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Comunicato stampa Indie Pop

Dentro “SACRO FUOCO”: il nuovo percorso di Flam Boy

“SACRO FUOCO” è il nuovo LP di Flam Boy, uscito venerdì 10 aprile 2026. Un invito a restare dentro ciò che accade senza cercare vie di fuga, lasciando che anche l’incertezza trovi il suo respiro. I brani nascono da una materia intima e si espandono gradualmente, mantenendo una leggerezza apparente sotto cui scorre una ricerca più profonda. Melodie immediate si intrecciano a immagini che sfuggono, in un equilibrio che non cerca mai una forma definitiva.

Foto: Dg Multimedia

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«”Dopo anni di sperimentazione costellati di singoli con cui ho esplorato il pop mistico, a 10 anni di distanza dal mio primo disco rap, penso sia giunto il momento per un nuovo album, puro concentrato di un viaggio musicale passato per diversi mondi e generi.
In SACRO FUOCO il tema principale è la coppia come esperienza attraverso la quale è possibile entrare in contatto con l’essere oltre la persona.
Si passa dal riconoscimento attraverso uno sguardo o un sorriso, alla gratitudine per ogni momento condiviso. È un invito a tornare alla semplicità oltre le ambizioni, per riuscire a vivere appieno l’esperienza umana al di là delle circostanze nelle quali ci troviamo. SACRO FUOCO è omaggiare le forme più alte dell’amore verso le quali tendere e incamminarsi. Si presenta con sonorità leggere, moderne e melodie estremamente orecchiabili, ma allo stesso tempo vuole comunicare contenuti profondi. I brani nascono spesso da chitarra acustica, vocal loop e pochi altri strumenti, per poi prendere la loro forma definitiva grazie alla collaborazione con Edo Nocco, producer e polistrumentista ligure dotato di grande intuizione e gusto musicale. La collaborazione con Dsonthebeat, già a bordo delle mie precedenti esperienze, ha preso con questo disco una nuova forma, che è riuscita perfettamente a valorizzare e impacchettare la poliedricità del mio progetto e l’operato di Edo Nocco. È un disco ricco in molti sensi, che spero possa essere accolto al meglio nella scena indie pop italiana.
Il progetto grafico è una collaborazione fra le romantiche foto di Luca Pelucchi e il progetto grafico di DGmultimedia che è riuscita alla perfezione a portare gli scatti in una dimensione magica e poetica, in armonia con le sonorità del disco.”»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Ispirato dal mondo tutto e da alcuni mistici contemporanei e passati, Flam Boy fonde diversi generi musicali creando una dimensione unica nella quale immergersi, per godere di piacevoli estetiche sonore e parole che risuonano come ricordi senza tempo. Musica leggera, ma spirituale; cantautorato ascetico che però non si prende troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo diventa materia sonora: “Attimi Dopo” è il disco d’esordio di DEIRA

“Attimi Dopo” è il nuovo LP di DEIRA, uscito venerdì 27 marzo 2026. “Attimi Dopo” non racconta: scorre. DEIRA costruisce un disco che vive negli interstizi, dove ogni traccia è un frammento in transito – un prima che svanisce, un dopo che prende forma. Le relazioni si disfano e si riscrivono, le ferite cambiano pelle, il desiderio attraversa i giorni come una corrente sotterranea. È un percorso senza cesure, dove il tempo non è sfondo ma materia viva: stratifica, sposta, trasforma. L’indie-pop si intreccia a un’elettronica essenziale, rarefatta, che non invade ma accompagna, come un respiro che segue il movimento interno. Più che un disco, è una traiettoria: il suono di ciò che resta mentre tutto cambia.

Foto: Alessandro Marton

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La vita è fatta di attimi.
L’attimo richiama al presente ma è il susseguirsi di attimi che crea la vita in un continuo movimento, in un presente che diventa passato e che attende il futuro, passo dopo passo, in un moto perpetuo. È il movimento che ci fa stare in piedi.
Attimi che si susseguono come i fotogrammi di un film e ogni attimo compone la nostra vita, tutti sono necessari e insostituibili.
Spesso ci si concentra sugli attimi “principali” di una vita: una promozione importante, la festa di laurea, una proposta di matrimonio, la nascita di un figlio, la pensione, il primo bacio…
Ma cosa c’è prima e dopo? Che emozioni si provano? Che pensieri si muovono dentro di noi?
Esitazione, preoccupazione, dolore, spensierata, dubbio, euforia, nostalgia, paura, sollievo, soddisfazione…
Ci sembra sempre di avere infinito tempo, un po’ egocentrici diciamocelo … lo siamo… anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo ammetterlo. Crediamo di avere tutto sotto controllo, crediamo di aver infinito tempo, crediamo di essere per sempre. Eppure ogni cosa ha un suo momento, un suo spazio nella nostra vita.
Nulla è per sempre purtroppo, e per certe volte, per fortuna. Tutto è in divenire. Sempre. Anche quando non sembra. Noi, gli altri. Le relazioni sono come le scie lasciate dagli aerei nel cielo, a volte si incrociano con altre per tanto tempo, altre volte per un brevissimo tratto, altre volte invece si sfiorano e non si toccano mai. Le relazioni sono come il movimento delle onde nel loro andare e venire, continuo ma irregolare.
“Attimi Dopo” è una presa di coscienza e un atto di accettazione sulla vita e sul fatto di essere qui ora, dopo vari “attimi”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma trova successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture ai concerti di Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici – da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records – all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità.
Due suoi brani, “Lividi di Gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
Con l’uscita del suo primo disco, l’artista consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa e in continua evoluzione.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Il viaggio onirico di Olivia Santimone: “Ciclopedonale” è il nuovo album

“Ciclopedonale” è il nuovo LP di Olivia Santimone, uscito venerdì 6 marzo 2026. Un album che è il diario di un attraversamento interiore. Non racconta una vittoria, ma una trasformazione: uscire dal buio senza sapere esattamente dove si stia arrivando. Alla fine del percorso si intravede una riva lontana, quasi lunare, un luogo silenzioso dove qualcosa sembra terminare – e allo stesso tempo cominciare di nuovo. Le canzoni si susseguono come tappe di un cammino instabile. Non esiste una direzione chiara: si procede su un terreno che muta continuamente consistenza, dove ogni passo costringe ad adattarsi. A tratti il disco suggerisce che l’unico modo per sopravvivere sia accettare la trasformazione, cambiare forma insieme al mondo che cambia. In altri momenti emerge invece la necessità di rompere con ciò che aveva finito per occupare tutto lo spazio della propria vita. Da quella frattura rimangono inizialmente rabbia e vuoto, ma col tempo affiora anche una consapevolezza più quieta, quasi riconoscente. Sul piano sonoro, tutto respira con lente espansioni: chitarre che si aprono come onde larghe, sintetizzatori che diffondono bagliori profondi e acquatici, mentre la voce rimane misurata, come se stesse semplicemente prendendo atto di ciò che accade.

Foto: Giorgia Aceto

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Questa storia non parla solo di biciclette e strade asfaltate. Parla di dipendenza affettiva, di mania di persecuzione, di depressione, della perdita del senso di appartenenza a una realtà distorta e irriconoscibile, ma anche di meduse giganti.
“Ciclopedonale” è la storia di una strada: ti trovi qui per caso, non sai dove inizia né dove finisce. Sul tuo cammino vegliano i giganti, grandi esseri impegnati a conversare di massimi sistemi; cammini circondato dai ciclopedoni, strani umanoidi a ruote, e dai sifonofori, abissali anime notturne. L’asfalto, liquido, solido, caldo, freddo, di sabbia e di ghiaccio crea un percorso che sembra vada a terminare direttamente sulla riva della luna.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese che ama le pedaliere colorate, i videogiochi dark fantasy e le canzoni lunghe. Di natura distratta e disordinata, nella vita quotidiana come nella musica, quando scrive non sa mai dove andrà a finire. Il suo primo disco, Ciclopedonale, è la meta finale di un viaggio caotico quasi quanto lei, l’esplorazione di un mondo stravagante e onirico che, usando un po’ di immaginazione, non è poi così diverso dal nostro.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Dove la luce non arriva: “Elettrautorato” è il nuovo LP dei Dinosauro

“Elettrautorato” è il nuovo album dei Dinosauro, uscito martedì 27 gennaio 2026. Un LP in cui la band sceglie di attraversare la realtà senza filtri, senza inseguirne il riflesso più scintillante, affrontandone invece il peso, le contraddizioni, le zone d’ombra. La luce viene spostata sulle pieghe meno evidenti del reale, su ciò che resta ai bordi dello sguardo. Qui convivono tensione e smarrimento, stanchezza e frattura, disillusione e inquietudine. L’urgenza rock si intreccia a pulsazioni elettroniche irregolari, mentre la scrittura si fa tagliente, scabra, pronta a incidere più che a rassicurare. È un percorso accidentato, dove il caos si accumula, la disperazione filtra dai dettagli, e l’ansia si insinua come rumore di fondo costante. Eppure, nel detrito emotivo, qualcosa resiste. Una possibilità minuta, fragile, che affiora dalla forza dei legami, dalla memoria del dolore attraversato e sopravvissuto. Non una redenzione piena, ma una scintilla sobria, concreta, che nasce proprio lì dove si è imparato a cadere. “Elettrautorato” è questo: un atto di attenzione verso ciò che resta, un esercizio di sguardo capace di riconoscere vita anche nelle crepe.

Foto: Fabrizio Giansante, Matteo Casilli

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«“Elettrautorato” è il nuovo disco dei Dinosauro che trasforma fragilità contemporanee, sarcasmo esistenziale e impulsi poetici in un suono pulsante, nervoso, emotivo. Un lavoro che mette insieme elettronica scura, pop obliquo e una scrittura che non ha paura di guardare negli angoli più scomodi dell’animo umano.
Un viaggio nelle contraddizioni del presente: l’ansia come linguaggio comune, la precarietà emotiva, la ricerca di un senso dentro un mondo che si sgretola ma continua a brillare. Gli otto brani oscillano tra introspezione feroce e immagini visionarie, con testi che alternano ironia, confessione e un realismo a tratti brutale.
“Elettrautorato” è un piccolo manifesto di resistenza sentimentale: un disco che parla di paura, ma anche di cura e coraggio; di caos, ma anche di scelta; di sopravvivere, di senso del dovere, ma soprattutto di sentire. Un disco coraggioso, crudo e lucidissimo, che racconta l’essere umani oggi, senza filtri, senza sconti, senza scuse.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Il progetto Dinosauro nasce dalla voglia di raccontare con il linguaggio della musica e delle parole una visione complessa dell’esistenza. Una contrapposizione costante tra la ricerca quotidiana della bellezza e l’inevitabile sottofondo dell’inferno. Dai poeti maledetti alle mense aziendali, dal punk alle riunioni in divisa, dalle paranoie ai gesti eroici, i sogni, i mutui, Battiato. La verità che ci circonda.
Dinosauro nasce nel 2020, quando il mondo si è fermato e le canzoni no.
La prima uscita discografica è composta da 5 singoli usciti tra maggio 2020 e febbraio 2021 che sperimentano musicalmente produzioni diverse unite solo dalla parte autoriale e dalla voce delle canzoni.
Nel 2023 esce il primo EP di Dinosauro che raccoglie 4 brani (“Male”, “Tutti”, “Paura”, “Forse”) realizzato con la collaborazione di Jacopo Castagna nella veste di produttore artistico.
Nel 2025 uscirà il primo singolo estratto dall’LP d’esordio, fuori a gennaio 2026, anche in vinile.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa rock

Black Wojtyla: il nuovo album “Cardio” è davvero un colpo al cuore

È stato da poco pubblicato “Cardio”, il nuovo album dei Black Wojtyla che per lungo tempo abbiamo provato a catalogare, senza riuscirci: non è un disco funk, non è jazz, non è noise, non è psichedelico, ma è tutto questo messo insieme. L’utilizzo ricorrente di loop di basso e di tromba, insieme a nuove sperimentazioni vocali, amplia la gamma espressiva della band e apre a territori sonori inediti. Muovendosi liberamente tra generi differenti, ci viene da dire che si tratta di un lavoro sorprendentemente coeso nella sua essenza. 

Già dal titolo viene evocata un’idea di movimento e vitalità: “Cardio” richiama il battito che accelera, la pulsazione della batteria e il ritmo sostenuto dei brani. Ma “cardio” significa anche cuore, la sede delle emozioni, dell’amore e del dolore.
Un doppio significato che racconta bene l’anima dei Black Wojtyla, da sempre liberi di muoversi tra intensità e leggerezza. Nella loro musica convivono eccessi melodici e slanci performativi, armonizzazioni classiche, aperture al pop e incursioni nel kitsch vissute con autenticità, convinzione e una sottile ironia.

“Cardio” si muove come un organismo vivo, cresciuto lentamente nel tempo. I brani prendono forma in un arco di oltre due anni tra palchi, jam in sala prove e fasi di cesello minuzioso, lasciando emergere un metodo di lavoro che parte dall’istinto e arriva alla precisione. Ogni traccia nasce da una scintilla collettiva, alimentata dal dialogo costante tra i tre musicisti, fino a trovare quell’equilibrio raro in cui la complicità diventa linguaggio sonoro. È qui che si riconosce l’identità dei Black Wojtyla: una band che non si accontenta della comfort zone e sceglie di spingersi sempre un passo più in là, seguendo un impulso interno che pulsa, cresce e si rinnova.

Questo approccio trova una sintesi potente in “Giubileo”, uno dei momenti più emblematici del disco. Il brano richiama simbolicamente l’idea di sospensione e liberazione legata all’anno giubilare, ma lo fa ribaltandone l’attesa: l’ingresso è brusco, quasi esplosivo, con una partenza rock che apre la strada a un groove magnetico di basso e batteria. Il loop si ripete e si trasforma, accumulando energia fino a sfociare in una scarica drum’n’bass ad alta tensione. Poi, come dopo uno sforzo trattenuto, arriva la distensione: un finale soul-funk che lascia spazio a una melodia ampia e luminosa, guidata dalla voce senza parole di Marina Ladduca, capace di chiudere il cerchio con un senso di apertura e respiro.

I Black Wojtyla sono un trio strumentale composto da tromba, basso elettrico e batteria, nato e cresciuto nella scena musicale milanese.
La band si distingue per la scelta di non aderire a un unico genere musicale, attingendo liberamente da un repertorio sonoro sconfinato. Ne nasce un sound originale, spiazzante ma riconoscibile, caratterizzato da ritmiche martellanti e melodie che restano in testa.
Il trio esprime un’attitudine jazz e improvvisativa, costruendo sonorità complesse grazie a loop creati dal vivo, delay, distorsioni ed effetti, alternando parti vocali estemporanee ai brani strumentali.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Pop

Perdersi per ripensarsi: “Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione

“Alma” è il nuovo LP dei CousCous a colazione, uscito venerdì 9 gennaio 2026. Un album che partendo da storie personali diventa un viaggio universale, dimostrando come spesso perdersi diventi un atto necessario, un ritorno alle radici, per ripensare il proprio stare nel mondo.

Foto: Martina Platone

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«”Alma” nasce dopo due anni di pausa e profonda riflessione, tempo necessario per ritrovarci, interrogarci sulla nostra essenza e sul significato di sentirsi vivi. Il titolo, che in portoghese significa “anima”, racchiude il cuore del disco: una ricerca interiore che si sviluppa in due atti.
Il primo atto è un dialogo interiore, un viaggio intimo alla scoperta di se stessi e della propria forza. Una ricerca della luce nascosta che emerge solo quando ci fermiamo e impariamo ad ascoltarci davvero. Nel secondo atto invece l’interiorità trova uno spiraglio per uscire allo scoperto, verso chi ci circonda, verso legami che costruiamo e che ci definiscono. Verso relazioni che esistono, resistono, che si trasformano o si dissolvono, ma che lasciano sempre un segno profondo in ciò che siamo.
A unire i due momenti c’è “Alma”, il brano che dà il nome al disco. Un manifesto sonoro e spirituale, dove la ricerca dell’anima culmina in una presa di coscienza espressa nel mantra “aqui estou” – “eccomi qui”. Dal punto di vista musicale, “Alma” abbraccia sonorità più cupe e introspettive, specchio del processo di riflessione e disillusione che accompagna ogni percorso di crescita. È un disco che non ha paura di mostrarsi vulnerabile, ma che proprio da quella fragilità trae la sua forza più autentica.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
CousCous a colazione sono un progetto che fonde sonorità dance e pop a influenze jazz e R&B. Nascono nel 2020, dall’incontro tra la cantante italo-mozambicana Wilma Fatima Matsombe ed il produttore Mattia Mennella, ma presto si aggiungono Gioele Cangini (chitarra), Antonio Casalino (batteria e pad) e Giacomo Cortesi (basso e synth).
La ricerca sonora nei loro brani è meticolosa: complesse texture e layer di synth si sovrappongono a ritmiche solide e bassi profondi. È una costruzione maniacale, ma con groove e anima.
Riescono in poco tempo ad affermarsi nella scena indipendente italiana, arrivando in finale nei più importanti contest nazionali come Musica da Bere, Arezzo Wave, Music is the Best, Zona d’Ombra, Palchi Belli e vincendo il bando Encoder nel 2023.
Nello stesso anno pubblicano il loro primo EP, “Luce”, dando via a un tour che li porta sui palchi di festival e club in tutta Italia e anche all’estero – tra questi: Afrobrix Festival, Covo Club, Barezzi Festival, Sghetto Club, La Tenda, Bronson Club, Off Topic, Vivi Fortezza, Rumors, Rumagna Unite, Binario 69, Bachelite Clab, Es Gremi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa

Misga: il nuovo album è davvero “Tutto da capire”

È uscito “Tutto da capire” (Mosho Dischi), il nuovo album attraverso cui Misga racconta la generazione dei trentenni che continua a inseguire la musica come un sogno troppo vivo per essere abbandonato. Un racconto intimo e collettivo dove convivono paure, errori, notti insonni e quella determinazione testarda che resiste anche quando tutto sembra crollare.

“Tutto da capire” è un viaggio interiore che si trasforma in ritratto generazionale, con affetti che si sgretolano, speranze che restano aggrappate al futuro e una domanda che ritorna come un mantra: ne vale davvero la pena?

Sul piano sonoro, Misga attraversa l’alternative pop contaminandolo con sfumature elettroniche: synth e arpeggiatori dialogano con chitarre e scrittura cantautorale, costruendo un equilibrio delicato tra radici e modernità. Atmosfere sospese e malinconiche si alternano a tensioni più fisiche e dirette, dove la cassa dritta incontra la nostalgia.

Ogni brano rappresenta una tappa di crescita: il vento del cambiamento, il confronto con la madre, il ritorno a casa, il desiderio di riscatto, fino ad arrivare all’accettazione che nasce quando smetti di pretendere risposte e inizi semplicemente ad ascoltare.
Come quando una festa finisce, la musica si abbassa e restano solo luci soffuse ed echi di risate, “Tutto da capire” è quello spazio sospeso in cui ti ritrovi da solo a guardare i resti di qualcosa di bello appena passato. È lì che riaffiora l’io bambino, quello convinto che bastasse un po’ di musica per rimettere tutto al proprio posto.
Perché crescere è davvero tutto da capire. E la musica, ancora una volta, prova a dirlo nel modo più sincero possibile.

Misga nasce come progetto cantautoriale e prende forma dal vivo nel 2014, aprendo i concerti di Après La Classe, Caparezza e Omar Pedrini, e poi esibendosi nei club di Berlino, Parigi e Bruxelles con Tommaso Paradiso.
Nel 2018 partecipa al tour teatrale “Tutto fa Broadway” di Pio e Amedeo e in finale del Premio De André. Nel 2020 è tra gli ospiti di “Sound Bocs”, residenza artistica a tema civile organizzata da Musica Contro le Mafie. Lo stesso anno si esibisce a Reset Festival. A seguire Misga diventa voce e chitarra dello spettacolo teatrale “Non mi trovo” di Pinuccio (Striscia la Notizia), per il quale ha scritto e cantato la sigla ufficiale.
Dopo sei anni di silenzio, nel 2025 Misga torna con il nuovo disco “Tutto da capire” (Mosho Dischi), reso possibile anche grazie al contributo di NUOVO IMAIE.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa

De Relitti: il nuovo album “BLUFF” vuole essere tutto senza essere niente

È appena uscito “BLUFF”, il nuovo lavoro discografico di De Relitti, per Pioggia Rossa Dischi / Grancasino Records.
Undici brani uniti in quello che non è un concept album, anche se emerge un fil rouge che lega i brani in uno studio sull’amore e le sue contraddizioni: dall’odio alla morte, fino all’inganno. C’è l’amore irrazionale e leggero di “Niente di serio”, l’edonismo mascherato da amor proprio in “Date un premio a quest’uomo” e la malinconia struggente di “Au Revoir”, dove l’assenza e la memoria si fondono in un respiro musicale profondo e viscerale.
Registrato tra strumenti d’epoca e approcci contemporanei, “BLUFF” compone un vero e proprio bestiario delle nuove storie d’amore dei primi anni Venti, con arrangiamenti ricercati ma mai manieristici e un immaginario romanzesco, più maturo eppure sempre spiazzante.

“BLUFF” è un disco che vuole essere tutto senza essere niente; una notte fugace di cui ci si ricorda solo ogni tanto, ma per tutta la vita. Ordito con cura e lontano dalla logica del consumo veloce, è un progetto senza feat o grandi proclami: un album “caratterista”, come si dice degli attori.
Con questo album, De Relitti conferma la propria capacità di muoversi tra ironia e introspezione, creando una mappa emozionale in cui riconoscersi, perdersi o lasciarsi sorprendere. La canzone d’amore – grande assente nel primo disco dell’artista – diventa qui il fulcro del discorso, affrontato di petto e al limite dello studio clinico: l’amore analizzato e ricostruito come una messa in scena dalle molteplici sfumature, uno spazio densissimo, incastrato tra luce e ombra.

De Relitti è un’identità immaginata per navigare con disinvoltura tra disillusioni e provocazione. Le sue canzoni intrecciano influenze d’oltremanica e reminiscenze della grande canzone italiana degli anni ’60, raccontando storie di antieroi e introspezioni funamboliche.
Dopo esperienze tra Budapest, Madrid e Londra, prima come turnista e poi in band, torna a casa, si sceglie un cognome fittizio e debutta nel 2023 con “AHAHAH” (Pioggia Rossa Dischi). Il disco lo porta rapidamente al centro della scena indipendente, spingendolo a esibirsi al fianco di Zen Circus, Federico Dragogna, Zibba, Legno e Cecco & Cipo. Parallelamente, avvia un’intensa attività di produzione per altri artisti, affermandosi anche dietro le quinte.
Nel 2024 pubblica “TRAN TRAN”, un EP di sei tracce in cui continua a esplorare i confini tra sacro e profano, giocando con la chimera del retrò-moderno. Ma è con il nuovo album “BLUFF” che il progetto De Relitti compie il passo successivo: un bestiario delle nuove storie d’amore di questi primi anni venti.

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Fonte: RC Waves

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop rock

“Vivere tanto per vivere” di Novamerica è un disco dove l’aspra realtà danza con sogni sospesi

“Vivere tanto per vivere” è il nuovo LP di Novamerica, uscito venerdì 7 novembre 2025 via Costello’s Records. Un’opera che incanta per la sua maturità multiforme, abitata da presenze del nostro tempo e da un credo arcano, dove la durezza del vissuto si scioglie in immagini sognanti.

Foto: Marco Fabris

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«Con “Vivere tanto per vivere”, Novamerica firma il suo terzo album in studio e presenta una raccolta di otto tracce che esplorano con coraggio il malessere contemporaneo, l’insicurezza e la tensione tra desiderio e realtà.
L’album è costruito su un sound più elettronico rispetto al lavoro precedente, grazie anche alla collaborazione con il produttore bassanese Torba.
Ogni brano ha un carattere distinto, dalle atmosfere anni ’70 e sospese della title track “Vivere tanto per vivere”, alle sonorità contemporanee e urban di “Quelli che ti danno la droga”.
Gli arrangiamenti, ben stratificati, intrecciano strumenti analogici e texture elettroniche, in una fusione tra vintage e contemporaneo, mentre nella scrittura restano centrali le influenze della grande scuola cantautorale italiana.
Sul piano dei testi, Vivere tanto per vivere affronta temi come il senso del lavoro, la difficoltà nelle relazioni, l’ossessione per il significato della vita, il ricordo della giovinezza e la ricerca della profondità in un mondo consumistico che ci spinge a essere superficiali.

Il dolore non è solo un peso da sopportare, ma un materiale da trasformare. Un album che riflette, interroga e mette a nudo, ma che allo stesso tempo cerca di dare sollievo. Perché vivere non sia mai soltanto “tanto per vivere”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Novamerica è un cantautore di Venezia. Attivo dal 2016, ha pubblicato due album che lo hanno portato a esibirsi nei principali festival di musica indipendente. Inizia a studiare pianoforte jazz in giovane età per poi dedicarsi alla musica elettronica da ballare, ma trova la sua espressione più autentica nella forma canzone. I suoi maestri sono i grandi cantautori italiani, anche se la spinta alla sperimentazione lo porta più vicino a sonorità anglosassoni.
Esistenzialismo, relazioni di coppia, vite travagliate in apparenza normali, sono alcuni dei temi su cui l’artista sente il bisogno di soffermarsi.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

“NIUMAN”, il nuovo LP di SCIPPA, è un riflesso autentico della vita quotidiana

“NIUMAN” è il nuovo LP di SCIPPA, uscito venerdì 24 ottobre 2025. Un’opera densa di significato, che osserva con mente aperta e cuore lucido la sostanza viva della nostra umanità. Un riflesso autentico della vita quotidiana, tema prediletto dal cantautore romano, che racconta con un regard connaisseur il fragile equilibrio del suolo su cui costruiamo ogni giorno la nostra esistenza.

Foto: Daria Addabbo

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’album:
«Una raccolta di dieci brani nati nel corso degli ultimi anni, dove sono confluite piccole e grandi riflessioni, inquietudini, illuminazioni e storie personali, sullo sfondo di tempi incerti in veloce e costante mutazione. Il presente, il passato e il futuro dialogano continuamente, anche nella ricerca musicale del “suono”, mettendo in contatto elementi acustici ed elettronici. “NIUMAN” è un album denso di strati e di parole, con un’anima pop sempre pronta ad accogliere suggestioni alt-indie.
Canzoni come messaggi in bottiglia, dentro cui è possibile trovare pezzi di mondo passato e in divenire, cantati e suonati senza compromessi, come se fosse la prima o l’ultima volta nella vita.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
SCIPPA è una voce uscita da tempi incerti e carichi di possibilità, che si fa sentire con la leggerezza di uno scampato alla fine o all’inizio del mondo e l’ironia di chi non ha nulla da perdere. Canzoni come messaggi in bottiglia, che galleggiano tra sonorità indie pop e contaminazioni elettroniche, dove le chitarre si affacciano comunque sempre volentieri, perché spesso è da loro che continua a partire ogni viaggio. Dentro ci trovate pezzi di mondo presente, passato e forse anche futuro, cantati e suonati senza compromessi, come se fosse la prima o l’ultima volta nella vita.

Nella sua vita precedente pubblica nel 2012 “Vagando Dentro”, un album dalle atmosfere acustiche e minimaliste e partecipa alle fasi finali di vari concorsi musicali nazionali come Musicultura, L’isola che non c’era, Premio De André e Voci per la libertà-Una Canzone per Amnesty. Nel 2015 realizza il suo secondo lavoro d’inediti “Canzoni d’emergenza”, dove dà una decisa sterzata elettrica e visionaria al suo stile compositivo. Ad accompagnarlo, il suo fedele amico e produttore Matteo Portelli che lo segue fino ad oggi.

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Fonte: Costello’s Agency