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MOVIDA: Il percorso di un’identità sonora sempre più definita | Recensione

Con “Movida”, [lessness] compie probabilmente uno dei passi più significativi del proprio percorso artistico. Non tanto perché cambi radicalmente direzione, quanto perché riesce finalmente a dare una forma pienamente compiuta a un linguaggio che negli anni si è costruito con coerenza. Dietro il progetto c’è Luigi Segnana, musicista e produttore che ha sempre preferito lasciare spazio alla musica piuttosto che alla propria immagine. Una scelta sempre più rara, che ha contribuito a rendere [lessness] un progetto riconoscibile proprio per il suo universo sonoro fatto di elettronica minimalista, suggestioni dark e di una scrittura che mette sempre al centro l’atmosfera e la costruzione emotiva.

L’origine stessa del nome [lessness], ispirato all’opera di Samuel Beckett, racconta molto dell’approccio dell’artista: essenzialità, sottrazione, ricerca di significato attraverso il vuoto più che attraverso l’accumulo. Una filosofia che attraversa anche “Movida”, album scritto, registrato, mixato e masterizzato interamente da Segnana. I singoli pubblicati nei mesi precedenti avevano già lasciato intuire la direzione intrapresa, ma ascoltato nella sua interezza il disco acquista un respiro completamente diverso e si ha la percezione di un racconto unitario che ha nella notte il suo scenario privilegiato.

“Movida” rappresenta così un punto di arrivo e, allo stesso tempo, una nuova partenza. È il lavoro di un artista che ha scelto di crescere senza rincorrere le mode, affinando invece una poetica precisa e una cifra stilistica sempre più riconoscibile. E in un’epoca in cui molti progetti cercano continuamente di reinventarsi, [lessness] dimostra che anche la continuità può essere una forma di evoluzione. E questo album ne è la prova più convincente.