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“Bruciati dal sole”: crescere senza nostalgia, restando esposti

C’è un momento preciso, in “Bruciati dal sole”, in cui tutto smette di essere ricordo e diventa presente. Non è un passaggio dichiarato, ma una linea sottile che gli Stain attraversano scegliendo per la prima volta l’italiano: una lingua che qui non è solo mezzo, ma spazio. Uno spazio più vicino, più esposto, dove le immagini non si filtrano, ma semplicemente arrivano.

Il Sud Italia non è sfondo, è materia viva. Si sente nella pelle appiccicata dopo il tramonto, nelle estati che sembrano infinite finché non finiscono davvero, in quel movimento costante tra il voler andare via e il restare. Il nuovo album tiene insieme questa tensione senza risolverla, lasciandola vibrare lungo tutti e sette i brani.

Non c’è nostalgia compiacente, ed è forse la scelta più forte del disco. L’infanzia non viene idealizzata, ma osservata da vicino: “Aquiloni” la racconta con lucidità, mentre il tempo scorre senza chiedere permesso. “Aria” apre come una soglia, sospesa tra immaginazione e realtà, e già suggerisce che questo è un disco di passaggi, più che di punti fermi.

Quando il racconto si fa più intimo, gli Stain non cercano rifugio. “Cherosene” lascia emergere il vuoto dopo una fine, senza riempirlo. “Cannella” e “Credevo di aver vinto” lavorano sulle crepe, su quella consapevolezza che arriva sempre un attimo dopo, quando le cose sono già cambiate. Poi “Siamo animali” allarga lo sguardo: non più solo individuale, ma collettivo, istintivo, quasi primordiale.

La title track chiude il cerchio senza davvero chiuderlo. Riporta tutto dentro un’immagine luminosa ma instabile, dove l’infanzia è già attraversata da ciò che verrà. È qui che il titolo trova il suo senso più pieno: essere “bruciati dal sole” significa anche esporsi, restare senza protezione davanti a qualcosa che non si può ancora mettere a fuoco.

Sul piano sonoro, il disco si muove in un indie rock che guarda lontano ma resta compatto. Le chitarre costruiscono la struttura, mentre synth e riverberi anni ’80 aprono spazi più larghi, senza mai disperdere la direzione. C’è equilibrio tra immediatezza e ricerca, tra melodia e stratificazione, e soprattutto una coerenza che tiene insieme tutto il lavoro.

“Bruciati dal sole” è un album che non vuole tornare indietro, ma nemmeno a tagliare i ponti. Sta esattamente in mezzo: raccoglie, rilegge, espone. E in questo stare sospeso, trova la sua forma più sincera.

Gli Stain vengono da Bari e si definiscono “post-teenage rock”: in pratica un alt-rock che fa i conti con il diventare grandi. La loro musica è crescita, fratture, passaggi obbligati: non sei più quello di prima, ma non sai ancora cosa diventerai. Il loro suono è diretto ed emotivo, sempre urgente, ma negli anni ha acquisito consapevolezza e voglia di sperimentare.

Attivi dal 2016, si fanno notare subito vincendo due concorsi regionali e conquistando il premio di Miglior Band Originale e il Premio della Critica al Tour Music Fest. Nel 2018 esce “Zeus”, debutto che li porta in tour per oltre 30 date in Italia e su palchi come il Medimex (aprendo per Bryan Ferry) e il SIM São Paulo. Con “Kindergarten” (2021), registrato in un asilo degli anni ’30, gli Stain segnano una svolta: un disco in cui energia e introspezione convivono, e l’infanzia diventa simbolo di fragilità irrisolta più che di conforto. Il tour li porta fino al Sziget Festival 2022. Nel 2023 arriva “Kindergarten Part II”, espansione del mondo del primo capitolo e conferma della loro forza live, tra club e festival indipendenti come Cinzella, Distorsioni Fest e KeepOn Live Fest. Nello stesso anno vincono il contest nazionale Musica Da Bere a Brescia, ribadendo la loro presenza scenica. Nel 2025 si aprono all’internazionale, con date all’estero e partecipazione allo Ship Festival in Croazia.

Ad aprile 2026 pubblicano per Mosho Dischi il nuovo album “Bruciati dal sole”, il primo interamente in italiano, anticipato dai singoli “Cherosene” (16/01), “Siamo Animali” (13/02) e “Aquiloni” (20/03).

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Fonte: RC Waves

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Anteprima Comunicato stampa Indie rock

Quando tutto finisce, a Mammaliturchi resta solo la tenerezza

Ci sono dischi che raccontano la fine, e poi ci sono dischi che si fermano un passo dopo. “Solo la tenerezza” sta esattamente lì: nel momento in cui tutto si è già consumato, ma qualcosa continua a restare, anche se non sai bene perché. Le relazioni si svuotano, i ricordi si sfilacciano, prima quelli più dolorosi, poi anche quelli felici. E quando il rumore si spegne, quello che rimane non è una risposta, ma una traccia.

Mammaliturchi costruisce un lavoro che evita qualsiasi tentazione narrativa troppo netta. Non c’è catarsi, non c’è chiusura: c’è piuttosto una distanza consapevole, uno sguardo che osserva senza intervenire. I brani di “Solo la tenerezza” sembrano nascere ai margini dell’esperienza, come se raccontare fosse l’unico modo possibile per tenere insieme i pezzi senza doverli per forza spiegare.

È un album che lavora per sottrazione. Toglie, lima, asciuga. E proprio in questo processo trova la sua forza: nel non voler riempire il vuoto, ma nel provarne a descrivere i contorni.

La title track è il punto di equilibrio – ma anche il manifesto dell’album. Ridotta all’essenziale, attraversa il passato senza risolverlo, lasciando emergere immagini intime e pensieri sospesi. Non cerca di ricostruire ciò che è stato, né di dargli un senso definitivo. Si limita a restare, come fa quella tenerezza sottile che dà il nome al disco: fragile, quasi fuori posto, ma ancora lì.

Mammaliturchi è Alfredo De Luca, cantautore classe ’92, forse romano, forse siciliano o magari nessuna delle due.
Dopo un’infanzia apolide tra Italia e Turchia, si trasferisce a Roma dove inizia a suonare in diverse formazioni. Nel 2018 si stabilisce a Santiago del Cile e inizia ad esibirsi con live set di musica elettronica e comincia a scrivere e registrare le sue prime canzoni, mentre approfondisce la conoscenza dei maestri della musica italiana e si appassiona al rock argentino/cileno.
Nel 2020 fa ritorno in Italia dove, parallelamente alla sua professione di scenografo, registra e produce il suo primo album “Marsa”. Quattro anni dopo, i singoli “Alfredo / Una lingua a tua scelta” e “Melina / Tutto questo ti ucciderà” anticipano l’album “Solo la tenerezza”.

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Fonte: RC Waves

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“America”: il video di Caponetti in anteprima

Vi presentiamo l’anteprima del videoclip di America, brano di Caponetti, contenuto nel suo ultimo album Millenium

Reduce da un’intensa estate live, Caponetti pubblica il video di America, brano estratto dall’ultimo album Milleniumil primo interamente scritto e prodotto da lui. in cui si fa portavoce di una generazione bloccata a metà tra l’analogico e la rivoluzione digitale, tra la nostalgia del passato e un presente con cui fare spesso a pugni. 

In Millenium Caponetti racconta le varie sfumature dell’esistenza, dall’appagamento di un amore ricambiato all’amarezza del distacco, dalla fiducia di poter realizzare i propri obiettivi alla cruda disillusione del dovere fare i conti con la realtà che ci mette i bastoni tra le ruote, con una sola certezza, quella che vale sempre la pena buttarsi e fare ciò che ci fa stare bene, fregandosene delle conseguenze.

La regista Alice Bulloni spiega il video con le seguenti parole: “In un mondo che esplode, viene da chiedersi se ci sia un posto che può fare ancora per noi. Il sogno è perduto, o si nasconde solo dietro un mare di tenerezza? Sono partita con Tino alla scoperta della Sardegna, facendo nascere in maniera del tutto spontanea alcune immagini al ritmo di questo brano. Ho cercato ovunque insieme a lui l’America, setacciato ogni campo, spiaggia, collina. Guarda il video per scoprire se l’abbiamo trovata!

La tracklist

Millennium
Un titolo migliore
Vitamine
Duchamp
Truman
Anestesia #1
America
Maionese
Nero
Continenti
STNV

BIO

Claudio Caponetti è un cantautore marchigiano, trapiantato dal 2012 a Milano. Produttore, musicista, ha vinto l’edizione 2017 del concorso Genova per voi che gli è valso la firma di un contratto come autore con la Universal. Viene in seguito notato dalla Carosello Records con cui pubblica l’Ep Maddai nel pieno della pandemia. Ha partecipato all’edizione 2023 di Musicultura, arrivando a un passo dall’esibirsi allo Sferisterio di Macerata. Negli ultimi tempi è tornato a pubblicare musica autoprodotta con diversi singoli, poi confluiti nell’album Millenium.

Guarda qui in video di America in anteprima!

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“Più male di così” è il nuovo singolo di Angelae

Esce venerdì 11 ottobre 2024 su tutte le piattaforme digitali il nuovo singolo di angelae, alter ego musicale della cantautrice classe 1990 Angela Zanonato. Un nuovo capitolo dedicato a chi ha trovato il proprio posto nel mondo, a chi ha l’empatia per sentirsi parte di un mondo inevitabilmente sofferente, in attesa di un nuovo disco di prossima uscita.
 

Più male di così nasce da un momento in cui ho avvertito forte la consapevolezza che nel mondo, insieme a noi, ci sono tantissime persone che soffrono, alcune soffrono tanto da voler smettere di vivere. Per un attimo ho sentito addosso tutto questo male e mi ha sopraffatto e ho pensato che non poteva fare più male di così, anche se provo sempre a minimizzare, non può fare più male di così.


SCOPRI IL BRANO: 
https://open.spotify.com/intl-it/album/0QEWnVBaSB5IEYtIuoW515?si=x1ykI7oqTkKUsJNBbTkgjg


Autrice: Angela Zanonato
Compositori: Andrea Barin, Vittorio Ferraresi, Adelaide Garbin, Emanuele Vassalli, Angela Zanonato
Produttore artistico: A2 Records


BIO:

angelae, nome d’arte di Angela Zanonato, cantautrice padovana classe 1990, coniuga l’attenzione al testo e l’interpretazione cantautorale con un sound che spazia tra l’electro-pop e l’R’n’B, approcciando in maniera giocosa la produzione delle voci e le forme scelte per i brani. Influenzata dall’ascolto dei grandi cantautori italiani, inizia a scrivere i primi testi spinta dalla necessità di comunicare e di analizzare, in maniera quasi chirurgica, le emozioni e i rapporti umani.

L’incontro provvidenziale con Andrea Barin, che da lì in avanti entra nel progetto e partecipa ad ogni produzione, l’ha spinta nel 2018 a portare in studio il suo primo album di inediti “angelae”. In collaborazione con Alka Record Label esce, nel maggio 2021, “Passi Piccolissimi” EP prodotto da Michele Guberti che di fatto segna un netto cambio nel sound del progetto.

Nel 2022 il sodalizio con Anthill Booking porta l’artista in giro per l’Italia con oltre 40 concerti, l’anno si conclude con la partecipazione di angelae come finalista del Premio Bianca D’Aponte 2022. Esce il 21 aprile 2023 “Sassolini” l’ultimo album da cui sono estratti i singoli “La casetta in Canadà” e “Punto Gi” con cui la cantautrice vince il premio Onda Rosa Indipendente 2023. L’artista è ora impegnata in studio di registrazione per la realizzazione di un nuovo lavoro, il primo singolo “La giostra” è uscito il 28 agosto.

https://www.instagram.com/angelaemusic/

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“Telecom Tower”, la dedica d’amore indie folk di Elia Turra

“Telecom Tower” è il nuovo singolo di Elia Turra, disponibile su tutti i digital store dal 20 settembre. Dopo i primi singoli “Giungla d’asfalto” e “Tiramisù”, seguiti dal concept EP sui quartieri di Verona “Trilogia di quartiere” , l’autore si ripropone ancora in veste di cantautore urbano.

Il brano è una dedica alla Telecom Tower, ovvero l’edificio più alto della sua città. Un elogio, forse insolito, a una figura così imponente. Il singolo è una ballata dal timbro indie folk, quasi come una serenata, una dichiarazione d’amore di Elia verso la sua torre. La Telecom Tower dall’alto dei suoi 148 metri non tramonta mai.

In questi anni, mentre ero in giro per la mia città, ovunque mi trovassi, finivo sempre per scorgere la Telecom Tower, da qualunque zona o prospettiva. Soprattutto nella Verona est, proprio il quartiere da cui ho preso spunto per il singolo precedente Oltre l’Adige.

Così è nata in me l’esigenza di dedicarle una canzone.

E’ stato divertente e stimolante coinvolgere anche i miei fan, invitando loro a mandarmi foto della Telecom, da qualunque punto della città in cui si trovassero, da inserire poi nel videoclip del pezzo.

Col senno di poi, trovo molto romantica, oltre che inusuale l’idea di aver scritto un brano d’amore dedicato ad una torre.

E’ venuto tutto in maniera molto naturale, così come il resto dei miei brani, 

indipendentemente dal fatto che raccontino uno squarcio o quartiere di Verona, o una qualunque altra esperienza di vita“, così Elia racconta il suo brano.

 ASCOLTA SU SPOTIFY: https://open.spotify.com/intl-it/album/7w1cgKo9zEr4EG55UayKRE

https://www.instagram.com/elia_turrra

https://www.youtube.com/@EliaTurrra

Biografia

Elia Turra è un musicista classe 1990 nato a Negrar, ma molto legato a Verona e ai quartieri dove è cresciuto. La passione per la musica arriva sin dalla tenera età: cresce e respira arte in varie forme grazie a una famiglia molto creativa.

I primi artisti a cui si approccia sono Pink Floyd e The Doors per poi spostarsi sui cantautori italiani e americani. Elia ha un’anima curiosa che lo porta verso nuovi orizzonti musicali.

Si appassiona alla break dance, entrando a far parte all’età di soli dieci anni nella “SM crew”, una delle realtà più promettenti e talentuose del panorama veronese dell’epoca. Scopre così il rap italiano degli anni 90 e l’hip hop americano.

Ma la sua esplorazione musicale non finisce qui perché alla soglia dei 14 anni si lascia trasportare dal punk rock e le sue sfumature. 

Elia ama la musica in tutte le sue forme, ma finalmente nel 2023 prende il via la sua carriera artistica da solista. Pubblica il suo primo singolo “Giungla d’asfalto”, che ha riscosso un buon riscontro a livello di critica e pubblico. Seguono altri singoli fino all’annuncio del suo primo EP “Trilogia di quartiere”. A settembre 2024 pubblica il singolo “Telecom Tower”.

Ma Elia Turra è un artista da palco e porta fin da subito le sue canzone live.

Tra le esibizioni più significative troviamo quella all’Apollo di Milano nel novembre 2023 ,dove, dopo aver conosciuto il cantautore inglese Peter Doherty (Frontman dei The Libertines & Babyshambles) è stato invitato e presentato sul palco dall’artista stesso per suonare in sua apertura.

Come poeta, nell’aprile del 2024, pubblica la sua prima raccolta di poesie “CAMPOFIORE”, disponibile nelle migliori librerie fisiche ed online. La sua scrittura e la sua musica sono uno spaccato di realtà senza filtri, priva di perbenismo, censura o retorica: un inno ad amare, vivere e morire in maniera libera.

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Anteprima Indie Pop

Ascolta in anteprima “Summertime”, il nuovo trip degli Arancioni Meccanici

“Summertime”, il nuovo singolo degli Arancioni Meccanici, uscirà a mezzanotte via Gelo Dischi. Una cavalcata dreamy per riconciliarci con quella memorabile endless summer che ognuno di noi ha avuto modo di vivere. Siamo felici di presentarvi la traccia in anteprima.

Artwork: fab-lab.biz

Queste le parole con le quali la band presenta la canzone:

«Un’estate persa nella Montecarlo di un altro tempo. O in un’altra galassia alla ricerca di anime con cui ballare verso l’orizzonte, anche se solo per poche settimane. Chitarre e sintetizzatori dilatatissimi per questo nuovo romanzo dreamwave.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Arancioni Meccanici · Summertime

BIO

Dal tramonto all’alba, in bilico tra decadentismo e rinnovamento, gli Arancioni Meccanici, da anni colonna portante della musica alternativa made in Milano, raccontano il loro spazio e il loro tempo offrendo una visione policroma, tra reminiscenze new wave, neopsichedelia e momenti dreampop.

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Fonte: Costello’s Agency