Cantautore siciliano di stanza a Milano, Salvo Lupo ha da poco pubblicato “Cu avi lingua passa u mari”, un EP d’esordio che intreccia dialetto, memoria e impegno civile, dando voce a storie di coraggio e resistenza alla mafia. Ma, oltre alle canzoni, c’è un universo fatto di poesia, libri, disegni e piccoli rituali quotidiani: dai versi di Ungaretti appesi davanti alla scrivania alla tazza di Berlinguer, passando per un metronomo e una libreria sempre pronta a regalare nuove ispirazioni. Oggetti che raccontano il suo modo di pensare, creare e stare al mondo.
Per scoprire meglio questo piccolo universo personale, abbiamo chiesto a Salvo di farci entrare a casa sua a curiosare tra gli oggetti che popolano le sue giornate, cercando di conoscere qualcosa in più dell’artista oltre la musica.
Perché a volte per conoscere davvero chi c’è dietro le canzoni, basta dare un’occhiata a ciò che gli sta intorno.
A farmi compagnia, tra tanti poster e scritti appesi alle pareti c’è questa poesia di Giuseppe Ungaretti, fissa dinanzi la mia scrivania. Leggerla, rileggerla è un tranquillante nei momenti critici. Mi riconnette con quello che sto facendo. A farmela conoscere è stata la mia insegnante di canto durante un seminario.

Se dalla poesia si abbassa lo sguardo, gli occhi cadono sulla tazza di Berlinguer. Benché ridurre il pensiero di grandi politici su una tazza sia riduttivo, questa tazza mi dà conforto quando penso che tutto stia andando a rotoli.

Alla sinistra della tazza, si trova sempre il mio blocco da disegno. Sebbene con poca costanza ultimamente, mi piace disegnare o buttare giù qualche sketch. Sia che debba disegnare per distrarmi sia che debba disegnare la copertina dell’EP o qualche bigliettino di auguri (quando un/a amico/a fa il compleanno spesso ammortizziamo i costi dei biglietti di auguri con un disegno dedicato).

In una posizione poco definita ma comunque sempre sulla stessa scrivania ho sempre un metronomo. Penso che per creare si debba studiare, quindi cerco di praticare ogni giorno. Il metronomo è amico fedele della buona pratica. Prima usavo una app sullo smartphone, poi mi sono reso conto che aumentavo le distrazioni e quindi sono passato al vecchio metronomo.

Infine, dobbiamo voltare lo sguardo per ammirare la mia libreria. Certe volte sosto qualche attimo a rileggere il titolo di un libro oppure sfogliarlo semplicemente e rileggere qualche parte. La lettura è una valida alleata per la creazione e per l’ispirazione. Ogni volta che vedo una libreria o un mercatino vorrei acquistare e leggere tutto, ma dato che la mia libreria è quasi satura, ho dovuto darmi una regolata.













