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Comunicato stampa Indie rock

Cinque brani, un solo paesaggio: “Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN

“Vespri” è il nuovo EP dei BAUSAN, uscito venerdì 12 giugno 2026. In “Vespri”, BAUSAN costruiscono un luogo emotivo prima ancora che un disco. I brani si rincorrono tra ricordi che cambiano forma, domande lasciate aperte e immagini che ritornano come punti di riferimento in un paesaggio in continuo movimento. L’alt-rock della band si muove con equilibrio tra slancio e contemplazione, alternando materia sonora e aperture atmosferiche senza mai perdere compattezza. Più che raccontare una storia, l’EP suggerisce uno stato d’animo persistente, sospeso tra ciò che è stato e ciò che sta ancora cercando di diventare.

Foto: Daniele Zanotti

Queste le parole con le quali la band presenta l’EP:
«L’EP racconta in 5 tracce l’ultimo anno di lavoro della band.
Al suo interno raccoglie esperienze passate e condivise, legate da un sentimento comune di smarrimento esistenziale.
Il progetto accoglie sonorità differenti che richiamano l’anima grezza di un cantautorato etereo e distorto, rispecchiandosi allo stesso modo nei testi.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Il sound dei BAUSAN è il risultato dell’incontro di quattro personalità diverse provenienti da background musicali differenti. La commistione di generi e di influenze dà vita a un sound ricco e malinconico, che unisce riff di chitarra ad atmosfere oniriche e sognanti. Testi di natura etereo-esistenziale si intrecciano a suoni distorti, mescolando una vena cantautorale a sonorità che spaziano dal grunge al post-rock.

BAUSAN è un progetto alternative rock che nasce tra Milano e Ferrara agli inizi del 2024. Il gruppo è composto da quattro elementi: Andrea Bianchi (voce e chitarra), Alessandro Corneo (chitarra), Giuseppe Mazza (batteria) e Amedeo Itria (basso). Un’amicizia di lunga data e un’intesa musicale macinata negli anni sono stati gli elementi fondanti che hanno portato alla nascita del progetto. Tra studi accademici e numerose performance live, l’alchimia è cresciuta in brevissimo tempo di pari passo all’esigenza artistica di esprimersi, sfociando in modo naturale nella creazione di nuovo materiale.
La band, dopo aver pubblicato il primo singolo “Se non hai niente” nel settembre 2024, è reduce da un 2025 con un’intensa attività live. Dai concerti in acustico nella provincia milanese, come il circolo Tambourine di Seregno (MB), fino ad arrivare a locali underground storici di Milano, come il Detune e il Legend Club. Nei primi mesi del 2025, in parallelo ai concerti live, è iniziata una fase di sessioni di registrazione presso il Duotone Studio di Daniele Zanotti, fonico e produttore della band. In seguito alla collaborazione con la realtà milanese Costello’s Agency, questa fase culminerà con l’uscita del primo EP della band, prevista per giugno 2026.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le crepe sotto la vernice: “Se Avessero” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Se Avessero” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 9 giugno 2026. Il nuovo brano si muove nervoso e compatto, attraversando le contraddizioni del presente senza cercare punti di approdo. Tra tensione ritmica e chitarre taglienti, prende forma un racconto che osserva una realtà sempre più affollata di opinioni, semplificazioni e identità urlate. La scrittura preferisce l’attrito alla risposta facile: accumula immagini, frammenti e cortocircuiti fino a restituire un senso diffuso di smarrimento collettivo. Ne emerge una fotografia lucida e inquieta, dove l’ironia convive con il disincanto e ogni certezza sembra destinata a sgretolarsi nel giro di pochi istanti.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«Nuvole che non so distinguere, bolle che scoppiano, scappano i pesci in fondo al mare, l’amore è un fiammifero. C’è un mondo che tuona e non riconosci il tuo ruolo, la direzione non ti è più chiara, la voce del navigatore diventa incomprensibile, le strade sono un gomitolo senza orizzonte.
Dove si trova la fantasia per creare un futuro? Ed è più bello se puoi non dormire, se non devi riposare per un domani di impegni dal dubbio senso. Quanto spazio ho? I miei sogni sono davvero miei? O sono frutto di un bisogno indotto? Allora i giorni persi siano croci sulle spalle e sanguisughe su quei volti che ci fottono il futuro. Potrei scappare… sì, fuggirò da questa nuova realtà caustica… getto nella valigia le mie convinzioni, i miei alti princìpi, ed esco.  Piove, corro, piove, corre, una pozza d’acqua, scivola, cade. La valigia si rompe, tutto ciò che era dentro adesso galleggia tra l’umido e il fango. Tutta questa purezza, così sporca, si rivela piena di contraddizioni. Ma le strade sono tutte chiare adesso, crescere diventa possibile, si può tracciare un solco, si può intuire un filo conduttore, quello che conta resterà, la pioggia non lo cancellerà.
Nell’album “Nuvole, Bolle e Pesci” i Cromosauri si ritrovano adulti. Ci sono le aspettative su se stessi, i compromessi, le strade inaspettate, le strade che invece sembrano a senso unico. Ciascuna vita è un gomitolo di scelte più o meno consapevoli, più o meno obbligate, e non è mai (o quasi) semplice tracciare il confine tra la voglia e la coscienza, tra la possibilità e l’obbligo, il torto e la ragione. Ci sono quelle zone grigie di se stessi con cui si fatica a pacificarsi. I Cromosauri una soluzione non l’hanno trovata ma metabolizzano le loro esperienza in queste canzoni tanto intime quanto universali. Nei testi, la band, sonda le diverse possibilità, i condizionali sono praticamente onnipresenti, ci sono le invettive contro le promesse mancate di una società e le relazioni che questa prevede, c’è l’eros che chiede il suo pedaggio e l’amore che squaglia gli organi, c’è il guardarsi allo specchio e accettare la forma e il contenuto.
“Se Avessero” è il brano più esplicitamente critico nei confronti di una società che, citando Tenco, parla sempre, pretende di farsi sentire e non ha niente da dire. In un mondo sempre più complesso ma sempre più semplicista e polarizzato, diventa fondamentale cercare “un’espressione che non sia o bianco o nero”. In un mondo che si sgretola sotto la minaccia del cambiamento climatico dove i ricchi si fanno la guerra per noia. I Cromosauri scelgono il sarcasmo e l’ironia, sottintendendo che sotto a questo tecno-macismo che mira alla guerra civile universale ci sia in realtà una grande paura della vita, abbracciata nella sua complessità. Questa ironia si riflette nelle loro scelte grafiche, che diventano collage kitsch e volutamente artefatti. Il video è un viaggio psichedelico e surreale, dove realtà incompatibili si incontrano in un’apocalisse in stop motion. Il collage viene scelto come mezzo per accelerare al massimo la simulazione della comunicazione online, fatta di pose, foodporn e contenuti generati dall’AI, per far traboccare il vaso oltrepassando il verosimile, diventando surreale e dichiaratamente post-prodotto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando il tempo torna nostro: “La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“La canzone del giorno libero” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito venerdì 29 maggio 2026. Con “La canzone del giorno libero”, il cantautore di base a Ferrara trasforma una pausa minima in qualcosa di essenziale. Il brano si muove tra giornate tutte uguali, abitudini automatiche e il desiderio improvviso di sparire dal ritmo imposto delle settimane. Basta poco: camminare senza fretta, perdere tempo, tornare per qualche ora a una versione più leggera di sé. Saponaro racconta tutto con un’ironia quieta e malinconica, facendo del tempo sottratto alla routine una piccola forma di disobbedienza quotidiana.

Foto: Giulia Saponaro

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Tornare stanchi dal proprio lavoro, sentire di aver scalato la montagna più alta del mondo e avvertire quella sensazione di essere completamente inadatti a questo mondo; questo mondo che ti sembra così ben cucito addosso a tutti gli altri, che insegue ogni minuto scivolando per le scale del denaro, sorseggiando lo stipendio come un Martini dry in un bar a Manhattan. Svegliarsi il giorno seguente, vedere la propria pelle mutare e assumere un colore del tutto nuovo. Nessun cartellino da timbrare, nessun impegno. Come nel cartone animato “Momo alla conquista del tempo” di Enzo d’Alò, il fumo dei sigari dei signori grigi scompare e ti senti vivo, ti senti chi sei e chi sei sempre stato, rivedi i tuoi amici nella tua stanza, c’è il sole e comincia la musica.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Indie Pop

Riconoscersi ancora: “Io dimentico tutto” è il nuovo singolo di Luca Rizzo

“Io dimentico tutto” è il nuovo singolo di Luca Rizzo, uscito martedì 26 maggio 2026. Un brano che si muove dentro uno spazio sospeso, dove le parole sembrano rivolte a qualcun altro ma finiscono per tornare sempre al punto di partenza: sé stessi. Luca Rizzo costruisce un electro-pop notturno, attraversato da slanci improvvisi e momenti di distanza, come luci riflesse sui vetri di una città vista troppo tardi. Più che raccontare una relazione, il brano segue il tentativo fragile di riconoscersi ancora, mentre tutto intorno perde nitidezza.

Foto: Giorgia Zoe Righini

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Io dimentico tutto” è un brano autobiografico che racconta il difficile percorso verso l’accettazione di sé. Attraverso immagini simboliche e frammenti intimi, la canzone attraversa fragilità, memoria e rinascita: i momenti in cui ci si sente invincibili e quelli in cui si torna a fare i conti con la realtà. L’abbraccio “tra la folla del metrò” diventa metafora di un incontro con sé stessi, dell’accettazione e del ritrovamento, mentre le luci che imitano il giorno evocano un passato segnato da cure, ferite e trasformazioni vissute in prima persona. È il racconto di chi, dopo essersi a lungo sentito distante da sé, trova finalmente il coraggio di riconoscersi e fare pace con se stesso.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Rizzo è un musicista e cantante di Ferrara.
Frontman dei Ni Na (New Idea No Artist) e dei Digit, progetti della scena electro-pop dei primi anni 2000, ha pubblicato diversi dischi e calcato importanti palchi italiani.
Dopo un lungo periodo di stop, torna oggi con un progetto solista nato dall’esigenza di tradurre in musica una fase personale particolarmente complessa. Trasforma la propria casa in uno studio e riparte dalla scrittura, dando forma a un nuovo EP intimo e diretto.
Il rinnovato percorso unisce rock ed elettronica in una dimensione tesa e notturna, costruita su groove profondi, linee di basso centrali, voci esasperate e atmosfere cupe e sospese. Un set minimale e incisivo, che punta all’impatto emotivo e a una forte identità sonora.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

La forma sotto pressione: “Carneplastica” è il nuovo LP degli Asianoia

“Carneplastica” è il nuovo LP degli Asianoia, uscito venerdì 22 maggio 2026 via Costello’s Records. “Carneplastica” abita una zona in cui la forma resta viva proprio mentre si deforma. Le canzoni avanzano per attrito: melodie riconoscibili, strutture tese, improvvise incrinature che trasformano il quotidiano in qualcosa di ambiguo e febbrile. Più che cercare equilibrio, il disco insiste sulla convivenza degli opposti (impulso e controllo, lucidità e collasso), dentro una scrittura che lascia le ferite aperte. Sul fondo, una tensione post-punk asciutta e nervosa sostiene tutto senza mai concedere stabilità.

Foto: Giulio Passeri

Queste le parole con le quali la band presenta l’album:
«”Carneplastica” è il nostro primo album, composto da dieci canzoni. Cantiamo in italiano l’assurdità della società e dell’uomo contraddittorio che la abita: la provincia, la salute mentale, il lavoro. Tutti gli aspetti della sottilissima tensione tra il pudore e l’esibizionismo, tra la voglia di amare e l’odio sanguigno, tra la carne e la plastica, tra la spinta a vivere e il suicidio, e così, avanti, verso i confini dell’alienazione contemporanea. Ci riappropriamo della forma canzone classica deformandola attraverso soluzioni alternative portando i brani in un mondo non convenzionale e strettamente personale. Questo non è un manifesto di critica. È un vero e proprio elogio all’uomo moderno. È una dedica a tutti noi. La quotidianità di Francesco Ranocchia è la nostra ispirazione, la vita “normale” che viviamo è il climax della nostra narrazione. È tutto rivolto verso l’incomprensibile feticismo della morte, che paradossalmente ci mantiene vivi, che ci costringe ossessivamente a cercare qualcosa che non funziona, un nuovo dolore, una nuova malattia. È la corsa disperata nel provare a salvare qualcosa che crediamo stia marcendo velocemente, e che deve essere curata al più presto.
“Per ogni malattia c’è una cura.”
“Quindi dimmi, ti piace perché vive o perché sai che può morire?”»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Tra post-punk e canzone italiana (post-noia), gli Asianoia fanno della forma canzone una soluzione alternativa.
Osservano il reale attraverso la lente del paradosso: l’assurdità del quotidiano, le persone, le città, le condizioni mentali complesse e contraddittorie.
Per la musica come strumento collettivo di emancipazione e di lotta, un mezzo attraverso cui dissezionare il distorto e il violento.

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Fonte: Costello’s Records

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Comunicato stampa Indie Pop

Fotogrammi sentimentali: “Vecchio Film” è il nuovo singolo di Stefano Resta

“Vecchio Film” è il nuovo singolo di Stefano Resta, uscito martedì 19 maggio 2026. Con “Vecchio Film”, Stefano Resta costruisce una notte sospesa fatta di dettagli che bruciano in fretta: desideri improvvisi, immagini sfocate, emozioni che sembrano riaffiorare da un ricordo mai davvero chiuso. Il brano si muove tra intimità cantautorale e sensibilità indie, senza nostalgia compiaciuta ma con la delicatezza di qualcosa che sta già scomparendo mentre accade. Tutto scivola, cambia forma, si dissolve; eppure resta addosso una traccia nitida, come certe scene viste una sola volta e impossibili da dimenticare.

Foto: Flavio Diaferia
Art direction: Facciocosepunto
Set direction: Mariapia Nocella

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«”ViaVai!” è il nuovo album di Stefano Resta, realizzato con il sostegno del bando Nuovo IMAIE: un lavoro che attraversa stati emotivi e paesaggi sonori, tra movimento e sospensione, consolidando una scrittura personale e cinematografica. Le tracce si muovono tra cantautorato elettronico e raffinato, atmosfere indie-folk sospese e derive più urbane e notturne, alternando passaggi distesi e fumosi a slanci più accesi e acidi, dal taglio quasi new wave.
Il singolo “Vecchio Film”, registrato in sessione live a Formello, nasce da suggestioni notturne e richiami visivi – dal film “Past Lives” al rock melodico dei primi Radiohead – trasformando memoria e inquietudine in un racconto sospeso tra nostalgia e presente.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Stefano Resta sviluppa un pop d’autore diretto e stratificato, un flusso di coscienza capace di unire sensibilità malinconica, precisione e una “palette di umori” sempre in bilico tra intimità ed energia, in dialogo con la tradizione italiana e internazionale, con una voce intima e cangiante che si muove tra calore e increspature graffiate.

Stefano Resta è un artista pugliese, nato a Corato. Il suo percorso artistico nasce come batterista durante gli studi di medicina; ha studiato pianoforte e batteria nella provincia di Bari e ha iniziato a produrre piccole tracce di musica techno. A Roma nel 2017 inizia a pubblicare come Raesta. Nel 2019 inizia la collaborazione con Vincenzo Vescera con cui dopo il buon posizionamento al Premio Lunezia fonda i RaestaVinvè e pubblica un album “Biancalancia” e un EP “Resto a Sud”. Le collaborazioni in questi due lavori vedono tra gli altri la cantante francese Clio (“Rien ne va plus”) e il partenopeo Francesco di Bella (“Resto a Sud”). Nel 2023 esce il suo primo EP solista “Fuoco di Paglia”, registrato a Ferrara per Alka Record Label. In questi anni calca palchi internazionali (FIMU festival di Belfort come Raesta o Porto Rubino con i RaestaVinvè). A ottobre è prevista l’uscita del suo primo LP che esce indipendente ma con la collaborazione della milanese Costello’s Agency.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

Un ordine troppo perfetto: “Follow 111.5” è il nuovo singolo dei MoMa

“Follow 111.5” è il nuovo singolo dei MoMa, uscito martedì 19 maggio 2026. “Follow 111.5” procede come una corsa dentro un paesaggio perfetto: linee pulite, slancio immediato, un’energia indie rock che non concede deviazioni. Ma sotto la superficie qualcosa si inceppa. Più il brano avanza, più quella normalità impeccabile assume i contorni di una costruzione artificiale, di un ordine troppo preciso per essere innocente. Il ritornello apre una frattura sottile, trasformando la ripetizione in dubbio e il movimento automatico in presa di coscienza. I MoMa lavorano proprio lì: nel momento in cui seguire una traiettoria smette di essere obbedienza e diventa il primo gesto di fuga.

Foto: Anna Gribovich

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«È una consapevolezza potente: passare una vita a cercare di incastrarsi in forme decise da altri, per poi accorgersi che la bussola più precisa l’abbiamo sempre avuta dentro. Trascorriamo il nostro tempo seguendo persone, orari, programmi, procedure, percorsi, conformando e ingabbiando le nostre esistenze.
Gli schemi e le abitudini danno una falsa sensazione di sicurezza, ma solo l’istinto e il cuore sanno davvero dove stiamo andando. Smettere di essere un “follower” degli standard altrui per diventare l’artefice della propria strada cambia completamente la qualità dei passi che facciamo.
Alla fine, la libertà non è non avere regole, ma scegliere quali valori valgono davvero il nostro tempo.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Da 15 anni sulla scena alt rock indipendente italiana, i MoMa nascono tra Faenza e Imola e continuano a “suognare” tenacemente insieme.
Negli anni la band ha rivisitato un sound brit-rock classico utilizzando ingredienti derivanti da altre sonorità e ha applicato un filtro personale atto a descrivere i mutamenti della società, del pianeta e dell’interiorità umana.
Una formazione che sembra aver fatto della “transizione permanente” non solo il titolo del secondo album, ma anche una vera e propria filosofia artistica e che, con il quarto album in arrivo, raggiunge una maturità “ruvida”, necessaria per raccontare e affrontare un presente così complesso.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Le pagine aperte di Zvrzi: “EP delle canzoni dal diario” è il nuovo disco

“EP delle canzoni dal diario” è il nuovo EP di Zvrzi, uscito venerdì 15 maggio 2026. Un’agenda emotiva nella quale Zvrzi raccoglie frammenti di tempo e li lascia scorrere senza forzarli. Le canzoni avanzano tra ricordi quotidiani, immagini leggere e pensieri che riaffiorano all’improvviso, mantenendo il tono intimo di qualcosa scritto prima ancora di essere cantato. Tra chitarre essenziali, piccole aperture elettroniche e melodie sospese, il disco trova una delicatezza spontanea, capace di trasformare esperienze personali in una nostalgia condivisa, semplice e disarmante.

Foto: Elisa Platia

Queste le parole con le quali l’artista presenta l’EP:
«”EP delle canzoni dal diario” nasce come un ritorno silenzioso e necessario.
I brani che compongono l’EP sono stati scritti in momenti diversi della vita di Zvrzi, lungo anni di cambiamenti, distanze e una lunga pausa artistica. Canzoni nate senza l’urgenza della pubblicazione, rimaste nel tempo come appunti personali, frammenti emotivi, pensieri affidati alla musica e poi lasciati in sospeso. Durante l’assenza dalle scene, queste canzoni sono rimaste chiuse, come pagine di un diario mai condiviso. Oggi vengono riportate alla luce nella loro forma più autentica.
Il progetto si muove tra indie-pop e cantautorato contemporaneo, con un suono essenziale e atmosferico: chitarre pulite, ritmiche morbide, elettronica discreta e spazi sonori ampi che lasciano respirare le parole. L’equilibrio tra malinconia e luce accompagna una scrittura diretta e confidenziale, fatta di immagini quotidiane, ricordi, relazioni e oggetti che diventano simboli del tempo passato. Ogni brano rappresenta una pagina, un momento, una traccia emotiva rimasta nel tempo. Insieme, costruiscono un archivio personale che attraversa gli anni e racconta la memoria con uno sguardo intimo, fragile e sincero. Un EP che non è solo una raccolta di canzoni: è la trasformazione di un tempo privato in una narrazione condivisa, un ritorno alla musica come spazio di verità e necessità.
L’album è arricchito da prestigiose collaborazioni: il mater di Mike Marsh (Sterling Sound, già al lavoro con Oasis e U2) per “Fiatpanda”, il mix e master di Anthony Rocky Gallo (Cigarettes After Sex) per “Millelire” e il master de “l’ultimovocale” firmato dal due volte vincitore ai Grammy Steve Fallone. Completano il progetto i contributi musicali di Anthony Sasso e la partecipazione alla chitarra di Alberto Tirelli (Tamango) in “cifacciamolestorie.»

Puoi ascoltare il disco qui:

BIO
Zvrzi, al secolo Daniele Zurzolo, è un autore che canta, ma non solo. Un esuberante frullato colorato di idee alternative prestate al pop. Un poeta vintage stretto in un’epoca digitale, un momento romantico lento in un epoca cinica e veloce, che a suon di frasi evocative, disegni di quotidianità, suoni acustici, sintetici e arrangiamenti raffinati vi prenderà per mano e vi accompagnerà in un atmosfera capace di farvi viaggiare dal Tacheles di Berlino al Festival di Glastonbury, dalla NY glam degli anni 70 delle bambole alla Torino sotterranea e grigia dei primi anni zero.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Il suono dei giorni che cambiano: “Primavera” è il nuovo singolo dei Morama

“Primavera” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 15 maggio 2026. Con “Primavera”, i Morama catturano quel momento preciso in cui la stagione cambia pelle e tutto sembra improvvisamente più morbido, più aperto. Il brano si muove con naturalezza tra intrecci vocali, strumenti vissuti e dettagli lasciati respirare, creando un’atmosfera luminosa ma mai levigata. C’è qualcosa di istintivo nel modo in cui la canzone prende forma: non cerca un punto fermo, preferisce restare in movimento, come certi pomeriggi che iniziano lentamente e finiscono senza accorgersene.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«”Primavera” è una dichiarazione d’amore alla stagione dei fiori e al primo innamoramento. Il brano ha le farfalle nello stomaco, sorride senza motivo, guarda il mondo attraverso lenti rosate: è leggero, luminoso, irresistibilmente vivo. Ispirato alle atmosfere intime e sofisticate di Olivia Dean e alle trame armoniche di Jacob Collier, il pezzo gioca con un arrangiamento vocale ricco e stratificato, dove le armonie diventano protagoniste. La produzione, questa volta totalmente suonata lascia da parte l’elettronica di “Vivo” e restituisce una sensazione autentica, quasi tattile. Come il primo amore, è imperfetta e reale, ma proprio per questo profondamente sincera. Sotto la sua apparente leggerezza, la canzone rivela una costruzione armonica e ritmica complessa e curata nei minimi dettagli, arricchita da un violoncello che colora e accarezza la tela sonora. È il racconto di quel momento in cui tutto sembra possibile: dopo un lungo inverno, la primavera arriva all’improvviso e, insieme a lei, la sensazione di poter affrontare qualsiasi cosa perché finalmente accanto a te c’è la persona giusta.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Una confessione in controluce: “L’ho detto male” è il nuovo singolo di Alberto Moscone

“L’ho detto male” è il nuovo singolo di Alberto Moscone, uscito martedì 12 maggio 2026. Il songwriter/sound editor romano lascia affiorare una fragilità trattenuta, costruendo un brano che sembra muoversi tra silenzi, luci fredde e pensieri che arrivano tutti insieme quando la città rallenta. L’atmosfera è intima, quasi sospesa, e ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di distanza emotiva che resta addosso. Un’estetica precisa, nata dall’incontro tra sensibilità sonora e immaginazione visiva.

Foto: Renata La Serra

Queste le parole con le quali il cantautore presenta il brano:
«Le parole talvolta tradiscono come ci sentiamo veramente.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Nato a Roma, cresciuto a Genova. Il progetto bedroom pop di Alberto Moscone nasce dall’unione della sua passione per le chitarre nastrose con il suo lavoro da montatore del suono nel cinema.
Si ritrasferisce a Roma per lavoro nel 2020 dove nascono diverse collaborazioni ed esplora sonorità nuove.
Nel 2023 pubblica il primo singolo con il suo progetto omonimo, nel 2024 il primo EP “Io perdo sempre” di cui viene pubblicata una versione fisica sotto forma di fumetto.

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