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Comunicato stampa Elettronica Indie rock

Dare forma al vuoto: “Non ho più voglia di fare niente è il nuovo singolo dei Narcadian

“Non ho più voglia di fare niente” è il nuovo singolo dei Narcadian, uscito venerdì 10 aprile 2026 via Costello’s Records. Un canto sospeso, quasi infantile, ma attraversato da ombre elettroniche e da un senso di stasi che si insinua lentamente. Le corde si muovono con lentezza, tracciando linee che sembrano trascinarsi, mentre l’atmosfera resta immobile, come una notte che fatica a dissolversi. Poi qualcosa cambia: il ritmo si ispessisce, lo spazio sonoro si contrae, e quella quiete iniziale si trasforma in un confronto più diretto, dove la mancanza di risposte diventa presenza tangibile.

Foto: Lorenzo Albano

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Non ho più voglia di fare niente” è un brano decisamente pessimista, la morte definitiva della speranza e la mancanza di stimoli, affrontato in un dialogo con il creatore, fabbricato dall’uomo per conferire un senso ad una vita insoddisfacente dentro una natura ostile.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Narcadian sono un gruppo alternative rock partorito dall’ego di Luca Cima (aka Vertebra) per esternare la noia esistenziale, la solitudine, l’alienazione, dentro un mondo di sovrastimolazione e compravendita sfrenata.
I brani affrontano con lucidità il tormentato rapporto dell’uomo con la religione, il disincanto verso la società e il nichilismo che ne consegue.
La musica dei Narcadian è priva di ruffianerie e rifiuta la leggerezza come compromesso estetico.
Il progetto trae ispirazione dalle sonorità cupe di generi underground, quali industrial, trip hop e big beat, affrontando il vuoto del mondo contemporaneo.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Dentro “SACRO FUOCO”: il nuovo percorso di Flam Boy

“SACRO FUOCO” è il nuovo LP di Flam Boy, uscito venerdì 10 aprile 2026. Un invito a restare dentro ciò che accade senza cercare vie di fuga, lasciando che anche l’incertezza trovi il suo respiro. I brani nascono da una materia intima e si espandono gradualmente, mantenendo una leggerezza apparente sotto cui scorre una ricerca più profonda. Melodie immediate si intrecciano a immagini che sfuggono, in un equilibrio che non cerca mai una forma definitiva.

Foto: Dg Multimedia

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il disco:
«”Dopo anni di sperimentazione costellati di singoli con cui ho esplorato il pop mistico, a 10 anni di distanza dal mio primo disco rap, penso sia giunto il momento per un nuovo album, puro concentrato di un viaggio musicale passato per diversi mondi e generi.
In SACRO FUOCO il tema principale è la coppia come esperienza attraverso la quale è possibile entrare in contatto con l’essere oltre la persona.
Si passa dal riconoscimento attraverso uno sguardo o un sorriso, alla gratitudine per ogni momento condiviso. È un invito a tornare alla semplicità oltre le ambizioni, per riuscire a vivere appieno l’esperienza umana al di là delle circostanze nelle quali ci troviamo. SACRO FUOCO è omaggiare le forme più alte dell’amore verso le quali tendere e incamminarsi. Si presenta con sonorità leggere, moderne e melodie estremamente orecchiabili, ma allo stesso tempo vuole comunicare contenuti profondi. I brani nascono spesso da chitarra acustica, vocal loop e pochi altri strumenti, per poi prendere la loro forma definitiva grazie alla collaborazione con Edo Nocco, producer e polistrumentista ligure dotato di grande intuizione e gusto musicale. La collaborazione con Dsonthebeat, già a bordo delle mie precedenti esperienze, ha preso con questo disco una nuova forma, che è riuscita perfettamente a valorizzare e impacchettare la poliedricità del mio progetto e l’operato di Edo Nocco. È un disco ricco in molti sensi, che spero possa essere accolto al meglio nella scena indie pop italiana.
Il progetto grafico è una collaborazione fra le romantiche foto di Luca Pelucchi e il progetto grafico di DGmultimedia che è riuscita alla perfezione a portare gli scatti in una dimensione magica e poetica, in armonia con le sonorità del disco.”»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
Ispirato dal mondo tutto e da alcuni mistici contemporanei e passati, Flam Boy fonde diversi generi musicali creando una dimensione unica nella quale immergersi, per godere di piacevoli estetiche sonore e parole che risuonano come ricordi senza tempo. Musica leggera, ma spirituale; cantautorato ascetico che però non si prende troppo sul serio.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

Anatomia di un’instabilità sonora: fuori ora “Ex 5”, il nuovo singolo dei BAUSAN

“Ex 5” è il nuovo singolo dei BAUSAN, uscito martedì 7 aprile 2026. C’è un punto in cui il bisogno di riconoscersi passa inevitabilmente attraverso qualcun altro, come se l’identità fosse una luce che esiste solo riflessa. Da questa zona fragile e fertile prendono forma i BAUSAN, costruendo un brano che vibra sotto la superficie: una quiete solo apparente, attraversata da crepe sottili da cui filtra qualcosa di più urgente, quasi incontenibile. La struttura del brano sembra nascere per sottrazione e trasformazione, come un organismo che cambia pelle fino a trovare un battito più istintivo, meno prevedibile. Rimane addosso una tensione costante, un equilibrio instabile tra apertura e resistenza, tra ciò che si lascia afferrare e ciò che sfugge.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Il titolo “Ex 5” nasce da un’idea di arrangiamento del brano, concepito inizialmente con un arpeggio di chitarra che scandiva una pulsazione in 5/4. L’intento era quello di mettere in contrasto una ritmica insolita e insistente con una melodia più larga e orecchiabile, ma in seguito a un riarrangiamento successivo il brano ha assunto una nuova veste e un nuovo immaginario.
Il pezzo parla di aiuto emotivo, di necessità di rivedersi nell’altro come specchio per poter esistere e rinascere. Nonostante l’apparenza possa far trasparire la serenità, serve un conforto per poter gridare.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Rap

Dentro “I colli di Ubeda” di Golconda: rime, deviazioni e libertà

“I colli di Ubeda” è il nuovo singolo di Golcaonda, uscito martedì 7 aprile 2026. Un brano obliquo e ipnotico, che gioca con il senso senza mai fissarlo, scegliendo di smarrirsi piuttosto che semplificarsi. Una scrittura che sfugge alle traiettorie lineari e trova proprio nell’errore, nella digressione e nell’assurdo la sua forza più distintiva. Un artista da seguire.

Foto: Agnese Zingaretti

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«“Andarsene per i colli di Ubeda” in spagnolo significa divagare, partire per la tangente, perdersi nel discorso. Prendendo il detto alla lettera, ho immaginato di perdermi tra colline invase da parole impazzite, venire trascinato da fiumi di discorsi a vanvera e giochi di parole fuori controllo.
È l’inizio dell’EP: lo spettacolo inquietante del senso che si perde e si ricombina in modi sorprendenti, lasciandomi in mezzo a “cavalieri in armatura dentro una spiaggia nudista”. Inutile cercare un senso, a Ubeda è stato fatto fuori: non resta che vivere l’avventura.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Golconda è un cantautore-rapper fiorentino che vive a Roma e non fa niente per nascondere un certo fascino per Magritte. Nelle sue canzoni prova a parlare dell’amore, della morte e di altre sciocchezze, a volte rubando citazioni di Francesco Guccini, altre volte no. E quando non lo fa, è costretto a inventarsi un modo tutto suo di scrivere canzoni, frutto degli ascolti di una vita: da bambino i cantautori (in macchina), da adolescente i rapper (in cuffia). In ogni caso, l’attenzione alle parole è la sua piccola grande ossessione: non solo per cosa vorrebbero dire, ma per come risuonano e toccano chi le ascolta.

Debutta nel 2020 con il suo primo singolo, “Il mondo di Ambra”, per Piuma Dischi, a cui seguono altri singoli. Nel 2026 uscirà il suo primo EP, prodotto da Lorenzo Pellegrini (/handlogic) e pubblicato con Costello’s Agency. Ha vinto il premio nazionale “Dante Rock” di Arezzo Wave con il suo penultimo singolo “Caronte”, uscito in vinile insieme a canzoni di Elio, Modena City Ramblers, Paolo Benvegnù e Finaz della Bandabardò, coi quali ha condiviso il palco. Il suo ultimo singolo, “Eldorado”, è stato pubblicato in anteprima esclusiva su Billboard Italia e segnalato tra i singoli da non perdere per Sky TG24.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

L’eco degli opposti: “Right and Wrong” è il nuovo singolo dei MoMa

“Right and Wrong” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito martedì 31 marzo 2026. Voci che scorrono affiancate senza toccarsi mai, traiettorie parallele destinate a restare distanti: “Right and Wrong” nasce in quello spazio sospeso, dove ogni tentativo di capirsi si trasforma in eco e ritorno. Il brano respira aria aperta e imperfezione. Suona crudo, contrastato, fatto di opposti che si urtano (caldo e gelo, luce e ombra), mentre le parole non chiariscono, ma pesano, rimbalzano, si inseguono senza soluzione. È materia viva, senza trucco. Dopo anni di traiettorie condivise, la band affonda lo sguardo dentro e fuori, restituendo un rock essenziale che non cerca risposte ma espone la frattura: quella linea sottile e ostinata che separa, e insieme costringe a cercare, un punto in cui incontrarsi davvero.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Rieccoci con un nuovo album. Abbiamo trovato conforto in una piccola sala di registrazione nelle campagne di Cesena. Con un nome che ci ha riportato a Londra: StoneBridge. Abbiamo registrato in presa diretta 10 nuove canzoni, 10 nuove storie. Senza fronzoli.
Suoni diretti, autentici, sporchi, veri come la musica che amiamo, per sentire che ha ancora potere: potere di comunicare, emozionare, unire. Niente loop, niente autotune, niente intelligenza artificiale. Siamo quello che suoniamo e che viviamo. Ancora.
“Right and Wrong” è il primo singolo del quarto album dei MoMa: ogni giorno incontrando altre persone torna puntuale un mantra “ho ragione io e lui ha torto”. Si può andare oltre a questo schema piuttosto sterile?»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Il volto quotidiano del comando: “Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia

“Un Impostore” è il nuovo singolo degli Asianoia, uscito martedì 31 marzo 2026 via Costello’s Records. Una voce morbida può essere la forma più sofisticata del controllo: accarezza, orienta, convince senza mai alzare il tono. Gli Asianoia, in “Un Impostore”, abitano proprio quel territorio ambiguo dove la forza smette di farsi riconoscere e diventa presenza quotidiana, quasi affettiva. Tra riverberi scuri e nervature post-punk, il suono si muove in discesa costruendo un paesaggio che seduce e destabilizza insieme. Qui l’ascesa è rito, la resa è linguaggio condiviso, e le maschere non servono più a nascondere ma a funzionare meglio.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Se l’Impostore diventa la parte migliore di noi, e giorno dopo giorno ne vediamo la crescita e la distruzione, allora forse è meglio non essere.Vogliamo tutti vedere crollare la scalinata del successo – il lungo red carpet che dissocia l’uomo – finché non ne facciamo parte, finché la sfilata non è la nostra. È così che si diventa un Impostore. Il vicino di casa, il compagno di scuola, il proprio partner, il datore di lavoro. Il nemico è qui, e si veste come te. Ricordati che siete diversi, ricordagli che siete diversi. Siamo su un’imbarcazione che naufraga a pochi chilometri dalla costa. Davvero non ci resta altro che osservare il grande impero brillare davanti ai nostri occhi?
“Un Impostore” è dedicata a tutti i capi, ai padroni e a tutte le persone che opprimono con violenza esercitando il proprio potere. Con la speranza che possano crollare. Vorremmo vedere crollare la scalinata del successo, il lungo red carpet che dissocia l’uomo e che, tanto, lo porterà sempre dietro a qualcuno disposto a vendersi ancor di più.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

La nuova traiettoria emotiva di June: “Different Life” è il nuovo singolo

“Different Life” è il nuovo singolo di June, uscito venerdì 27 marzo 2026. June plasma un alt-folk che si espande, fluido, come sospeso in una gravità diversa. La voce resta raccolta, ma non protegge più: apre passaggi. Le parole smettono di chiudersi e si schiudono, come se un incontro avesse ridisegnato la geografia interiore, spostando il baricentro dall’ombra verso l’esterno.

Foto: Andrea Bertolucci

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Different Life” è la sublimazione di quella delicatezza che June continua a tessere con le sue ultime pubblicazioni. Un canto di gratitudine e di affetto, sostenuto da una produzione tanto luminosa quanto, come sempre, intima – fatta di echi steel e sussurrati. Una melodia sospesa e liberatoria e un testo impregnato di riconoscenza per il bene che ci viene fatto, spesso senza richiederlo e sempre nel momento in cui, senza saperlo, ne abbiamo più bisogno.

Questa canzone è per me il trionfo dell’ispirazione dietro le mie ultime pubblicazioni, che sarà disegnata completamente nel EP “Loved Ones”. Storie, emozioni, connessioni e legami con le persone e gli ambienti a noi più cari.
Il mio sguardo, che prima era totalmente rivolto verso il passato e l’interno, con queste produzioni si apre totalmente verso l’esterno e verso il futuro, una finestra che viene spalancata, l’aria fresca che entra di nuovo nella stanza.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
June è musica d’introspezione, una miscela di atmosfere acustiche e riverberate tra l’alt-folk e l’indie pop. La penna e la voce di Giulia, giovane cantautrice costantemente in movimento tra Bologna e la Romagna, si prestano a un’osservazione delicata e intimista delle emozioni, al racconto dei cambiamenti. L’ascolto di un diario segreto, tanto personale quanto condiviso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo diventa materia sonora: “Attimi Dopo” è il disco d’esordio di DEIRA

“Attimi Dopo” è il nuovo LP di DEIRA, uscito venerdì 27 marzo 2026. “Attimi Dopo” non racconta: scorre. DEIRA costruisce un disco che vive negli interstizi, dove ogni traccia è un frammento in transito – un prima che svanisce, un dopo che prende forma. Le relazioni si disfano e si riscrivono, le ferite cambiano pelle, il desiderio attraversa i giorni come una corrente sotterranea. È un percorso senza cesure, dove il tempo non è sfondo ma materia viva: stratifica, sposta, trasforma. L’indie-pop si intreccia a un’elettronica essenziale, rarefatta, che non invade ma accompagna, come un respiro che segue il movimento interno. Più che un disco, è una traiettoria: il suono di ciò che resta mentre tutto cambia.

Foto: Alessandro Marton

Queste le parole con le quali l’artista presenta il disco:
«La vita è fatta di attimi.
L’attimo richiama al presente ma è il susseguirsi di attimi che crea la vita in un continuo movimento, in un presente che diventa passato e che attende il futuro, passo dopo passo, in un moto perpetuo. È il movimento che ci fa stare in piedi.
Attimi che si susseguono come i fotogrammi di un film e ogni attimo compone la nostra vita, tutti sono necessari e insostituibili.
Spesso ci si concentra sugli attimi “principali” di una vita: una promozione importante, la festa di laurea, una proposta di matrimonio, la nascita di un figlio, la pensione, il primo bacio…
Ma cosa c’è prima e dopo? Che emozioni si provano? Che pensieri si muovono dentro di noi?
Esitazione, preoccupazione, dolore, spensierata, dubbio, euforia, nostalgia, paura, sollievo, soddisfazione…
Ci sembra sempre di avere infinito tempo, un po’ egocentrici diciamocelo … lo siamo… anche se non ce ne accorgiamo o non vogliamo ammetterlo. Crediamo di avere tutto sotto controllo, crediamo di aver infinito tempo, crediamo di essere per sempre. Eppure ogni cosa ha un suo momento, un suo spazio nella nostra vita.
Nulla è per sempre purtroppo, e per certe volte, per fortuna. Tutto è in divenire. Sempre. Anche quando non sembra. Noi, gli altri. Le relazioni sono come le scie lasciate dagli aerei nel cielo, a volte si incrociano con altre per tanto tempo, altre volte per un brevissimo tratto, altre volte invece si sfiorano e non si toccano mai. Le relazioni sono come il movimento delle onde nel loro andare e venire, continuo ma irregolare.
“Attimi Dopo” è una presa di coscienza e un atto di accettazione sulla vita e sul fatto di essere qui ora, dopo vari “attimi”.»

Puoi ascoltare l’album qui:

BIO
DEIRA, all’anagrafe Erica Meneguzzo, è una cantautrice vicentina nata nell’agosto del 1999. Scrive e compone da sempre e si racconta con una scrittura ermetica e con immagini contrastanti ossimoriche e parole scelte con cura. Fin da bambina compone in inglese, ma trova successivamente nella lingua italiana il modo più diretto e completo per comunicare ciò che sente. Per lei la scrittura non è solo espressione, ma un atto necessario di essere.
Dalle aperture ai concerti di Damien Mc Fly ed Elisa Erin Bonomo, al palco del Noise Wave Festival a quello del Reset Festival – Glocal Sound, passando per le finali regionali di Arezzo Wave, alle finali dei I Visionatici – da cui nasce la collaborazione con l’etichetta Delma Jag Records – all’apertura a Chiamamifaro: il suo percorso non cerca la vetrina, ma un senso. Non segue strategie, ma necessità.
Due suoi brani, “Lividi di Gioia” e “Un Segnale dal Cielo”, sono stati scelti per la colonna sonora della serie internazionale The Kardashians, garantendo al suo lavoro un’esposizione globale, senza alterarne la direzione: una scrittura essenziale, tagliente, intima, che scava e che continua a rifuggire ogni definizione.
Con l’uscita del suo primo disco, l’artista consolida una cifra stilistica riconoscibile e personale che sfugge alle categorie di genere. La sua scrittura si muove con disinvoltura tra indie-pop, elettronica minimale e forma diaristica, senza mai sembrare in posa e in continua evoluzione.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie

Disarticolare il groove per sopravvivere: “GDTD” è il nuovo singolo di Trust the Mask

“GDTD” è il nuovo singolo di Trust the Mask, uscito venerdì 20 marzo 2026 via Costello’s Records. Una traccia che si muove in una zona liminale dell’elettronica contemporanea, dove il ritmo smette di essere funzione e diventa struttura percettiva. Abbraccia una trama irregolare, fatta di loop instabili e micro-variazioni che sabotano qualsiasi linearità: il groove non si consolida mai del tutto, resta in bilico, continuamente sul punto di slittare. È un’elettronica che rifiuta la pulizia, preferendo una superficie porosa, attraversata da imperfezioni che diventano linguaggio. Anche la voce agisce come impulso ritmico e presenza timbrica, contribuendo a disarticolare ulteriormente la percezione del tempo. Il risultato è un ambiente sonoro che funziona per accumulo e reiterazione. La ripetizione non è mai neutra: si carica progressivamente di tensione, fino a trasformarsi in una forma di pressione percettiva. L’ascolto diventa fisico, quasi compulsivo, ma senza mai concedere una vera risoluzione. Quando il brano si interrompe, lo fa per sottrazione netta, lasciando un vuoto che non chiude ma prolunga l’esperienza. Più che una traccia, “GDTD” è un dispositivo: attiva, altera, e poi abbandona l’ascoltatore in uno stato di sospensione vigile.

Foto: Ottavia Segalla
Make-Up: Giulia Bianchini

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«”GDTD” sta per Going Down The Drain. Ma qui non si parla di rovina economica, è un altro tipo di caduta, una discesa verso qualcosa che ti brucia e soffoca. Il tempo, la nostra unica ricchezza personale e collettiva, sembra ormai privilegio per pochi. I restanti sono, siamo, topi d’ufficio senza un secondo da poter vivere e con uno spazio molto ristretto dove poterci muovere.
Una gabbia che si limita a dei rapporti sociali effimeri e basati sul condividere produttività e omologazione. Quello che rimane è una breve uscita dove si rincorrono frettolosamente le speranze e le emozioni reali, ma quando le si sta per raggiungere è già ora di rientrare in gabbia. Non assomiglia forse all’inferno? 
E allora balliamo su ritmi incalzanti e synth psichedelici e imperfetti, urliamo su una voce acida e sfuggente, privata ormai di tutta la pazienza, esasperata da questo circolo vizioso.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Trust the Mask nasce come reazione verso un mondo anestetizzato, un progetto che vuole rompere l’abitudine e l’indifferenza attraverso un suono elettronico che mescola oscurità e tensione dance, usando la musica come sfogo, come festa, come rito di espiazione.
Il duo, formato da Elisa Dal Bianco (violino, elettronica) e Vittoria Cavedon (voce), pubblica nel 2023 “Idiom” (Bronson Recordings), accolto dalla stampa nazionale e internazionale e portato dal vivo in oltre 50 date, tra festival come Color Fest, Ypsigrock, Santarcangelo, White Show per Milano Fashion Week, Passatelli in Bronson e altri, in apertura ad artisti quali Daniela Pes, Anna Calvi, Ninos Du Brasil ed Editors.
Nel 2026 uscirà “ITCH” (Costello Records): un disco aggressivo, cupo e ritmato, che sfida la monotonia e le contraddizioni della società contemporanea.
Un richiamo al risveglio della coscienza collettiva, mentre fuori il mondo brucia e nessuno sente più nulla.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Bossa sul bordo del vulcano: “Vesuvio” è il nuovo singolo dei Lunatropica

“Vesuvio” è il nuovo singolo dei Lunatropica, uscito venerdì 20 marzo 2026. C’è una città che sopravvive solo come eco, sospesa tra polvere e primo chiarore. Non è Pompei, ma una sua visione: un luogo dove il tempo si deposita in strati sottili e ogni cosa sembra sul punto di sparire o tornare a vivere. In questo spazio rarefatto si muove “Vesuvio” dei Lunatropica. Non racconta un amore: lo sfiora, lo lascia emergere nei vuoti, nei gesti minimi, nelle parole che restano a metà. È qualcosa di fragile, quasi invisibile, ma attraversato da una tensione sotterranea che non smette mai di vibrare. Il suono è morbido e instabile: chitarre come luce filtrata, pulsazioni leggere, echi lontani che mescolano bossa e psichedelia. Tutto galleggia, ma sotto si avverte un movimento costante, come se qualcosa potesse cambiare da un momento all’altro. E forse è proprio questo il centro: vivere accanto a ciò che può esplodere ridisegna ogni prospettiva. Resta addosso una malinconia calda, indefinita, che non chiede di essere risolta.

Foto: Riccardo Piccirillo

Queste le parole con le quali il duo presenta la traccia:
«Ballad malinconica e onirica ambientata in una Pompei 79 d.C. immaginaria, all’alba della catastrofe. Una storia d’amore che intreccia dolore e poesia alle pendici del Vesuvio. Il vulcano che dona la vita ma allo stesso tempo distrugge tutto intorno a sé senza nemmeno curarsene. I Lunatropica continuano sulla strada verso l’uscita del loro nuovo disco previsto in primavera (Costello’s/Artist First) con questo nuovo singolo intenso e minimale, mischiando chitarre acustiche, rumori sintetici, cantautorato, bossa nova e folk psichedelico.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Lunatropica è il progetto di Angela e Ivan, due anime irrequiete di origini campane che mescolano atmosfere mediterranee oniriche con groove tropicali ed elettronici, il tutto avvolto da testi nostalgici ed evocativi, come fotogrammi sbiaditi di un vecchio film. Si incontrano a Roma e affinano il loro suono a Londra, prima di tornare in patria e trasferirsi in una masseria circondata da ulivi a Teggiano, piccolo paese in provincia di Salerno, dove la loro musica trova finalmente la sua dimensione naturale. Dopo il debutto come Settembre con l’etichetta belga Dim Din Records e l’album “Grattacieli di Basilico”, i Lunatropica aprono ora un nuovo capitolo con “Bahia”, “Ferragosto 2023” e “Vesuvio”, singoli che anticipano l’uscita del nuovo album in primavera (Costello’s – Artist First).

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Fonte: Costello’s Agency