Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Climax e cenere: “Love Bombing – Aurora Boreale” è il singolo d’esordio di Luca Rizzo

“Love Bombing – Aurora Boreale” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito venerdì 13 febbraio 2026. C’è un amore che non nasce: precipita. Non cresce lentamente – divampa, invade, colonizza ogni spazio interiore, come una piena improvvisa. Luca Rizzo non racconta semplicemente una relazione, ma l’abbaglio che la precede e il vuoto che la segue: un cortocircuito sentimentale che prima incendia la vista e poi lascia macerie luminose. Il sound della traccia, di conseguenza, ricorda un fenomeno celeste: una luce che vibra nell’aria fredda e poi si ritrae senza preavviso. Un’apparizione cromatica, un bagliore irreale, qualcosa che sembra infinito proprio mentre sta già svanendo. Come a dirci che certe intensità non falliscono, semplicemente bruciano troppo forte per restare. Un debutto interessante, da tenere d’occhio.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Love Bombing – Aurora Boreale” racconta un legame intenso e rapidissimo, consumato nel tempo di pochi giorni. Un amore che abbaglia e si dissolve, come un’aurora boreale, lasciando spaesamento, ripetizione e la sensazione di rincorrere qualcosa che forse non è mai stato reale.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Pop

Pop da camera in disfacimento: “Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE

“Meglio Tardi” è il nuovo EP di SUPERTELE, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un inventario emotivo fatto di frammenti comuni, immagini quotidiane e idee storte, dove l’apparente banalità diventa materia narrativa. Dai rimpianti annebbiati di “Persi dentro un drink” alla sospensione stanca e appiccicosa di “Giorni morbid”i; dall’amore incerto, scomodo e poco elegante di “Mutande” fino alla ribellione breve e maldestra di “BOOSTER”, l’artista lombardo guarda una realtà instabile con uno sguardo diretto, personale e ironicamente disilluso. Ne esce un progetto pop irregolare e vivo, segnato da un’originalità concreta e senza fronzoli, capace di restare addosso come un odore familiare che non se ne va.

Foto: Enrico Luoni

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«“Meglio Tardi”, primo EP di SUPERTELE, è un viaggio che oscilla tra il disincanto giovanile e la voglia di trovare rifugio nelle piccole cose, nelle relazioni e nelle fughe immaginarie.Sette brani che oscillano tra ballad intime e ritmi più serrati, cuciti da un suono fatto di chitarre arpeggiate, synthdal gusto rétro e campionamenti della vita di tutti i giorni. I pezzi creano un’atmosfera sognante ma concreta, capace di raccontare fragilità, euforia e dolori quotidiani con un tono a tratti ironico, a tratti lirico. Un lavoro che unisce l’estetica sognante a testi che alternano poesia e linguaggio colloquiale, riuscendo a creare un’identità coerente e riconoscibile. Il risultato è un racconto sonoro coerente e personale, che alterna leggerezza e profondità, sguardi intimi e immagini surreali. “Meglio Tardi” è dedicato a chi cerca di dare senso al caos, a chi si perde e si ritrova in un bicchiere.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SUPERTELE inizia a suonare a 10 anni. Da quando ne ha 13 scrive canzoni. Innamorato da adolescente del punk e del grunge suona in una serie di band in giro per la Brianza, Milano e il nord Italia. Con il passare degli anni, amplia il suo orizzonte musicale, sperimentando sonorità più psichedeliche e sperimentali, contaminandole con un approccio cantautorale nei testi. Durante la pandemia inizia a dedicarsi alla produzione musicale, gettando le basi per il suo progetto solista. In questa seconda vita artistica, mescola sample, suoni catturati dalla vita quotidiana e strumenti vintage, mantenendo lo spirito DIY che ha caratterizzato le sue origini. Il risultato è un sound ibrido che spazia tra alternative pop e lo-fi, con influenze elettroniche e momenti più ballabili. In questo progetto, SUPERTELE scrive, produce e canta la sua musica, occupandosi anche dell’intera componente visiva.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

Un notturno per la libertà: “Io e il Gigante” è il nuovo singolo di Olivia Santimone

“Io e il Gigante” è il nuovo singolo di Olivia Santimone, uscito venerdì 6 febbraio 2026. Un brano che germoglia nell’ora della notte in cui tutto si fa più chiaro proprio perché tutto tace. Una lettera mai consegnata, piegata e riaperta troppe volte. Non c’è un sollievo immediato, né una fine rassicurante: solo il tempo che passa, silenzioso, e cambia il dolore in qualcosa che si può finalmente abitare. “Io e il Gigante” è il suono di chi smette di farsi piccolo, di abbassare la voce, di chiedere permesso. È l’addio più difficile, quello che restituisce una libertà notturna e spaventosa, ma vera. La voce di Olivia resta sospesa tra una rabbia sommersa e una mancanza che non chiede risposte; le chitarre respirano lente, allargando il buio, mentre i synth disegnano margini incerti, confini che scivolano come ombre sul muro.

Foto: Matteo Barbieri

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Io e il Gigante” è un brano cardine per “Ciclopedonale”. L’ho scritto per ultimo, dopo diversi mesi di ricerca in cui cercavo di capire quale tassello mancasse per completare la narrazione dell’album. Poi, all’improvviso, un evento distruttivo mi ha aiutata a realizzare qual è stato il motore principale che mi ha portata a raccontare questa storia fin dal primo giorno: la necessità di esorcizzare il dolore quotidiano di un rapporto disfunzionale e di una mia gigantesca dipendenza affettiva nei confronti di una persona che, da un giorno all’altro, non ha più fatto parte della mia vita. Quel tassello mancante è così diventato il brano più lungo e articolato del disco; “Io e il Gigante” è la mia ultima lettera indirizzata a una persona che, nel bene e nel male, è stata essenziale per la mia crescita e per la creazione di questo disco. Un addio fatto di rabbia e inconsolabile mancanza, nel tempo trasformatasi in gratitudine per avermi restituito una libertà che sentivo di aver perso per sempre.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

Quando l’intimità diventa suono: “Weaving Song” è il nuovo singolo di June

“Weaving Song” è il nuovo singolo di June, uscito martedì 3 febbraio 2026. Un amore appena intuito, filato d’aria e di sussurri, che prende forma nel tremolio di un respiro. Un sentimento diafano, timido, che scivola con dolcezza fino a schiudersi nel silenzio ovattato della camera, là dove il mondo resta fuori. “Weaving Song” è il nuovo singolo di June: un lento affiorare dell’io, un abbandono gentile che trova nell’altro il proprio riflesso. Tra echi sonori dal sapore nostalgico e deviazioni alternative, attraversati da una poetica lo-fi fragile e autentica, l’artista romagnola tesse una trama intima e notturna. La voce, nuda e misurata, si muove come un filo di luce, senza peso, lasciando spazio all’ascolto e all’attesa. Ne emerge un brano che vibra sottopelle, capace di sciogliere le difese e condurre, senza rumore, verso una commozione inevitabile.

Foto: Riccardo Mulazzi

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Con “Weaving Song” June tesse con delicatezza la storia di un amore tanto semplice quanto speciale. Una ballad intima, il calore soft dell’indie folk che contraddistingue le produzioni di June, intrecciato a ispirazioni 90s alla Mazzy Star e The Sundays.
L’arrangiamento acustico e la retorica intimista accompagnano l’ascoltatore fino al nucleo di un’emozione: una quotidianità accogliente e mai banale, sensuale e ingenua, fragile e travolgente.
Sul finale è quasi incompleta, volutamente un po’ approssimativa nel mix – una sorta di omaggio all’embrione di questo brano, che ha vissuto così tanto tempo nelle note audio del mio telefono. Questa è una canzone d’amore, che per la prima volta ho lasciato uscire dalle mie pagine.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Dove la luce non arriva: “Elettrautorato” è il nuovo LP dei Dinosauro

“Elettrautorato” è il nuovo album dei Dinosauro, uscito martedì 27 gennaio 2026. Un LP in cui la band sceglie di attraversare la realtà senza filtri, senza inseguirne il riflesso più scintillante, affrontandone invece il peso, le contraddizioni, le zone d’ombra. La luce viene spostata sulle pieghe meno evidenti del reale, su ciò che resta ai bordi dello sguardo. Qui convivono tensione e smarrimento, stanchezza e frattura, disillusione e inquietudine. L’urgenza rock si intreccia a pulsazioni elettroniche irregolari, mentre la scrittura si fa tagliente, scabra, pronta a incidere più che a rassicurare. È un percorso accidentato, dove il caos si accumula, la disperazione filtra dai dettagli, e l’ansia si insinua come rumore di fondo costante. Eppure, nel detrito emotivo, qualcosa resiste. Una possibilità minuta, fragile, che affiora dalla forza dei legami, dalla memoria del dolore attraversato e sopravvissuto. Non una redenzione piena, ma una scintilla sobria, concreta, che nasce proprio lì dove si è imparato a cadere. “Elettrautorato” è questo: un atto di attenzione verso ciò che resta, un esercizio di sguardo capace di riconoscere vita anche nelle crepe.

Foto: Fabrizio Giansante, Matteo Casilli

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«“Elettrautorato” è il nuovo disco dei Dinosauro che trasforma fragilità contemporanee, sarcasmo esistenziale e impulsi poetici in un suono pulsante, nervoso, emotivo. Un lavoro che mette insieme elettronica scura, pop obliquo e una scrittura che non ha paura di guardare negli angoli più scomodi dell’animo umano.
Un viaggio nelle contraddizioni del presente: l’ansia come linguaggio comune, la precarietà emotiva, la ricerca di un senso dentro un mondo che si sgretola ma continua a brillare. Gli otto brani oscillano tra introspezione feroce e immagini visionarie, con testi che alternano ironia, confessione e un realismo a tratti brutale.
“Elettrautorato” è un piccolo manifesto di resistenza sentimentale: un disco che parla di paura, ma anche di cura e coraggio; di caos, ma anche di scelta; di sopravvivere, di senso del dovere, ma soprattutto di sentire. Un disco coraggioso, crudo e lucidissimo, che racconta l’essere umani oggi, senza filtri, senza sconti, senza scuse.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Il progetto Dinosauro nasce dalla voglia di raccontare con il linguaggio della musica e delle parole una visione complessa dell’esistenza. Una contrapposizione costante tra la ricerca quotidiana della bellezza e l’inevitabile sottofondo dell’inferno. Dai poeti maledetti alle mense aziendali, dal punk alle riunioni in divisa, dalle paranoie ai gesti eroici, i sogni, i mutui, Battiato. La verità che ci circonda.
Dinosauro nasce nel 2020, quando il mondo si è fermato e le canzoni no.
La prima uscita discografica è composta da 5 singoli usciti tra maggio 2020 e febbraio 2021 che sperimentano musicalmente produzioni diverse unite solo dalla parte autoriale e dalla voce delle canzoni.
Nel 2023 esce il primo EP di Dinosauro che raccoglie 4 brani (“Male”, “Tutti”, “Paura”, “Forse”) realizzato con la collaborazione di Jacopo Castagna nella veste di produttore artistico.
Nel 2025 uscirà il primo singolo estratto dall’LP d’esordio, fuori a gennaio 2026, anche in vinile.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

L’estate che resta: “Ferragosto 2023” è il nuovo singolo dei Lunatropica

“Ferragosto 2023” è il nuovo singolo dei Lunatropica, uscito martedì 27 gennaio 2026. Ricordi attraversati da un veleno gentile, zuccherino, che brucia senza ferire. “Ferragosto 2023” è una soglia: nasce sotto un cielo carico di pioggia, nel grigio immobile di un temporale, e lentamente si lascia scolorire verso la luce. Volti lontani, pomeriggi sospesi, parole rimaste a metà. Tutto riaffiora come un’istantanea dimenticata, mangiata dal tempo, ma ancora capace di riflettere calore. L’estate non è più una stagione, è una sensazione che resiste – una presenza sfocata, persistente, ostinata. Tra echi di musica antica e carezze pop contemporanee, il brano si muove con grazia trattenuta, attraversato da una saudade leggera e straniera. Resta nell’aria come l’attesa prima di un ritorno, come il sapore salmastro sulla pelle, come una promessa che non ha bisogno di mantenersi.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«Il titolo potrebbe ingannare: la canzone non ha niente a che fare con spiagge assolate e file interminabili di ombrelloni, ma inizia al contrario con un temporale. “Poggio il naso sul vetro ed ascolto la pioggia”, da questa immagine nasce un vortice di pensieri e di ricordi che sfocia come un fiume in piena. “Ferragosto 2023” è solo la didascalia di una vecchia foto, di un amore ormai andato.
I Lunatropica si cimentano in una forma più radiofonica, con un ritornello che rimarrà in testa a molti, senza rinnegare il loro gusto per le melodie raffinate che guardano al jazz e alla musica brasiliana e senza sacrificare una scrittura che vuole sempre essere onirica ed immaginifica.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosferemediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, comefotogrammi sbiaditi di un vecchio film.Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseriacircondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente lasua dimensione naturale.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Normalità tossica: “Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian

“Italia Sei” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 30 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un brano che nasce nel punto esatto in cui il disgusto smette di scandalizzare e diventa abitudine, dove l’abitudine si cristallizza in disincanto cronico, in una forma di assuefazione collettiva. Non c’è più shock, non c’è più reazione: solo una permanenza stanca dentro ciò che ci repelle. Sesso esibito, resti, scarti, chiacchiera continua – il nutrimento quotidiano di un Paese che non distingue più tra ciò che guarda e ciò che subisce, tra consumo e dipendenza.

Foto: Rodrigo

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Italia Sei” è un brano cupo che segue il filone più “dark” della musica trip hop e della new wave. Un lamento volgare ed indiscreto, una critica satirica alla sufficienza del mondo dell’intrattenimento italiano e all‘utilizzo dell’arte e dello spettacolo come sedativo per le masse. In sostanza, una canzone contro la tele-spazzatura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Records

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

Sotto un cielo che ci assomiglia: “Stelle come te” è il nuovo singolo di Zvrzi

“Stelle come te” è il nuovo singolo di Zvrzi, uscito venerdì 30 gennaio 2026. Un omaggio vibrante all’emozione pura e all’irripetibilità dei legami che ci intrecciano e ci plasmano, fino a riscrivere i confini della nostra essenza. Con “Stelle come te”, il cantautore torinese dona un singolo che affonda le radici nella nobile tradizione della canzone d’autore e del sentimento italiano, ma lo fa con uno sguardo nuovo, luminoso, sorprendentemente autentico.

Foto: Elisa Platia

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Stelle come te” è un brano di cantautorato moderno che richiama al cantautorato classico italiano, con un testo poetico che descrive scenari di un mondo immaginario e di una bellezza sempre più rara.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Zvrzi, al secolo Daniele Zurzolo, è un autore che canta, ma non solo. Un esuberante frullato colorato di idee alternative prestate al pop. Un poeta vintage stretto in un’epoca digitale, un momento romantico lento in un epoca cinica e veloce, che a suon di frasi evocative, disegni di quotidianità, suoni acustici, sintetici e arrangiamenti raffinati vi prenderà per mano e vi accompagnerà in un atmosfera capace di farvi viaggiare dal Tacheles di Berlino al Festival di Glastonbury, dalla NY glam degli anni 70 delle bambole alla Torino sotterranea e grigia dei primi anni zero.

Contatti
Spotify
Instagram
TikTok
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Indie

Vite di plastica: “PUPPET” è il nuovo singolo di Trust the Mask

“PUPPET” è il nuovo singolo di Trust the Mask, uscito venerdì 23 gennaio 2026 via Costello’s Records. Un orizzonte distorto, dove ciò che chiamiamo reale non è che un teatro di simulacri, un mosaico di illusioni clonate. Trust the Mask riaffiora sulla scena con il nuovo singolo, “PUPPET”: uno sguardo lucido e amaro sull’anestesia emotiva del presente. Tra liriche impregnate di disincanto, aridità e disillusione, e una tessitura elettronica fredda, straniante, quasi disumana, il duo vicentino scolpisce un paesaggio sonoro magnetico, capace di avvolgere l’ascoltatore fino a fagocitarlo. Un manifesto sonoro intenso e cosciente, saturo di un’inquietudine ardente e di una frustrazione che non trova requie.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«”PUPPET” racconta una vita in sospensione, intrappolata in una quotidianità apatica dove sopravvivere è l’unico traguardo. La frase “today was a good one” è un paradosso: un giorno è “buono” solo perché non è successo il peggio, una consolazione minima, quasi grottesca. È un sentimento che appartiene alla protagonista, ma anche a molte persone oggi: un riflesso fedele del nostro tempo emotivamente esausto.
Il brano tratteggia la rassegnazione di chi ha smesso di credere in un futuro emotivo o materiale. La “little house” è un sogno remoto, i simboli di cura sono artificiali: fiori di gomma, vetro economico. Tutto è plastificato, tutto è falso. La solitudine impregna ogni immagine: i giorni non passano, si accumulano. La protagonista si aggrappa a micro-azioni che non cambiano nulla ma impediscono la caduta.
Il concept indaga il ciclo dei giorni identici, la lotta silenziosa di chi convive con la propria stanchezza emotiva. Una solitudine che non esplode, brucia a fuoco lento.
Il paesaggio sonoro amplifica tutto: una bassline profonda da coldwave, synth sospesi di darkwave minimale, e una voce calda, lievemente stanca, che avanza come un pensiero a bassa intensità ma carico di sfumature.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Records

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop rock

L’amore che scompiglia: “Povero diavolo (diavoletto)” è il nuovo singolo di Sergio Russo

“Povero diavolo (diavoletto)” è il nuovo singolo di Sergio Russo, uscito martedì 20 gennaio 2026. Un capovolgimento arguto delle architetture della ragione, la grazia impalpabile di un sentimento che sa incrinare e rovesciare ogni punto di vista; il nuovo singolo di Sergio Russo, “Povero diavolo (diavoletto)”, si muove come una favola ironica e luminosa sul potere sovversivo dell’amore. La trama sonora, cesellata con finezza da Goedi, prende forma da una linea melodica pop immediata e seducente, sostenuta da un ritmo danzante e pulsante; un linguaggio musicale vivace, spensierato, dai colori accesi, che dialoga in perfetta sintonia con l’estro narrativo dell’artista milanese. All’interno del brano si dispiega così una minuscola eppure audace esplorazione narrativa, capace di scavalcare la superficie e toccare l’ascoltatore con la naturalezza di un lampo.

Foto: Bianca Puleo

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il “diavoletto innamorato”: quando l’amore diventa redenzione.
In questo brano cerco di portare l’ascoltatore in un universo metaforico dove anche le creature più oscure possono ritrovare la luce. La canzone racconta infatti la storia di un diavoletto che, travolto dall’amore, perde ogni potere di nuocere agli altri. L’innamoramento diventa così una forza capace di disarmare la malizia, trasformando l’istinto di fare del male in un desiderio di gentilezza, cura e amore verso il prossimo. Con un tocco leggero e ironico, rivelo che dietro a questa narrazione fantastica si nasconde molto di più: un racconto autobiografico. Confesso infatti di aver vissuto in prima persona un’esperienza simile, che mi ha spinto a tradurre in musica un percorso di cambiamento profondo, dove il sentimento ha reso possibile la rinascita. È un gioco di specchi,  perché il diavoletto non è altro che una parte di me. Innamorarsi mi ha tolto qualsiasi voglia di combattere per ferire, lasciando spazio solo alla necessità di amare e di essere migliore. Il brano, dunque, diventa una metafora universale: un inno alla trasformazione che l’amore può generare, capace di addolcire anche i caratteri più ribelli e di cambiare il destino di chi sceglie la via della luce.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cantautore milanese, Sergio Russo porta avanti da sempre un percorso musicale guidato dal cuore e dalla sua autenticità, intrecciando esperienze personali e racconti di vita in una veste pop – dalla scorza rock – dal respiro moderno ma intriso di tradizione.
In uscita nel 2026 il suo nuovo EP, prodotto da Marco Zangirolami e Diego Montinaro: quattro brani che segnano un ritorno maturo e introspettivo.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency