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“Sempre indietro” è il nuovo singolo di Sidea

Fuori da venerdì 23 settembre il nuovo singolo di Sidea dal titolo Sempre Indietro. Tra sonorità pop ed elettroniche, la cantautrice friulana ci regala un brano incentrato sul tema della dipendenza affettiva vissuta dal punto di vista di due giovani cresciuti insieme e diventati interdipendenti nel corso degli anni.
 

Sempre Indietro racconta di due persone che si vivono dalla prima adolescenza e che crescendo costruiscono un rapporto talmente intenso da renderli completamente dipendenti l’un l’altra tanto da non riuscire ad accettare neanche un minimo allontanamento e da alterare la loro percezione del tempo.”

(Sidea)



Scopri il brano su Spotify: https://spoti.fi/3BZkdzg


Autori: Alessandro Petullà, Sofia Codermaz
Compositori: Simone Sproccati, Andrea Castelli
Prodotta da: heysimo, Andrea Castelli
Management: Luca Sernesi

BIO:

Sofia, in arte Sidea, è una cantautrice friulana classe 2000. Inizia a studiare pianoforte classico all’età di sei anni e qualche anno più tardi inizia a studiare tecnica vocale. Dopo essersi diplomata al liceo linguistico di Gorizia decide di trasferirsi a Milano per frequentare il corso di canto triennale al Cpm Music Institute di Milano. In questo primo periodo a Milano, Sofia inizia a scrivere le sue prime canzoni. Non riesce subito ad identificarsi in un genere in particolare ma nota come nelle sue canzoni siano presenti tante influenze musicali diverse. Dopo aver pubblicato tre singoli sotto nome di “Sofia”, inizia a collaborare con HeySimo, che decide di affiancarla a degli autori per “sistemare” le sue canzoni. Si crea così un vero è proprio team e nasce il progetto di Sidea. Insieme stanno cercando di creare un sound nuovo e identificativo per i pezzi che Sofia scrive. Ad oggi ha pubblicato due canzoni su Spotify: Luce Artificiale e Felpa Blu. Il 23 settembre usce il suo nuovo singolo Sempre Indietro.

https://www.instagram.com/sideamusic/

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“Dilemma” è il nuovo singolo di Marsenio

Fuori da venerdì 23 settembre 2022 il nuovo singolo di Marsenio (nome d’arte di Manuel Fronterré)dal titolo Dilemma. Con questo pezzo in chiave rap, realizzato con la collaborazione della cantante Caterina Catalano, l’artista siciliano ci rende partecipi di un’attenta riflessione sulle dinamiche tossiche di alcune relazioni di coppia. Il brano anticipa l’uscita del suo primo album Divide Et Impera che vedrà la luce nel 2023.
 

Dilemma è uno storytelling rap che nasce da una mia riflessione sul comportamento ambiguo di alcune persone all’interno di relazioni amorose tossiche. Il brano, che parla dell’incontro casuale avvenuto in un bar tra due ex fidanzati, si sofferma principalmente sulla descrizione di lui, ovvero un abile manipolatore seriale che per anni ha abusato psicologicamente della sua (ormai) ex compagna. Parlo del loro vissuto insieme e del complesso di superiorità di lui che lo porta ad atteggiarsi a megalomane. Da irresponsabile qual è, le addossa ogni singola colpa, la ridicolizza ma poi la venera, mantenendola, così, in uno stato confusionale perenne.
Nonostante ciò, però, lei accetta comunque di risedersi a quel tavolo con lui, spinta probabilmente da quella stessa tendenza inconscia di qualche anno prima: la cosiddetta coazione a ripetere. Una tendenza degli esseri umani a porsi in situazioni dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate, né del fatto che si tratta della ripetizione di esperienze già vissute. Credendosi, quindi, vittima di un atroce destino, dovrà scegliere anche stavolta se rimanere lì con lui oppure fuggire via.”


(Marsenio)


Scopri il brano su Spotify: https://spoti.fi/3UyCElG

 

BIO:

Marsenio, pseudonimo di Manuel Fronterré, nasce il 23 gennaio 1993 nella splendida ed accogliente città di Siracusa. All’età di diciassette anni si appassiona alla cultura hip-hop ed inizia a scrivere i suoi primi testi musicali rap insieme al suo caro amico Lele, appassionato anche lui di hip-hop. Insieme, acquistano una scheda audio ed un microfono su internet ed iniziano a registrare le loro prime rime. Nel giro di sei mesi realizzano il loro primo mixtape, formato da ben 12 tracce e contenente diversi featuring con altri rapper della città. Decidono di stamparne circa un centinaio di copie e di distribuirlo nei vari locali al termine delle loro esibizioni live. Il risultato è soddisfacente: distribuiscono circa metà delle copie ed ottengono un articolo su La Sicilia. Il loro percorso insieme, però, termina dopo appena un anno e mezzo dall’uscita del loro primo progetto. Dovendo da quel momento in poi proseguire da solo, decide di fare le valigie e di trasferirsi a Bologna.
 
Nel periodo di adattamento nella nuova città emergono fin da subito le prime complicazioni. Bologna è grande, dispersiva e la gente si muove ad un ritmo diverso, più frenetico. La voglia di mettersi in gioco però è tanta, e quindi prova a fare il possibile per cercare di inserirsi al meglio nella nuova realtà. Inizia a prendere le sue prime lezioni di canto, a studiare le basi della teoria musicale ed a frequentare giovani musicisti coi quali spesso si ritrova a suonare in sala prove. Insieme a loro realizza dei brani inediti che ha l’opportunità di cantare in pubblico in occasione di alcuni festival dedicati alla musica emergente. Intanto, nella sua mente inizia a farsi strada l’idea di voler realizzare al più presto un disco rap da solista. Si mette quindi in contatto con i vari studi di registrazione presenti in città alla ricerca del produttore giusto. Dopo averlo trovato, i due iniziano a lavorare insieme per dare forma a ciò che fino a quel momento era soltanto un insieme di idee, appunti e note vocali sullo smartphone.
 
L’album, dal sound principalmente rock viene intitolato Divide Et Impera. Il disco non è ancora del tutto pronto quando lui, nel frattempo, ha già lasciato Bologna e si è trasferito a Torino. I due continuano a lavorare a distanza, e quando tutte le strumentali sono pronte, si mette alla ricerca di una cantante a cui affidare il compito di registrare le parti melodiche di ciascun brano (ritornelli, special e bridge). Si tratta di una scelta artistica che si rivela vincente: la giovane studentessa universitaria, Caterina Catalano, la quale accetta di collaborare con lui, riesce, con la sua voce fine e cristallina, a donare al progetto quella profondità che fino a prima di quel momento mancava. L’album viene così registrato presso il Password Studio di Luigi Venuti a Torino ed inviato per la stampa alla Shelve s.r.l. di Salerno. Nel marzo 2022 pubblica il suo primo brano ufficiale, Divide Et impera (feat. Caterina Catalano), primo estratto dall’omonimo album. È un brano impetuoso, travolgente che parla di ribellione nei confronti dell’oppressore. Accolto molto positivamente dal suo pubblico, viene inserito in alcune playlist di Spotify e promosso da alcune piccole web radio che lo mandano in onda sui loro canali. Il mese successivo, esce il videoclip ufficiale del singolo, girato interamente presso il Knowhere Studiosdi Torino. Il videoclip vede la partecipazione dell’attrice ed equilibrista Giulia Cammarota che interpreta il ruolo di una silhouette danzante che incarna l’anima dell’artista.

Il 29 aprile 2022, pubblica il suo secondo singolo intitolato Che Ci Faccio Qui (feat. Caterina Catalano), secondo estratto dall’album. Ѐ un brano introspettivo, dal carattere malinconico che lui stesso definisce come “il più intimo del disco”. Qui l’artista racconta di un periodo della sua vita apatico ed insoddisfacente in cui dice di sentirsi come un estraneo nel mondo. Trascorsi 4 mesi dalla sua ultima pubblicazione, ritorna sulla scena il 23 settembre 2022 con un nuovo singolo intitolato Dilemma (feat. Caterina Catalano), il terzo estratto dall’album. Il brano consiste in uno storytelling rap dove i due protagonisti, una coppia di ex fidanzati, si rincontrano per caso in un bar a distanza di molto tempo dall’ultima volta. L’uscita dell’album è prevista per il 2023.

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“Pastimes” è il nuovo album dei Baseball Gregg

Venerdì 23 settembre è in uscita per Z Tapes e La Barberia Records Pastimes“, il nuovo album e capitolo definitivo del duo italo-californiano dei Baseball Gregg che segue i precedenti EP dal titolo “Parrots and the park“, “A life designed for fun” e “Windows of my house“. Il disco, composto per la prima volta con la band al completo, si compone di venti brani realizzati dopo l’arrivo di Sam in Italia, spaziando tra atmosfere pacate e poghi estivi, linee di violoncello e un’anima più elettrica. “Pastimes” è una citazione del passo “Pastimes are past times” presente nel Finnegans Wake di James Joyce, e la figlia di Joyce è raffigurata nei quattro artwork che accompagnano i lavori. Sam Regan ha reintepretato le foto che Berenice Abbott scattò a Lucia Joyce (all’epoca una stella della danza, poco prima della triste fine in manicomio dove verrà rinchiusa fino alla fine dei suoi giorni) nella Parigi dei ruggenti anni Venti. 

Baseball Gregg pubblicano un nuovo diario di venti brani scritti e prodotti in pochi mesi nella primavera bolognese del 2022, Pastimes: storie che vivono contemporaneamente nel passato – ripercorrendo la biografia e le opere del più grande scrittore in lingua inglese del Novecento – e capaci al contempo di proiettare la propria ombra nel presente, riverberando le angosce dell’oggi e spaziando in molteplici dimensioni di suono e di racconto. Un arco narrativo che si dipana tra episodi intimi e richiami storici e letterari, epifanie personali e momenti collettivi, in un affresco che risulterà necessariamente totalizzante e massimalista. 

Se nella prima canzone del disco si preannuncia l’arrivo di “giorni migliori”, (Montese) nell’ultimo brano dell’album – al termine di un viaggio della durata di oltre un’ora – questi beaux jours si materializzano infine, concretizzandosi però in un mondo pacificato, privo di conflitto, che “ruota con o senza di me”. Le allegorie letterarie, dal già citato Joyce al Frankenstein di Shelley (Lake Geneva) e i piccoli episodi dell’intimità, gli skit registrati al parco con l’iPhone (luv 2 b) e brani arrangiati con decine di sovraincisioni di archi (Better Days): se gli opposti si attraggono, questo album abbraccia il paradosso e ne fa un suo polo di attrazione gravitazionale dal quale è impossibile non rimanerne rapiti.

L’opera sinora più ambiziosa del duo è il compendio di una poetica musicale frutto di otto anni di carriera. Una definitiva prova del virtuoso eclettismo del duo tra stili e registri differenti, in una cornice di brani quanto mai corale e multiforme che formano una galassia di antinomie senza sintesi possibili, tra le quali spicca anche il titolo scelto per il lavoro. Per un gruppo come i Baseball Gregg, infatti, che ha sempre rivendicato come propria cifra stilistica l’indipendenza, la musica intesa innanzitutto come “passatempo” e l’attitudine “do-it-together”, scegliere di intitolare “Pastimes” un’opera complessa e stratificata che non assomiglia per nulla ad un hobby è l’ennesimo dei contrasti di cui è permeato questo quarto disco della formazione bedroom-pop italo-californiana, un disco che aggiunge un ulteriore tassello al paziente successo sotterraneo maturato nel tempo, testimoniato da milioni di streaming online e partecipazioni a festival e rassegne in tre continenti. 
D’altronde, come recita la citazione completa tratta dal Finnegans Wake di Joyce – vero e proprio nume tutelare dell’intera opera – “Pastimes are past times”, i passatempi sono i tempi passati.


foto di Giacomo Manghi

Una salita in bicicletta in un afoso pomeriggio d’agosto (Montese). Una panchina al parco, ancora al suo posto a dieci anni da quel primo bacio (Nevertheless). Le luci della città, in lontananza, sembrano stelle nella notte (Cilantro Grass). E ancora, le poesie giovanili di James Joyce, la grazia innaturale delle pose plastiche di sua figlia danzatrice Lucia (Past Times) e il coraggio della prima editrice dell’Ulisse, un capolavoro che cent’anni or sono venne pubblicato da una giovanissima expat queer nella Parigi degli anni Venti (Sylvia Beach).
E mentre i nostri corpi – come piccole e densissime metropoli – brulicano di vita e di desideri (Holobiont), tra l’immateriale e il virtuale (OnlyFans), alcune schegge di passato increspano in superficie: un pomeriggio di gioco l’11 settembre 2001 (Olympic White) e le mattine d’estate degli anni Dieci alle prese con la fotofobia (irl). Gli echi del funerale di un amico che si è appena tolto la vita (Gone Deaf) risuonano in una polifonia dissonante con il pensiero intrusivo di mettere in pausa un’esistenza (Biology) in cui “tutti i modi per definire me stesso sono dipendenti dall’avidità” (I Don’t Wanna Wait and See): fotogrammi che vengono mano a mano inseriti in un distruggi-documenti per “spazzare via la polvere che eravamo” (Shred). 

 

«Spesso ci diciamo, quando siamo nel momento del bisogno, che le cose “miglioreranno”. Può essere un processo lento e doloroso, ma alla fine il dolore che proviamo si attenuerà. È un’idea incoraggiante che fa nascere l’idea di oggi come un nuovo inizio, il punto di partenza per la nostra vita futura. A volte questo incoraggiamento funziona bene, ma solo se riusciamo a credere davvero che le cose miglioreranno.

Il nostro nuovo album Pastimes inizia con “Montese” e la dubbia promessa di un nuovo inizio: “Better Days, they lie ahead, as I lie on my bed: and all these lies, on my head, as always”. La promessa di un futuro migliore non è più credibile. È una bugia che raccontiamo a noi stessi.  Pastimes è un gioco di contraddizioni: momenti di speranza seguiti immediatamente da momenti di disperazione. Grandi autori, registi famosi, letteratura classica e attori porno. Riff ad alta energia e intermezzi acustici. L’odio si fonde con l’amore, l’ambizione con l’umiltà, la verità con la menzogna. L’album si chiude con “Better Days”, che mantiene la promessa di “Montese”. La prima metà del brano vede Baseball Gregg riflettere sul passaggio del trentesimo compleanno, pieno di rimpianti per l’egoismo del passato. Nella coda di questa canzone finale, tuttavia, il gruppo trova finalmente conforto in queste contraddizioni crescenti, riconosce la bellezza tra melodia e contrappunto e adotta la prospettiva che noi stessi siamo una piccola parte della grandiosa sinfonia della natura»
 – Sam Regan

BIO:

Baseball Gregg sono Samuel e Luca. Il primo arriva dalla città dei Pavement, il secondo è compaesano di Guglielmo Marconi: si incontrano a Bologna nel 2013 e diventano amici. Le prime canzoni prendono forma in una piccola stanza in affitto all’inizio di via Mazzini e vengono registrate in una dozzina di torride sere di tarda primavera all’ultimo piano di un palazzone alla Bolognina. Sam – dopo un anno trascorso in Italia – ritorna in America a fine maggio: Luca saluta l’aeroplano stringendo nel pugno una cassettina piena di canzoni. L’EP omonimo dei Baseball Gregg è uscito su cassetta in contemporanea in Italia (La Barberia Records – Modena) e negli Stati Uniti (Harlot – Brooklyn) il Cassette Store Day 2014. 

A luglio 2015 i due si incontrano nuovamente, questa volta per una vacanza in California. Trascorrono però gli assolati pomeriggi di Luglio e Agosto chiusi nella camera da letto di Sam a scrivere, produrre, e suonare. Registrano così in poco più di un mese l’esordio su LP, Vacationappunto: mezz’ora abbondante di mellotron tropicali ed armonie vocali che nuotano attraverso l’Oceano Pacifico, dal Garage della Baia al City-pop Nipponico. Vacation, registrato a Stockton (California) nell’estate 2015 e masterizzato da Dylan Wall (Weed, Craft Spells), è uscito il 30 aprile 2016 sempre per La Barberia in cassetta (negli Stati Uniti) e in CD (in Italia).

Dopo aver pubblicato Ciao for Now (2016) – una piccola stravaganza pop sperimentale registrata durante le vacanze in Italia nell’estate 2016 – e Sleep (2018), il loro secondo LP, che presenta come copertina un’opera d’arte originale di Apichatpong Weerasethakul, regista e artista tailandese, vincitore della Palma d’Oro al Festival del cinema di Cannes nel 2010, la band ha iniziato a girare in lungo e in largo per gli Stati Uniti e l’Europa, esibendosi al SXSW e ad Iceland Airwaves.

Nel 2019 la band ha iniziato un lungo tour negli Stati Uniti e in Europa, apparendo al SXSW e all’Iceland Airwaves. Ogni mese del 2019 i Baseball Gregg hanno pubblicato una nuova canzone: il progetto, intitolato Calendar, si è dispiegato lentamente, una canzone alla volta. Questi 12 singoli sono stati raccolti in un album fisico, pubblicato il 28 febbraio 2020 via Z Tapes (Slovacchia) su vinile e cassetta, mentre La Barberia ha pubblicato un “Calendar companion book” in edizione limitata di 120 pagine. Durante i mesi di lockdown del 2020 scrivono e registrano a distanza Indoors, un EP di 6 tracce in collaborazione con la leggenda del bedroom pop di Chicago Boy Romeo, pubblicato a dicembre 2020. 

Il 16 giugno esce per Z Tapes e La Barberia Records Parrots and the park, il primo EP tratto da Pastimes, il nuovo album dei Baseball Gregg composto per la prima volta con la band al completo. Dall’arrivo di Sam in Italia a fine 2021 la formazione italo-californiana ha realizzato venti brani che verranno distribuiti nel corso di tre mesi in altrettante release discografiche per poi confluire in un Full Length la cui pubblicazione è prevista il prossimo 23 settembre.


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“Anesthetize” è il nuovo singolo di Anna Soares

Esce venerdì 23 settembre 2022 “Anesthetize”, il nuovo singolo della cantautrice e producer Anna Soares, fuori su tutte le piattaforme digitali per LGR – Lost Generation Records. Dopo aver affrontato la tematica dell’ipnosi erotica, la cantautrice percorre le strade dell’alterazione dei sensi con eleganza e originalità: Anesthetize infatti, ci spinge a “bere tutta la nostra purezza, battere le ciglia, e respirare, fino a diventare brivido”. Un brano che respira, per l’appunto, e alterna aperture ambient con field recording e campionamenti dalla natura, con le atmosfere claustrofobiche proprie della musica garage di matrice britannica.

BIO:

Anna Soares è una cantante, cantautrice e producer. Dopo due anni di collaborazioni con artisti dislocati in varie parti del mondo, sperimentazioni di songwriting e di produzione, elabora un nuovo genere sonoro a sfondo BDSM, reintepretando gli schemi canonici dell’elettronica. Il suoi lavori miscelano sonorità dark con testi che evocano la sacralità dell’universo sessuale. Il background stilistico attinge da artisti quali i Massive AttackLulu Rouge e Burial, evocando nella voce reminiscenze di matrice jazz. 

L’estetica si rifà invece a quelli che sono gli elementi della comunità kinky e della cultura del boudoir. E’ attualmente impegnata nella creazione di video divulgativi sulla sex positivity nei quali si affianca a scrittori, psicoterapeuti, coach ed educatori sessuali per portare alla luce tematiche che rappresentano ancora dei tabù.

https://www.instagram.com/annasoaresmusic/

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“Seminterrati” è il singolo di debutto di CASX

Esce venerdì 23 settembre 2022 in distribuzione Stage One “Seminterrati” il singolo di debutto dell’enigmatico progetto CASX, moniker di Arianna Puccio. Un nuovo inizio per la scena underground di Milano, un nuovo capitolo che affonda e si stratifica di influenze dark e alternative e che parla a una generazione dimenticata: quella che ha vissuto Myspace e le band chiuse nei garage, quella esclusa dai bonus e quella che, di base, torna a casa ubriaca e non sa che cosa fare in futuro. 

Ho scritto questo pezzo il primo anno che sono andata via di casa e ho cominciato a vivere da sola. Passavo le giornate in casa o alle feste, cercando di vivermi quegli anni come fossero gli ultimi, assorbendo dalla città e dagli altri tutto quello che poteva rendermi viva e colmare i vuoti. Sono sempre stata un controsenso vivente, ricerco sempre i miei spazi ma non riesco a fare a meno della socialità. “Seminterrati” è un pezzo sull’essere giovani, sulla fatica che facciamo a intravedere un futuro concreto, sul bisogno di essere ascoltati dai genitori, dalla società, dagli altri e soprattutto di ascoltare noi stessi. Volevo scrivere una canzone generazionale, e ho pensato di farlo tornando a casa alle 5 di notte completamente ubriaca.

BIO: 

Arianna Puccio, in arte Casx (classe 93), è una cantautrice italiana.
Nata in mezzo alla musica: padre musicista e insegnante di musica, madre insegnante e organizzatrice di eventi, e zio sassofonista, prende lezioni di canto e danza sin da piccola. Si laurea in cinema e in seguito in web marketing, lavorando da prima come grafica e in seguito come art director per i cantanti, fondando nel 2020 “Studio Cemento”. Scrive da quando è piccola, prima diari, poi blog, pensieri e infine canzoni. Nel 2020, grazie alla collaborazione con Matteo Rizzi, frontman dei Forse Danzica, comincia a lavorare alla musica e alle produzioni del suo progetto, rifinito poi in studio da Davide Foti. La sua musica unisce sonorità che vanno dal post-punk allo shoegaze, respirando influenze come Joy Division, The Smiths, Nirvana, Editors, Daughter e tanti altri. Arianna, come “Casper, The Friendly Ghost” da cui il nome d’arte, racconta la paura di essere invisibili e la difficoltà di volersi bene. Nelle sue canzoni parla ai nostalgici, agli amanti del cinema, delle serie tv, della musica, ma sopratutto a chi almeno una volta si è sentito inadatto o pieno di difetti.
 

https://www.instagram.com/casxmusica/

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“Antidoto” è il nuovo singolo di UNO

Dopo il debut single 24 ore torna l’artista italo-egiziano UNO. Da venerdì 23 settembre disponibile in digitale il nuovo singolo per Epic / Sony Music Italy: si intitola Antidoto, ma la cura per salvare dal veleno di un amore finito non esiste.

Prodotto da Giorgio Pesenti (Iside) e Marco Ravelli (Pinguini Tattici Nucleari, Chiamamifaro, ecc.), Antidoto è un brano dal sound urban pop con elementi indie-pop elettronico che complementano perfettamente la voce di velluto di UNO.

“E poi il mio fiato si accorcia
Ogni crepa diventa doppia
Cerco i tuoi occhi in altre persone
Non ci riesco stavolta”

 

Antidoto è la intima confessione di una relazione che sta finendoquando si prende coscienza di non riuscire più a ricambiare lo stesso affetto del partner, che sta prosciugando le ultime gocce di un mare che un tempo era colmo di sentimenti e passione: è troppo tardi per sanare la ferita, nel cuore sono rimaste solo “granate” e brutti ricordi.

CREDITI
Autori / Compositori: Mohamed Sarhan, Giorgio Pesenti
Rec, Mix e Mastering: Marco Ravelli
Edizioni: BMG Italia, Aurora Dischi Publishing, Tuttomoltobenegrazie
MGMT: Domenico Giannini
Artwork: Marco Casini
Crediti foto: Luca Bonaventura

BIO
UNO, è il progetto di Mohamed Sarhan, cantautore Italo egiziano. Nato a Roma nel 2000. Inizia a comporre canzoni nel 2016 all’età di 16 anni, imparando da autodidatta a suonare la chitarra. Cerca di mescolare le varie culture che fanno parte della sua vita, orientale e occidentale. Le influenze musicali partono dal folk per arrivare al pop elettronico: UNO è un progetto che si ispira ad artisti da Damien Rice a Jeremy Zucker. La firma con Sony Music Italia segna l’inizio di un nuovo capitolo e la pubblicazione del singolo “24 ore”. Lo stesso anno scrive a quattro mani con l’artista Fumè per il suo nuovo disco in uscita con Warner Music Italia. Attualmente è impegnato nella scrittura del suo primo disco, prodotto da Giorgio Pesenti, artista Sony con all’attivo collaborazioni con artisti come Pinguini Tattici Nucleari, Lil Jolie, Chiamamifaro, Claudym e molti altri.

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“il primo giorno d’autunno” è il nuovo singolo di Outcast.

Il 23 settembre è “il primo giorno d’autunno”: disponibile in digitale da questo venerdì il nuovo brano di Outcast., distribuito da Believe e uscito pertalentoliquido, realtà multiforme e cross-inclusiva che cura a 360 gradi la musica “fluida” di giovani artisti emergenti.



In il primo giorno d’autunnoil produttore Caps Ctrl mescola con equilibrio sonoritàtrap, elettro pop e lofi, creando insieme all’immaginario del testo e ai colori della copertina una cornice perfetta per il mood di malinconia e di solitudine trasmesso dalla canzone.

“Sapevo il tempo mi avrebbe rimosso
Quei piccoli istanti rendendoli unici adesso
Avevo tanto da dirti, senza le parole giuste,
Ti ho amato così tanto ma sbagliando nei gesti”

Ad accompagnare l’uscita del singolo da lunedì 26 settembre, ci sarà il lyrics video, ideato e montato dallo stesso Outcast.: leggendo le paroleè facile immedesimarsi nello sfogo introspettivo dell’artista, il quale ripercorre i momenti più dolci e intimi di una relazione che (forse) non tornerà mai più. Tutti almeno una volta nella vita abbiamo provato lo stesso sentimento di vuoto e di smarrimento:  il primo giorno d’autunno èun inno alla solitudine e al ricordo, grigio come una nuvolosa giornata autunnale.

IG Outcast.https://www.instagram.com/outbohcast/

CREDITI
Label: talentoliquido, The Bluestone Records
Produzione: Caps Ctrl
Mix: Outcast.
Master: Container Audio Room
Crediti copertina: Outcast. 
Videoclip ideato e montato da Outcast. 
Distribuzione: Believe
Fuori per talentoliquido

BIO

Outcast. nasce nel 2018 dal sentimento di alienazione di un ragazzo qualunque in viaggio su un pullman. Con il suo linguaggio semplice e incisivo arriva già dalle prime produzioni a migliaia di persone parlando di esperienze passate, malinconia e flussi di coscienza. Nella seconda metà del 2020 abbandona SoundCloud per spostarsi su Spotify debuttando con singoli e progetti come “nike” e “oggi ho pianto”, entrati nella playlist editoriale con più di 30000 likes “ragazzo triste”. A Febbraio 2022 si unisce alla talentoliquido per la distribuzione dei suoi brani.

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“Tentativi ed errori” è l’album di debutto dei Sospesi

Esce venerdì 22 settembre 2022 l’album di debutto della band lombarda I Sospesi, un disco complesso e dalla lunga gestazione dal titolo “Tentativi ed errori“. I Sospesi sono una band alternative rock che con i propri testi si oppone alla hustle culture, alla società perfomativa e alla stigmatizzazione dell’errore.

Con il loro primo album vogliono raccontare una generazione che vive la sua vita come un fallimento continuo. Di chi è esausto dei paragoni con gli altri, delle pressioni esterne ed interne. Della cultura performativa a cui siamo sottoposti quotidianamente. Lo accompagna un manifesto che propone una prospettiva ancora poco battuta: “Scegliere le emozioni e le esperienze per definire sé stessi invece di basarsi sulle performance. Perché una lista di obiettivi raggiunti dice di noi cosa abbiamo fatto ma niente di chi siamo davvero.

Prodotto, registrato e mixato da Andrea Maglia e Meme Gerace al Bleach Studio di Gittana (LC)
Masterizzato da Giovanni Versari presso La maestà Mastering Studio

BIO:

I Sospesi sono una band alternative rock che con i propri testi si oppone alla hustle culture, alla società perfomativa e alla stigmatizzazione dell’errore.

Nascono nel 2016. nel 2017 esce il debut EP “Crederci”, a cui seguono una trentina di date in tutta la Lombardia. Nel settembre dello stesso anno, divenuti stabilmente tre, ripartono con il nuovo singolo “Le Nostre Foto”, in uscita a novembre 2018, registrato presso l’Edac Studio di Davide Lasala, con la produzione di Giorgia D’Eraclea dei Giorgieness. Nello 2019, la lista delle aperture si allunga: Endrigo, Urali ma anche Lombroso ed Edda e la band vince l’Andalo Rock Contest. Nel giugno 2021, con una formazione a 5, esce il singolo “Foglie”, primo estratto dall’album “Tentativi ed errori” prodotto, registrato e mixato e prodotto da Andrea Maglia e presso il Bleach Studio di Gittana (LC), masterizzato presso La maestà Mastering studio.

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Pop

Le 5 cose preferite di N’to Stina

Fuori dal 2 settembre “Musica Per Coppiette”, il terzo album di N’to Stina. Undici tracce acoustic punk rock e quattro bonus track che raccontano con ironia la vita di coppia, l’amicizia e l’avventura del viaggio. 

N’to Stina dopo un anno di pausa torna con una serie di brani travolgenti. La sua chitarra acustica coinvolge e cattura l’ascoltatore. La sua ironia strappa un sorriso e rallegra la giornata. “Musica Per Coppiette” è un album energico e fin dall’inizio ci presenta subito lo stile del musicista. Il primo pezzo “Mi sono rotto” è un vero e proprio sfogo verso la musica che non sempre regala soddisfazioni e l’amore. Si passa a due pezzi “Arezzo/Padova” e “Le case chiuse” in cui il tema è la disillusione amorosa. “Parità dei Sessi” e “Cazzeggiare” giocano sull’ironia. Mentre l’amore torna in modo differente rispetto ai primi brani in “Sempre gli stronzi” e “Voglio una ragazza cinese”. Si passa al tema di amicizia e viaggi in “Zurigo”.

Non mancano all’interno dell’album anche delle ballad romantiche dove N’to Stina si addolcisce e parla alla propria amata. In “Musica Per Coppiette” sono presenti anche alcuni brani in spagnolo e “Al Menos Tú Me Ama Un Poco” in versione elettrica.

Noi abbiamo deciso, com spesso facciamo, di chiedergli quali sono le sue 5 cose preferite.

1. La chitarra

Premetto subito di non essere un Jimi Hendrix o un Mark Knopfler della chitarra e che la mia tecnica è molto basilare, molti accordi ma pochissimi assoli e molto minimali. Amo questo strumento musicale… Trasmettere le proprie emozioni attraverso sei corde è una cosa stupenda! La possibilità di poter suonare qualsiasi canzone con questo strumento lo è ancora di più! Molti pomeriggi li passo con la chitarra sulle gambe davanti al PC, cercando accordi di canzoni che mi piacciono e provando a suonarle, per me è il top del relax. Penso che non riuscirei a vivere troppo a lungo senza toccare quelle sei corde.

2. blink-182

Sono sincero perché credo sia stupido indossare troppe maschere al giorno d’oggi e senza ulteriori giri di parole, confermo che i blink-182 sono la mia band preferita. Ho altre influenze musicali che vanno dal cantautorato all’hardcore-punk ma i blink per me rappresentano musicalmente il passaggio dall’adolescenza alla maturità nel miglior modo possibile. Nonostante i vari cambi di formazione della band, sono riusciti sempre a preservare quel “non prendersi troppo sul serio” a me tanto caro. Senza dubbio sono e rimangono una delle influenze che più mi ha spronato a fare musica e a scrivere testi propri.

3. Lo skate

Come per quanto riguarda la chitarra, non sono un Tony Hawk della tavola a quattro ruote. In adolescenza passavo molte giornate allo skatepark senza mai concludere nemmeno un ollie. Adesso che in teoria sono adulto, ho ricominciato a skateare e la tavola un po’ salta, anche se quell’ollie ancora non mi riesce. Anche se tuttora con i trick sono totalmente inesperto, andare in skate mi fa sentire benissimo.

Mi fa sentire libero. Mi appassiona molto vedere come gli skater professionisti riescano a salire rampe e scendere senza farsi male o vederli saltare scalinate assurde e tanto altro ancora… Penso veramente che lo skate sia qualcosa che vada aldilà del concetto di gravità umano, ed ogni giorno continua a sorprendermi sempre di più!

4. Viaggiare

C’è da dire che nell’era pre-covid, viaggiare era una cosa molto più all’ordine del giorno che in questi ultimi anni e personalmente da bambino mi ritrovavo a viaggiare molto insieme ai miei genitori. Purtroppo, è andata come è andata e molti viaggi in Europa ed all’estero che avevo in mente di fare già nel 2020, sono stati rimandati a tempo indeterminato. Tutto sommato, quando mi capita di avere abbastanza ferie dal lavoro, non perdo tempo ad organizzare un viaggio in qualche parte del mondo.

Adoro viaggiare, vedere posti nuovi e conoscere persone con storie ed abitudini diverse.

5. Il punk

Si può benissimo intendere come subcultura giovanile emersa negli Stati Uniti e nel Regno Unito a metà degli anni settanta, sia come genere musicale. Per citare il film “SLC Punk!”, chissenefrega di chi è stato ad iniziare!

Il punk per me è vita, un sentimento, che non è circoscritto solo alla musica con suoni di un certo tipo, se ce l’hai, ce l’hai dentro. Amo il punk sia stilisticamente che musicalmente e l’ascolto in ogni suo sottogenere, pure l’emo-trap, ed ascolto sia band storiche che recenti, sia internazionali che italiane e se riesco vado a pure ai concerti che sono dei veri e propri eventi per chi ama il genere. Non ho mai sentito un così forte senso di comunità sopra e sotto il palco quanto ai concerti punk, ogni volta sembra di essere in famiglia. Dagli anni ottanta fino ad oggi, c’è ancora chi dice sia morto.

Non sono d’accordo in alcun modo.

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Comunicato stampa

“Time” è l’album di debutto di Doc Trashz

Fuori da mercoledì 21 settembre 2022 Time, il primo album del producer e dj siciliano Rubens Garofalo, in arte Doc Trashz. Vincitore di alcuni dei contest più prestigiosi a livello internazionale per i suoi dj set ricercati e innovativi (tra cui il Red Bull Music 3Style), l’artista ci regala una raccolta profondamente concettuale che riassume, traccia dopo traccia, tutte le sue ricerche sonore degli ultimi anni. Un progetto sonoro interamente sperimentale che ha come tema portante quello del tempo, in grado di dare e togliere tutto.
 

Time è il mio primo album e forse l’ultimo, un concentrato di idee sia concettuali che sonore raccolte negli anni. Seppur si tratti per la maggior parte di musica senza testo, l’aspetto concettuale fa sì che la musica stessa riesca a trasmettere quelle che per me sono state le sensazioni di base per la composizione di ognuna delle tracce presenti, sia in maniera molto ironica che profondamente seria. Le scelte sonore provengono da una ricerca personale e costante: gli anni di studio trascorsi in Conservatorio e ciò che mi ha sempre ispirato, che si tratti di musica arte o cinema. Non ho mai avuto come obiettivo principale quello di dover necessariamente far ballare con questo album ed in generale con la mia musica, il fatto che sia anche possibile farlo è un ulteriore elemento di ricerca e di incrocio fra due mondi diversi e forse contrastanti. Doc Trashz per me è sempre stato un progetto sonoro, un profilo con cui poter sperimentare, incrociando cose già conosciute con qualcosa di nuovo e inesplorato, nel complesso anche l’album racchiude tutto questo, infatti non bisogna ascoltarlo facendo paragoni con quelli che sono i trend musicali odierni, perché automaticamente verremo delusi da aspettative non raggiunte, vi chiedo invece di ascoltarlo con un contesto analitico differente, concentrandosi piuttosto su quello che è la musica stessa nella sua forma basilare, cioè arte, cosa di cui spesso ci dimentichiamo, in questo modo l’ascolto potrà avere un flusso differente e sicuramente si riuscirà a cogliere al meglio le differenti sfumature che ogni traccia propone. Il titolo dell’album è associato ad un argomento che mi ha sempre affascinato e cioè il tempo, a cui ho deciso di dedicare una traccia che si è poi dimostrata essere quella che ha dato il titolo all’intero lavoro. ”

(Doc Trashz)


Scopri il disco su Spotify: https://spoti.fi/3LCogEP


BIO:
Il producer e dj siciliano Rubens Garofalo aka Doc Trashz ha vinto, nel 2006, una delle più prestigiose dj battle per il turntablism IDA Show Category e, poco dopo aver iniziato con le produzioni, ha attirato l’attenzione di molte delle principali etichette nella scena club di tutto il mondo. Si è affermato come uno dei più innovativi dietro la consolle vincendo, nel 2018, la finale nazionale italiana del Red Bull Music 3Style, considerata la competizione più spettacolare al mondo per il deejaying, con un dj set unico ed innovativo che ha lasciato il segno in maniera permanente. Le sue tracce, basate su una ricerca artistica e sonora inconfondibile, sono state supportate da grandi nomi come Don Diablo, Digitalism, Mstrkrft, Joachim Garraud, Arnaud Rebotini, Anna Lunoe, Sam Divine, Vanilla Ace e sono state suonate in alcuni dei maggiori programmi radiofonici come BBC Radio 1, Ministry of Sound , Radiodeejay, m2o. Nel 2014 è stato anche vincitore del Red Bull Studios con il suo progetto parallelo Stop Television. Doc Trashz è anche fondatore dell’etichetta Trashz Recordz.

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