, fino a non essere più quello di prima. Il “va bene così” del ritornello non è indifferenza, ma il tentativo di accettare che separarsi sia la scelta più sensata e che continuare rischierebbe di far stare peggio entrambi, o di far perdere parti di sé che non vale la pena sacrificare.

FRASE DAL TESTO Ci siamo persi come si perde una lingua / che parlavi da bambino e adesso taci.

06 — Temporale

La distanza tra quello che si mostra e quello che si prova

Temporale parla di solitudine e della sensazione di non essere davvero visti. Il centro del brano è la distanza tra ciò che succede dentro e ciò che gli altri percepiscono: si può continuare a parlare, uscire e rispondere che va tutto bene mentre si sta vivendo qualcosa di molto diverso. Anche la produzione lavora su questo contrasto, evitando di seguire in modo ovvio il peso del testo. La frase “la solitudine è un temporale” riassume un’esperienza che per chi la vive può essere molto forte, anche quando dall’esterno quasi non si nota.

FRASE DAL TESTO La solitudine è un temporale.

07 — Errori ben riusciti

Un rapporto che funziona nell’attrazione, non nel resto

Errori ben riusciti racconta un rapporto molto fisico in cui l’attrazione continua a funzionare anche quando il resto della relazione non regge. I due protagonisti sanno di non costruire qualcosa di stabile e capiscono che continuare a cercarsi può complicare le cose, ma questo non basta a interrompere il legame. Il titolo nasce da questa contraddizione: qualcosa può essere chiaramente un errore dal punto di vista razionale e, in alcuni momenti, sembrare comunque riuscire benissimo.

FRASE DAL TESTO Forse siamo un errore ben riuscito.

08 — Controvento

Uscire da un periodo di autosvalutazione

Controvento parla di un cambiamento nel rapporto con sé stessi dopo un periodo segnato da dubbi, paura del giudizio e scarsa fiducia. Non c’è un momento di svolta netto e non c’è una rivincita verso qualcuno: il brano descrive piuttosto il lavoro graduale di smettere di trattarsi come il proprio principale avversario. Andare “controvento” significa continuare a muoversi anche quando alcune difficoltà rimangono, con un rapporto un po’ più equilibrato con i propri limiti.

FRASE DAL TESTO Ho fatto pace con la mia parte scura / le do la mano e non mi fa più paura.

09 — Allora ciao

Quando la decisione arriva prima dell’accettazione

Allora ciao racconta il periodo dopo una separazione in cui si sa razionalmente che chiudere è stata la scelta giusta, ma le emozioni non sono ancora arrivate allo stesso punto. Il testo alterna continuamente “non mi importa” e “mi importa” proprio perché le due cose possono convivere. Non è necessariamente il desiderio di tornare insieme: è la difficoltà di abituarsi all’assenza di una persona che, fino a poco prima, faceva parte della quotidianità. Il saluto finale arriva quindi mentre quella decisione è ancora in fase di elaborazione.

FRASE DAL TESTO Quando ti penso non mi importa / quando ti vedo mi importa.

10 — Ricordi

Il lutto dentro le abitudini quotidiane

Ricordi nasce da una storia reale vicina a Massimiliano ed è dedicata alla sua migliore amica, che ha perso da poco la nonna a cui era molto legata. Il brano osserva il lutto attraverso le cose quotidiane: una stanza, un rumore, un’abitudine o un gesto possono continuare a richiamare una persona proprio perché non c’è più. Non prova a spiegare come si supera una perdita e non cerca una conclusione consolatoria. Racconta piuttosto come l’assenza entri nella vita di tutti i giorni e come i ricordi continuino a cambiare significato nel tempo.

FRASE DAL TESTO Forse chi se ne va davvero / cambia solo posizione.

Crediti

Artista

PROGETTO sokind
COMPONENTI Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan
ORIGINE Vicenza, Italy
ATTIVO DAL 2023
AREA MUSICALE canzone italiana / elettronica
LINGUA italiano (controluce); prime uscite del progetto in inglese

Release

TITOLO controluce
FORMATO album
DATA DI USCITA 25 settembre 2026
TRACCE 10
DURATA TOTALE 32:34
DISTRIBUZIONE DistroKid
COLLECTING Soundreef

Crediti musicali

Scrittura, composizione, produzione, arrangiamento, registrazione, voci, strumenti/programmazione, mix e master: Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan.

Crediti visual

Artwork, fotografie e Official Visual: Massimiliano Lorenzin / Lorenzo Milan. I materiali visivi vengono sviluppati internamente durante la lavorazione del disco.

Processo di lavoro

Lorenzo produce musica da anni; Massimiliano scrive e canta. I ruoli non sono però separati in modo rigido: i brani passano più volte da entrambi e testo, melodia, produzione e arrangiamento possono cambiare durante il lavoro.

Visual system di controluce

OFFICIAL VISUAL 10, uno per traccia
IMPOSTAZIONE stesso set / camera fissa / azioni diverse
TESTI sincronizzati con effetto macchina da scrivere
PRODUZIONE VIDEO interamente interna

Contatti

EMAIL weplay.sokind@gmail.com
INSTAGRAM @sokind__
SMARTLINK ffm.to/controluce

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Pop

Le cose che sanno ancora di te: “Sapore” è il nuovo singolo dei Morama

“Sapore” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 25 settembre 2026. In “Sapore”, i Morama raccontano una distanza che il corpo sembra rifiutarsi di accettare. L’assenza continua a sopravvivere nelle cose più piccole: un odore rimasto sul cuscino, il sapore del sale, una luce oltre lo schermo, la memoria di un tocco. Frammenti capaci di rendere vicino ciò che non possiamo più raggiungere. Con una ballad intima e sospesa, il brano abita così quello spazio fragile in cui il ricordo diventa quasi fisico e qualcuno può continuare a mancarci proprio perché, in qualche modo, non se n’è mai andato davvero.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Prosegue il percorso elettro-pop dei Morama con “Sapore”, quarto e ultimo singolo estratto dal secondo EP del duo, “Marea d’Amore”. Un brano intenso ed emozionale che rappresenta il capitolo finale di un progetto capace di raccontare le diverse sfumature dell’amore attraverso sonorità contemporanee e una scrittura profondamente evocativa.
“Sapore” racconta il peso di una relazione a distanza, dove l’assenza della persona amata si trasforma in una presenza costante nei pensieri. La nostalgia, il desiderio e la mancanza, tanto fisica quanto emotiva, si intrecciano fino a sfiorare l’ossessione, dando vita a un racconto sincero e vulnerabile.
Ballad dell’EP, il brano mette al centro un’interpretazione vocale intensa, fragile e al tempo stesso potente, capace di trasmettere tutta la forza delle emozioni raccontate. Un pianoforte delicato e malinconico apre e sostiene la composizione, mentre una produzione moderna e incisiva accompagna la crescita del pezzo, esaltandone la profondità emotiva senza rinunciare all’identità elettro-pop che contraddistingue i Morama.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

DEIRA ci regala un antidoto al malessere sociale con “Cani Randagi”

Esce su tutte le piattaforme digitali venerdì 25 settembre 2026 il nuovo singolo di Erica Meneguzzo, in arte DEIRA. “Cani Randagi”, questo il titolo della canzone, parla di tutti noi: anime che vagano, a volte desolate, insieme ma allo stesso tempo sole, come le “acque mosse” evocate dalla cantautrice vicentina.

Siamo “cani randagi” distanti che prima hanno paura della notte, ma poi smettono di temere la solitudine e la accettano. È la disillusione che segna il passaggio dall’età giovanile all’età adulta, necessaria e naturale, ma a volte spaventosa. È il periodo in cui cambiano le responsabilità, i ruoli sociali e le aspettative, così come cambiano il lavoro, le priorità, le amicizie e i rapporti, a volte senza accorgersene. E, come in Giacomo Leopardi, la disillusione è il passaggio doloroso ma consapevole  dalle “pie illusioni” alla cruda verità della natura indifferente e del dolore esistenziale.
 
Siamo sempre vicini grazie ai social… ma allo stesso tempo siamo sempre più distanti. Vediamo “i trofei” delle vite degli altri in un continuo confronto tossico, e abbiamo la percezione che mentre gli altri corrono (“i lupi”), noi siamo sempre fermi allo stesso punto. 

Viviamo in una società che è un inno alla produttività e all’efficienza, sempre portati a produrre qualcosa, sempre orientati verso un fine da raggiungere. “Cani Randagi”, invece, è un invito a fermarsi con se stessi uscendo da questa ruota automatizzata, staccarsi dagli stimoli esterni, proteggersi e prendersi del tempo per stare bene.
 
“Cani Randagi” è un inno alla noia e, come dicevano gli antichi, la noia è il prerequisito per creare, perché è proprio in quel vuoto che si scopre la pienezza del nostro io. “Cani Randagi” ci invita quindi a creare degli spazi nella nostra vita per attraversare la noia, perché è solo in questa condizione, in questa parentesi in cui non cerchiamo di raggiungere nulla e di non ottimizzare niente, di fare qualcosa solo per il piacere di farlo, che troviamo la connessione con noi stessi e con gli altri.
  
“Cani Randagi” è un antidoto al questo malessere sociale. È un grido di speranza, una presa di coscienza in una società conformista.
 

Scopri il brano: https://distrokid.com/hyperfollow/deira1/cani-randagi

Autore: Erica Meneguzzo 
Compositori: Erica Meneguzzo, Damiano Ferrari, Alessandro Marton 
Basso: Filippo Rinaldi 
Produzione artistica: Erica Meneguzzo, Alessandro Marton, Damiano Ferrari 
Produzione esecutiva: Luca Stefani, Alessandro Marton
Mixato e masterizzato presso Firstline Studio da Alessandro Marton
Foto cover di Simone Bressello


BIO:

Un’artista che sa arrivare in profondità. DEIRA, progetto artistico della cantautrice vicentina Erica Meneguzzo, porta un universo fatto di parole essenziali, emozioni autentiche e sonorità delicate. Una scrittura intima e incisiva che scava, accarezza e continua a sfuggire a ogni definizione. Nel suo percorso artistico ha partecipato a numerose esibizioni e aperto i concerti di Damien Mc Fly, Elisa Erin Bonomo e Chiamamifaro. Alcuni suoi brani sono stati selezionati per la serie The Kardashians su Disney+. La sua è una musica intensa e delicata, dove parole e suoni si intrecciano in perfetto equilibrio: l’ambiente sonoro non invade, ma accompagna, lasciando spazio all’emozione.

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