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Comunicato stampa Elettronica Internazionale

Ci sono giorni che iniziano dopo essere finiti​: “Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione

“Those Days Will Never Return” è il nuovo singolo di Marco Scipione, uscito venerdì 9 ottobre 2026. Nel nuovo brano Marco Scipione attraversa la memoria di quei giorni che impariamo a riconoscere soltanto quando sono ormai lontani. Tra sassofoni trasformati dall’elettronica, distorsioni e paesaggi sonori in continua mutazione, il brano restituisce la sensazione di un passato che continua a cambiare forma dentro di noi. I ricordi diventano così frammenti di qualcosa che non possiamo più raggiungere, ma che continua silenziosamente a modificarci. Come fotografie lentamente sbiadite, in cui i contorni si perdono mentre ciò che abbiamo provato sembra farsi sempre più nitido.

Foto: Alessandra Fuccillo

Queste le parole con le quali il musicista presenta la traccia:
«”THOSE DAYS WILL NEVER RETURN” nasce da una sensazione che mi capita di provare spesso. Ogni istante è unico, ma in una maniera quasi claustrofobica: si può andare solo avanti e, per la maggior parte della nostra vita, non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Il brano è un inno a questo stato d’animo, rappresentato nel videoclip diretto da Marco Ciceri attraverso un’immagine tanto semplice quanto definitiva: qualcosa che sembra forte, quasi immortale, prende fuoco e inevitabilmente diventa cenere. Ciò che rimane, però, continua a testimoniare che qualcosa è esistito. Quello che resta può accompagnarci a lungo, trasformare il modo in cui ricordiamo e, in qualche modo, cambiare anche noi.
Il brano nasce dal tentativo di tradurre questa sensazione in musica. È eseguito con un sax modificato, ovvero un sassofono processato attraverso pedali per chitarra e spesso fatto passare attraverso amplificatori e cabinet. Nella parte centrale ho utilizzato un sidechain a pedale, una soluzione che adoro quando sento il bisogno di dare respiro alle composizioni più “spinte”. A questo si aggiungono distorsioni custom molto pesanti, combinate con diversi pitch shifter che mi permettono di trasformare il sassofono fino a ottenere sonorità vicine a quelle di chitarre e bassi distorti, e ambienti giganteschi pensati per dare la sensazione di essere travolti da un muro di suono.
A completare il setup ci sono un Moog per i bassi e una drum machine, entrambi controllati via MIDI da una pedaliera che utilizzo con il piede destro. Tutto avviene senza sovraincisioni: ogni suono viene generato, controllato e trasformato in tempo reale, senza l’ausilio di un computer.
È un limite che scelgo volontariamente e che mi piace esplorare.
Proprio all’interno di questi confini, nel tentativo costante di trasformare in suono sensazioni difficili da descrivere a parole, è nato “THOSE DAYS WILL NEVER RETURN”.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Marco Scipione è un sassofonista e compositore italiano. Il suo lavoro si sviluppa nel punto di attrito tra respiro, metallo e trasformazione elettronica.
Attraverso sax, paperclip, voce e un sistema ibrido di dispositivi analogici e digitali, Scipione costruisce strutture sonore eseguite e controllate interamente in tempo reale senza computer e loop station. Droni e distorsioni diventano materia compositiva, gli strumenti vengono condotti fino al limite della loro riconoscibilità, legati solo al respiro del musicista.
Il suo passato da bassista nei territori del rock e del metal riaffiora nel suono e nell’uso della distorsione. Questa componente ha trovato spazio anche nel suo trio post-punk/hardcore DANG!, intrecciandosi con una lunga esperienza nel jazz e nell’improvvisazione.
Parallelamente alla ricerca solista, Scipione porta avanti una lunga attività internazionale: dal 2022 è sassofonista solista nei tour mondiali di Eros Ramazzotti e ha inoltre collaborato per dieci anni con Mario Biondi.
Nel 2024 pubblica per Cassis Records H(ost), il suo primo lavoro discografico in solo. Concepito come un esperimento radicale, il disco è stato registrato interamente dal vivo, in solo e senza sovraincisioni, al Bunker Studio di Brooklyn da John Davis dei Nerve.
Nel 2027 uscirà il suo nuovo album, prodotto da Matteo Cantaluppi (Cassis Records) e registrato al Mono Studio di Milano, con cui questa ricerca si amplia e il suo linguaggio raggiunge un nuovo grado di definizione e intensità.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

La via d’uscita era un’altra stanza: “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara

“TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT” è il nuovo singolo di Goodbye Lara, uscito venerdì 2 ottobre 2026. In “TRAPPED PEOPLE NEED, FREE PEOPLE WANT”, Goodbye Lara attraversa il confine incerto tra desiderare qualcuno e averne bisogno per riuscire a fuggire. L’amore diventa una promessa di salvezza che lentamente cambia forma, fino a somigliare alla stessa gabbia da cui si cercava di uscire. Tra alt rock, elettronica e atmosfere crepuscolari, il brano costruisce un paesaggio deformato, dove le identità si confondono e l’acqua continua a salire. Restano due persone che provano a salvarsi a vicenda senza sapere se stanno nuotando verso la superficie o semplicemente imparando ad affondare insieme.

Foto: Mari Giaccari

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«”Trapped People Need, Free People Want” è il singolo di lancio del progetto Goodbye Lara.
Il brano esplora il conflitto tra bisogno e desiderio: chi è intrappolato vive l’amore come una sterile evasione, chi è libero può sceglierlo consapevolmente; uno sbilanciamento che porta ad un’ alterazione percettiva e all’illusione di aggiustare la vita dell’altro mentre lui rimane coscientemente immobile. Il testo è la promessa di una fuga in un mondo tra realtà e sogno in cui non esistono sovrastrutture e in cui lasciarsi inghiottire dalle onde non è un naufragio, ma l’inizio di un viaggio fuori dall’ordinario.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Goodbye Lara nasce dalla scrittura di Lara Ingrosso, musicista, autrice e compositrice di colonne sonore.
Con un sound che attraversa alternative rock, elettronica e atmosfere cinematografiche e testi sospesi tra crudo realismo e visioni oniriche, prende forma un progetto che esplora le zone d’ombra dei legami umani: il confine sottile tra cura e controllo, vulnerabilità e annullamento di sé.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie

Il silenzio prima del mondo: “Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca

“Come albume nell’uovo cosmico” è il nuovo singolo di Enrique Spacca, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Come albume nell’uovo cosmico”, Enrique Spacca osserva l’esistenza come una materia unica, in cui corpi, natura e infinito sembrano appartenere allo stesso movimento. Tra una voce quasi sussurrata e una scrittura fatta di immagini essenziali, il brano procede lentamente verso qualcosa che sembra precederci e, allo stesso tempo, contenerci. Il quotidiano sfiora così il sacro, il minuscolo diventa cosmico e ogni confine comincia a perdere consistenza. Come se, per un istante, fosse possibile guardare l’universo da molto lontano e accorgersi di essere ancora dentro di lui.

Foto: Charlotte Vuissoz

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Il brano è un dialogo tra l’istante e l’eterno divenire delle cose, quel flusso perpetuo che la filosofia indiana racconta nell’immagine dell’Uovo Cosmico. Nasce timido, all’improvviso, da una nota che si dilata, e cresce lentamente come un’onda che va a infrangersi sul bagnasciuga dei sensi. Il suo sound si smarrisce nel riverbero di una stanza, e si fa teatro di luci quando chitarra, batteria e archi deflagrano: è il mondo che si schiude sotto i nostri occhi per poi raccogliersi nella corporalità di un basso groovy.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Enrique Spacca, cantautore e pianista italo-colombiano, dà forma a quella che chiama imaginal music, un indie folk italiano intriso di pop trascendentale: con semplici melodie vocali e le armonie inattese di un pianoforte introspettivo, apre al pubblico le porte di un mondo interiore.
Residente in Svizzera, intreccia l’italiano, sua lingua madre, con l’inglese per raccontare storie di trasformazione, invitando a volgere lo sguardo oltre il rumore del mondo, a rinnovare il legame che ci unisce al vivente e a ritrovare l’unità nel cuore della divisione.
Il suo progetto solista è una tensione verso l’autenticità, maturata dopo anni di esplorazione sonora con band e ricerche visive, sulla scia di Franco Battiato, Paolo Conte, Pino Daniele e Andrea Laszlo de Simone.

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Comunicato stampa Indie Post-Punk rock

Le cose che occupano meno spazio: “Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri

“Canzone Sospirata” è il nuovo singolo dei Cromosauri, uscito martedì 29 settembre 2026. In “Canzone Sospirata”, i Cromosauri tornano nei luoghi in cui qualcosa ha fatto male, senza provare a cancellarne le tracce. Le paure restano, così come le debolezze e i segni lasciati dal passato, ma lentamente smettono di occupare tutto lo spazio. Tra malinconia e consapevolezza, il brano osserva ciò che accade quando non abbiamo più bisogno di sconfiggere i nostri mostri per continuare a vivere. Come tornare molti anni dopo nella stessa stanza e trovarla identica, accorgendosi però che siamo noi, finalmente, a non esserlo più.

Foto: Irene Carli

Queste le parole con le quali la band presenta la traccia:
«”Canzone Sospirata” chiude l’album “Nuvole, Bolle e Pesci”, aprendo un orizzonte di nuove prospettive e allo stesso tempo chiudendo un cerchio narrativo. L’album inizia e finisce con due immagini legate all’acqua, formando un arco narrativo circolare: prima si evoca una caduta in una pozzanghera, poi, in “Canzone Sospirata”, immagina una pioggia che non riesce ad eliminare i solchi tracciati. C’è un passato indelebile che permette di ricordare e quindi crescere, lasciare andare.
Nata in una situazione molto personale vissuta da Davide mentre viveva nel nord della Danimarca, la canzone vuole essere una dichiarazione di pace nei confronti di se stessi e del mondo che ci circonda. Le contraddizioni e i mostri interiori che si presentano alla porta del presente e chiedono un riscatto non vengono rifuggiti o rinnegati, ma riconosciuti e accolti, accettati. Il brano quindi chiude un percorso di maturazione, di accettazione delle proprie fragilità, delle proprie debolezze, un volersi bene nonostante alle volte sia difficile riconoscersi allo specchio, nonostante le nostre battaglie con il mondo, i nostri altri principi, le aspettative, tutto ciò che è già stato citato anche in “Se Avessero” e “Brillare”.
La copertina, un collage di Polaroid scattate da Davide in diversi luoghi della Danimarca, richiama i luoghi che hanno ispirato la canzone e ne creano l’atmosfera: il faro di Rubjerg Knude, un faro abbandonato che solo 100 anni fa era un edificio all’avanguardia e che invece l’erosione della costa presto farà crollare in mare; Grenen, la punta della Danimarca dove si incontrano Mar Baltico e Mar del Nord, perennemente in contrasto con le loro correnti; Aalborg, la città dove Davide ha vissuto.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
I Cromosauri sono un trio alternative rock nato a Cecina (LI) e attivo dal 2014. Dopo l’esordio psichedelico e strumentale “Cromomito” (2015) e la successiva esplorazione del grunge anni ’90 con “NOIZ!” (2016) e “Invalid Session EP” (2018), nel 2020 la band pubblica “La Piccola Circolazione”, primo lavoro in italiano, scritto e registrato a distanza, un racconto dei piccoli mondi domestici della pandemia. Con “RGB” (2021) i Cromosauri consolidano la loro direzione espressiva, mescolando alternative, indie e post rock. Dopo esperienze parallele tra Europa e Stati Uniti e l’uscita di “L.P.C. Live” (2023), il trio è prossimo a presentare il nuovo album “Nuvole, Bolle e Pesci” (novembre 2026), un disco che attraversa disorientamento e trasformazione senza cercare risposte definitive, ma restando dentro le domande.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Elettronica Pop

Le cose che sanno ancora di te: “Sapore” è il nuovo singolo dei Morama

“Sapore” è il nuovo singolo dei Morama, uscito venerdì 25 settembre 2026. In “Sapore”, i Morama raccontano una distanza che il corpo sembra rifiutarsi di accettare. L’assenza continua a sopravvivere nelle cose più piccole: un odore rimasto sul cuscino, il sapore del sale, una luce oltre lo schermo, la memoria di un tocco. Frammenti capaci di rendere vicino ciò che non possiamo più raggiungere. Con una ballad intima e sospesa, il brano abita così quello spazio fragile in cui il ricordo diventa quasi fisico e qualcuno può continuare a mancarci proprio perché, in qualche modo, non se n’è mai andato davvero.

Foto: Morama

Queste le parole con le quali il duo presenta il brano:
«Prosegue il percorso elettro-pop dei Morama con “Sapore”, quarto e ultimo singolo estratto dal secondo EP del duo, “Marea d’Amore”. Un brano intenso ed emozionale che rappresenta il capitolo finale di un progetto capace di raccontare le diverse sfumature dell’amore attraverso sonorità contemporanee e una scrittura profondamente evocativa.
“Sapore” racconta il peso di una relazione a distanza, dove l’assenza della persona amata si trasforma in una presenza costante nei pensieri. La nostalgia, il desiderio e la mancanza, tanto fisica quanto emotiva, si intrecciano fino a sfiorare l’ossessione, dando vita a un racconto sincero e vulnerabile.
Ballad dell’EP, il brano mette al centro un’interpretazione vocale intensa, fragile e al tempo stesso potente, capace di trasmettere tutta la forza delle emozioni raccontate. Un pianoforte delicato e malinconico apre e sostiene la composizione, mentre una produzione moderna e incisiva accompagna la crescita del pezzo, esaltandone la profondità emotiva senza rinunciare all’identità elettro-pop che contraddistingue i Morama.»

Puoi ascoltare il brano qui:

Bio
Morama è il punto di incontro tra due mondi apparentemente opposti: il rigore della musica colta e la libertà viscerale dell’elettronica. Il progetto, fondato nel 2022 da Johanna Noa (cantante e violoncellista italo-tedesca) e Paolo De Santis (producer e tastierista), nasce tra le aule del Conservatorio G. Verdi di Como, ma trova la sua vera identità lontano dai leggii, nel pulsare dei club e nella ricerca sonora tra Milano e Londra.
Il suono, classico distorto. La firma stilistica Morama è un pop sofisticato ma accessibile. Il violoncello di Johanna non è solo uno strumento d’accompagnamento, ma diventa materia viva: effettato, distorto e manipolato fino a fondersi con i sintetizzatori di Paolo. Le loro produzioni attingono all’armonia jazz di Jacob Collier, alla vocalità intima di Billie Eilish e Raye, e all’energia elettronica della nuova scena italiana (MACE, Okgiorgio, Venerus).
Dai live al debutto discografico Dopo un primo esordio in lingua inglese, il duo si stabilisce a Milano e vira verso l’italiano per una necessità di comunicazione più diretta. La risposta del pubblico è immediata: la loro esibizione per Sofar Sounds Milan (2023) diventa virale superando le 60.000 visualizzazioni, aprendo le porte a palchi storici come l’Arci Bellezza e il Biko, fino all’opening act per Bluem al BriUp Festival. Il valore del progetto viene confermato dalle selezioni finali in alcuni dei contest più prestigiosi d’Italia: MusicForChange, MArteLive, Sannolo, Palchi Belli x Rockit e M4NG.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando non c’è più nessuno da convincere: “Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro

“Body” è il nuovo singolo di Adriano Saponaro, uscito martedì 22 settembre 2026. In “Body”, Adriano Saponaro esplora la distanza sottile tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di mostrare. Il corpo diventa insieme rifugio e superficie, qualcosa da abitare ma anche da riconoscere quando ogni rappresentazione comincia a cedere. Tra dettagli quotidiani e immagini sospese, il brano si muove nell’intimità di un risveglio, quando la notte lascia spazio a una luce più difficile da evitare. E forse è proprio lì, senza più ruoli da interpretare, che resta la domanda più semplice e vertiginosa: cosa rimane di noi quando non c’è più nessuno da convincere?

Foto: Francesca Pazienza

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Ci sono dei vestiti che anche se provi a gettarli sul pavimento restano in piedi come sculture in un museo. Sono gli abiti delle persone importanti, come la giacca di tuo nonno o il montgomery di tua mamma. Allo stesso modo, un mattino, un body color grigio tenue ti fissa, mentre il mondo si sveglia e tu cerchi di aprire gli occhi. È un indumento che non hai mai visto prima, eppure è già nel tuo museo, vicino all’angelo che ti dorme accanto, mentre sotto al letto un bar di piccole creature sta sfornando brioches per tutti i turisti della tua mente. Un brivido luccicante ti taglia in due. Hai subito l’impressione che questa mattina non si andrà a scuola, nonostante la scuola sia finita già da molti anni.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Adriano Saponaro è un cantautore e polistrumentista. Dentro le sue vene scorre una miscela di chitarre tarantiniane, supereroi che camminano nella pioggia e un’orchestra che gioca a disordinare i suoi spartiti davanti alla platea. Dalla confusione nascono le parole e le melodie delle sue canzoni per poi trovare la retta via tra un abbraccio di ieri e un bacio di oggi.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Il mondo in sovraesposizione: “Maledistato” è il nuovo singolo di Stefano Resta

“Maledistato” è il nuovo singolo di Stefano Resta, uscito martedì 15 settembre 2026. Stefano Resta attraversa un presente saturo di immagini, rumore e identità costruite, dove distinguere ciò che siamo da ciò che mostriamo diventa sempre più difficile. Tra tensioni elettroniche e una scrittura essenziale, il brano lascia affiorare un disagio che dalla dimensione individuale si allarga lentamente al mondo circostante, fino a confondere ferite private e collettive. Ne emerge il ritratto inquieto di una realtà che continua a chiedere attenzione mentre sembra perdere la capacità di guardare davvero: un luogo in cui restare umani diventa, forse, la forma più silenziosa di resistenza.

Foto: Flavio Diaferia
Art direction: Facciocosepunto
Set direction: Mariapia Nocella

Queste le parole con le quali il cantautore presenta la traccia:
«Tra sintetizzatori anni Ottanta, ritmi ipnotici e melodie luminose, “Maledistato” unisce l’estetica della new wave europea a una scrittura che guarda alla tradizione della canzone d’autore, trasformando una riflessione sul presente in un brano dal forte contrasto emotivo.
Nato dall’esigenza di osservare il nostro tempo senza filtri, “Maledistato” riflette sul progressivo assuefarsi alla violenza, alla polarizzazione e al linguaggio dello scontro. Immagini di cronaca, frammenti ispirati alla retorica dei talk show e riflessioni personali si intrecciano in un racconto che fotografa una società sempre più frammentata, dove il dialogo sembra lasciare spazio al rumore.
Il contrasto tra una musica coinvolgente e quasi danzante e un testo duro diventa così il cuore del brano, invitando l’ascoltatore a interrogarsi su ciò che siamo ancora disposti a tollerare prima di reagire.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Stefano Resta sviluppa un pop d’autore diretto e stratificato, un flusso di coscienza capace di unire sensibilità malinconica, precisione e una “palette di umori” sempre in bilico tra intimità ed energia, in dialogo con la tradizione italiana e internazionale, con una voce intima e cangiante che si muove tra calore e increspature graffiate.

Stefano Resta è un artista pugliese, nato a Corato. Il suo percorso artistico nasce come batterista durante gli studi di medicina; ha studiato pianoforte e batteria nella provincia di Bari e ha iniziato a produrre piccole tracce di musica techno. A Roma nel 2017 inizia a pubblicare come Raesta. Nel 2019 inizia la collaborazione con Vincenzo Vescera con cui dopo il buon posizionamento al Premio Lunezia fonda i RaestaVinvè e pubblica un album “Biancalancia” e un EP “Resto a Sud”. Le collaborazioni in questi due lavori vedono tra gli altri la cantante francese Clio (“Rien ne va plus”) e il partenopeo Francesco di Bella (“Resto a Sud”). Nel 2023 esce il suo primo EP solista “Fuoco di Paglia”, registrato a Ferrara per Alka Record Label. In questi anni calca palchi internazionali (FIMU festival di Belfort come Raesta o Porto Rubino con i RaestaVinvè). A ottobre è prevista l’uscita del suo primo LP che esce indipendente ma con la collaborazione della milanese Costello’s Agency.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

L’altrove sotto casa: “Genova Esotica” è il nuovo singolo di Gabriele Serpe

“Genova Esotica” è il nuovo singolo di Gabriele Serpe, uscito martedì 15 settembre 2026. In “Genova Esotica”, Gabriele Serpe trasforma la città in un altrove possibile, suggerendo che per cambiare paesaggio non sia sempre necessario partire. Tra elettronica e sfumature psichedeliche, il brano attraversa il bisogno contemporaneo di cercarsi continuamente in luoghi, esperienze e nuove versioni di sé, fino a rovesciarne la prospettiva. L’esotico diventa così uno sguardo: la possibilità di riconoscere qualcosa di inatteso nelle strade di sempre e scoprire che, a volte, sentirsi altrove significa semplicemente imparare a guardare diversamente ciò che chiamiamo casa.

Foto: Gabriele Serpe

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Quando la patria natia si trasforma in un luogo esotico, gli indigeni diventano “stranieri” perché non si identificano più con le regole e i valori dominanti della società in cui sono nati e cresciuti. Adulti fuori tempo e fuori luogo, uomini e donne che si aggirano spaesati per le strade delle nostre città. L’ingresso negli “anta” e la collaterale crisi di mezza età sono la goccia che fa traboccare il vaso. Ormoni sfioriti, schegge impazzite, sperimentiamo l’urgenza di tornare a mordere la vita. C’è chi trova il coraggio di mollare la presa e voltare le spalle, chi improvvisa tagli, strappi e cambi repentini, ma anche chi si accontenta di improbabili rimedi per guarire dall’insoddisfazione con effetto il più immediato possibile. Dall’impulso sessuale a quello spirituale, il cuore non riceve l’alimentazione di cui avrebbe bisogno e non sa come reagire. Perché a un certo punto arriva il momento di ammetterlo: non è andata come ci aspettavamo e come avremmo voluto. I modelli proposti dalla società non sono più così attrattivi come apparivano un tempo e ora… che si aprano le gabbie e si salvi chi può!»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Gabriele Serpe è un cantautore e giornalista genovese. L’esordio discografico risale al 2007 con il singolo “I sogni ti danno il pane”. Il primo album “Chi Cerca Trova!” esce nel 2010 ed è accompagnato da un lungo tour promozionale unico nel suo genere: un’azione di cd crossing che ha toccato quindici città italiane e raggiunto migliaia di persone, in collaborazione con radio, clubs, biblioteche e associazioni culturali.
Fra il 2011 e il 2015 scrive e porta in scena due spettacoli di teatro-canzone e pubblica il secondo album “Uno”; le sonorità, inizialmente itpop, si spostano verso l’indie rock.
Presa la decisione di allontanarsi dalla società per vivere di autosostentamento agricolo, nel 2019 torna in studio con il progetto Zoostat (duo di musica elettronica e canzone d’autore) con cui pubblica l’EP “Cancellature” nel 2021 e l’album “Crash Test” nel 2023.
Il nuovo album solista uscirà nel 2026.
Fra i tanti progetti extra musica, ha pubblicato due raccolte di poesie e ha fondato e diretto dal 2008 al 2015 “Era Superba” rivista mensile e sito web di informazione su Genova.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie rock

Il posto che non stavamo cercando: “Untitled” è il nuovo singolo di Barone

“Untitled” è il nuovo singolo di Barone, uscito venerdì 11 settembre 2026. Nel singolo d’esordio Barone percorre una strada senza destinazione, lasciando che sia il paesaggio a dare senso al movimento. Il brano abita uno spazio sospeso, dove lo smarrimento perde lentamente il suo peso e diventa possibilità, apertura, occasione per guardare ciò che prima rimaneva ai margini. Tra una voce intima e una produzione rarefatta, la musica procede senza cercare risposte, affidandosi alla bellezza incerta di ciò che appare lungo il cammino. Una canzone che non prova a trovare la strada, ma impara a stare dentro tutto ciò che accade quando la strada scompare.

Foto: Marcello Messineo
Edit: Beatrice Toliusyte

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Costruire qualcosa per poi vederla crollare, intraprendere strade che non portano da nessuna parte, fare delle scelte nonostante l’assedio dei dubbi. In momenti come questi è facile che la disperazione prenda il controllo, che la fiducia inizi a vacillare.
Eppure basta guardarsi attorno per osservare la bellezza che inesorabilmente ci circonda. Una bellezza che è stata creata nelle avversità o, meglio, dalle stesse avversità. Meccanismi ignoti e miracolosi sembrano riequilibrare il modo in cui questa bellezza venga ridistribuita attorno a noi.
Non è facile notarli, ma basta un cambio di prospettiva per rendersi conto che, nonostante un’apparente confusione, lì, fuori, è tutto così bello.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
C’è un momento, poco prima che il suono prenda forma, in cui tutto è ancora possibile. Barone nasce lì.
Non è solo un progetto: è una traiettoria. Un organismo in continua mutazione, che si espande attraverso cinque voci, cinque visioni, un’unica tensione verso qualcosa che ancora non ha nome. Le coordinate sono familiari solo in apparenza – echi lontani di Jeff Buckley, Gábor Szabó e Radiohead – ma vengono piegate, dissolte e ricostruite in un linguaggio proprio.
Sul palco, Vito Barone (voce, chitarra), Luca La Russa (basso), Andrea Ardizzone (tromba), Andres Zanoni (chitarra) e Andrea Chentrens (batteria) non eseguono: evocano. Trame sottili si aprono in improvvise vertigini ritmiche, melodie che sembrano sussurri diventano onde che travolgono. Ogni brano è un confine che viene attraversato.

“Same other ways” non è solo un album. È un passaggio. Nove tracce, in inglese, che non raccontano: rivelano. Frammenti di inquietudine, visioni notturne, crepe da cui filtra luce. Un percorso umano che non cerca risposte, ma lascia segni.
Barone non sta cercando di appartenere a un suono. Sta costruendo qualcosa che, presto, gli altri cercheranno di inseguire.

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Fonte: Costello’s Agency

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Comunicato stampa Indie Pop

Quando si riaccendono le luci: “Ultimo Ricordo” è il nuovo singolo di Luca Fol

“Ultimo Ricordo” è il nuovo singolo di Luca Fol, uscito venerdì 4 settembre 2026. Nel brano il musicista riminese racconta quel momento sospeso in cui qualcosa non è ancora finito, ma ha già iniziato ad appartenerci come memoria. La canzone abita gli ultimi istanti di una storia senza trasformarli in un addio, lasciando che siano i dettagli e i silenzi a suggerire ciò che sta per cambiare. Come le luci che si accendono lentamente in una sala dopo l’ultima scena, la realtà torna a farsi spazio mentre ciò che è appena accaduto comincia già ad allontanarsi. Con una scrittura essenziale e intima, Luca Fol cattura così la fragilità di un presente che sembra durare ancora un momento, proprio quando sappiamo che non potremo più trattenerlo.

Foto: Natalia Nieves
Art director, styling, costume designer: Sonia Formica

Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«“Ultimo Ricordo” è il nuovo struggente singolo di Luca Fol, un raffinato brano pop che racconta l’ultimo istante condiviso da due persone, quando tutto ciò che è stato vissuto lascia spazio alla memoria.Nel testo, il cinema non è solo un’ambientazione, ma diventa il simbolo di un’esperienza destinata a svanire. Le persone, i suoni e i profumi si dissolvono lentamente, lasciando soltanto una traccia luminosa: quella che il tempo imprime ai ricordi più profondi. La riflessione principale si concentra non sull’identità delle persone, ma sull’intensità del legame che hanno condiviso: perché il tempo dissolve i volti, mentre le emozioni continuano a esistere.
L’arrangiamento arricchisce questo percorso emotivo con naturalezza: un intimo piano e voce apre il brano, per poi espandersi in un crescendo ricco di pathos, dove string machine, chitarre, basso, batteria e un raffinato sound design costruiscono un’atmosfera sospesa tra malinconia e consapevolezza.
Prodotto da Antonio Patanè e Luca Fol, “Ultimo Ricordo” è un invito a custodire ciò che rimane quando tutto il resto svanisce: le emozioni, più ancora dei volti, sono l’eredità più autentica degli incontri che attraversano la nostra vita.»

Puoi ascoltare il brano qui:

BIO
Luca Fol è un cantautore e polistrumentista che unisce synth-pop, cantautorato e rock d’autore. La sua musica esplora temi come umanità, equilibrio sociale, spiritualità e introspezione, raccontati con una scrittura ironica, elegante e profondamente contemporanea.

Dopo due album in inglese pubblicati tra il 2016 e il 2018, dal 2020 scrive in italiano. Il suo primo album in italiano “Io sono meno inglese di thè” (2022), lo porta a X-Factor e ad Area Sanremo, segnando l’inizio di un percorso che lo vede coinvolto nel progetto di Giovanni Caccamo da cui è nato il volume “Il Manifesto del Cambiamento” edito da Treccani. Nel 2024 pubblica il secondo album “LUCA FOL”, seguito da un tour nei club, festival e teatri. Tra il 2024 e il 2025 riceve numerosi riconoscimenti è finalista al Premio De Andrè, Premio Lauzi, Premio Bertoli, Premio Pigro, Club Tenco. È vincitore del Meeting Music Contest (2024), del Premio InediTO (2025), dei Primigenia Music Awards (2025).
Il 16 giugno 2026 esce il singolo “Nichilista”, anticipazione del nuovo album in uscita nel 2027.

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Fonte: Costello’s Agency