Categorie
Pop

Cosa c’è nella camera di Salvo Lupo

Cantautore siciliano di stanza a Milano, Salvo Lupo ha da poco pubblicato “Cu avi lingua passa u mari”, un EP d’esordio che intreccia dialetto, memoria e impegno civile, dando voce a storie di coraggio e resistenza alla mafia. Ma, oltre alle canzoni, c’è un universo fatto di poesia, libri, disegni e piccoli rituali quotidiani: dai versi di Ungaretti appesi davanti alla scrivania alla tazza di Berlinguer, passando per un metronomo e una libreria sempre pronta a regalare nuove ispirazioni. Oggetti che raccontano il suo modo di pensare, creare e stare al mondo.

Per scoprire meglio questo piccolo universo personale, abbiamo chiesto a Salvo di farci entrare a casa sua a curiosare tra gli oggetti che popolano le sue giornate, cercando di conoscere qualcosa in più dell’artista oltre la musica.

Perché a volte per conoscere davvero chi c’è dietro le canzoni, basta dare un’occhiata a ciò che gli sta intorno.

A farmi compagnia, tra tanti poster e scritti appesi alle pareti c’è questa poesia di Giuseppe Ungaretti, fissa dinanzi la mia scrivania. Leggerla, rileggerla è un tranquillante nei momenti critici. Mi riconnette con quello che sto facendo. A farmela conoscere è stata la mia insegnante di canto durante un seminario.

Se dalla poesia si abbassa lo sguardo, gli occhi cadono sulla tazza di Berlinguer. Benché ridurre il pensiero di grandi politici su una tazza sia riduttivo, questa tazza mi dà conforto quando penso che tutto stia andando a rotoli.

Alla sinistra della tazza, si trova sempre il mio blocco da disegno. Sebbene con poca costanza ultimamente, mi piace disegnare o buttare giù qualche sketch. Sia che debba disegnare per distrarmi sia che debba disegnare la copertina dell’EP o qualche bigliettino di auguri (quando un/a amico/a fa il compleanno spesso ammortizziamo i costi dei biglietti di auguri con un disegno dedicato).

In una posizione poco definita ma comunque sempre sulla stessa scrivania ho sempre un metronomo. Penso che per creare si debba studiare, quindi cerco di praticare ogni giorno. Il metronomo è amico fedele della buona pratica. Prima usavo una app sullo smartphone, poi mi sono reso conto che aumentavo le distrazioni e quindi sono passato al vecchio metronomo.

Infine, dobbiamo voltare lo sguardo per ammirare la mia libreria. Certe volte sosto qualche attimo a rileggere il titolo di un libro oppure sfogliarlo semplicemente e rileggere qualche parte. La lettura è una valida alleata per la creazione e per l’ispirazione. Ogni volta che vedo una libreria o un mercatino vorrei acquistare e leggere tutto, ma dato che la mia libreria è quasi satura, ho dovuto darmi una regolata.

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Internazionale

Ci sono giorni che iniziano dopo essere finiti​: “Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione

“Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione, uscito venerdì 9 ottobre 2026. Nel nuovo brano Marco Scipione attraversa la memoria di quei giorni che impariamo a riconoscere soltanto quando sono ormai lontani. Tra sassofoni trasformati dall’elettronica, distorsioni e paesaggi sonori in continua mutazione, il brano restituisce la sensazione di un passato che continua a cambiare forma dentro di noi. I ricordi diventano così frammenti di qualcosa che non possiamo più raggiungere, ma che continua silenziosamente a modificarci. Come fotografie lentamente sbiadite, in cui i contorni si perdono mentre ciò che abbiamo provato sembra farsi sempre più nitido.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta la traccia:
«”THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” nasce da una sensazione che mi capita di provare spesso. Ogni istante è unico, ma in una maniera quasi claustrofobica: si può andare solo avanti e, per la maggior parte della nostra vita, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il brano è un inno a questo stato d’animo, rappresentato nel videoclip diretto da Marco Ciceri attraverso un’immagine tanto semplice quanto definitiva: qualcosa che sembra forte, quasi immortale, prende fuoco e inevitabilmente diventa cenere. Ciò che rimane, però, continua a testimoniare che qualcosa è esistito. Quello che resta può accompagnarci a lungo, trasformare il modo in cui ricordiamo e, in qualche modo, cambiare anche noi.
Il brano nasce dal tentativo di tradurre questa sensazione in musica. È eseguito con un sax modificato, ovvero un sassofono processato attraverso pedali per chitarra e spesso fatto passare attraverso amplificatori e cabinet. Nella parte centrale ho utilizzato un sidechain a pedale, una soluzione che adoro quando sento il bisogno di dare respiro alle composizioni più “spinte”. A questo si aggiungono distorsioni custom molto pesanti, combinate con diversi pitch shifter che mi permettono di trasformare il sassofono fino a ottenere sonorità vicine a quelle di chitarre e bassi distorti, e ambienti giganteschi pensati per dare la sensazione di essere travolti da un muro di suono.
A completare il setup ci sono un Moog per i bassi e una drum machine, entrambi controllati via MIDI da una pedaliera che utilizzo con il piede destro. Tutto avviene senza sovraincisioni: ogni suono viene generato, controllato e trasformato in tempo reale, senza l’ausilio di un computer.
È un limite che scelgo volontariamente e che mi piace esplorare.
Proprio all’interno di questi confini, nel tentativo costante di trasformare in suono sensazioni difficili da descrivere a parole, è nato “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista e compositore italiano. Il suo lavoro si sviluppa nel punto di attrito tra respiro, metallo e trasformazione elettronica.
Attraverso sax, paperclip, voce e un sistema ibrido di dispositivi analogici e digitali, Scipione costruisce strutture sonore eseguite e controllate interamente in tempo reale senza computer e loop station. Droni e distorsioni diventano materia compositiva, gli strumenti vengono condotti fino al limite della loro riconoscibilità, legati solo al respiro del musicista.
Il suo passato da bassista nei territori del rock e del metal riaffiora nel suono e nell’uso della distorsione. Questa componente ha trovato spazio anche nel suo trio post-punk/hardcore DANG!, intrecciandosi con una lunga esperienza nel jazz e nell’improvvisazione.
Parallelamente alla ricerca solista, Scipione porta avanti una lunga attività internazionale: dal 2022 è sassofonista solista nei tour mondiali di Eros Ramazzotti e ha inoltre collaborato per dieci anni con Mario Biondi.
Nel 2024 pubblica per Cassis Records H(ost), il suo primo lavoro discografico in solo. Concepito come un esperimento radicale, il disco è stato registrato interamente dal vivo, in solo e senza sovraincisioni, al Bunker Studio di Brooklyn da John Davis dei Nerve.
Nel 2027 uscirà il suo nuovo album, prodotto da Matteo Cantaluppi (Cassis Records) e registrato al Mono Studio di Milano, con cui questa ricerca si amplia e il suo linguaggio raggiunge un nuovo grado di definizione e intensità.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa

Dopo anni di silenzio, i JodedosS tornano con il disco “IL GRILLO PARLANTE”

Esce giovedì 8 ottobre 2026 (distr. Believe Music Italia) il nuovo EP della band punk-rock JodedosS dal titolo “IL GRILLO PARLANTE”. Dopo anni di silenzio, il disco nasce da un urgenza compositiva dettata da svariati eventi. Composto da 5 tracce inedite e da una cover del brano “Precipito” di Giorgio Canali & Rossofuoco, il lavoro racconta la fatica di restare vivi in un mondo che spinge a diventare automi. Le canzoni oscillano tra punk, ironia ed energia rock per parlare di alienazione, manipolazione e desiderio di cambiamento. Parlano di libertà di pensiero, della difficoltà di costruire un’identità, del tempo che scorre e del bisogno di sognare. Tra acquari, autolavaggi del cervello, chiodi e sogni da difendere, il filo conduttore è quello di sempre: rompere gli schemi, rifiutare l’omologazione e ritrovare il coraggio di pensare con la propria testa, senza lasciarsi definire dagli altri. In questo contesto, il titolo “IL GRILLO PARLANTE” rappresenta proprio la voce interiore di chi è sempre pronto a dubitare e mettere tutto in discussione.

Dietro melodie immediate e immagini surreali si nasconde quindi una critica sociale lucida, ma soprattutto un invito a non accontentarsi di una vita già scritta. La cover del brano “Precipito”, rivisitata musicalmente e nata dal desiderio di omaggiare Giorgio Canali, si inserisce nel disco come un grido di liberazione che rompe finalmente il vetro dell’acquario.

Scopri il disco: https://bfan.link/il-grillo-parlante

Registrato presso il Bleach Studios di Gittana (LC)
Tribute-track “Ansia” registrata presso il mcSimon Studio di Como
 

BIO:

I JodedosS nascono sul finire del 2014, presentando un genere che spazia principalmente nei dintorni del punk, con svariate influenze che vanno dal grunge al post punk passando per l’alternative rock, proponendo pezzi inediti cantati in italiano. Dopo due anni di sala prove e diversi live, principalmente nel nord Italia, nel giugno 2015 esce il primo EP autoprodotto dal titolo “Maledettamente SI”, contenente 5 tracce ufficiali e 3 B-Side sperimentali. Da luglio 2015 la band intraprende una buona attività live e, tra un concerto e l’altro, vengono scritti diversi nuovi brani, alcuni dei quali, dal gennaio 2018, vengono registrati al Bleach Studios di Gittana (LC), con la produzione di Andrea Maglia (frontman dei Manetti!) dando vita a un nuovo lavoro intitolato “NUMERO DUE”. Il disco riscontra da subito un certo apprezzamento, soprattutto durante la promozione live estiva, e il primo singolo estratto “Ragazza Esagerata” viene mandato in rotazione da più di 200 radio sparse sul territorio italiano e da una quarantina di Network stranieri.

Dal 2020, come tutti, il gruppo subisce uno stop forzato che, purtroppo, a causa della prematura ed improvvisa scomparsa del bassista, si protrae fino alla fine del 2023, anno che segna una ripartenza tra live e attività in studio. Con un certo ritardo, è ora finalmente pronto il nuovo EP della band intitolato “IL GRILLO PARLANTE”. Il resto è passato… il domani sarà una nuova avventura!

https://www.instagram.com/jodedoss_official

Categorie
Comunicato stampa Indie rock

La via d’uscita era un’altra stanza: “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara

“TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara, uscito venerdì 2 ottobre 2026. In “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT”, Goodbye Lara attraversa il confine incerto tra desiderare qualcuno e averne bisogno per riuscire a fuggire. L’amore diventa una promessa di salvezza che lentamente cambia forma, fino a somigliare alla stessa gabbia da cui si cercava di uscire. Tra alt rock, elettronica e atmosfere crepuscolari, il brano costruisce un paesaggio deformato, dove le identità si confondono e l’acqua continua a salire. Restano due persone che provano a salvarsi a vicenda senza sapere se stanno nuotando verso la superficie o semplicemente imparando ad affondare insieme.

Foto: Mari Giaccari

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Trapped People Need, Free People Want” è il singolo di lancio del progetto Goodbye Lara.
Il brano esplora il conflitto tra bisogno e desiderio: chi è intrappolato vive l’amore come una sterile evasione, chi è libero può sceglierlo consapevolmente; uno sbilanciamento che porta ad un’ alterazione percettiva e all’illusione di aggiustare la vita dell’altro mentre lui rimane coscientemente immobile. Il testo è la promessa di una fuga in un mondo tra realtà e sogno in cui non esistono sovrastrutture e in cui lasciarsi inghiottire dalle onde non è un naufragio, ma l’inizio di un viaggio fuori dall’ordinario.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Goodbye Lara nasce dalla scrittura di Lara Ingrosso, musicista, autrice e compositrice di colonne sonore.
Con un sound che attraversa alternative rock, elettronica e atmosfere cinematografiche e testi sospesi tra crudo realismo e visioni oniriche, prende forma un progetto che esplora le zone d’ombra dei legami umani: il confine sottile tra cura e controllo, vulnerabilità e annullamento di sé.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie

Il silenzio prima del mondo: “Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca

“Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Come albume nell’uovo cosmico”, Enrique Spacca osserva l’esistenza come una materia unica, in cui corpi, natura e infinito sembrano appartenere allo stesso movimento. Tra una voce quasi sussurrata e una scrittura fatta di immagini essenziali, il brano procede lentamente verso qualcosa che sembra precederci e, allo stesso tempo, contenerci. Il quotidiano sfiora così il sacro, il minuscolo diventa cosmico e ogni confine comincia a perdere consistenza. Come se, per un istante, fosse possibile guardare l’universo da molto lontano e accorgersi di essere ancora dentro di lui.

Foto: Charlotte Vuissoz

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il brano è un dialogo tra l’istante e l’eterno divenire delle cose, quel flusso perpetuo che la filosofia indiana racconta nell’immagine dell’Uovo Cosmico. Nasce timido, all’improvviso, da una nota che si dilata, e cresce lentamente come un’onda che va a infrangersi sul bagnasciuga dei sensi. Il suo sound si smarrisce nel riverbero di una stanza, e si fa teatro di luci quando chitarra, batteria e archi deflagrano: è il mondo che si schiude sotto i nostri occhi per poi raccogliersi nella corporalità di un basso groovy.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Enrique Spacca, cantautore e pianista italo-colombiano, dà forma a quella che chiama imaginal music, un indie folk italiano intriso di pop trascendentale: con semplici melodie vocali e le armonie inattese di un pianoforte introspettivo, apre al pubblico le porte di un mondo interiore.
Residente in Svizzera, intreccia l’italiano, sua lingua madre, con l’inglese per raccontare storie di trasformazione, invitando a volgere lo sguardo oltre il rumore del mondo, a rinnovare il legame che ci unisce al vivente e a ritrovare l’unità nel cuore della divisione.
Il suo progetto solista è una tensione verso l’autenticità, maturata dopo anni di esplorazione sonora con band e ricerche visive, sulla scia di Franco Battiato, Paolo Conte, Pino Daniele e Andrea Laszlo de Simone.

Contatti
Spotify
Instagram
TikTok
Facebook
YouTube
Website

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le cose che occupano meno spazio: “Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Canzone Sospirata”, i Cromosauri tornano nei luoghi in cui qualcosa ha fatto male, senza provare a cancellarne le tracce. Le paure restano, così come le debolezze e i segni lasciati dal passato, ma lentamente smettono di occupare tutto lo spazio. Tra malinconia e consapevolezza, il brano osserva ciò che accade quando non abbiamo più bisogno di sconfiggere i nostri mostri per continuare a vivere. Come tornare molti anni dopo nella stessa stanza e trovarla identica, accorgendosi però che siamo noi, finalmente, a non esserlo più.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Canzone Sospirata” chiude l’album “Nuvole, Bolle e Pesci”, aprendo un orizzonte di nuove prospettive e allo stesso tempo chiudendo un cerchio narrativo. L’album inizia e finisce con due immagini legate all’acqua, formando un arco narrativo circolare: prima si evoca una caduta in una pozzanghera, poi, in “Canzone Sospirata”, immagina una pioggia che non riesce ad eliminare i solchi tracciati. C’è un passato indelebile che permette di ricordare e quindi crescere, lasciare andare.
Nata in una situazione molto personale vissuta da Davide mentre viveva nel nord della Danimarca, la canzone vuole essere una dichiarazione di pace nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda. Le contraddizioni e i mostri interiori che si presentano alla porta del presente e chiedono un riscatto non vengono rifuggiti o rinnegati, ma riconosciuti e accolti, accettati. Il brano quindi chiude un percorso di maturazione, di accettazione delle proprie fragilità, delle proprie debolezze, un volersi bene nonostante alle volte sia difficile riconoscersi allo specchio, nonostante le nostre battaglie con il mondo, i nostri altri principi, le aspettative, tutto ciò che è già stato citato anche in “Se Avessero” e “Brillare”.
La copertina, un collage di Polaroid scattate da Davide in diversi luoghi della Danimarca, richiama i luoghi che hanno ispirato la canzone e ne creano l’atmosfera: il faro di Rubjerg Knude, un faro abbandonato che solo 100 anni fa era un edificio all’avanguardia e che invece l’erosione della costa presto farà crollare in mare; Grenen, la punta della Danimarca dove si incontrano Mar Baltico e Mar del Nord, perennemente in contrasto con le loro correnti; Aalborg, la città dove Davide ha vissuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
I Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Elettronica Pop

Le cose che sanno ancora di te: “Sapore” è il nuovo singolo dei Morama

“Sapore” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 25 settembre 2026. In “Sapore”, i Morama raccontano una distanza che il corpo sembra rifiutarsi di accettare. L’assenza continua a sopravvivere nelle cose più piccole: un odore rimasto sul cuscino, il sapore del sale, una luce oltre lo schermo, la memoria di un tocco. Frammenti capaci di rendere vicino ciò che non possiamo più raggiungere. Con una ballad intima e sospesa, il brano abita così quello spazio fragile in cui il ricordo diventa quasi fisico e qualcuno può continuare a mancarci proprio perché, in qualche modo, non se n’è mai andato davvero.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Prosegue il percorso elettro-pop dei Morama con “Sapore”, quarto e ultimo singolo estratto dal secondo EP del duo, “Marea d’Amore”. Un brano intenso ed emozionale che rappresenta il capitolo finale di un progetto capace di raccontare le diverse sfumature dell’amore attraverso sonorità contemporanee e una scrittura profondamente evocativa.
“Sapore” racconta il peso di una relazione a distanza, dove l’assenza della persona amata si trasforma in una presenza costante nei pensieri. La nostalgia, il desiderio e la mancanza, tanto fisica quanto emotiva, si intrecciano fino a sfiorare l’ossessione, dando vita a un racconto sincero e vulnerabile.
Ballad dell’EP, il brano mette al centro un’interpretazione vocale intensa, fragile e al tempo stesso potente, capace di trasmettere tutta la forza delle emozioni raccontate. Un pianoforte delicato e malinconico apre e sostiene la composizione, mentre una produzione moderna e incisiva accompagna la crescita del pezzo, esaltandone la profondità emotiva senza rinunciare all’identità elettro-pop che contraddistingue i Morama.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

Contatti
Spotify
Instagram
TikTok
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

Quando non c’è più nessuno da convincere: “Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito martedì 22 settembre 2026. In “Body”, Adriano Saponaro esplora la distanza sottile tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare. Il corpo diventa insieme rifugio e superficie, qualcosa da abitare ma anche da riconoscere quando ogni rappresentazione comincia a cedere. Tra dettagli quotidiani e immagini sospese, il brano si muove nell’intimità di un risveglio, quando la notte lascia spazio a una luce più difficile da evitare. E forse è proprio lì, senza più ruoli da interpretare, che resta la domanda più semplice e vertiginosa: cosa rimane di noi quando non c’è più nessuno da convincere?

Foto: Francesca Pazienza

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Ci sono dei vestiti che anche se provi a gettarli sul pavimento restano in piedi come sculture in un museo. Sono gli abiti delle persone importanti, come la giacca di tuo nonno o il montgomery di tua mamma. Allo stesso modo, un mattino, un body color grigio tenue ti fissa, mentre il mondo si sveglia e tu cerchi di aprire gli occhi. È un indumento che non hai mai visto prima, eppure è già nel tuo museo, vicino all’angelo che ti dorme accanto, mentre sotto al letto un bar di piccole creature sta sfornando brioches per tutti i turisti della tua mente. Un brivido luccicante ti taglia in due. Hai subito l’impressione che questa mattina non si andrà a scuola, nonostante la scuola sia finita già da molti anni.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

Contatti
Spotify
Instagram
YouTube

Fonte: Costello’s Agency

Categorie
Comunicato stampa

Salvo Lupo racconta 5 storie di lotta contro la mafia nell’EP “Cu avi lingua passa u mari”

“Cu avi lingua passa u mari” è il primo EP del cantautore siciliano Salvo Lupo, disponibile su tutte le piattaforme digitali da mercoledì 23 settembre 2026 (distr. Believe Music Italia).

Cinque brani in siciliano che sono cinque storie di lotta: dalle vicende più note di Peppino Impastato e di sua mamma Felicia Bartolotta, il disco attraversa le figure di Pippo Fava e Rita Atria, fino ad arrivare alla più recente storia delle sorelle Pilliu.

Gli arrangiamenti del disco richiamano le sonorità degli anni ’70, ’80 e ’90 fondendole con elementi più contemporanei. Questa scelta non è per nulla casuale: ogni brano cerca infatti di evocare la musica dell’epoca in cui si svolgono i fatti narrati. I testi, scritti interamente in dialetto siciliano, alternano strofe essenziali e incisive a ritornelli più aperti, delicati e sognanti.

Il file rouge dell’EP non è soltanto la lotta alla mafia, ma anche la denuncia dello strapotere dei potenti (“Pippo”), la devozione verso i propri ideali (“Onda pazza”), e il coraggio delle donne (“A Picciridda”, “Testa rutta”, “Leoni”). Storie che, in una società sempre più sopita e omologata, vogliono scuotere le coscienze e risvegliare chi ascolta dalla rassegnazione e dall’indifferenza.

 

“A ispirare questo lavoro sono stati i personaggi delle storie raccontate, credo mi abbiano proprio tuppuliato (bussato) alla porta. La semplicità e la grandezza dei loro gesti mi hanno messo di fronte alla potenza dei loro ideali, all’urgenza del cambiamento e della resistenza.”

(Salvo Lupo)

Scopri il disco: https://bfan.link/cu-avi-lingua-passa-u-mari

Voce e chitarre: Salvo Lupo
Synth e tastiere: Oscar Mapelli
Basso: Ivo Barbieri
Batteria: Andrea Cocco
Cori: Sarah Stride
Fisarmonica: Andrea Lentullo
Tastiera: Nicolò Barozzi
 
Mix: Oscar Mapelli
Master: Simone Pavan
 
Foto: Sindhi Annamaria Santoro
Illustrazione: Tw Illustrart
Progetto grafico: Sindhi Annamaria Santoro


BIO:

Salvatore Lupo è un cantautore siciliano che da ormai qualche anno vive a Milano. Inizia la sua carriera musicale suonando nelle band milanesi Lambrate Noise Exp. e Vinci e i Lupi, con le quali pubblica alcuni singoli, facendo concerti tra Milano e provincia. Nel 2023 inizia a lavorare al progetto Salvo Lupo in cui, lasciandosi ispirare dal cantautorato siciliano, propone inediti scritti prevalentemente in dialetto. “Testa rutta” è il primo singolo pubblicato, che ha anticipato l’uscita dell’EP “Cu avi lingua passa u mari”.

Instagram
YouTube

Categorie
Comunicato stampa Indie Pop

Il mondo in sovraesposizione: “Maledistato” è il nuovo singolo di Stefano Resta

“Maledistato” è il nuovo singolo di Stefano Resta, uscito martedì 15 settembre 2026. Stefano Resta attraversa un presente saturo di immagini, rumore e identità costruite, dove distinguere ciò che siamo da ciò che mostriamo diventa sempre più difficile. Tra tensioni elettroniche e una scrittura essenziale, il brano lascia affiorare un disagio che dalla dimensione individuale si allarga lentamente al mondo circostante, fino a confondere ferite private e collettive. Ne emerge il ritratto inquieto di una realtà che continua a chiedere attenzione mentre sembra perdere la capacità di guardare davvero: un luogo in cui restare umani diventa, forse, la forma più silenziosa di resistenza.

Foto: Flavio Diaferia
Art direction: Facciocosepunto
Set direction: Mariapia Nocella

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«Tra sintetizzatori anni Ottanta, ritmi ipnotici e melodie luminose, “Maledistato” unisce l’estetica della new wave europea a una scrittura che guarda alla tradizione della canzone d’autore, trasformando una riflessione sul presente in un brano dal forte contrasto emotivo.
Nato dall’esigenza di osservare il nostro tempo senza filtri, “Maledistato” riflette sul progressivo assuefarsi alla violenza, alla polarizzazione e al linguaggio dello scontro. Immagini di cronaca, frammenti ispirati alla retorica dei talk show e riflessioni personali si intrecciano in un racconto che fotografa una società sempre più frammentata, dove il dialogo sembra lasciare spazio al rumore.
Il contrasto tra una musica coinvolgente e quasi danzante e un testo duro diventa così il cuore del brano, invitando l’ascoltatore a interrogarsi su ciò che siamo ancora disposti a tollerare prima di reagire.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Stefano Resta sviluppa un pop d’autore diretto e stratificato, un flusso di coscienza capace di unire sensibilità malinconica, precisione e una “palette di umori” sempre in bilico tra intimità ed energia, in dialogo con la tradizione italiana e internazionale, con una voce intima e cangiante che si muove tra calore e increspature graffiate.

Stefano Resta è un artista pugliese, nato a Corato. Il suo percorso artistico nasce come batterista durante gli studi di medicina; ha studiato pianoforte e batteria nella provincia di Bari e ha iniziato a produrre piccole tracce di musica techno. A Roma nel 2017 inizia a pubblicare come Raesta. Nel 2019 inizia la collaborazione con Vincenzo Vescera con cui dopo il buon posizionamento al Premio Lunezia fonda i RaestaVinvè e pubblica un album “Biancalancia” e un EP “Resto a Sud”. Le collaborazioni in questi due lavori vedono tra gli altri la cantante francese Clio (“Rien ne va plus”) e il partenopeo Francesco di Bella (“Resto a Sud”). Nel 2023 esce il suo primo EP solista “Fuoco di Paglia”, registrato a Ferrara per Alka Record Label. In questi anni calca palchi internazionali (FIMU festival di Belfort come Raesta o Porto Rubino con i RaestaVinvè). A ottobre è prevista l’uscita del suo primo LP che esce indipendente ma con la collaborazione della milanese Costello’s Agency.

Contatti
Spotify
Instagram
Facebook
YouTube

Fonte: Costello’s Agency