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Comunicato stampa Indie rock

I MoMa e il fascino inquieto della deriva: “Mystery Train” è il nuovo singolo

“Mystery Train” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito venerdì 19 giugno 2026. Con “Mystery Train”, MoMa trasformano il movimento in una condizione esistenziale. Il brano corre senza fermate apparenti, attraversando un paesaggio segnato da incertezza, automatismi e tensioni che sembrano ormai parte del quotidiano. Tra chitarre incisive e un’impronta brit rock ben definita, la band costruisce una riflessione lucida sul senso di smarrimento che attraversa il presente. Ne emerge una canzone energica e inquieta, capace di raccontare la sensazione di procedere insieme agli altri senza sapere davvero verso quale orizzonte si stia andando.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Dove stiamo andando? Il mondo come se fosse un treno, l’umanità in viaggio. Vorresti che ci fosse un pilota al comando, una direzione sensata, magari con qualche deviazione o interruzione imprevista, ma pur sempre un viaggio su cui porre fiducia. Invece i passeggeri di questo treno sono atterriti, attoniti, quasi in trance e viene il dubbio atroce che in cabina di guida non ci sia proprio nessuno e che il destino sia segnato. Non ci sono cattivi in “Mystery Train”, c’è solo un convoglio che miseramente sta andando a schiantarsi. L’inerzia e la rassegnazione suggeriscono però che in questo nulla di senso ci sia qualcosa da fare proprio perché nella cabina non ci sono piloti da sabotare e nel treno nemmeno veri antagonisti dai quali difendersi. Si tratta solo di tornare a guidare con un colpo di reni. Capitano, torni a bordo! Torniamo a bordo, confidando che l’umanità non sia semplicemente abbandonata a sé stessa, ma che in fondo, prima dell’ultima curva, prima dell’ultima galleria, si trovi un braccio teso, una mano aperta, un’ala spiegata che ci aiuti a spiccare il volo prima dello schianto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency