“Untitled” è il nuovo singolo di Barone, uscito venerdì 11 settembre 2026. Nel singolo d’esordio Barone percorre una strada senza destinazione, lasciando che sia il paesaggio a dare senso al movimento. Il brano abita uno spazio sospeso, dove lo smarrimento perde lentamente il suo peso e diventa possibilità, apertura, occasione per guardare ciò che prima rimaneva ai margini. Tra una voce intima e una produzione rarefatta, la musica procede senza cercare risposte, affidandosi alla bellezza incerta di ciò che appare lungo il cammino. Una canzone che non prova a trovare la strada, ma impara a stare dentro tutto ciò che accade quando la strada scompare.

Foto: Marcello Messineo
Edit: Beatrice Toliusyte
Queste le parole con le quali l’artista presenta la traccia:
«Costruire qualcosa per poi vederla crollare, intraprendere strade che non portano da nessuna parte, fare delle scelte nonostante l’assedio dei dubbi. In momenti come questi è facile che la disperazione prenda il controllo, che la fiducia inizi a vacillare.
Eppure basta guardarsi attorno per osservare la bellezza che inesorabilmente ci circonda. Una bellezza che è stata creata nelle avversità o, meglio, dalle stesse avversità. Meccanismi ignoti e miracolosi sembrano riequilibrare il modo in cui questa bellezza venga ridistribuita attorno a noi.
Non è facile notarli, ma basta un cambio di prospettiva per rendersi conto che, nonostante un’apparente confusione, lì, fuori, è tutto così bello.»
Puoi ascoltare il brano qui:
BIO
C’è un momento, poco prima che il suono prenda forma, in cui tutto è ancora possibile. Barone nasce lì.
Non è solo un progetto: è una traiettoria. Un organismo in continua mutazione, che si espande attraverso cinque voci, cinque visioni, un’unica tensione verso qualcosa che ancora non ha nome. Le coordinate sono familiari solo in apparenza – echi lontani di Jeff Buckley, Gábor Szabó e Radiohead – ma vengono piegate, dissolte e ricostruite in un linguaggio proprio.
Sul palco, Vito Barone (voce, chitarra), Luca La Russa (basso), Andrea Ardizzone (tromba), Andres Zanoni (chitarra) e Andrea Chentrens (batteria) non eseguono: evocano. Trame sottili si aprono in improvvise vertigini ritmiche, melodie che sembrano sussurri diventano onde che travolgono. Ogni brano è un confine che viene attraversato.
“Same other ways” non è solo un album. È un passaggio. Nove tracce, in inglese, che non raccontano: rivelano. Frammenti di inquietudine, visioni notturne, crepe da cui filtra luce. Un percorso umano che non cerca risposte, ma lascia segni.
Barone non sta cercando di appartenere a un suono. Sta costruendo qualcosa che, presto, gli altri cercheranno di inseguire.
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Fonte: Costello’s Agency