Categorie
Comunicato stampa

Schitarrate in riva al mare e pomeriggi in motorino: l’amore estivo raccontato da Killo in “Ma che sfiga”

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 26 giugno 2026 il nuovo singolo di Killo, progetto solista dell’artista pugliese Marco Aprile. “Ma Che Sfiga”, questo il titolo della canzone, è il primo singolo estratto dal nuovo EP “In Synthesi”. Sotto un titolo volutamente ironico, in perfetto stile Killo, si nasconde un ricordo nostalgico e un po’ lontano: quello di un amore sbocciato in piena estate a Torre Lapillo, splendida località marina del Salento. Un brano che racconta le sensazioni vere di quel legame, la sua profondità, e il retrogusto dolceamaro che rimane addosso quando una storia d’amore finisce insieme all’estate.

Per trasmettere questo viaggio nei ricordi, il sound del brano è stato costruito con cura: una traccia retrowave che miscela le sonorità dell’indie pop moderno con un uso massiccio di sintetizzatori vintage. Questa scelta musicale caratterizza fortemente la direzione artistica attuale di Killo e si ritrova come filo conduttore dell’intero EP. Il brano ha preso vita in collaborazione con Startist e Stay Record, ed è stato registrato e prodotto presso Novenove Studio a Milano.

Il legame tra musica e immagine è parte integrante del progetto. Nel videoclip, curato e realizzato interamente da Killo e che verrà presentato inizialmente su Mediaset, prendono vita tutti i simboli classici dell’estate al mare: le giocate sulla spiaggia, i falò, le suonate con la chitarra, le corse sul motorino. A fare da cornice, un anime giapponese che rafforza ancora di più quel senso di nostalgia del passato per dare vita a storie in cui tutti possono rispecchiarsi.

 

“Questo brano racconta la fine di una storia attraverso i piccoli dettagli di tutti i giorni: le tre di notte davanti alla TV, i pancake a colazione, i pomeriggi passati in giro in motorino, giocare a palla in spiaggia, le schitarrate in riva al mare… C’è la malinconia per qualcosa che si è interrotto, ma anche la consapevolezza, ironica e un po’ amara, che a volte le cose vanno semplicemente così… ed è una bella sfiga.”

(Killo)
 

Scopri il brano: https://pirames.lnk.to/MaCheSfiga

Prodotto da Marco Aprile, Alessandro Boriani – Novenove Studio
Mix & Master: Simone Tornaquindici
Rec @ Novenove Studio – Milano
Una produzione STARTIST / STAY RECORD


BIO:

Marco Aprile, in arte Killo, è nato a Galatina, nel cuore del Salento, l’8 luglio 1985. Cresce a Veglie, in provincia di Lecce, in una famiglia dove la musica è di casa: a sei anni inizia a studiare pianoforte, poi rimane affascinato dalla chitarra del padre e la impara da autodidatta, esplorando country, blues e heavy metal con la curiosità di chi non si accontenta di un solo genere.

A quindici anni fonda la rock band Primo Impatto, con cui vince il Premio per il miglior testo al contest Veglie Rock nel 2001. Dal 2013 è il frontman dei Road Flowers, trio brit pop/rock radicato nella scena salentina. Nel 2005 parte per studiare Biologia lontano da casa. Quando torna, sente il bisogno viscerale di raccontarsi, di mettere in musica tutto quello che aveva accantonato. Da quella necessità nasce Killo, il suo alter ego solista, che riprende il soprannome datogli da ragazzino.

Il progetto Killo guarda al presente con uno sguardo moderno e ironico: testi folli, situazioni tragicomiche, una scrittura che fa sorridere senza perdere profondità. Su Spotify e YouTube ha già trovato la sua voce con i singoli “Il tuo caro trombamico”, “Marziana”, “Sorprendimi” e “Folli follie d’amore”. Ora si apre un nuovo capitolo: “Ma Che Sfiga” è il primo singolo del nuovo EP “In Synthesi”, in uscita nel 2026.


Spotify
Instagram

Categorie
Comunicato stampa

Frida Martini pubblica il suo primo album “Maledette canzoni d’amore”

Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 29 maggio 2026 per Sangita Records (distr. ADA Music Italy) e con la produzione di Vincenzo Leone il primo album del progetto Frida Martini. “Maledette canzoni d’amore”, questo il titolo della raccolta, è un disco nato quasi sempre di notte. Tra sigarette spente male, messaggi cancellati, ritorni sbagliati e persone che si promettevano per sempre senza sapere nemmeno restare. Sono canzoni d’amore, sì. Ma dell’amore quando diventa ossessione, nostalgia, dipendenza, fantasia, autodistruzione. Quando ti salva per cinque minuti e poi ti lascia solo in cucina alle quattro del mattino. Dentro questo disco ci sono relazioni tossiche, corpi che si cercano, silenzi lunghissimi, romanticismo disperato, ironia, rabbia e quella strana voglia di continuare ad amare anche quando ormai non conviene più.

“Maledette canzoni d’amore” parla di tutti quelli che hanno amato troppo, a volte male, spesso tardi. Di chi si rompe continuamente il cuore ma continua comunque a cercare qualcuno da amare. Perché alla fine, nonostante tutto, continuiamo ancora a crederci. Il sound di “Maledette canzoni d’amore” mescola pop rock, ballad malinconiche e sonorità più scure. Chitarre sporche, synth notturni, momenti intimi e aperture più esplosive convivono dentro un mondo romantico. L’atmosfera del disco è teatrale, emotiva, a tratti ironica, sempre profondamente viscerale. Ogni brano sembra muoversi tra amore e rovina, delicatezza e caos, come una notte che lentamente si trasforma in alba. È un disco pensato per essere vissuto più che ascoltato: da mettere in cuffia tornando a casa tardi, oppure da urlare in macchina con il finestrino abbassato.

Focus track dell’intero album è il brano “Senza di Me”, una fotografia di quelle notti in cui capisci che l’amore non sta finendo: è già finito, ma il tuo corpo ancora non lo accetta. Nel brano, Frida Martini ed Eddie Brock trasformano un addio in qualcosa di intimo, quasi cinematografico, sospeso tra malinconia, rabbia e dipendenza emotiva. La scrittura è essenziale, immediata, ossessiva. “Un altro sabato sera qui” diventa il simbolo di un vuoto che continua a tornare, mentre il ritornello esplode come un ricordo impossibile da cancellare: una notte di settembre, un cielo pieno di stelle, e due persone che si stanno perdendo per sempre. “Senza di Me” parla di assenza, ma soprattutto di quello che resta dopo: il freddo, i fantasmi, il silenzio di una stanza quando qualcuno che amavi non esiste più nella tua vita… ma continua a esistere dentro di te. Il sound accompagna perfettamente lo stato emotivo della canzone, dove il sax sottolinea quel senso di solitudine e amarezza, che ti arriva addosso quando finisce un amore.

Scopri l’album: https://ada.lnk.to/mcd

Foto di copertina: Simone Maremonti
Foto con Eddie Brock: Edoardo Novelli



Tracklist:
1. Stupidi
2. Distrattamente amore
3. Lunedì
4. Senza di me – con Eddie Brock
5. Vive l’Amour
6. Figlia della Luna
7. Platonico
8. Paradiso criminale
9. Soli
10. Mare acido
11. Allora ciao


BIO:

Frida Martini nasce dall’incontro di due mondi. Frida richiama Frida Kahlo: la forza nella fragilità, l’arte che parte dal dolore e diventa colore, verità, identità. Martini omaggia Mia Martini: una voce profondissima, emotiva, senza filtri, capace di trasformare le ferite in canto. Insieme, “Frida Martini” racconta un artista che unisce intensità emotiva, imperfezione coraggiosa e bellezza cruda. Una firma che porta dentro sia la ferita che la rinascita. Frida Martini è al suo primo lavoro discografico, ma come autore ha già molte collaborazioni all’attivo con importanti artisti italiani, ha scritto canzoni per Eros Ramazzotti, Ermal Meta, Fabrizio Moro ed altri, e ha vinto, sempre come autore, un Festival di Sanremo.

https://www.instagram.com/fridamartini_/

Categorie
Indie Intervista Pop

Alice Caronna ci ha raccontato il suo nuovo singolo “Non c’è tempo”

“Non c’è tempo” è una canzone che nasce da una ferita condivisa: la precarietà del lavoro, con il suo peso silenzioso e le sue incertezze quotidiane. Da questa consapevolezza affiora una domanda più grande, che riguarda tutti: quanto ci riconosciamo davvero in ciò che facciamo?
Al centro del nuovo singolo di Alice Caronna resta un pensiero netto – “se la mia vita è solo il mio lavoro, sono già morto” – che diventa la scintilla per guardarsi dentro e misurare il valore del proprio tempo.
Non un inno rassegnato, ma un canto che dal buio si apre alla luce, trasformando malinconia in speranza e grinta.
Il brano si apre con i suoni di un cantiere, concreti e quotidiani, quasi a ricordarci che da quel rumore di fondo parte tutto. È una canzone vera, diretta, in cui ognuno può ritrovare un pezzo di sé e della propria lotta silenziosa. Un invito a fermarsi, a respirare, a non dimenticare che la vita vale più di ogni altra cosa.

“La vita è fatta di scambi e di interazioni col prossimo – ci racconta Alice Caronna – e mi chiedo perché la prima cosa che ci chiediamo quando ci conosciamo è “che lavoro fai” anziché “chi sei” o “come stai”. 
Ho paura che ci stiamo disabituando a vedere oltre e quindi mi chiedo: “Siamo davvero il lavoro che facciamo? Ci definiamo in base a come impegniamo il nostro tempo? E quanto vale davvero questo tempo?”

Bio
Alice Caronna è un’artista che ama le persone e la condivisione.
Vicina al cantautorato pop, le sue canzoni esistono per essere suonate dal vivo, per dare qualcosa alle persone e ricevere altrettanto.
Nel 2022 partecipa al concorso di Martelive e vince il premio Nuovo IMAIE, grazie al quale fa un tour in tutta Italia.
L’anno seguente pubblica l’album “In piedi” (Pioggia Rossa Dischi).
Nel 2025, Alice Caronna è finalista di concorsi come Music for change di Musica contro le mafie (in corso), “L’artista che non c’era”, “Premio Lunezia” (in corso), vincendo il premio per il miglior testo al Primigenia Music Awards e quello per la miglior interpretazione a Botteghe D’autore.
Nel corso degli anni, ha aperto concerti di artisti come Giancane, Emma Nolde, Galeffi, Willie Peyote, Ex Otago, Meg, Bambole di Pezza e Giorgieness.
Attualmente Alice è al lavoro sul suo terzo disco, di imminente pubblicazione.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: RC Waves

Categorie
Indie perindiepoi.dischi

Flemma – Tu che scuse hai?: un viaggio tra emozioni e sonorità napoletane


Napoli, 29 agosto 2025 – Flemma torna a farsi sentire con Tu che scuse hai?, il nuovo album disponibile su tutte le piattaforme digitali. Un lavoro che raccoglie otto brani pubblicati dall’artista dal 2019 ad oggi, raccontando un percorso musicale in cui pop elettronico, cantautorato e sonorità indipendenti si incontrano con un legame profondo alla città di Napoli. Il titolo, preso da un verso di Ricky, diventa il filo conduttore dell’album: una domanda sospesa tra introspezione e confronto con gli altri


La tracklist

01 – La primavera – Rinascita
Il disco si apre con La primavera, un brano luminoso che celebra la speranza e i nuovi inizi. Le melodie leggere evocano la sensazione di aria fresca e rinascita, preparando l’ascoltatore a un viaggio emotivo.

02 – Noire – Mistero
Con Noire, Flemma introduce atmosfere più cupe e enigmatiche. L’elettronica si intreccia a testi ricchi di simbolismo, creando un clima sospeso tra sogno e realtà, dove il mistero diventa protagonista.

03 – Ricky – Contraddizioni
Ricky racconta Napoli con tutte le sue complessità e contraddizioni. È un brano urbano e riflessivo, in cui il legame con la città diventa narrativo, ponendo domande sul vivere e il sopravvivere tra emozioni e luoghi quotidiani.

04 – Cu ’e mmane mmane – Tradizione
Un omaggio alla cultura napoletana, cantato interamente in dialetto e realizzato in collaborazione con i Rival Dancers. Cu ’e mmane mmane porta in primo piano le radici dell’artista, tra tradizione e contemporaneità.

05 – Colmo – Saturazione
Con Colmo, Flemma esplora il limite massimo delle emozioni: un brano intenso che trasmette un senso di saturazione emotiva e musicale, dove il ritmo e la tensione si fondono con il testo.

06 – Luci spente – Intimità
Luci spente invita all’introspezione. Con atmosfere raccolte e intime, il brano racconta momenti di silenzio e riflessione personale, tra luci soffuse e sentimenti profondi.

07 – Ossigeno – Respiro
In Ossigeno, il bisogno di libertà diventa centrale. Il brano alterna momenti di tensione a spazi sonori più aperti, come se ogni nota fosse un respiro necessario per riprendere energia.

08 – Piuttosto che – Scelta
L’album si chiude con Piuttosto che, un brano che affronta le scelte difficili della vita con sonorità elettroniche incisive. Una riflessione sulla responsabilità delle decisioni e sulle possibilità che ci definiscono.


Tu che scuse hai? è un lavoro coerente e sfaccettato, dove Flemma riesce a fondere influenze elettroniche, cantautorali e indie con un legame autentico alla sua città. L’album non è solo una raccolta di singoli, ma un vero e proprio racconto musicale, capace di far immergere l’ascoltatore in un viaggio emotivo che va dalla rinascita alla riflessione personale, dalla tradizione alle contraddizioni della vita urbana.


Categorie
Intervista Pop

Brida ci ha raccontato il suo nuovo album “ULTIMO QUARTO”

Nel nuovo album di Brida “ULTIMO QUARTO”, ogni brano è una stanza ed ogni stanza diventa una sfumatura diversa della stessa anima.
Un lavoro discografico – pubblicato via MAKEATHOUSAND – attraverso cui l’artista toscana apre le porte di un luogo interiore fatto di luci soffuse e densi silenzi densi.
Questo accade già dal titolo, che gioca con due lingue – l’italiano “ultimo” e il portoghese “quarto” (ossia “camera”) – per suggerire l’idea di un’intimità composita, a volte protetta, a volte esposta. 
I brani si susseguono come ambienti di una villa immaginaria: salotti emotivi, corridoi di pensiero, camere in cui ci si spoglia di ogni maschera. Dopo un tempo lungo e necessario, Brida torna con un album che non ha paura di mostrarsi fragile e mutevole fino ad arrivare all’ultima stanza – la più disinibita, la più vera – quella in cui ci si abbandona al flusso, accettando la naturalezza come forma più alta di libertà.

“Questo album – ci racconta Brida – mi ha permesso di fare i conti con ogni versione di me, anche con quella che cercavo di reprimere.
Sono stati due anni di profonda introspezione, in cui mi sono persa e ritrovata più e più volte. Conoscersi e accettarsi è una sfida enorme, ma scrivendo “ULTIMO QUARTO” ho iniziato davvero questo percorso.
Era arrivato il momento di far incontrare il mio alter ego, Brida, con la me di tutti i giorni: Beatrice.
Per anni ho sentito il bisogno di scegliere una sola versione di me, forse per apparenza. Ma ho capito che anche Beatrice è importante, e che solo riconoscendola avrei potuto essere più libera nella mia arte, in tutto ciò che è Brida. Ho scelto poi di mettermi in gioco con la lingua portoghese, perché da quasi dieci anni il Brasile — la terra del mio compagno — è diventata casa.
Volevo che emergesse anche questa mia sfumatura, e che chi mi ascolta potesse comprendere un po’ meglio i miei testi.

“ULTIMO QUARTO” è confusione, forse. Ma è anche la strada verso casa.
“ULTIMO QUARTO” sono io. E ogni volta che lo ascolto, mi sento fottutamente orgogliosa, perché riconosco ogni mia versione dietro ogni stanza.

E non c’è niente di più bello, per un artista, che riascoltare la propria musica e pensare: “Vada come vada, questo disco sono proprio io. Ed è esattamente come l’avevo immaginato.”

Foto: Ilenia Tramentozzi

Beatrice, in arte Brida è una cantautrice toscana classe ’95.
La passione per l’arte e per la musica la portano a vivere a Londra, dove ha la possibilità di conoscere l’ambiente artistico, sperimentando, suonando e frequentando un’accademia di musica. Il ritorno in Italia segna l’inizio della carriera di Brida, che nel 2020 pubblica il primo inedito “Normale”. Nello stesso anno inizia a collaborare nella realizzazione dei suoi beat con Fennec e Stefano Leonardi, pubblicando i singolo “(Se)Di Domenica” e “Gin&Margarita”.

A febbraio 2022 firma con l’etichetta indipendente bolognese MAKEATHOUSAND e, nel settembre dello stesso anno, pubblica il suo primo EP, “RITMO”.
Nel 2025 una serie di singoli anticipa la pubblicazione dell’album “ULTIMO QUARTO”, un viaggio introspettivo in una villa immaginaria, tra salotti emotivi, corridoi di pensiero e camere in cui ci si spoglia di ogni maschera.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: RC Waves

Categorie
Indie Intervista Pop

Alice Caronna ci ha raccontato “L’uomo dei cerchi azzurri”

“L’uomo dei cerchi azzurri” nasce quando tutto è già successo e resta solo il rumore di ciò che è stato.
Non è una canzone che tenta di salvare qualcosa, ma un brano che prova a capire cosa si è vissuto davvero, raccontando quel momento sospeso in cui ci si chiede se l’amore lasciato andare fosse reale o soltanto un’illusione, un’idea troppo bella per lasciarla morire.
Il titolo richiama apertamente il romanzo di Fred Vargas, dove prende forma, in modo distante e velato, un amore mai risolto, rimasto in sospeso. Nel nuovo singolo di Alice Caronna, però, non c’è una corsa alla stazione né un bacio finale: solo la necessità di smettere di rincorrere e accettare che il senso della fine, forse, sta altrove.

“Ho scritto la canzone – ci racconta Alice Caronna – perché mi sono ritrovata in un momento di confusione dopo la rottura di una relazione importante e, come ogni volta quando sto male o sono in confusione, devo buttarli fuori i pensieri con la scrittura per sentirmi meglio.
In questo caso avevo dubbi sul sentimento che sentivo di provare ancora, anche se ormai era tutto concluso. Mi sono domandata se ci fosse ancora amore o era solo ricordo, abitudine, non accettazione della fine.
Ho messo anche in discussione l’amore che ho provato durante la relazione: “se ci siamo solo disegnate?” per dire che forse c’è stata tanta idealizzazione. 
Il “ti amo o forse no” e’ ancora più confusionario. Mi convinco di amarti ancora o forse non ti amo più? E se il “forse no” “me lo dico solo per non starci male?”.
Mi pongo delle domande per tutto il brano, ma alla fine, sul “lo facciamo solo per restare vive”, realizzo che “basta un filo piccolo di aria per non morire”, come a dire che posso respirare e vivere anche senza di lei, può bastarmi la mia aria, posso bastarmi io e soprattutto non è importante farsi queste domande perché alcune cose non trovano risposta, vanno semplicemente accettate così come sono.

Foto: Lorenzo Fucini

Alice Caronna è un’artista che ama le persone e la condivisione. Vicina al cantautorato pop, le sue canzoni esistono per essere suonate dal vivo, per dare qualcosa alle persone e ricevere altrettanto.
Nel 2022 vince il premio Nuovo IMAIE, grazie al quale fa un tour in tutta Italia, aprendo concerti di artisti come Giancane, Emma Nolde, Galeffi, Willie Peyote, Ex Otago, Bambole di Pezza.
L’anno seguente pubblica l’album “In piedi” con l’etichetta Pioggia Rossa Dischi.
Nel 2025, Alice Caronna inizia un nuovo ciclo di pubblicazioni con i singoli “DDL” e “L’uomo dei cerchi azzurri”.

Contatti
Spotify
Instagram

Fonte: RC Waves

Categorie
Comunicato stampa

“Cu ‘e mmane mmane” – Flemma & Rival Dancers: Un Viaggio Musicale Napoletano tra Elettronica e Introspezione

Napoli, 20/12/2024 – Esce “Cu ‘e mmane mmane,” il nuovo singolo di Flemma in collaborazione con Rival Dancers, una produzione che unisce due percorsi artistici unici nel panorama indipendente italiano. Il brano, interamente in dialetto napoletano, è un’ode al senso di smarrimento e alla ricerca di quiete, immerso in un viaggio musicale fatto di atmosfere oscure e cariche di intensità emotiva. La traccia rappresenta un passo avanti per entrambi gli artisti, unendo l’elettronica di Flemma e l’approccio rap e urban di Rival Dancers, con un sound che spinge i confini della musica napoletana verso nuove sperimentazioni.

Flemma è il nuovo progetto nato dalla creatività di un’artista che, dopo anni di esperienza con la band Due Minuti D’Odio, ha deciso di esplorare un percorso più elettronico e intimo, lontano dalla tradizionale vena rock. Con una serie di singoli alle spalle, tra cui “Noire” e “Ricky”.

Rival Dancers, alias Lenny, porta invece nel progetto la sua esperienza eclettica, dal punk e rap fino alla musica elettronica, dopo anni trascorsi tra batteria e chitarra nei gruppi punk e le influenze di artisti come The Clash e Prince. La sua discografia include album come Sex, Flex, and Rolex e progetti lo-fi pubblicati con l’etichetta Stashed Records.

“Cu ‘e mmane mmane” è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal  20/12/2024. 

Spotify

Instagram 

https://www.instagram.com/flemma.fm/
https://www.instagram.com/rivaldancer
Categorie
Comunicato stampa

L’EP d’esordio di Satellite

“Mare Di Nebbia” è il nuovo EP di Satellite, uscito il 21 giugno 2024. Quanto è tortuoso indagare su sé stessi? Parecchio. Ma il giovane cantautore ci dimostra che, una volta espressi i propri sentimenti più reconditi, quello che si prova per sentirsi un po’ più compresi è impagabile.

Foto: Marco Pellegatta

Queste le parole con le quali il musicista meneghino presenta il disco:
«Molti artisti descrivono la vita e la realtà che li circonda. Altri creano veri e propri mondi. Io credo di non fare nessuna di queste due cose. Quando scrivo un brano descrivo la mia realtà, ma con davanti un filtro. Un filtro di surrealtà, emozioni, sensazioni e colori.
“Mare Di Nebbia” racconta tre anni della mia vita visti attraverso questo filtro. Una storia nella storia, dall’inizio alla fine. Almeno per ora.
Qualcuno potrà rivedersi in qualche immagine, in qualche frammento o emozione, e spero che nel farlo possa trarne sollievo e dire: “qualcuno sente quello che sento io”. Come essere immersi in una nebbia fitta e in fondo vedere una luce.»

Puoi ascoltare l’EP qui:

BIO

Giacomo Maria Colombo, in arte Satellite, è un cantautore nato a Milano nel 1998. Con il suo progetto solista intende parlare al lato intimo dell’animo umano, toccando le corde dell’emozione quando ci sentiamo vulnerabili. I suoi brani parlano a coloro che si sentono soli, abbandonati e che desiderano scappare. Satellite vuole offrire un rifugio emotivo attraverso la sincerità della sua musica.

Contatti

Spotify
Instagram

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa

Come suona il percorso introspettivo degli Wabeesabee

“Isole” è il nuovo album degli Wabeesabee, uscito il 31 maggio 2024 via Pulp Dischi. Il wall of sound creato dal collettivo umbro costituisce la pregevole soundtrack di un film che abbiamo vissuto o potremmo vivere tutti, nel quale, come in ogni road movie che si rispetti, il/la giovane protagonista si rivolta contro una società conformista per abbracciare il cambiamento interiore.

Foto: Tommaso Forti

Queste le parole con le quali la band nu soul presenta la canzone:

«”Isole” è il nostro secondo lavoro discografico. Un concept LP fondato su una storia: il viaggio di un* ragazz* alla ricerca della propria identità, di un posto nel mondo; è un’odissea di 10 tracce, un percorso che parte dalla volontà di isolarsi dai grandi cercando un proprio luogo dove rifugiarsi e si conclude con il conseguimento del proprio sé. Ciò che ti rifugia alla fine ti isola e non vi è abbastanza conoscenza per formare un proprio sé da soli; soltanto con l’aiuto di comunità aperte alla condivisione delle proprie istanze si può trovare un proprio posto, che è inevitabilmente, per la natura umana, insieme agli altri. Verso il finale del disco si avverte l’urgenza di aiutare le persone a trovare la propria identità consapevoli delle difficoltà biologiche e sociali a cui una persona fin da adolescente va incontro.
Crediamo molto in questi temi e vogliamo che la musica torni a prendersi un posto nell’opinione pubblica e possa fornire anche un aiuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Andrea (batteria e cori) e Saverio (chitarre, tastiere e voce) si conoscono da parecchi anni ed insieme hanno condiviso la passione per la musica con diversi progetti, stabiliti però solo con quest’ultimo: Wabeesabee.
Il nome nasce da “Wabi-sabi” (侘寂), visione del mondo fondata sull’accoglimento della transitorietà delle cose. Partendo da questa prospettiva, il duo vuole comunicare le esigenze personali sotto il comune tetto della black music, caratterizzata da sonorità R&B e influenze gospel, celebrando l’intimità che porta al confronto con sé stessi.
Nel 2021 si esibiscono per la prima volta al format Fra(m)menti, organizzato da Pulp Dischi in esclusiva per Rolling Stone e pubblicano poco dopo il primo disco, “Muktada” (Pulp Dischi/Artist First). Il disco è un omaggio alla musica in primo luogo, un viaggio sonoro tra diverse istanze che si occupano principalmente di errori, o fare i conti con sé stessi. Questo lavoro è promosso attraverso alcuni dei palchi più suggestivi dello Stivale come quello del Meeting Del Mare di Marina di Camerota, della Darsena, del Mare Culturale Urbano di Milano, aprendo a Venerus e Joan Thiele fra gli altri.
Successivamente al tour estivo rilasciano un singolo, “Mandorla”, uscito a dicembre 2021 tramite Pulp Dischi in contemporanea con la prima stampa del vinile “Muktada” edito in due versioni (una “classica” e una in tiratura limitata esclusiva).

Contatti
Instagram
Facebook
Bandcamp
Spotify

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa

Satellite ha imparato a trovare riparo nei momenti tenebrosi

“Heim” è il nuovo singolo di Satellite, che ancora una volta colpisce per il carattere genuino e profondo del proprio songwriting. Dopo un paio di singoli così a fuoco, non vediamo l’ora di ascoltare l’EP d’esordio.

Foto: Marco Pellegatta

Queste le parole con le quali il musicista meneghino presenta la canzone:
«La tua casa è crollata. Si potrá ricostruire? Rimarrá qualche ricordo? È mai stata davvero una casa? Poco importa, ora sei perso, solo e un tutt’uno con la notte. Non potresti sentirti piú a casa di cosí. “Heim” parla di famiglie spezzate. Abbraccia la notte, in uno spazio dove forse potrai sentirti di appartenere.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO

Giacomo Maria Colombo, in arte Satellite, è un cantautore nato a Milano nel 1998. Con il suo progetto solista intende parlare al lato intimo dell’animo umano, toccando le corde dell’emozione quando ci sentiamo vulnerabili. I suoi brani parlano a coloro che si sentono soli, abbandonati e che desiderano scappare. Satellite vuole offrire un rifugio emotivo attraverso la sincerità della sua musica.

Contatti

Spotify
Instagram

Fonte: Costello’s Agency