Ribes è un cantautore piemontese che unisce la passione per il cantautorato alle sonorità synth-pop e new wave degli anni Ottanta. Dopo anni di studio e sperimentazione, ha trovato una cifra personale che mescola nostalgia, ironia e scrittura diretta.
Il suo nuovo singolo, “Indebitato”, affronta un tema tutt’altro che leggero con il sorriso sulle labbra: tra debiti, sfratti e situazioni al limite del surreale, la canzone trasforma una disfatta personale in un racconto ironico, lucido e sorprendentemente universale.
Per l’occasione gli abbiamo chiesto di aprirci le porte di casa e mostrarci cinque oggetti che possano raccontarci qualche curiosità su di lui. Ecco come è andata.
MICROFONO DA HOME STUDIO
Il microfono è l’oggetto che mi accompagna da più tempo! Sta lì, sulla scrivania, come un compagno silenzioso che ha ascoltato notti storte, idee buone e idee pessime, frasi che non hanno mai trovato il loro posto. Non fa scena, non è un oggetto “da foto”, ma tiene insieme tutto: la voce, le pause, i dubbi, le ripartenze. Mi ricorda che la musica nascemolte volte in casa, nei momenti normali, quando nessuno guarda.

TASTIERA
La mia tastiera è il mio punto di partenza 🙂
Non ha romanticismi, non ha legno consumato, non ha storia: è pratica, essenziale. Serve a provare, a sbagliare, a riprovare. Da qui nasce la prima melodia, un accordo, un ritmo che forse diventerà qualcosa o forse resterà un appunto. È la parte più tecnica del mio modo di scrivere, quella che non si vede ma regge tutto il resto.

CD “SONGS OF FAITH AND DEVOTION” – DEPECHE MODE (1993)
Questo disco del ’93 dei Depeche Mode, band che adoro, è un riferimento che non si è mai spento! Lo ascolto ancora oggi, nel 2026, con la stessa attenzione della prima volta. Ha un suono che non invecchia: denso, diretto, ruvido nel modo giusto. Mi ha insegnato che si può essere intensi senza essere patinati, che la voce può stare sopra a tutto, anche quando è graffiata. Lo tengo vicino alla scrivania non per nostalgia, ma perché rappresenta un modo di fare musica che rispetto: concreto, umano, senza sovrastrutture., pur in ambito elettronico. Molte delle mie scelte — nei testi, nei suoni, nei silenzi — arrivano da lì.

CHIAVETTA USB PIENA DI DEMO
Dentro ci sono versioni che nessuno ascolterà mai: bozze, tentativi, errori, idee registrate male, frasi che non hanno ancora deciso cosa diventare. È la memoria fisica del mio percorso, molto più vera di qualsiasi release. Ogni tanto la apro e riascolto qualcosa, non per nostalgia, ma per ricordarmi che tutto nasce da un file storto, da una prova fatta di fretta, da un’idea che sembrava inutile. È un oggetto piccolo, ma racconta più di tutto il resto.

SCHEDA AUDIO
La scheda audio è il cuore tecnico del mio home‑studio! Tiene insieme voce, strumenti, cuffie, silenzi e tentativi. Non si nota, non ha fascino, ma lavora sempre. Rappresenta la parte invisibile della musica, quella che nessuno vede ma che permette a tutto di esistere. È la mia base, il mio centro operativo, la cosa più concreta che ho in casa.















