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MALEDETTE CANZONI D’AMORE: Il disco perfetto per chi ha smesso di credere ai lieto fine | Recensione

L’amore raccontato da Frida Martini non ha niente di romantico nel senso più rassicurante del termine. Fa male, crea dipendenza, torna quando dovrebbe essere già finito e lascia il disordine acceso anche dopo che l’ultima porta si è chiusa. È proprio questa la forza di “Maledette canzoni d’amore”: non prova ad addolcire le cadute, le guarda in faccia e le trasforma in canzoni che sembrano scritte nel momento esatto in cui si smette di trovare una spiegazione alle cose.

Musicalmente il disco funziona perché evita di rifugiarsi in una sola direzione. Le ballad convivono con un pop rock dall’anima ruvida, le chitarre graffiano quando serve, i synth colorano tutto di sfumature notturne e la produzione di Vincenzo Leone tiene insieme ogni elemento con grande equilibrio. C’è un gusto cinematografico negli arrangiamenti che rende ogni brano una scena diversa della stessa storia, senza mai sacrificare l’impatto delle melodie, che restano sempre il centro del racconto.

Tra gli episodi più riusciti spicca “Senza di me”, probabilmente il momento in cui il disco trova la sua forma più compiuta. Il dialogo con Eddie Brock rende ancora più credibile il senso di distanza che attraversa il brano, mentre il sax entra con discrezione e finisce per amplificare quella malinconia che aleggia dall’inizio alla fine. Il ritornello colpisce perché non cerca frasi a effetto: resta impresso grazie alla sua semplicità e a quella sensazione familiare di continuare a cercare qualcuno anche quando è ormai diventato soltanto un ricordo.

La qualità migliore di “Maledette canzoni d’amore” è che non usa il dolore come un espediente narrativo. Lo tratta come qualcosa di sporco, confuso, persino contraddittorio. Dentro queste canzoni convivono rabbia, nostalgia, desiderio, ironia e una fragilità che non viene mai esibita per ottenere compassione. È un disco che sa essere pop senza diventare superficiale, emotivo senza cadere nel melodramma.

Per un progetto d’esordio è una dichiarazione d’intenti sorprendentemente nitida. Frida Martini dimostra di avere una scrittura solida, una sensibilità autentica e un’identità che emerge con naturalezza, senza inseguire formule facili. “Maledette canzoni d’amore” non promette di guarire nessuno. Fa qualcosa di più raro: ricorda che certe crepe, quando trovano le parole giuste, smettono almeno per un momento di fare così paura.

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Frida Martini pubblica il suo primo album “Maledette canzoni d’amore”

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 29 maggio 2026 per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) e con la produzione di Vincenzo Leone il primo album del progetto Frida Martini. “Maledette canzoni d’amore”, questo il titolo della raccolta, è un disco nato quasi sempre di notte. Tra sigarette spente male, messaggi cancellati, ritorni sbagliati e persone che si promettevano per sempre senza sapere nemmeno restare. Sono canzoni d’amore, sì. Ma dell’amore quando diventa ossessione, nostalgia, dipendenza, fantasia, autodistruzione. Quando ti salva per cinque minuti e poi ti lascia solo in cucina alle quattro del mattino. Dentro questo disco ci sono relazioni tossiche, corpi che si cercano, silenzi lunghissimi, romanticismo disperato, ironia, rabbia e quella strana voglia di continuare ad amare anche quando ormai non conviene più.

“Maledette canzoni d’amore” parla di tutti quelli che hanno amato troppo, a volte male, spesso tardi. Di chi si rompe continuamente il cuore ma continua comunque a cercare qualcuno da amare. Perché alla fine, nonostante tutto, continuiamo ancora a crederci. Il sound di “Maledette canzoni d’amore” mescola pop rock, ballad malinconiche e sonorità più scure. Chitarre sporche, synth notturni, momenti intimi e aperture più esplosive convivono dentro un mondo romantico. L’atmosfera del disco è teatrale, emotiva, a tratti ironica, sempre profondamente viscerale. Ogni brano sembra muoversi tra amore e rovina, delicatezza e caos, come una notte che lentamente si trasforma in alba. È un disco pensato per essere vissuto più che ascoltato: da mettere in cuffia tornando a casa tardi, oppure da urlare in macchina con il finestrino abbassato.

Focus track dell’intero album è il brano “Senza di Me”, una fotografia di quelle notti in cui capisci che l’amore non sta finendo: è già finito, ma il tuo corpo ancora non lo accetta. Nel brano, Frida Martini ed Eddie Brock trasformano un addio in qualcosa di intimo, quasi cinematografico, sospeso tra malinconia, rabbia e dipendenza emotiva. La scrittura è essenziale, immediata, ossessiva. “Un altro sabato sera qui” diventa il simbolo di un vuoto che continua a tornare, mentre il ritornello esplode come un ricordo impossibile da cancellare: una notte di settembre, un cielo pieno di stelle, e due persone che si stanno perdendo per sempre. “Senza di Me” parla di assenza, ma soprattutto di quello che resta dopo: il freddo, i fantasmi, il silenzio di una stanza quando qualcuno che amavi non esiste più nella tua vita… ma continua a esistere dentro di te. Il sound accompagna perfettamente lo stato emotivo della canzone, dove il sax sottolinea quel senso di solitudine e amarezza, che ti arriva addosso quando finisce un amore.

Scopri l’album: https://ada.lnk.to/mcd

Foto di copertina: Simone Maremonti
Foto con Eddie Brock: Edoardo Novelli



Tracklist:
1. Stupidi
2. Distrattamente amore
3. Lunedì
4. Senza di me – con Eddie Brock
5. Vive l’Amour
6. Figlia della Luna
7. Platonico
8. Paradiso criminale
9. Soli
10. Mare acido
11. Allora ciao


BIO:

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda. Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro ed altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

https://www.instagram.com/fridamartini_/

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Comunicato stampa

Frida Martini racconta un amore che attraversa il tempo con “Vive L’Amour”

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 3 aprile 2026 per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) il nuovo singolo di Frida Martini dal titolo “Vive L’Amour”. Il brano, scritto dallo stesso Frida Martini e prodotto da Vincenzo Leone, è un racconto intenso e autentico di un amore che attraversa il tempo, tra euforia e disillusione.

È un percorso tra i ricordi quotidiani, alterna momenti di leggerezza a una consapevolezza più matura: quella di due persone che crescono insieme, ma che devono fare i conti con il cambiamento. Il ritornello, immediato e ripetitivo, diventa un mantra emotivo che celebra l’amore nella sua forma più sincera, lontana dagli ideali perfetti e più vicina alla realtà. Con “Vive L’Amour”, Frida Martini continua a esplorare le contraddizioni dei sentimenti, dando voce a un amore fragile, imperfetto e profondamente umano.

Scopri il brano: https://ada.lnk.to/vivelamour

BIO:

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda. Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro ed altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

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Frida Martini ci racconta una storia che non è mai iniziata davvero con “Platonico”

Dopo aver scritto per alcuni dei più grandi nomi della musica italiana, Frida Martini prosegue il suo percorso artistico con “Platonico”, il quarto singolo che anticipa l’uscita del suo primo lavoro discografico e album.

Scritta dallo stesso Frida Martini, “Platonico” è una storia che non è mai iniziata davvero. Due vite che immaginano futuri diversi e non coincidono: una sempre in movimento, con la mente che corre più veloce del corpo, l’altra in cerca di calma, di radici, di un punto fermo che possa dare sicurezza. Eppure, nonostante tutto, qualcosa resta. È una sensazione sospesa, fatta di attese e desideri che fanno bene e male insieme. Non è dolore, né nostalgia: è la verità emotiva di ciò che rimane anche quando non accade. Il brano si muove sul confine sottile dell’amore non consumato, suggerendo che forse amare senza trovarsi è la sua forma più alta.

Prodotta da Vincenzo Leone, la canzone accompagna il racconto con un sound dinamico e raffinato, capace di amplificare il non detto e lasciare spazio all’intimità della voce e delle parole. Una produzione che sostiene la scrittura senza sovrastarla, restituendo tutta la fragilità e la forza del sentimento raccontato.

Con “Platonico”, Frida Martini conferma una scrittura matura, intensa e riconoscibile, in cui l’esperienza autoriale si fonde con una nuova urgenza espressiva personale.

Il singolo sarà disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire da venerdì 6 febbraio 2026 per Sangita Records e distribuito da ADA Music Italy. “Platonico” è un nuovo passo verso il debut album di Frida Martini, un progetto atteso che promette di mettere al centro la parola, l’emozione e una visione autentica e contemporanea del sentimento.

BIO:

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda. Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro ed altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

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Comunicato stampa

“Lunedì” è il nuovo singolo del progetto Frida Martini

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 5 dicembre 2025 il nuovo singolo del progetto Frida Martini. Siamo a Roma, in periferia. Sotto i lampioni e le insegne sbiadite dei negozi. È un lunedì, ma non un lunedì qualunque. Frida Martini racconta la solitudine dopo la tempesta: è una confessione fatta di nostalgia, di graffi sulla pelle e voglia di ricominciare anche quando non si sa da dove. “Lunedì” è una canzone per chi si sente a pezzi ma continua a cercare se stesso tra i resti di un amore. Un pop notturno, sincero, diretto, dove le ferite diventano verità.
 

“Lunedì l’ho scritta in una periferia che sembrava più vuota di me. Era una di quelle sere in cui i lampioni fanno luce ma non scaldano, e ogni ricordo pesa il doppio. In questo brano racconto cosa succede dopo che la tempesta è passata e tu resti lì, in mezzo ai detriti, a chiederti da dove ricominciare. Racconto la solitudine che arriva quando smetti di fingere, quando ti guardi allo specchio e capisci che certi graffi non andranno più via. Per me Lunedì è la fotografia di un cuore che batte piano, ma batte ancora. È l’ammissione che a volte non serve essere forti: serve solo essere quel che si è. Ho scritto ogni parola come se avessi l’ultimo minuto di vita, come se stessi cercando un appiglio che non trovavo più. Parlo di nostalgie che bruciano, di strade vuote, di mattine in cui tutto ricomincia ma io no. Parlo di quel momento in cui capisci che rialzarsi non è una scena epica: è un gesto lento, fragile, spesso invisibile. Lunedì è un atto di coraggio. La parte di me che non ho mai detto ad alta voce. La cicatrice che non nascondo più. Ve la consegno così: stanca, vera, mia. E se da qualche parte ci ritrovate anche voi, allora forse non siamo così distanti, non siamo così inutili.”


Scopri il brano: https://ada.lnk.to/lunedi_fm

Testo e musica di Febo
Editori Sangita Records
Prodotto da Vincenzo Leone


BIO:

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda. Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro ed altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

https://www.instagram.com/fridamartini_/